Una nuova tappa per il Piano di Caia!

Una nuova tappa per il Piano di Caia!

Un passaggio importante per il Settore Pianificazione Territoriale

Oggi è una giornata importante per il CAM nella Provincia di Sofala. A Caia, tra oggi e domani viene ufficializzato l’avvio dei lavori sui Piani Urbanistici del Distretto.

In queste ore i tecnici del DPTADER (Direzione Provinciale di Ambiente, Terra e Sviluppo Economico Rurale) sono in visita a Caia per inaugurare formalmente l’elaborazione dei cinque piani sviluppati grazie al lavoro del CAM. Oltre al Plano de Estrutura Urbano di Caia, verrà dato il via al lavoro per il PEU di Sena, e i piani di Murraça, Licoma e Ndoro.

Oltre ai tecnici e ai collaboratori del CAM, stanno partecipando all’evento amministratori locali, direttori distrettuali, reguli, segretari dei bairros e altre figure influenti all’interno della comunità.

Questo importante momento è stato preceduto da un intenso lavoro, svolto del Settore Pianificazione Territoriale del CAM. Numerose uscite sul campo e la mappatura dei bairros e dei regulado sono stati i primi steps. In seguito, il gruppo di lavoro ha organizzato un piano di formazione specifica per i tecnici. Ciò ha permesso di raggiungere importanti obiettivi che ci hanno portato alla giornata di oggi. Innanzitutto, la digitalizzazione del catasto, che ha facilitato l’implementazione del piano. In secondo luogo l’appoggio all’SDPI (Servizio Distrettuale di Pianificazione e Infrastrutture) nelle attività di riqualificazione urbana. Infine, l’apertura di strade nei quartieri spontanei.

Questa giornata segna un nuovo inizio per il Settore Pianificazione. In bocca al lupo a tutti i collaboratori!!

 

Per ulteriori informazioni sull’importanza dei piani, clicca QUI

In seguito troverai alcune foto delle tappe significative del lavoro fatto

Maria e i suoi figli

Maria e i suoi figli

Maria è una delle numerosissime persone che, ogni giorno, trovano nel lavoro del CAM e dell’Associazione Mbaticoyane un aiuto per vivere meglio. Il nostro volontario Gianpaolo Rama, in collaborazione con Elias – responsabile dell’Associazione – ci racconta la storia di questa giovane donna.

CITTA’ DI BEIRA

Maria ha 28 anni e fino a qualche mese fa viveva serena com suo marito Felipe, che lavorava la terra e coltivava ortaggi. Si guadagnava un po’ di denaro rivendendo pomodori e insalata al mercato locale. Avevano avuto da poco il loro primo figlio, João, che aveva preso il nome del nonno paterno. Da qualche tempo Felipe era più stanco e il lavoro gli costava maggiore fatica. Aveva spesso una tosse insistente, ma non voleva darsi per ammalato e rifiutava la richiesta di Maria di farsi visitare all’ospedale.

Le condizioni di Felipe non avevano offuscato l’allegria per una felice notizia: Maria aspettava il loro secondo figlio, vissuto come una felicità ed una benedizione per la famigliola! Il peggioramento di Felipe, però era preoccupante e non si poteva più trascurare nonostante la poca disponibilità di Felipe di farsi curare.

Venne il giorno in cui Felipe, particolarmente confuso, era agitato, respirava rapidamente e con difficoltà. Con l’aiuto dei vicini di casa, venne trasferito in ospedale e solo pochi giorni di delirio bastarono per lasciare Maria sola con il piccolo João. Maria, ora ancora più povera, avrebbe dovuto tirare avanti con le sue sole forze. Per i suoi bambini voleva star bene, e faceva regolarmente i controlli dall’ostetrica del dispensario.

Allo scadere dei sei mesi di gravidanza, una nuova brutta notizia, difficile da accettare: Maria era stata infettata com il virus HIV. L’ostetrica ed una signora gentile dell’ospedale cercavano di consolarla, e per darle speranza congliavano delle cure com farmaci.

Maria, disperata, si chiedeva perchè la mala sorte la perseguitasse tanto. Consultato un guaritore tradizionale, questi la sottopose ad una cerimonia purificatrice, ma nello stesso tempo la indusse a tornare all’ospedale e seguire la cura che i medici le avrebbero dato dato.

All’ospedale Maria iniziò una cura con più medicine al giorno, ed accettò di controllare anche João per essere sicura che non fosse malato: purtroppo anche lui risultò infettato dal virus e fu necessario prendere provvedimenti. João stava bene e non capiva perchè la mamma dovesse dargli le medicine, ma accettò di prenderle e di farsi curare. Maria accusava pruriti e debolezza, non era più in grado di vendere prodotti al mercato e a volte non sapeva cosa dar da mangiare al figlio.

Arrivato il giorno del parto nacque Antònio, piccolo ma sano ed affamato!

CITTADINA DI CAIA (2018)

A Beira, città dove Maria viveva, c’è tanta gente e molti poveri. Maria, che sapeva di avere una zia a Caia, pochi mesi fa decise di raccogliere i suoi pochi averi ed i suoi due figli e prendere lo “chapa” (vecchio pullmino) in direzione di Caia e della casa della zia. Ma la zia è anziana, povera, e di salute precaria e il marito non accetta di condividere la propria casa, ancor meno con persone malate.  Così Maria e i suoi figli si rifugiano in una piccola casa di fortuna, fatta di paglia, dove, se piove forte, il tetto non ripara a sufficienza la piccola stanza. Riceve un po’ di farina di mais dai vicini di casa e sopravvive.

INTERVENTO DELL’ ASSOCIAZIONE MBATICOYANE

La situazione di Maria, che entra in contatto con l’ospedale, viene segnalata dall’ospedale ad Elias, il responsabile dell’Associazione Mbaticoyane. Elias e l’Associazione di cui é presidente, da 15 anni svolge a Caia un lavoro sanitario e sociale, collaborando con l’ospedale locale nella cura dei malati non ospedalizzati presenti sul territorio, per assicurare loro la continuità delle cure croniche, tra cui la tubercolosi e l’AIDS. L’Associazione garantisce anche il trasporto dei malati dai villaggi distanti verso l’ospedale con l’utilizzo della bici-ambulanza, ed interviene con azioni di soccorso in situazioni di disagio sociale: vedovanza, presenza di orfani, calamità. L’associazione Mbaticoyane é sostenuta, dal suo nascere, dal Consorzio Associazioni con il Mozambico (CAM) di Trento.

VISITA A MARIA NELL’AMBITO DELLA SUPERVISIONE DEL CAM

Da quel momento, Elias e due volontari dell’Associazione visitano regolarmente Maria e i suoi due bambini, offrendole vicinanza e consolazione, ed assicurandosi che prendano le medicine per l’infezione. La visita odierna (6 novembre 2018) mi viene proposta da Elias e rientra nel calendario delle visite della giornata, così vengo a conoscenza della sua storia e delle sue necessità. Maria è triste e depressa. Da qualche giorno ha smesso anche di dare le medicine a João e prende irregolarmente le proprie.

Il dialogo tra Elias e Maria è lungo e a tratti anche João è coinvolto. Ci si preoccupa della cura, ma anche di garantire a Maria e ai suoi bambini un’alimentazione sufficiente, almeno integrando la farina con fagioli, frutta e verdura. Si progetta di costruirle una casa propria di paglia e fango, ma più dignitosa di quella attuale, provvisoria, misera e per la quale si deve pagare un piccolo affitto. Alla fine della visita Maria appare più serena, accetta di proseguire regolarmente con la cura e sembra avere ritrovato fiducia in se stessa e nelle persone dell’Associazione, che tentano di darle una mano, con i mezzi di cui dispongono. Accetta di partecipare ad un gruppo di auto-mutuo aiuto di madri sieropositive, creato dalla Mbaticoiane per testimoniare pubblicamente l’importanza del trattamento e combattere la stigmatizzazione delle persone con infezione.

Agricoltura e ambiente: una delegazione di Fondazione Edmund Mach in visita in Mozambico

Agricoltura e ambiente: una delegazione di Fondazione Edmund Mach in visita in Mozambico

Tra settembre e ottobre si è tenuta la visita in Mozambico di tre esperti legati alla Fondazione Edmund Mach (FEM) – Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Silvia Silvestri – Responsabile di Unità Risorse ambientali energetiche e zootecniche presso il Centro di Trasferimento Tecnologico della FEM, Ivano Artuso – Responsabile di Dipartimento di Supporto alla Didattica e all’Orientamento presso il Centro Istruzione e Formazione – vice del dirigente scolastico e Angelo Pecile – Ex responsabile dell’Unità Risorse Foraggere e Produzioni Zootecniche – attualmente in pensione, hanno avuto l’occasione di visitare le attività del CAM e del CEFA a Beira e Caia e di conoscere il contesto in cui le due associazioni operano.

Il team in visita ha seguito un programma molto intenso, che li ha portati ad incontrare, vedere, parlare e discutere approfondendo quasi tutti i progetti delle due associazioni in Mozambico, con lo scopo di fare il punto sulla loro attuazione. L’attenzione si è concentrata su tre progetti: il “Rafforzamento del Comune di Beira per la gestione integrata dei Rifiuti Solidi Urbani” cui Silvia Silvestri sta collaborando attivamente, il progetto “Sviluppo del settore lattiero-caseario e miglioramento dell’educazione nutrizionale della popolazione nel distretto di Beira”, che è stato in particolare seguito da Angelo Pecile ed il progetto “Sostegno alle filiere di sesamo, ortaggi e miele nel Distretto di Caia” al quale Ivano Artuso ha dedicato una particolare attenzione.

La collaborazione tra il Consorzio Associazioni con il Mozambico e la Fondazione Edmund Mach è attiva da molti anni, praticamente da quando il CAM ha cominciato a lavorare nel settore agricolo nel distretto di Caia, nei primi anni 2000. L’approccio di “cooperazione di comunità” che caratterizza il lavoro del CAM in Mozambico, ed in particolare ha caratterizzato l’esperienza – unica nel suo genere – del programma multisettoriale “Il Trentino in Mozambico” nel distretto di Caia dal 2002 al 2015, ha fatto sì che per operare in ambito agricolo fosse naturale attivare una partnership con il soggetto fondamentale per le tematiche di agricoltura del Trentino.
La collaborazione si è sviluppata negli anni con la partecipazione di diversi referenti per la FEM nei gruppi di lavoro tematici del CAM, con eventi sviluppati in collaborazione e numerosissime visite da parte di ospiti dal Mozambico o operatori CAM-CEFA in partenza per il Mozambico. Va anche sottolineato che oltre al contributo di persone che lavorano alla FEM, numerosi sono stati sia gli ex allievi, sia gli ex collaboratori FEM che hanno lavorato/stanno collaborando, professionalmente o a titolo volontario, con il CAM e il CEFA in Trentino e in Mozambico. Ciò che in tutti questi anni, per diversi motivi, non ha mai avuto occasione di concretizzarsi, è un momento di incontro e visita in Mozambico, durante il quale operatori della FEM avessero occasione di conoscere “sul campo” le diverse problematiche affrontate.

Sicuramente il viaggio ha raggiunto pienamente l’obiettivo di acquisire importanti elementi di carattere tecnico-organizzativo relativamente alla attuazione dei diversi progetti, ma anche quello di motivare i tre volontari partecipanti ad un ulteriore affiancamento ad CAM nelle sue diverse attività.

“E’ stata un’esperienza incredibile, sia sotto l’aspetto personale che professionale, che mi ha fatto cambiare. Confesso che non immaginavo davvero il contesto nella sua realtà, un contesto nel quale mi sono reso conto di quanto significativa sia la presenza delle ONG che stanno svolgendo un lavoro molto importante e di dimensioni così vaste. Sono rimasto colpito anche dal coinvolgimento della popolazione in alcuni programmi: le persone ci credono, hanno un reale impegno nei progetti e ne chiedono la continuità.“

Ivano Artuso

“Non sono più lo stesso di prima per aver sentito e assorbito, come non mai a questo livello nella mia vita personale, pubblica e lavorativa, la grande forza dell’agire insieme ad altri, del faticare per lo stesso obbiettivo.
Mi ha fatto anche capire che anche quando tutto appare maledettamente complicato e apparentemente irrisolvibile, il “crederci” ed il conseguente operare con la necessaria competenza, può realmente fare la differenza per decine, centinaia, migliaia di persone, partendo magari da piccole cose concrete, per noi scontate, ed invece per miliardi di persone, purtroppo, ancora da scoprire.
Mi ha fatto purtroppo confermare che in questa nostra piccola terra, le differenze non stanno fra i confini degli stati, fra i colori della pelle, fra la temperatura o la piovosità, stanno soprattutto fra chi comanda, chi sfrutta, chi deruba, chi corrompe, e tutti gli altri, la grande maggioranza ovunque, che in misura diversa subisce, sopporta, si rassegna, alle volte si ribella, alle volte cerca la sua strada di pace facendo finta che il banale male non esista. ”

Angelo Pecile

“Questo viaggio ha significato innanzitutto avvicinarmi ad un mondo, quello africano, per me completamente sconosciuto fino ad ora. Ha significato conoscere da vicino il lavoro che il CAM svolge sia grazie ai cooperanti italiani che operano in Mozambico, sia attraverso i collaboratori mozambicani, che oggi sono 82 distribuiti tra Beira e Caia. Lo sforzo infatti è quello di cercare di far crescere una generazione di tecnici e operatori giovani e preparati, motivati, competenti nei molteplici ambiti di attività sviluppati dal CAM in questi anni con tanta fatica, impegno e con una volontà ferrea. Ho potuto vivere seppur brevemente le problematiche di una città come Beira, in particolare quelle inerenti la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti sanitari, che incidono fortemente sulla qualità e salubrità della popolazione. Ho percepito le difficoltà economiche di una amministrazione comunale senza risorse economiche adeguate per fronteggiare tali problematiche ma che, grazie a funzionari capaci, collabora con i mezzi a sua disposizione per realizzare i progetti proposti.
La ricchezza di questa esperienza risiede anche nell’aver potuto vivere qualche giorno a Caia, città rurale lontana dai principali centri urbani, con le difficoltà enormi che gli agricoltori impegnati nei progetti di sviluppo affrontano per vendere i prodotti in tempo utile, non avendo la possibilità di conservarli nè tantomeno di trasformarli. A Caia chiunque sa che cos’è il “consorzio”; tutti sorridono e ti danno indicazioni utili per raggiungere la sede. Il lavoro di decenni con le escolinhas, con il comune, con gli agricoltori trasformati in piccoli imprenditori grazie all’introduzione del microcredito e le altre numerose alte iniziative che incidono sulla vita famigliare e sociale degli abitanti, viene apprezzato ed è ritenuto fondamentale per questo popolo dimenticato o quasi.”

Silvia Silvestri

Inaugurato ufficialmente il progetto EducaMoz, per una educazione prescolare di qualità

Inaugurato ufficialmente il progetto EducaMoz, per una educazione prescolare di qualità

Il progetto
Finalmente è stato inaugurato ufficialmente il progetto EducaMoz, con un evento di più giorni a Beira!

Il progetto, che avrà una durata di 3 anni punta ad assicurare un’educazione prescolare di qualità a tutti i bambini; le aree d’intervento, in particolare, sono: la Città di Maputo, i distretti di Boane e Matola nella Provincia di Maputo, i distretti di Beira, Caia, Dondo, Machanga, Chibabava, Maringué nella Provincia di Sofala e i distretti di Nampula, Nacala, Erati, Memba nella Provincia di Nampula.

Per fare questo Terre des Hommes Italia – un’organizzazione che lavora da molti anni in Mozambico nel settore dell’educazione – il CAM e gli altri partner (Università Pedagogica in Mozambico, Istituto di formazione Mwana, Jembi Health System, la Rete Mozambicana per lo Sviluppo della prima infanzia e l’Università Bicocca) sono impegnati nel miglioramento dei programmi educativi e nel rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e valutazione nazionali.

L’evento

L’evento di inaugurazione a livello nazionale si è tenuto a Beira il 12 e 13 settembre. Queste due giornate sono state ricche di proposte e attività: workshops, meetings, visite agli istituti delle varie comunità, eventi culturali e feste. Non solo! I bambini hanno intrattenuto i partecipanti con spettacoli di danza e con la recitazione della proclamazione dei diritti dei bambini.

La testimonianza del CAM

In rappresentanza del CAM erano presenti Martinho Celestino, responsabile del settore socio – educativo, e Julai Jone, coordinatore locale a Caia, di cui riportiamo una testimonianza:

Oggi abbiamo partecipato al lancio ufficiale del progetto EducaMoz, nella città di Beira. All’evento, guidato da TDH, hanno partecipato i partner, tra cui il Ministero di Genere, Infanzia e dell’Azione Sociale e della comunità di Inhamizua. Oltre agli interventi […] abbiamo visitato il centro comunitario di Oasis Ngupa, che quest’anno lavora con circa 20 bambini. […] Successivamente abbiamo preso parte ad una sessione educativa sull’alimentazione con i genitori nella comunità del Grand Hotel Beira. E’ stato bello assistere a questo momento perché ci ha permesso di vedere concretamente come viene fatto questo tipo di educazione. […] La lezione è stata accompagnata da una dimostrazione culinaria fatta sul posto. Infine abbiamo visitato l’Istituto Mwana Nice, che offre corsi per gli insegnanti della scuola materna. (Julai Jone)

Leggi anche: EducaMoz: per un’educazione prescolare inclusiva e di qualità anche a Caia

Al via la missione in Mozambico della Fondazione Edmund Mach

Al via la missione in Mozambico della Fondazione Edmund Mach

Comincia oggi da Beira il programma di visita in Mozambico di tre volontari CAM legati alla Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Il gruppo è composto da Ivano Artuso, Responsabile di Dipartimento di Supporto alla Didattica e all’Orientamento presso il Centro Istruzione e Formazione – vice del dirigente scolastico, Silvia Silvestri, Responsabile di Unità Risorse ambientali energetiche e zootecniche presso il Centro di Trasferimento Tecnologico della FEM e Angelo Pecile – Ex responsabile dell’Unità Risorse Foraggere e Produzioni Zootecniche – attualmente in pensione. Il gruppo visiterà tutte le attività promosse a Beira e a Caia da CAM e CEFA concentrandosi in particolare sui progetti in ambito agro-zootecnico coordinati da CEFA (vedi schede progetto sulla filiera del sesamo, ortaggi e miele a Caia e progetto sulla filiera del latte a Beira) e su quello di rafforzamento del Comune di Beira per la gestione integrata dei Rifiuti Solidi Urbani. Il programma prevede alcune giornate a Beira e Caia e un rapido passaggio a Quelimane e Maputo per motivi logistici, e si concluderà sabato 6 ottobre.

La collaborazione tra il Consorzio Associazioni con il Mozambico e la Fondazione Edmund Mach è attiva da molti anni, praticamente da quando il CAM ha cominciato a lavorare nel settore agricolo nel distretto di Caia, nei primi anni 2000. L’approccio di “cooperazione di comunità” che caratterizza il lavoro del CAM in Mozambico, ed in particolare ha caratterizzato l’esperienza – unica nel suo genere – del programma multisettoriale “Il Trentino in Mozambico” nel distretto di Caia dal 2002 al 2015, ha fatto sì che per operare in ambito agricolo fosse naturale attivare una partnership con il soggetto fondamentale per le tematiche di agricoltura del Trentino.

La storia di questa collaborazione comprende la partecipazione di diversi referenti per la FEM nei gruppi di lavoro tematici del CAM, eventi sviluppati in collaborazione, e numerosissime visite da parte di ospiti dal Mozambico o operatori CAM-CEFA in partenza per il Mozambico. Va anche sottolineato che oltre al contributo di persone che lavorano alla FEM, numerosi sono stati sia gli ex allievi, sia gli ex collaboratori FEM che hanno lavorato/stanno collaborando, professionalmente o a titolo volontario, con il CAM e il CEFA in Trentino e in Mozambico.

A partire dal 2016 il lavoro del CAM nel settore agricolo viene sviluppato con la partnership strategica dell’ONG CEFA onlus di Bologna, organizzazione che vanta un’esperienza decennale nella cooperazione allo sviluppo con particolare focus sulle tematiche dello sviluppo agricolo e del cooperativismo. Questa partnership ha inserito nel programma una esperienza certamente preziosa, dato che – pur non avendo mai operato prima in Mozambico – l’organizzazione conosce molto bene il mondo della cooperazione, l’Africa e l’agricoltura subtropicale, ma che può continuare ad essere ben integrata dal supporto di un ente quale la FEM, che lavora da più di un secolo allo sviluppo rurale di un territorio piccolo e decentrato come la Provincia Autonoma di Trento.

Ciò che in tutti questi anni, per diversi motivi, non ha mai avuto occasione di concretizzarsi, è un momento di incontro e visita in Mozambico, durante il quale operatori della FEM avessero occasione per conoscere direttamente i progetti ed il contesto, oltre che per offrire il proprio contributo tecnico.

In attesa di raccontarvi di più su quello che visiteranno e vivranno durante la missione auguriamo buona esperienza ai nostri viaggiatori!