Approvato il Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti Solidi Urbani a Beira

Approvato il Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti Solidi Urbani a Beira

Il 18 luglio è stato approvato il Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti Solidi Urbani di Beira dall’Assemblea Municipale!

Un risultato importante per il CAM che ha contribuito alla sua stesura, collaborando a stretto contatto con il Municipio di Beira e con tutti gli attori coinvolti, dopo diversi anni di impegno in tale settore.

Il Piano di Gestione Integrata è uno strumento strategico che guiderà lo sviluppo del settore nei prossimi anni ed è pensato per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e la vivibilità della città stessa. Punta a rafforzare il servizio di raccolta al fine di minimizzare gli impatti negativi sulla salute e sull’ambiente che la gestione non controllata di rifiuti provoca. Vuole tracciare la strada per sensibilizzare la cittadinanza ad introdurre buone pratiche e sistemi di raccolta, di pulizia e di riciclaggio in grado di offrire una vita dignitosa ai cittadini e di creare sviluppo economico attraverso la creazione di nuove mansioni e nuovi posti di lavoro.

È una via condivisa su cui realizzare le future attività in questo settore: la promozione del riuso e del riciclaggio, la raccolta differenziata, il compostaggio, lo sviluppo di una economia circolare ed altro. Un piano di lavoro su cui è stato fatto affidamento anche nella gestione dell’emergenza rifiuti a seguito del ciclone tropicale Idai, su cui il CAM ha lavorato e sta lavorando in partenariato con il Municipio di Beira e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo – UNDP.

 

25 giugno 2019, la lotta continua

25 giugno 2019, la lotta continua

Oggi 25 giugno, si festeggia in tutto il Mozambico il Dia da Indipendência Nacional.

Il Mozambico faceva parte, con Angola, Guinea Bissau e Capo Verde, delle colonie appartenenti al Portogallo. I governi fascisti portoghesi di Antonio Salazar e Marcelo Caetano continuavano a sfruttare i territori colonizzati anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, favorendo così la creazione di movimenti nazionalisti africani pronti a combattere per la propria indipendenza. Sul principio degli anni ’60 nacque in Mozambico il Frelimo (Frente de Libertaçao Nacional), che fu nel decennio successivo il principale antagonista del governo oppressore portoghese.

Dopo anni di sanguinosa guerra, in seguito alla Rivoluzione dei Garofani del 1974 che causò la caduta del regime di Caetano e la successiva ritirata del Portogallo dall’Africa, Frelimo proclama il 25 giugno 1975 l’indipendenza del paese e ne assume la guida. Il Mozambico torna dunque ai mozambicani ma…

A luta continùa…

Ad oltre 40 anni dall’indipendenza, il Mozambico è ancora alla ricerca di una prospettiva di sviluppo che affranchi la metà della popolazione da condizioni di estrema povertà. E questa prospettiva mal si concilia con politiche – che di fatto gettano i contadini in condizioni ancora peggiori – di cui è un esempio, tra i tanti riconducibili al land grabbing, il programma ProSavana.

Di che cosa si tratta? Da anni colossi agro-industriali come Mozaco, Agromoz, Matharia, Green Resources e Aviam seguitano ad accaparrarsi suolo fertile tra la provincia di Nampula e quella di Zambesia, in accordo con il governo di Maputo.

Nel 2009 i governi del Brasile, del Giappone e del Mozambico hanno sottoscritto un programma d’azione, il ProSavana, che è stato avviato nel 2011. Il programma prevede investimenti per introdurre in Mozambico il modello fazenda (come nel cerrado, la savana del Brasile) in una fascia che copre 11 milioni di ettari di terra in 19 distretti nelle province di Zambesia, Nampula e Niassa.

Nel giugno 2014 contadini, missionari e attivisti hanno dato vita a un movimento di opposizione – in cui appare decisiva la partecipazione femminile tramite Forum Mulher e Marcha Mundial das Mulheres Moçambique – con l’obiettivo di resistere all’avanzamento di quell’investimento che, denunciano, sottrae la terra ai contadini in cambio di un lavoro a cottimo nelle grandi piantagioni di soia e girasoli.

E’ per fare il punto della situazione che gli attivisti dei tre Paesi e tutti gli aderenti alla Campagna Nao ao ProSavana si vedranno il 18 novembre prossimo a Tokyo dove è in agenda una Triangular Peoples Conference.

Questa conferenza intende essere un’occasione di confronto sulle tecniche di land grabbing e di consolidamento della resistenza dal basso, con attivisti brasiliani e giapponesi in prima linea.

Premio U.N.C.I. 2019: we’re back!

Premio U.N.C.I. 2019: we’re back!

 Per il secondo anno consecutivo, l’U.N.C.I. – Unione Nazionale Cavalieri d’Italia – ha deciso di assegnare al CAM il Premio “Bontà 2019 – riconoscimento al volontariato e alla solidarietà”. La cerimonia di premiazione è avvenuta domenica 9 giugno durante la “Festa del Cavaliere”.
Corrado Diamantini, vicepresidente CAM, ha ritirato il premio ed ha illustrato ai partecipanti come è stato investito il premio Bontà vinto l’anno scorso: è in via di costruzione, nella città di Caia, una nuova strada che collega il mercato con il bairro DAF. I lavori, iniziati questa primavera, verranno conclusi durante l’estate.
Il premio di quest’anno verrà invece utilizzato a sostegno dei diversi progetti emergenza ora attivi nella provincia di Sofala (a seguito del ciclone IDAI che si è abbattuto lo scorso mese di marzo) di cui il CAM è responsabile.
Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

In seguito al passaggio di Idai, il CAM è subito intervenuto per contrastare l’emergenza e ripristinare i servizi, anche in collaborazione con diversi operatori internazionali. I nostri collaboratori hanno potuto intervenire tempestivamente ed in maniera efficace anche grazie alle numerose donazioni ricevute, che ci hanno permesso di reagire prontamente all’emergenza e progettare gli interventi di ricostruzione. Ecco come sono stati utilizzati i  41,258 € raccolti!

  • Interventi di ripristino del sistema fognario e del sistema d’approvigionamento idrico dell’unità sanitaria del quartiere di Chingussura  (38%)
  • sanificazione dell’acqua dei pozzi per contrastare la diffusione del colera (6%)
  • manutenzione e disinfezione di diverse scuole usate come campi emergenza dagli sfollati (6%)
  • supporto ed assistenza domiciliare nella zona di Caia (20%)
  • avvio del ripristino dell’inceneritore dell’ospedale di Beira, per permettere l’eliminazione dei rifiuti sanitari (6%)
  • fornitura di pasti ed attrezzatura da lavoro per i volontari che hanno partecipato al ripristino delle infrastrutture cittadine (18%)
  • sopralluoghi e progettazione dei nuovi interventi (6%)

Alcune delle attività avviate nei primi due mesi proseguiranno nella seconda parte dell’anno. Grazie all’impegno dei nostri collaboratori a Beira, è stato possibile attivare finanziamenti da enti ed agenzie internazionali quali AICS, UNICEF ed UNDP per il sostegno alla ricostruzione. Nei prossimi mesi il CAM sarà impegnato  nel ripristino della discarica di Beira, con un finanziamento del Programma delle Nazioni Unite per lo Svluppo. Ci auspichiamo inoltre di intervenire con maggiore impegno nel ripristino della deposizione controllata dei rifiuti solidi ospedalieri.

Negli ultimi mesi i fondi raccolti ci hanno permesso di raggiungere, attraverso i vari interventi, oltre 50.000 persone. Ringraziamo tutti coloro che credono nell’associazione e ci sostengono!

Beira torna a vivere – seconda parte

Beira torna a vivere – seconda parte

7 Aprile 2019 (continuazione)

La gran parte delle scuole hanno avuto danni a causa del ciclone. Molte hanno avuto parte del tetto scoperchiato, banchi e lavagne rovinati, documenti e libri distrutti. Da una settimana, per decisione delle autorità, gli alunni sono comunque rientrati e le lezioni riprese, talora all’aperto, confidando nel bel tempo ma pronti ad affrontare la pioggia. Nei giorni scorsi ho visto lezioni all’aperto e classi che raggruppavano 110 alunni stipati, fino a quattro per banco!
Si conferma così la caparbietà e fiducia del popolo mozambicano che, abituato a soffrire, non si ferma davanti alle disgrazie o avversità, convive con le difficoltà escogitando a volte soluzioni creative spesso con mezzi semplici, per noi impensabili.
Perdipiù, una quindicina di scuole sono state l’alloggio provvisorio di migliaia di sfollati dei quartieri periferici di Beira, che avevano visto scomparire con il ciclone le loro precarie abitazioni.
Una di queste, ad esempio, (Matadoro), è arrivata ad accogliere per un mese 4.000 sfollati in 18 sale di aula. E’ facile immaginare in quali condizioni di sussistenza ed igieniche siano potuti sopravvivere per settimane! La Direzione Provinciale dell’Educazione ci ha chiesto di provvedere ad una profonda disinfezione delle sale ed allo svuotamento delle fosse settiche, ormai piene a causa delle pioggie e del sovraffollamento. Intervento indispensabile, anche tenuto conto dell’epidemia di colera che ha infettato migliaia di residenti nell’ultimo mese.
Approfitto del giorno festivo per visitare alcuni quartieri della città. Mi fermo a fotografare una scuola danneggiata: la Escola Primaria Completa 1° de Junho, che ha avuto buona parte del tetto scoperto e ingenti danni alla struttura. Jemusse, anziano bidello della stessa, trasferitovi i suoi pochi effetti personali, vi ha comunque ricavato la sua misera residenza e ne svolge con fierezza il ruolo di custode. Incarnando dignitosamente il proprio ruolo, mi apre il cancello ed accompagna a vedere i danni subiti dalla sua scuola. Mi incita a inerpicarmi su un traliccio sgangherato e pericolante, dove lui nonostante gli anni agilmente sale, per valutare dall’alto le conseguenze della furia devestatrice del ciclone.
Nel nostro breve dialogo, mi informa di essere originario di Inhassunge, penisola a sud di Quelimane che ben conosco. Quando gli elenco i missionari che vi hanno svolto anni di lavoro, e le varie località dell’isola, Jemusse mi abbraccia, mi chiama sua famiglia e non riesce a trattenere le lacrime..
Anche di queste esperienze ti offre il Mozambico, dove la gente è estremamente socievole e comunicativa.
Proseguendo la mia visita, passo a fianco del famoso “Grand Hotel Beira”, che ricorda il lusso e la bellezza di Beira negli ultimi anni di colonialismo; pur essendo ridotto a poco più di un rudere ospita più di mille abitanti. Un imponente albero è stato abbattuto e sradicato dal ciclone, come avvenuto per buon parte della vegetazione della città. Alcuni bambini hanno prontamente approfittato dei rami inferiori per appenderci le corde dell’altalena. Ovunque nella città vi è grande quantità di tronchi e rami abbattuti, così in ogni strada vi sono adulti che tagliano con l’accetta tronchi più grandi, donne e bambini che ammucchiano i rami minori: almeno per qualche tempo si potrà risparmiare sull’acquisto del carbone, usato quotidianamente per cucinare e scaldare l’acqua!
Attraverso il quartiere informale Praia Nova, tra l’antico centro città e l’oceano, fatto di abitazioni precarie, baracche, e commercio informale. E’ stato il primo ad essere spazzato via dal ciclone, ed ora è diventato un ammasso di pali, resti di lamiere, macerie ed immondizia. Ciononostante, al bordo strada hanno ripreso a vendere cibarie i banchetti ambulanti improvvisati, approntati dai piccoli commercianti, a volte bambini, che vivono dello scarso introito quotidiano.
Passo attraverso la zona del porto, dove resistono antichi palazzi coloniali e magazzini, anch’essi scoperchiati e tristemente danneggiati. Sarà ingente l’impegno per riparare gli innumerevoli edifici semi distrutti.
Nella zona industriale, incuneati tra fabbriche e magazzini, spuntano abitazioni e rari scalcinati alberghi e ristoranti. Sufficienti per dare vita a piccoli nucleo abitativi dove i bambini piccoli si divertono sollevando cartoni abbandonati e rifiuti, e le bimbe si caricano sul dorso i fratellini più piccoli. Donne ed uomini danzano forsennatamente in strada, inebriati dall’alcol e dalla voglia di dimenticare dolori e difficoltà. Tutti sorridono, gesticolano, e manifestano la loro forza comunicativa.
Nei popolosi quartieri occidentali molte case sono scoperchiate e senza infissi, e l’acqua non si è ancora ritirata, costituendo un pabulum ideale per la trasmissione di malaria, colera e parassitosi.
Molti loro abitanti sono sfollati nei molti campi profughi allestiti: una decina a Beira e 27 nella Provincia.

Gianpaolo Galileo Rama

Anche il TGR parla di Mozambico

Anche il TGR parla di Mozambico

Nelle ultime settimane il Mozambico si trova al centro dell’attenzione mediatica a causa di Idai. Anche in Trentino questa tematica sta suscitando l’interesse dei cittadini, dei giornali e delle televisioni locali. Martedì 16 Paolo Rosatti e Isacco Rama sono stati ospiti del programma di Rai3 Buongiorno Regione, dove hanno parlato degli interventi del CAM a Beira.
Ad oggi il CAM continua ad affiancare i partner locali, tra cui il Conselho Municipal da Beira per far fronte all’emergenza. Grazie anche al supporto delle donazioni ricevute tramite la campagna di crowdfunding, vengono fornite attrezzature e pasti ai volontari che lavorano quotidianamente per ripristinare la città ed aiutare la popolazione. Il CAM sta inoltre lavorando per ripristinare il sistema di raccolta dei Rifiuti Sanitari a Beira e per migliorare le condizioni igieniche nei campi dei rifugiati a Beira e combattere l’insorgere di epidemie a Caia.
L’associazione sta inoltre lavorando in questi giorni con la Protezione Civile Europea (EU Civil Protection and Humanitarian Aid – ECHO) per una valutazione dei danni nei distretti di Marromeu e Chinde.

L’intervista di Paolo R. e Isacco R. è stata poi riproposta nel corso del Telegiornale Regionale. Ai seguenti link è possibile rivedere la versione integrale ( https://bit.ly/2V9YRL7 ) e quella proposta nel corso del TGR ( https://bit.ly/2IrTO2u ).

Ricordiamo che è ancora attiva la campagna di raccolta fondi, è possibile donare a questo link.