Da San Michele al Mozambico: una visita per conoscere e condividere

Da San Michele al Mozambico: una visita per conoscere e condividere

Ormai è passato un mese dalla fine della missione del gruppo della Fondazione Edmund Mach in Mozambico. Com’è giusto fare in queste occasioni, abbiamo deciso di dar voce ai nostri tre volontari, che hanno condiviso con noi la loro esperienza. Oggi riportiamo la testimonianza di Angelo Pecile – ex responsabile dell’Unità Risorse Foraggere e Produzioni Zootecniche della Fondazione, che ha risposto a quattro semplici domande con delle bellissime parole.

Clicca sulla domanda, e leggi la risposta di Angelo!

“Il significato più importante, fra i numerosi che è difficile anche enumerare, è quello di aver dato nomi, visi, sguardi a tante persone, espatriate e locali, che operano all’interno dei diversi progetti. Dare quindi concretezza, “toccare con mano” e sentire con le emozioni, la straordinaria esperienza che la cooperazione allo sviluppo attivata dal CAM e dai suoi partner, sta realizzando grazie alla volontà all’impegno, alla determinazione e, soprattutto, al “crederci” di tutte queste persone, ognuna per la sua parte, più o meno importante che sia.

Più in generale, essendo il mio primo viaggio in Africa, non da turista, mi ha arricchito come solo l’esperienza diretta può fare rispetto a mille letture, convegni, documentari: come se le mie conoscenze sui problemi dell’Africa siano passate dalla testa a tutto il corpo, a tutto me stesso. Non sono più lo stesso di prima, non solo per questo, ma anche per aver sentito e assorbito, come non mai a questo livello nella mia vita personale, pubblica e lavorativa, la grande forza dell’agire insieme ad altri, del faticare per lo stesso obbiettivo.

Mi ha fatto anche capire che anche quando tutto appare maledettamente complicato e apparentemente irrisolvibile, il “crederci” ed il conseguente operare con la necessaria competenza, può realmente fare la differenza per decine, centinaia, migliaia di persone, partendo magari da piccole cose concrete, per noi scontate, ed invece per miliardi di persone, purtroppo, ancora da scoprire.

Mi ha fatto purtroppo confermare che in questa nostra piccola terra, le differenze non stanno fra i confini degli stati, fra i colori della pelle, fra la temperatura o la piovosità, stanno soprattutto fra chi comanda, chi sfrutta, chi deruba, chi corrompe, e tutti gli altri, la grande maggioranza ovunque, che in misura diversa subisce, sopporta, si rassegna, alle volte si ribella, alle volte cerca la sua strada di pace facendo finta che il banale male non esista.”

“Ciò che mi ha colpito è stata la sua straordinaria ricchezza di risorse naturali ed umane che sono lì, pronte per esprimersi e per fare di quel Paese un luogo in cui poter desiderare di nascere, crescere, vivere in pace.

Mi ha colpito quella sorta di pacata rassegnazione, quasi di serenità, che mi è parso di percepire nelle tante persone che ho visto durante il viaggio: fra le capanne di fango e canne di bambù, negli innumerevoli mercati e mercatini improvvisati in ogni dove anche nel più sperduto nulla attraversato, nei caotici paesi e cittadine, nelle file di persone, bambini, donne, uomini, giovani e vecchi quasi sempre a piedi che vanno e vengono sulle strade che costeggiano la savana che si stende a perdita d’occhio.

Mi ha colpito la forza della natura, ancora poco domata e incanalata per esprimere la sua generosità a favore dell’uomo.

Nella grande povertà mi ha colpito anche la grande reciproca tolleranza fra le innumerevoli “Chiese” che in queste condizioni forse esprimono tutte il meglio del loro comune messaggio di umanità, solidarietà, fratellanza, pace. E’ un paese dove i “sacerdoti” non possono ingrassare.”

“Forse mi hanno colpito di più i progetti che conoscevo di meno, quelli che mi riguardano di meno sul piano professionale.

In particolare le attività di Microcredito, quelle socio-sanitarie a favore soprattutto delle donne e dei bambini, le “escolinas”.

Mi hanno colpito perché cercano di affrontare e riescono a risolvere, per quanto possibile e compatibile con le risorse umane e materiali, tre grandi temi fondamentali pe queste popolazioni che vivono in un Paese che non riesce e non riuscirà forse ancora per molto ad occuparsi dei loro bisogni: la salute, l’istruzione, l’economia.”

“Assolutamente sì. Riporto una frase che mi ha detto Federico Berghi – Responsabile Settore Pianificazione Territoriale – mentre ci confrontavamo su varie questioni: “Se un viaggio come il vostro lo facessero tutti, una volta nella vita, le cose andrebbero meglio su questa terra”.”

Tra disegni e parole: il Mozambico come ispirazione

Tra disegni e parole: il Mozambico come ispirazione

 

Tracciato sulla carta – L’eterna estate del Mozambico.

Questo è il nome che Sara Filippi Plotegher ha dato ad una speciale raccolta di disegni: ispirata da un viaggio in Mozambico, per il quale è stata supportata dal CAM, l’artista ha realizzato dei disegni che rappresentano la quotidianità del paese. Dai suoi tratti semplici ma espressivi emergono sensazioni e storie nascoste, che Sara ha voluto catturare e condividere con noi.

Per valorizzare l’esperienza di Sara e le sue creazioni, il CAM ha deciso di collaborare nell’organizzazione di una mostra: l’inaugurazione sarà martedì 13 Novembre alle ore 18.30, presso il Centro per la Cooperazione Internazionale – Vicolo S. Marco 1, Trento.

L’evento rientra nel programma del festival Tutti nello stesso piatto, organizzato da Mandacarù Onlus e Altromercato. Inoltre l’inaugurazione sarà accompagnata da una lettura in musica dei testi scritti dall’autrice, che saranno spunto per un confronto riguardo le realtà attuali del Mozambico.

L’esposizione sarà aperta fino al 23 Novembre dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.

 

Agricoltura e ambiente: una delegazione di Fondazione Edmund Mach in visita in Mozambico

Agricoltura e ambiente: una delegazione di Fondazione Edmund Mach in visita in Mozambico

Tra settembre e ottobre si è tenuta la visita in Mozambico di tre esperti legati alla Fondazione Edmund Mach (FEM) – Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Silvia Silvestri – Responsabile di Unità Risorse ambientali energetiche e zootecniche presso il Centro di Trasferimento Tecnologico della FEM, Ivano Artuso – Responsabile di Dipartimento di Supporto alla Didattica e all’Orientamento presso il Centro Istruzione e Formazione – vice del dirigente scolastico e Angelo Pecile – Ex responsabile dell’Unità Risorse Foraggere e Produzioni Zootecniche – attualmente in pensione, hanno avuto l’occasione di visitare le attività del CAM e del CEFA a Beira e Caia e di conoscere il contesto in cui le due associazioni operano.

Il team in visita ha seguito un programma molto intenso, che li ha portati ad incontrare, vedere, parlare e discutere approfondendo quasi tutti i progetti delle due associazioni in Mozambico, con lo scopo di fare il punto sulla loro attuazione. L’attenzione si è concentrata su tre progetti: il “Rafforzamento del Comune di Beira per la gestione integrata dei Rifiuti Solidi Urbani” cui Silvia Silvestri sta collaborando attivamente, il progetto “Sviluppo del settore lattiero-caseario e miglioramento dell’educazione nutrizionale della popolazione nel distretto di Beira”, che è stato in particolare seguito da Angelo Pecile ed il progetto “Sostegno alle filiere di sesamo, ortaggi e miele nel Distretto di Caia” al quale Ivano Artuso ha dedicato una particolare attenzione.

La collaborazione tra il Consorzio Associazioni con il Mozambico e la Fondazione Edmund Mach è attiva da molti anni, praticamente da quando il CAM ha cominciato a lavorare nel settore agricolo nel distretto di Caia, nei primi anni 2000. L’approccio di “cooperazione di comunità” che caratterizza il lavoro del CAM in Mozambico, ed in particolare ha caratterizzato l’esperienza – unica nel suo genere – del programma multisettoriale “Il Trentino in Mozambico” nel distretto di Caia dal 2002 al 2015, ha fatto sì che per operare in ambito agricolo fosse naturale attivare una partnership con il soggetto fondamentale per le tematiche di agricoltura del Trentino.
La collaborazione si è sviluppata negli anni con la partecipazione di diversi referenti per la FEM nei gruppi di lavoro tematici del CAM, con eventi sviluppati in collaborazione e numerosissime visite da parte di ospiti dal Mozambico o operatori CAM-CEFA in partenza per il Mozambico. Va anche sottolineato che oltre al contributo di persone che lavorano alla FEM, numerosi sono stati sia gli ex allievi, sia gli ex collaboratori FEM che hanno lavorato/stanno collaborando, professionalmente o a titolo volontario, con il CAM e il CEFA in Trentino e in Mozambico. Ciò che in tutti questi anni, per diversi motivi, non ha mai avuto occasione di concretizzarsi, è un momento di incontro e visita in Mozambico, durante il quale operatori della FEM avessero occasione di conoscere “sul campo” le diverse problematiche affrontate.

Sicuramente il viaggio ha raggiunto pienamente l’obiettivo di acquisire importanti elementi di carattere tecnico-organizzativo relativamente alla attuazione dei diversi progetti, ma anche quello di motivare i tre volontari partecipanti ad un ulteriore affiancamento ad CAM nelle sue diverse attività.

“E’ stata un’esperienza incredibile, sia sotto l’aspetto personale che professionale, che mi ha fatto cambiare. Confesso che non immaginavo davvero il contesto nella sua realtà, un contesto nel quale mi sono reso conto di quanto significativa sia la presenza delle ONG che stanno svolgendo un lavoro molto importante e di dimensioni così vaste. Sono rimasto colpito anche dal coinvolgimento della popolazione in alcuni programmi: le persone ci credono, hanno un reale impegno nei progetti e ne chiedono la continuità.“

Ivano Artuso

“Non sono più lo stesso di prima per aver sentito e assorbito, come non mai a questo livello nella mia vita personale, pubblica e lavorativa, la grande forza dell’agire insieme ad altri, del faticare per lo stesso obbiettivo.
Mi ha fatto anche capire che anche quando tutto appare maledettamente complicato e apparentemente irrisolvibile, il “crederci” ed il conseguente operare con la necessaria competenza, può realmente fare la differenza per decine, centinaia, migliaia di persone, partendo magari da piccole cose concrete, per noi scontate, ed invece per miliardi di persone, purtroppo, ancora da scoprire.
Mi ha fatto purtroppo confermare che in questa nostra piccola terra, le differenze non stanno fra i confini degli stati, fra i colori della pelle, fra la temperatura o la piovosità, stanno soprattutto fra chi comanda, chi sfrutta, chi deruba, chi corrompe, e tutti gli altri, la grande maggioranza ovunque, che in misura diversa subisce, sopporta, si rassegna, alle volte si ribella, alle volte cerca la sua strada di pace facendo finta che il banale male non esista. ”

Angelo Pecile

“Questo viaggio ha significato innanzitutto avvicinarmi ad un mondo, quello africano, per me completamente sconosciuto fino ad ora. Ha significato conoscere da vicino il lavoro che il CAM svolge sia grazie ai cooperanti italiani che operano in Mozambico, sia attraverso i collaboratori mozambicani, che oggi sono 82 distribuiti tra Beira e Caia. Lo sforzo infatti è quello di cercare di far crescere una generazione di tecnici e operatori giovani e preparati, motivati, competenti nei molteplici ambiti di attività sviluppati dal CAM in questi anni con tanta fatica, impegno e con una volontà ferrea. Ho potuto vivere seppur brevemente le problematiche di una città come Beira, in particolare quelle inerenti la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti sanitari, che incidono fortemente sulla qualità e salubrità della popolazione. Ho percepito le difficoltà economiche di una amministrazione comunale senza risorse economiche adeguate per fronteggiare tali problematiche ma che, grazie a funzionari capaci, collabora con i mezzi a sua disposizione per realizzare i progetti proposti.
La ricchezza di questa esperienza risiede anche nell’aver potuto vivere qualche giorno a Caia, città rurale lontana dai principali centri urbani, con le difficoltà enormi che gli agricoltori impegnati nei progetti di sviluppo affrontano per vendere i prodotti in tempo utile, non avendo la possibilità di conservarli nè tantomeno di trasformarli. A Caia chiunque sa che cos’è il “consorzio”; tutti sorridono e ti danno indicazioni utili per raggiungere la sede. Il lavoro di decenni con le escolinhas, con il comune, con gli agricoltori trasformati in piccoli imprenditori grazie all’introduzione del microcredito e le altre numerose alte iniziative che incidono sulla vita famigliare e sociale degli abitanti, viene apprezzato ed è ritenuto fondamentale per questo popolo dimenticato o quasi.”

Silvia Silvestri

Dal Trentino al Mozambico – la missione di monitoraggio di ottobre

Dal Trentino al Mozambico – la missione di monitoraggio di ottobre

Missione conclusa!

Il nostro presidente, Paolo Rosatti, e il nostro direttore, Isacco Rama, sono tornati dalla loro ultima missione in Mozambico. Il viaggio è iniziato il 22 settembre scorso, e si è concluso la seconda settimana di ottobre. L’itinerario li ha portati a Maputo, Caia, Marromeu e Beira, dove hanno svolto numerosi incontri con partner, autorità locali e collaboratori diretti del CAM.

La capitale è stata la prima tappa, e ha fatto da sfondo a numerosi importanti incontri. In particolare è stato rilevante il lavoro fatto sul progetto di ampliamento della Caixa Financeira de Caia (CFC): con GAPI – nostro partner – è stato firmato il memorandum che definisce passaggi fondamentali e responsabilità di questo cambiamento. Il CAM ha inoltre avuto l’occasione di confrontarsi sul progetto con il direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Maputo, Fabio Melloni. Oltre all’importante lavoro fatto in relazione alla CFC, a Maputo i nostri rappresentanti hanno incontrato la viceministra degli esteri ed ex ambasciatrice in Italia, Carla Elisa Luis Mucavi, con la quale si è parlato delle attività più significative del CAM a livello nazionale. Si sono fatti alcuni incontri con i referenti del Ministero dell’Amministrazione Statale e Funzione Pubblica, con il quale si sta programmando una importante formazione su decentramento amministrativo che si terrà a dicembre a Maputo in collaborazione, tra gli altri, con la Istituto Superiore di Amministrazione Pubblica di Maputo – ISAP – e EURAC di Bolzano.

Per quanto riguarda il monitoraggio interno delle attività e gli incontri con i collaboratori del CAM, a Caia, Marromeu e Beira Paolo e Isacco, accompagnati dal rappresentante paese Paolo Ghisu,  riportano grande soddisfazione: i collaboratori dimostrano di essere impegnati e preparati nell’affrontare le attività previste dai progetti del CAM, con motivazione e competenza. Inoltre, sia a Caia che a Beira si sono tenuti incontri con CEFA, ONG italiana con la quale si stanno realizzando due progetti nel settore agro-zootecnico (vedi l’articolo dedicato alla recente visita in Mozambico della delegazione della Fondazione Edmund Mach).

Infine, è importante menzionare due incontri realizzati a Beira, rispettivamente con il nuovo governatore di Sofala, Alberto Ricardo Mondlane, e con il rettore dell’università UNIZAMBEZE, Nobre dos Santos, con il quale si è affrontato il tema del sostegno dell’imprenditoria giovanile.

Atmosfere mozambicane – il nostro impegno per salute ed educazione

Atmosfere mozambicane – il nostro impegno per salute ed educazione

Da agosto due membri del nostro direttivo, Giovanna Luisa e Gianpaolo Rama, sono in Mozambico, a Quelimane, dove stanno trascorrendo un periodo di volontariato di tre mesi.

Giampaolo Rama ha intrapreso il viaggio per prendere parte a un programma del CUAMM – Medici con l’Africa, che è finalizzato al miglioramento dell’assistenza alle malattie croniche non trasmissibili, come ad esempio l’ipertensione e il diabete. La rilevanza di questo intervento è data dalla mancanza di organizzazione nella prevenzione e nel trattamento delle patologie, nonché dalla diffusione delle due malattie indicate: più del 35% della popolazione adulta è ipertesa, ed il 7,5% diabetica. Proprio per questo il CUAMM si sta impegnando per formare ulteriormente il personale medico, per promuovere nella popolazione uno stile di vita più sano e per contribuire alla fornitura di farmaci e attrezzatura essenziale negli ospedali.

Ecco una testimonianza da Quelimane di Gianpaolo su questo tema:

“In Mozambico, la salute e l’assistenza sanitaria sono teoricamente un diritto di tutti i cittadini (il sistema sanitario nazionale lo prevede), ma la mancanza di risorse fa sì che alla fine siano beni rari. Mancano attrezzature, farmaci essenziali, personale qualificato, ed esami a volte indispensabili. […] Il vecchio ospedale della città è dignitoso nell’aspetto e nella pulizia, il personale composto e fiero del ruolo che copre. La gerarchia ed il rispetto della forma sono imperativi, solo gli stranieri tendono ad “uscire dai ranghi”. E’ sovraffollato di malati, specie di mamme e bambini. Le difficoltà che si incontrano sono anch’esse “vecchie”: interruzione dello stock di medicinali, anche essenziali, avarie ricorrenti di apparecchiature medicali e di laboratorio, scarsità del personale. Il personale è abilitato ma talora poco formato; le malattie ed i corsi di aggiornamento o la progressione degli studi lo allontanano spesso dal posto di lavoro, lasciando sguarniti i servizi. […]Sono impegnato in un programma del Cuamm – Medici con l’Africa – di aiuto al controllo di due malattie che stanno esplodendo nella popolazione: l’ipertensione arteriosa e, in misura minore, il diabete. Quasi il 40% degli adulti è iperteso, prevalentemente per ragioni ereditarie, e l’8% affetto da diabete. Sono patologie relativamente “nuove” ed il Paese non è ancora organizzato per prevenirle e trattarle. […]Dopo aver organizzato un corso di aggiornamento su diabete ed ipertensione arteriosa, stiamo collaborando allo scopo di migliorare l’assistenza negli ambulatori medici, e promuovendo, nella popolazione, la consapevolezza dell’utilità di uno stile di vita sano e della necessità di fare regolarmente alcuni accertamenti sanitari. Cercheremo di aiutare a migliorare l’approvvigionamento di farmaci essenziali.
Credo siano piccoli passi, ma hanno il significato di motivare ed incentivare i locali a fare il possibile per prevenire e trattare adeguatamente tali malattie. ”

Per quanto riguarda Giovanna, la visita in Mozambico è un’occasione per ri-visitare il paese, l’atmosfera e la sua gente e rientrare in contatto con le esperienze ed i problemi delle scuole locali, non solo a Quelimane, ma anche a Maputo, dove l’associazione “A Scuola di Solidarietà”, di cui lei è presidente, sostiene da oltre 25 anni una scuola comunitaria, un programma educativo ed il sostegno, attraverso borse di studio, di giovani eccellenti studenti, senza risorse finanziarie.
Ecco qualche pezzo dalla sua testimonianza, a pochi giorni dall’arrivo:

“Quelimane è la città dei sorrisi. Ce n’è per tutti, anche per chi non si è mai visto prima. Da giorni, riconoscente, godo a piene mani di questo tempo e traggo beneficio dalla possibilità che mi si è offerta: la casa confortevole di amici generosi presso i quali siamo ospiti e le persone che se ne occupano responsabilmente, la natura esplosiva in cui è immersa, le voci dei passanti, la musica che viene sempre da chissà dove, lo sciabordio del vicino fiume, e il cielo intorno, che cambia vestito continuamente e ci lega a voi. In tutto ciò, posso avvertire persino il suono che le foglie secche producono sul selciato, quando cadono dagli alberi, senza riuscire mai a spogliarli del tutto.”

“Lunedì andrò alla “nostra” scuola, quella che ho contribuito ad avviare con i giovani del quartiere tanti anni fa e che in tutti questi anni Padre Jorge ha difeso, sostenuto, incoraggiato, aumentato. Erano 440 gli alunni a quei tempi, ora ci sono circa 3.400 studenti, dalla prima alla decima classe. A decima conclusa, noi sosteniamo i migliori, offrendo borse di studio a quelli, tra di loro, che si sono distinti, ma non hanno mezzi finanziari per continuare a studiare ed iscriversi all’università.
Qualcuno dei miei colleghi di allora, è ancora lì. Ho voglia di ritrovarli, di sentirli e di sentirne parlare da Padre Jorge, che tanto ha fatto per portarla avanti e garantire qualità all’insegnamento. Io e lui siamo e siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda! Lo stesso ex Ministro dell’Educazione, ha riconosciuto il lavoro di Padre Jorge offrendogli un attestato di Onore per il suo impegno.
Sono contenta di essere qui e sono contenta di tornare. La scuola è un luogo importante dove portare un contributo in difesa dell’umanità intera, che troppa gente cerca di dividere, cominciando dai bambini, sempre più spesso indicati attraverso attributi … ”