Escolinhas, concluso l’anno scolastico 2018

Escolinhas, concluso l’anno scolastico 2018

Il 7 Dicembre si è ufficialmente chiuso l’anno scolastico dei bambini delle escolinhas di Caia. Per i più grandi, che il prossimo anno inizieranno a frequentare le elementari, è stata organizzato un momento di saluto: sono 186 i bambini che hanno concluso il proprio percorso!

La cerimonia è iniziata con la presentazione delle attività. In seguito i bambini più grandi hanno dato prova di quanto appreso durante il percorso formativo.

Oltre ai bambini, le famiglie e gli educatori, hanno preso parte all’evento anche alcune importanti figure per la comunità di Caia. Hanno preso parte alla cerimonia la Moglie dell’Amministrazione del Distretto di Caia, il direttore dell’ SDEJT (Serviço Distrital de Educação Juventude e Tecnologia), il rappresentante del RAMAS (Repartição de Assuntos de Mulher e Acão Social) e diversi leader comunitari.

Gli invitato hanno espresso la loro soddisfazione nel vedere i risultati ottenuti con l’educazione pre-scolare offerta dal CAM con il progetto escolinhas. Ci auguriamo sia di buon auspicio per il nostro lavoro!

Conclusi gli interventi, i bambini hanno ricevuto il proprio attestato di frequenza e un piccolo kit per iniziare le elementari al meglio. La festa è continuata con canti, balli e una merenda.

In seguito alcune foto della giornata!

 

Decentramento: concluso il corso per i quadri

Decentramento: concluso il corso per i quadri

Curso Executivo sobre Governação Local

Uno dei principi secondo i quali il CAM opera è quello dello scambio di esperienze tra Trentino e Mozambico.

Per questo negli ultimi mesi il CAM ha deciso di collaborare con il Ministerio de Administração Estatal e Função Pública (MAEFP) e con l’Instituto Superior de Administração Publica per la realizzazione di un corso di formazione per approfondire il tema del decentramento amministrativo. In tal modo si è risposto alla richiesta di un programma di formazione dei quadri ricevuta nel 2017, durate la visita dell’Assessora Sara Ferrari in Mozambico. (scopri di più)

  • Lo scopo

Questa collaborazione si è concretizzata tra il 3 e il 6 Dicembre, con il Curso Executivo sobre Governação Local, rivolto a 35 quadri dell’amministrazione mozambicana.

Primo fra gli scopi di tale evento è stato quello di analizzare la riforma costituzionale approvata lo scorso maggio dal Parlamento. In secondo luogo, il corso è stato un’occasione per confrontarsi con l’esperienza italiana, nonché europea, e di altri paesi africani, come ad esempio il Sud Africa. Ciò è stato possibile grazie alla partecipazione di Karl Peter Kössler, dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC), e di Samuel Koma, della Milpark School of Government & Public Management. L’esperienza mozambicana è stata invece presentata dal Professor Eduardo Chiziane della Universidade Eduardo Mondlane di Maputo.

  • Il corso

Il corso è stato aperto da S.E. Carmelita Rita Namashulua, Ministra del MAEFP, che ha ringraziato la PAT e il CAM per l’appoggio dato al Mozambico nel corso degli anni.

In seguito la parola è passata all’Ambasciatore Italiano in Mozambico, S.E. Marco Conticelli. Durante il suo discorso d’apertura, ha sottolineato come il caso trentino sia particolarmente utile in questo contesto. Infatti, il coinvolgimento di un ente locale italiano è garanzia di un approccio pratico, che “dal basso” si offre come spunto di riflessione e confronto. Inoltre “L’esperienza italiana dimostra […] che il decentramento è  un processo di continuo adattamento alle esigenze delle diverse comunità locali, ai diversi bisogni concreti della gente. Non solo, è anche un modo per governare e tenere assieme le differenze, anziché dividerle. Tale tema è di grande attualità non solo in Italia e in Mozambico, ma anche in tutta Europa e in molte altre parti del mondo.”

  • Conclusioni

Le presentazioni e le discussioni avute sono state un’importante occasione per approfondire i temi del decentramento e dello sviluppo economico locale. I quattro giorni di formazione sono stati utili per comprendere meglio lo scenario mondiale, ma anche per prospettare degli scenari futuri.

 

Una nuova tappa per il Piano di Caia!

Una nuova tappa per il Piano di Caia!

Un passaggio importante per il Settore Pianificazione Territoriale

Oggi è una giornata importante per il CAM nella Provincia di Sofala. A Caia, tra oggi e domani viene ufficializzato l’avvio dei lavori sui Piani Urbanistici del Distretto.

In queste ore i tecnici del DPTADER (Direzione Provinciale di Ambiente, Terra e Sviluppo Economico Rurale) sono in visita a Caia per inaugurare formalmente l’elaborazione dei cinque piani sviluppati grazie al lavoro del CAM. Oltre al Plano de Estrutura Urbano di Caia, verrà dato il via al lavoro per il PEU di Sena, e i piani di Murraça, Licoma e Ndoro.

Oltre ai tecnici e ai collaboratori del CAM, stanno partecipando all’evento amministratori locali, direttori distrettuali, reguli, segretari dei bairros e altre figure influenti all’interno della comunità.

Questo importante momento è stato preceduto da un intenso lavoro, svolto del Settore Pianificazione Territoriale del CAM. Numerose uscite sul campo e la mappatura dei bairros e dei regulado sono stati i primi steps. In seguito, il gruppo di lavoro ha organizzato un piano di formazione specifica per i tecnici. Ciò ha permesso di raggiungere importanti obiettivi che ci hanno portato alla giornata di oggi. Innanzitutto, la digitalizzazione del catasto, che ha facilitato l’implementazione del piano. In secondo luogo l’appoggio all’SDPI (Servizio Distrettuale di Pianificazione e Infrastrutture) nelle attività di riqualificazione urbana. Infine, l’apertura di strade nei quartieri spontanei.

Questa giornata segna un nuovo inizio per il Settore Pianificazione. In bocca al lupo a tutti i collaboratori!!

 

Per ulteriori informazioni sull’importanza dei piani, clicca QUI

In seguito troverai alcune foto delle tappe significative del lavoro fatto

Donne, Pace e Sicurezza a Gorongosa

Donne, Pace e Sicurezza a Gorongosa

Gorongosa, 5 Novembre: le donne che stanno seguendo il percorso di formazione sulle tematiche di genere a Caia hanno preso parte ad un importante incontro. Victorina Abel Afonso una delle collaboratrici del CAM, ha scritto un “relatório” della giornata:

Il giorno 5 Novembre io e altre donne del gruppo di Caia siamo partite  in direzione del Distretto di Gorongosa, nella località Khanzada. Eravamo 8, e avevamo l’obiettivo di andare a discutere delle idee con altre donne delle province e dei distretti mozambicani, oltre che di vari paesi stranieri. Il tema dell’incontro era: “Donne, Pace e Sicurezza”. Alla fine del dibattito sono emerse delle conclusioni che ci hanno permesso di tracciare delle linee d’azione comuni, che sono la creazione di comitati di base e di scuole di alfabetizzazione.

Victorina Abel Afonso

Ecco una galleria di immagini dell’evento, curata da GMPS, il gruppo femminista di Caia che sta organizzando la formazione.

Maria e i suoi figli

Maria e i suoi figli

Maria è una delle numerosissime persone che, ogni giorno, trovano nel lavoro del CAM e dell’Associazione Mbaticoyane un aiuto per vivere meglio. Il nostro volontario Gianpaolo Rama, in collaborazione con Elias – responsabile dell’Associazione – ci racconta la storia di questa giovane donna.

CITTA’ DI BEIRA

Maria ha 28 anni e fino a qualche mese fa viveva serena com suo marito Felipe, che lavorava la terra e coltivava ortaggi. Si guadagnava un po’ di denaro rivendendo pomodori e insalata al mercato locale. Avevano avuto da poco il loro primo figlio, João, che aveva preso il nome del nonno paterno. Da qualche tempo Felipe era più stanco e il lavoro gli costava maggiore fatica. Aveva spesso una tosse insistente, ma non voleva darsi per ammalato e rifiutava la richiesta di Maria di farsi visitare all’ospedale.

Le condizioni di Felipe non avevano offuscato l’allegria per una felice notizia: Maria aspettava il loro secondo figlio, vissuto come una felicità ed una benedizione per la famigliola! Il peggioramento di Felipe, però era preoccupante e non si poteva più trascurare nonostante la poca disponibilità di Felipe di farsi curare.

Venne il giorno in cui Felipe, particolarmente confuso, era agitato, respirava rapidamente e con difficoltà. Con l’aiuto dei vicini di casa, venne trasferito in ospedale e solo pochi giorni di delirio bastarono per lasciare Maria sola con il piccolo João. Maria, ora ancora più povera, avrebbe dovuto tirare avanti con le sue sole forze. Per i suoi bambini voleva star bene, e faceva regolarmente i controlli dall’ostetrica del dispensario.

Allo scadere dei sei mesi di gravidanza, una nuova brutta notizia, difficile da accettare: Maria era stata infettata com il virus HIV. L’ostetrica ed una signora gentile dell’ospedale cercavano di consolarla, e per darle speranza congliavano delle cure com farmaci.

Maria, disperata, si chiedeva perchè la mala sorte la perseguitasse tanto. Consultato un guaritore tradizionale, questi la sottopose ad una cerimonia purificatrice, ma nello stesso tempo la indusse a tornare all’ospedale e seguire la cura che i medici le avrebbero dato dato.

All’ospedale Maria iniziò una cura con più medicine al giorno, ed accettò di controllare anche João per essere sicura che non fosse malato: purtroppo anche lui risultò infettato dal virus e fu necessario prendere provvedimenti. João stava bene e non capiva perchè la mamma dovesse dargli le medicine, ma accettò di prenderle e di farsi curare. Maria accusava pruriti e debolezza, non era più in grado di vendere prodotti al mercato e a volte non sapeva cosa dar da mangiare al figlio.

Arrivato il giorno del parto nacque Antònio, piccolo ma sano ed affamato!

CITTADINA DI CAIA (2018)

A Beira, città dove Maria viveva, c’è tanta gente e molti poveri. Maria, che sapeva di avere una zia a Caia, pochi mesi fa decise di raccogliere i suoi pochi averi ed i suoi due figli e prendere lo “chapa” (vecchio pullmino) in direzione di Caia e della casa della zia. Ma la zia è anziana, povera, e di salute precaria e il marito non accetta di condividere la propria casa, ancor meno con persone malate.  Così Maria e i suoi figli si rifugiano in una piccola casa di fortuna, fatta di paglia, dove, se piove forte, il tetto non ripara a sufficienza la piccola stanza. Riceve un po’ di farina di mais dai vicini di casa e sopravvive.

INTERVENTO DELL’ ASSOCIAZIONE MBATICOYANE

La situazione di Maria, che entra in contatto con l’ospedale, viene segnalata dall’ospedale ad Elias, il responsabile dell’Associazione Mbaticoyane. Elias e l’Associazione di cui é presidente, da 15 anni svolge a Caia un lavoro sanitario e sociale, collaborando con l’ospedale locale nella cura dei malati non ospedalizzati presenti sul territorio, per assicurare loro la continuità delle cure croniche, tra cui la tubercolosi e l’AIDS. L’Associazione garantisce anche il trasporto dei malati dai villaggi distanti verso l’ospedale con l’utilizzo della bici-ambulanza, ed interviene con azioni di soccorso in situazioni di disagio sociale: vedovanza, presenza di orfani, calamità. L’associazione Mbaticoyane é sostenuta, dal suo nascere, dal Consorzio Associazioni con il Mozambico (CAM) di Trento.

VISITA A MARIA NELL’AMBITO DELLA SUPERVISIONE DEL CAM

Da quel momento, Elias e due volontari dell’Associazione visitano regolarmente Maria e i suoi due bambini, offrendole vicinanza e consolazione, ed assicurandosi che prendano le medicine per l’infezione. La visita odierna (6 novembre 2018) mi viene proposta da Elias e rientra nel calendario delle visite della giornata, così vengo a conoscenza della sua storia e delle sue necessità. Maria è triste e depressa. Da qualche giorno ha smesso anche di dare le medicine a João e prende irregolarmente le proprie.

Il dialogo tra Elias e Maria è lungo e a tratti anche João è coinvolto. Ci si preoccupa della cura, ma anche di garantire a Maria e ai suoi bambini un’alimentazione sufficiente, almeno integrando la farina con fagioli, frutta e verdura. Si progetta di costruirle una casa propria di paglia e fango, ma più dignitosa di quella attuale, provvisoria, misera e per la quale si deve pagare un piccolo affitto. Alla fine della visita Maria appare più serena, accetta di proseguire regolarmente con la cura e sembra avere ritrovato fiducia in se stessa e nelle persone dell’Associazione, che tentano di darle una mano, con i mezzi di cui dispongono. Accetta di partecipare ad un gruppo di auto-mutuo aiuto di madri sieropositive, creato dalla Mbaticoiane per testimoniare pubblicamente l’importanza del trattamento e combattere la stigmatizzazione delle persone con infezione.