
La cooperazione comunitaria
Il Trentino in Mozambico e il Mozambico in Trentino: un titolo a specchio come espressione di un progetto volto a promuovere lo sviluppo delle due comunità, non solo su aspetti di sviluppo economico, ma soprattutto attraverso la costruzione di relazioni umane privilegiate.
La cooperazione comunitaria non si sostituisce alla cooperazione governativa, ma la integra per renderla più incisiva. Si propone di creare legami tra comunità locali anche molto distanti, sensibilizzando sui temi dello sviluppo e della solidarietà internazionale e promuovendo percorsi di partenariato tra le istituzioni e la società civile, avviando così rapporti duraturi di conoscenza e arricchimento reciproco.
L’adesione del Trentino ad un programma di cooperazione comunitaria con il Mozambico, si inserisce in un contesto di consolidata amicizia tra i due territori: l'attività dei missionari trentini in Mozambico, il prezioso ausilio politico nei processi di pace del 1992, i numerosi progetti di cooperazione, la presenza di una vivace comunità mozambicana di studenti universitari a Trento.
- Promuovere uno sviluppo sociale ed economico sostenibile attraverso una serie di progetti “in rete” e di lungo periodo cioè con interventi coordinati nei vari settori della società civili;
- Operare in un territorio circoscritto dove la popolazione si possa riconoscere in una “comunità”;
- Operare sulla base di un rapporto di partenariato fra le comunità e le organizzazioni, un rapporto basato su relazioni fra omologhi che favoriscono lo scambio reciproco di visioni e modelli organizzativi, di impostazioni culturali e di esperienze;
- Sostenere processi di democratizzazione e di pace;
- Coinvolgere le istituzioni e la società civile locale, ponendola in rapporto con le istituzioni e la società civile italiane;
Un programma di cooperazione comunitaria
tra Trento e Caia
L’accordo di cooperazione tra la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia di Sofala, siglato ufficialmente nel giugno 2001, e rinnovato nel settembre 2005, mette al centro la relazione d’amicizia tra i due territori con l’impegno di potenziarla e svilupparla. Per questo la modalità di intervento adottata tipica della cooperazione decentrata assume la forma e le istanze di una cooperazione “comunitaria”, i cui soggetti attivi quindi sono proprio le due comunità che si incontrano e collaborano per creare le condizioni per uno sviluppo partecipato del proprio territorio.
I comitati locali, nati in Trentino e in Mozambico con l’obiettivo di coinvolgere la gente, si propongono uno sviluppo attento ai valori dell’uomo. Ci si propone di individuare insieme un modello di sviluppo che privilegi le logiche relazionali, familiari, solidali, piuttosto che quelle mercantili dove il miraggio del “benessere” (dimensione puramente quantitativa) sia sempre misurato con “l’essere bene” (dimensione qualitativa).
L’intervento della Provincia, è aperto alla collaborazione di tutte le realtà istituzionali, economiche, educative, sociali e del volontariato. Trattandosi di cooperazione comunitaria il primo elemento distintivo è la centralità dell’aspetto relazionale. Due territori, prima di potersi aiutare, hanno bisogno di conoscersi come comunità, istituzioni, persone. Sulla conoscenza reciproca e sull’amicizia si possono innestare progetti di specifico aiuto e di scambio. Un secondo elemento fondamentale è quello di operare con un progetto multisettoriale integrato cioè con una serie di progetti coordinati tendenti allo sviluppo complessivo della società locale. Un terzo elemento è quello della flessibilità degli interventi. Gli interventi, così come le relazioni, sono in continuo divenire, le persone come le situazioni ed i bisogni cambiano e così anche le risposte devono poter essere continuamente adattate alle necessità. Questo non significa navigare a vista inventando di giorno in giorno le attività da realizzare, ma concedersi uno spazio di confronto continuo, garantendo e stimolando la partecipazione dal basso delle comunità coinvolte.
Il Tavolo Trentino con il Mozambico ha la finalità di valorizzare le disponibilità, le energie, le competenze della comunità trentina e dei suoi soggetti, favorendo la nascita di sinergie attraverso un coordinamento degli interventi. Analogamente nella provincia di Sofala si è costituito il Consiglio Consultivo Distrettuale rappresentativo dell’assetto tradizionale e governativo del distretto e della società civile. La partecipazione ai tavoli e alle attività del programma è aperta a tutti a prescindere dall’appartenenza religiosa, politica e di genere. Per la realizzazione dei propri obiettivi, il Tavolo ricerca tutte le opportunità di collaborazione, sul territorio trentino e non, che si rendano necessarie a seconda delle linee programmatiche individuate. Ciò sarà facilitato dalla costituzione di una Rete tra tutti i soggetti che, a vario titolo, contribuiranno alla crescita delle relazioni Trentino-Mozambico e dal suo radicamento sul territorio.




