Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

In seguito al passaggio di Idai, il CAM è subito intervenuto per contrastare l’emergenza e ripristinare i servizi, anche in collaborazione con diversi operatori internazionali. I nostri collaboratori hanno potuto intervenire tempestivamente ed in maniera efficace anche grazie alle numerose donazioni ricevute, che ci hanno permesso di reagire prontamente all’emergenza e progettare gli interventi di ricostruzione. Ecco come sono stati utilizzati i  41,258 € raccolti!

  • Interventi di ripristino del sistema fognario e del sistema d’approvigionamento idrico dell’unità sanitaria del quartiere di Chingussura  (38%)
  • sanificazione dell’acqua dei pozzi per contrastare la diffusione del colera (6%)
  • manutenzione e disinfezione di diverse scuole usate come campi emergenza dagli sfollati (6%)
  • supporto ed assistenza domiciliare nella zona di Caia (20%)
  • avvio del ripristino dell’inceneritore dell’ospedale di Beira, per permettere l’eliminazione dei rifiuti sanitari (6%)
  • fornitura di pasti ed attrezzatura da lavoro per i volontari che hanno partecipato al ripristino delle infrastrutture cittadine (18%)
  • sopralluoghi e progettazione dei nuovi interventi (6%)

Alcune delle attività avviate nei primi due mesi proseguiranno nella seconda parte dell’anno. Grazie all’impegno dei nostri collaboratori a Beira, è stato possibile attivare finanziamenti da enti ed agenzie internazionali quali AICS, UNICEF ed UNDP per il sostegno alla ricostruzione. Nei prossimi mesi il CAM sarà impegnato  nel ripristino della discarica di Beira, con un finanziamento del Programma delle Nazioni Unite per lo Svluppo. Ci auspichiamo inoltre di intervenire con maggiore impegno nel ripristino della deposizione controllata dei rifiuti solidi ospedalieri.

Negli ultimi mesi i fondi raccolti ci hanno permesso di raggiungere, attraverso i vari interventi, oltre 50.000 persone. Ringraziamo tutti coloro che credono nell’associazione e ci sostengono!

Due nuovi progetti con municipio, direzione di salute, UNICEF e UNDP

Due nuovi progetti con municipio, direzione di salute, UNICEF e UNDP

Il nostro rappresentante paese Paolo Ghisu ci manda un aggiornamento sui nuovi progetti in avvio a Beira.

Negli ultimi giorni il CAM ha firmato due importanti accordi di cooperazione con due agenzie delle Nazioni Unite per far fronte all’emergenza su Beira a seguito del ciclone Idai dello scorso marzo; il primo con UNICEF, in materia di sanificazione delle acque, e il secondo con UNDP, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, in materia di smaltimento dei rifiuti.

Wash

Il progetto con UNICEF è in ambito “Wash” (WASH, dall’inglese “Water, Sanitation, Hygiene”) e ha come obiettivo principale quello di ripristinare il sistema delle acque in alcuni edifici pubblici nelle periferie di Beira e di far fronte ai bisogni immediati di acqua e igiene delle famiglie colpite dal ciclone. L’enorme quantità di acqua che si è riversata, principalmente sulla città di Beira e sulle zone limitrofe ha causato la distruzione di abitazioni, scuole, ospedali, compromettendo raccolti, accesso alle cure e il sistema di distribuzione di acqua ed energia. Gli allagamenti e le acque stagnanti hanno contaminato le fonti di acqua potabile ed hanno aumentato il rischio di malattie come il colera e la malaria. L’accordo firmato in questi giorni prevede l’impegno del CAM nella riabilitazione di alcune latrine, disinfezione delle aule scolastiche (utilizzate durante l’emergenza come rifugio per gli sfollati) e trattamento delle acque in 5 scuole in alcuni quartieri periferici. Questo permetterà di avere un accesso sicuro ad acqua potabile, strutture igienico-sanitarie e un ambiente sano e protetto, contribuendo in questo modo a ridurre il rischio di trasmissione di malattie legate all’acqua, come colera e malaria. Inoltre, il CAM si è adoperato a ripristinare il sistema di raccolta e distribuzione dell’acqua presso il centro di salute di Chingussura, con il quale il Consorzio lavora già da tempo in ambito dello smaltimento dei rifiuti sanitari e che assiste una media di 15.000 persone ogni mese. La cisterna di racconta dell’acqua, così come l’impianto idraulico di questo ospedale di quartiere, hanno subito ingenti danni a seguito alle forti piogge e il vento causati dal ciclone.

Gestione dei rifiuti

La collaborazione con il UNDP prevede invece la riabilitazione della principale discarica urbana di Beira, oltre che una discarica di emergenza allestita per fare fronte all’emergenza. La riabilitazione della discarica è fondamentale per il corretto smaltimento dei rifiuti urbani e dei detriti causati del ciclone. Al momento la via d’accesso è in pessime condizioni, mentre l’area interna alla discarica ha subito diversi crolli. Questo ha rallentato ulteriormente il sistema di raccolta dei rifiuti ed è causa di una rapida usura dei precari mezzi a disposizione del Municipio. Nelle ultime settimane, gran parte dei detriti e dei rifiuti sono stati smaltiti nei siti di smaltimento di emergenza, con conseguenti impatti negativi sulle popolazioni circostanti, maggiori distanze da coprire e quindi maggiori costi di trasporto. Le attività previste dal progetto riguarderanno principalmente la riabilitazione e gestione del principale sito di smaltimento urbano, prerequisito per un’efficace rimozione e raccolta dei rifiuti e la bonifica di una dellediscariche di emergenza. Inoltre, il progetto prevede un supporto tecnico, finanziario e di mezzi diretto al Comune della città per le operazioni di raccolta dei rifiuti in corso.

Tutto questo è stato possibile grazie all’esperienza decennale maturata dal CAM sia in campo di water and sanitation, principalmente nel distretto di Caia dove dal 2007 il CAM è impegnato in un intervento sistematizzato sulla gestione delle risorse idriche e sulla gestione e riabilitazione dei pozzi, sia in materia di gestione dei rifiuti solidi urbani. Dal 2016, infatti, è stato avviato nella città di Beira il programma di rafforzamento tecnico-gestionale della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani, che si propone di rispondere ai bisogni di rafforzamento dell’istituzione pubblica, nelle sue componenti materiali ed umane, per un miglioramento della qualità e del tasso di copertura del servizio ai cittadini.

Paolo Ghisu

Rappresentante del CAM in Mozambico

Beira torna a vivere – seconda parte

Beira torna a vivere – seconda parte

7 Aprile 2019 (continuazione)

La gran parte delle scuole hanno avuto danni a causa del ciclone. Molte hanno avuto parte del tetto scoperchiato, banchi e lavagne rovinati, documenti e libri distrutti. Da una settimana, per decisione delle autorità, gli alunni sono comunque rientrati e le lezioni riprese, talora all’aperto, confidando nel bel tempo ma pronti ad affrontare la pioggia. Nei giorni scorsi ho visto lezioni all’aperto e classi che raggruppavano 110 alunni stipati, fino a quattro per banco!
Si conferma così la caparbietà e fiducia del popolo mozambicano che, abituato a soffrire, non si ferma davanti alle disgrazie o avversità, convive con le difficoltà escogitando a volte soluzioni creative spesso con mezzi semplici, per noi impensabili.
Perdipiù, una quindicina di scuole sono state l’alloggio provvisorio di migliaia di sfollati dei quartieri periferici di Beira, che avevano visto scomparire con il ciclone le loro precarie abitazioni.
Una di queste, ad esempio, (Matadoro), è arrivata ad accogliere per un mese 4.000 sfollati in 18 sale di aula. E’ facile immaginare in quali condizioni di sussistenza ed igieniche siano potuti sopravvivere per settimane! La Direzione Provinciale dell’Educazione ci ha chiesto di provvedere ad una profonda disinfezione delle sale ed allo svuotamento delle fosse settiche, ormai piene a causa delle pioggie e del sovraffollamento. Intervento indispensabile, anche tenuto conto dell’epidemia di colera che ha infettato migliaia di residenti nell’ultimo mese.
Approfitto del giorno festivo per visitare alcuni quartieri della città. Mi fermo a fotografare una scuola danneggiata: la Escola Primaria Completa 1° de Junho, che ha avuto buona parte del tetto scoperto e ingenti danni alla struttura. Jemusse, anziano bidello della stessa, trasferitovi i suoi pochi effetti personali, vi ha comunque ricavato la sua misera residenza e ne svolge con fierezza il ruolo di custode. Incarnando dignitosamente il proprio ruolo, mi apre il cancello ed accompagna a vedere i danni subiti dalla sua scuola. Mi incita a inerpicarmi su un traliccio sgangherato e pericolante, dove lui nonostante gli anni agilmente sale, per valutare dall’alto le conseguenze della furia devestatrice del ciclone.
Nel nostro breve dialogo, mi informa di essere originario di Inhassunge, penisola a sud di Quelimane che ben conosco. Quando gli elenco i missionari che vi hanno svolto anni di lavoro, e le varie località dell’isola, Jemusse mi abbraccia, mi chiama sua famiglia e non riesce a trattenere le lacrime..
Anche di queste esperienze ti offre il Mozambico, dove la gente è estremamente socievole e comunicativa.
Proseguendo la mia visita, passo a fianco del famoso “Grand Hotel Beira”, che ricorda il lusso e la bellezza di Beira negli ultimi anni di colonialismo; pur essendo ridotto a poco più di un rudere ospita più di mille abitanti. Un imponente albero è stato abbattuto e sradicato dal ciclone, come avvenuto per buon parte della vegetazione della città. Alcuni bambini hanno prontamente approfittato dei rami inferiori per appenderci le corde dell’altalena. Ovunque nella città vi è grande quantità di tronchi e rami abbattuti, così in ogni strada vi sono adulti che tagliano con l’accetta tronchi più grandi, donne e bambini che ammucchiano i rami minori: almeno per qualche tempo si potrà risparmiare sull’acquisto del carbone, usato quotidianamente per cucinare e scaldare l’acqua!
Attraverso il quartiere informale Praia Nova, tra l’antico centro città e l’oceano, fatto di abitazioni precarie, baracche, e commercio informale. E’ stato il primo ad essere spazzato via dal ciclone, ed ora è diventato un ammasso di pali, resti di lamiere, macerie ed immondizia. Ciononostante, al bordo strada hanno ripreso a vendere cibarie i banchetti ambulanti improvvisati, approntati dai piccoli commercianti, a volte bambini, che vivono dello scarso introito quotidiano.
Passo attraverso la zona del porto, dove resistono antichi palazzi coloniali e magazzini, anch’essi scoperchiati e tristemente danneggiati. Sarà ingente l’impegno per riparare gli innumerevoli edifici semi distrutti.
Nella zona industriale, incuneati tra fabbriche e magazzini, spuntano abitazioni e rari scalcinati alberghi e ristoranti. Sufficienti per dare vita a piccoli nucleo abitativi dove i bambini piccoli si divertono sollevando cartoni abbandonati e rifiuti, e le bimbe si caricano sul dorso i fratellini più piccoli. Donne ed uomini danzano forsennatamente in strada, inebriati dall’alcol e dalla voglia di dimenticare dolori e difficoltà. Tutti sorridono, gesticolano, e manifestano la loro forza comunicativa.
Nei popolosi quartieri occidentali molte case sono scoperchiate e senza infissi, e l’acqua non si è ancora ritirata, costituendo un pabulum ideale per la trasmissione di malaria, colera e parassitosi.
Molti loro abitanti sono sfollati nei molti campi profughi allestiti: una decina a Beira e 27 nella Provincia.

Gianpaolo Galileo Rama

Il Ciclone Idai si abbatte sul Mozambico

Il Ciclone Idai si abbatte sul Mozambico

Nei giorni scorsi il ciclone tropicale Idai si è abbattuto sul Mozambico, così come in altre zone del sud Africa, causando moltissimi danni. Ad oggi, le vittime stimate sono 250, migliaia sono i dispersi, più di 2.500.000 sono le persone colpite.

Beira è statab colpita tragicamente: la città è allagata, le infrastrutture stradali sono intransitabili e i danni agli edifici non sono calcolabili. Da giovedì 14/03 la città è in blackout totale, la rete elettrica sarà ripristinata non prima di alcune settimane. Le infrastrutture che collegano Beira al resto del paese sono in questo momento intransitabili. La situazione è ancor più drammatica nei  quartieri informali nella periferia della città, che sono ampiamente allagati e si prevedono conseguenze enormi sulla salute delle persone.

La sede del CAM, in Avenida Eduardo Mondlane, è allagata ed ha subito danni al tetto e furti notturni alle attrezzature. I collaboratori italiani in Mozambico, Federico Berghi e Paolo Ghisu, stanno bene, si trovano in questo momento nella sede di Caia, circa 300km a nord del capoluogo di provincia. Il nostro rappresentante paese, Paolo, ci racconta:

“A Caía la situazione è tranquilla, nonostante lo Zambesi sia esondato e abbia danneggiato le coltivazioni di mais e sesamo, con conseguenze nefaste per la popolazione locale. A Beira e dintorni sono stati riportati danni enormi: la città è allagata e i danni alle infrastrutture e alle abitazioni sono ancora incalcolabili. È ancora difficile quantificare il numero di vittime e i danni subiti dalla popolazione, visto che la città e numerose zone della provincia sono rimaste isolate e le reti telefoniche sono collassate a seguito dei danni del ciclone. Solamente da domenica in mattinata è stato possibile raggiungere Beira via aereo mentre l’unica via di accesso stradale alla città rimane bloccata a seguito dei danni riportati”.

Ci stiamo mobilitando per contrastare l’emergenza e limitare i danni.
Se vuoi sostenerci, puoi farlo qui.
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Giornata Internazionale del Risparmio Energetico

Giornata Internazionale del Risparmio Energetico

” […] è ormai inevitabile ricorrere massicciamente alla fonte più abbondante di energia che esista, quella meno inquinante, meno costosa, più disponibile immediatamente: il risparmio di energia.”
Piero Angela

Ieri si è celebrata la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico!

C’è sempre una buona occasione: il CAM ha deciso di rendere operativa la prima policy sui consumi energetici e gli spechi nei nostri uffici. Con l’introduzione di questo documento, puntiamo a ridurre l’utilizzo dell’energia elettrica nelle azioni quotidiane legate alle proprie attività, promuovendo un’insieme di buone pratiche quotidiane che produrranno un abbassamento dei consumi. Con la medesima policy, CAM vuole limitare tutti gli sprechi dell’ufficio (bottiglie di plastica ma soprattutto carta e altra cancelleria), in modo da produrre una minor quantità di rifiuti, dei quali, a Beira, stiamo promuovendo il riciclaggio.

Nella policy sono contenute le indicazioni per un migliore uso degli strumenti di lavoro, la climatizzazione, l’illuminazione, l’uso di fonti idriche e la produzione di rifiuti. Seguendo queste linee guida i collaboratori del CAM potranno partecipare attivamente all’abbassamento degli sprechi, raggiungendo una maggiore efficienza: non si tratta di una rinuncia ai comfort e/o servizi attualmente a disposizione dei collaboratori, ma di un’intelligente limitazione degli sprechi, che non andrà ad inficiare il lavoro svolto dall’associazione.

Ecco alcuni esempi di buone pratiche presenti nella policy:

  • spegnere tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici durante la notte, nel weekend e durante le vacanze, ricordandosi di staccare anche la spina
  • impostare la modalità stand-by su tutti gli strumenti elettronici che lo permettono
  • evitare di accendere le luci se c’è sufficiente illuminazione naturale
  • tenere porte e finestre chiuse quando è attivo l’impianto di climatizzazione
  • quando possibile, stampare fronte/retro o inserendo più pagine nella stessa facciata

… e tanto altro !