Da inizio Agosto, al team di Beira si è aggiunta una nuova volontaria! È Arianna Cemin, studentessa trentina che per i prossimi 4 mesi affiancherà la squadra locale del CAM per raccogliere materiale utile per la sua tesi in ambito WASH e per dare il suo sostegno al lavoro di coordinamento tra i molti settori! 💧
In seguito riportiamo la sua testimonianza del primo mese di questa sua esperienza!

Arrivata a Beira dopo un lungo viaggio, incontro Paolo all’aeroporto. Mi accoglie con un sorriso, nonostante una valigia non sia arrivata ma tutto normale. Mi immergo subito nell’aria polverosa e pesante di Beira, percorrendo la strada dall’aeroporto alla città rimango con gli occhi incollati al finestrino a guardare le piccole baracche di lamiere e legno che costeggiano la strada. Un primo impatto forte che mi butta immediatamente in un vortice di pensieri.

Mi accolgono i colleghi mozambicani, calorosi e felici di vedermi si dimostrano subito molto disponibili. Dopo poche settimane sono già come una famiglia, in ufficio nonostante il lavoro sia molto e caotico c’è sempre spazio per una risata o una brincadeira.

Il primo week end, Gorongosa be’, c’è poco da dire, magnifico. Riusciamo a campeggiare un paio di notti sotto le stelle africane tra strani suoni animaleschi e chiacchierate filosofeggiate accompagnate da una buona Manica, ormai la mia birra preferita. Safari, fatto; leoni, gazzelle uccelli e chi più ne ha più ne metta spazi sconfinati, circondati da boschi fitti di alberi dal tronco giallo.

La prima settimana è di totale assestamento, prima volta in Africa. È tutto uno scoprire e riscoprire, abituarsi ad odori forti tra immondizie bruciate e cibo che marcisce per strada.

Tutti ti guardano ma non con disprezzo e nemmeno con paura ma con curiosità alla fine siamo pochi muzungo, una minoranza a tutti gli effetti. Purtroppo anche dopo un mese è ancora difficile abituarsi a vedere alcune scene in strada, persone accasciate per terra, visibilmente denutrite, bambini che accompagnano adulti ciechi a chiedere l’elemosina. Alla fine se sei bianco la prima associazione che molti fanno è “bianco=denaro” e non solo, aleggia un certo timore, forse più servilismo intrinseco nell’atteggiamento dei mozambicani. Certo decostruire un concetto che noi bianchi stessi abbiamo creato attraverso la colonizzazione non è di certo facile.

La comunità di expat di Beira mi accoglie da subito con grande entusiasmo ed entro nel vivo di questo piccolo mondo a sé stante che cerca di integrarsi nella società mozambicana. Svariati personaggi di tutte le età e di varie associazioni. Potersi confrontare ed apprendere da chi ormai vive a Beira da molto tempo è una risorsa preziosissima. Essendo curiosa domando qualsiasi cosa e costruisco man mano la storia di questo Paese tra guerre, cicloni e difficoltà. Il ciclone ha di certo segnato un capitolo molto importante per la città, chi lo ha vissuto lo racconta con occhi semilucidi e la paura e lo sconforto aleggia ancora nelle loro parole. Sicuramente i rapporti che sto costruendo mi stanno aiutando a chiarirmi le idee per il mio futuro e a conoscere persone meravigliose, ognuna con la propria storia e con il proprio pacchetto di esperienze.

Un bilancio generale più che positivo, sia a livello lavorativo dove sto apprendendo come sviluppare progetti e sto scrivendo la mia tesi di laurea triennale, sia a livello umano e personale.

Arianna”