Donne per la salute ed i diritti

Donne per la salute ed i diritti

La nostra collaboratrice Francesca Bina ha recuperato per noi alcune testimonianze da parte delle donne dell’associazione Grupo de Mulheres De Partilha De Ideaias De Caia creato grazie al percorso di formazione e sensibilizzazione per attiviste promosso dal CAM nel 2018. Grazie alle biciclette fornite dal progetto Mozambikes, queste donne riescono a coprire un’area estesa fornendo servizi sanitari e coinvolgendo la comunità in formazioni sui temi della sanità, dell’alimentazione e soprattutto dei diritti di genere

Joana Luis vive a Sombe, una comunità del Distretto di Caia, ma che è sprovvista di strada e nove mesi su dodici l’anno è completamente sommersa dall’acqua o dal fango che si crea proprio perchè non esiste una strada.

“Questa bicicletta mi permette di raggiungere Caia Vila in due/tre ore di pedalata, invece che mezza mattinata di camminata. Per me è molto importante, significa dimezzare i tempi e riuscire a incontrare più donne per poter portare avanti il mio lavoro legato alla sensibilizzazione sui diritti che spettano a noi donne.”

Dona Mariana Jolindo, energica e con voce possente aggiunge: ” E’ vero, spesso i diritti di noi donne vengono messi da parte, ci vengono negati. La società ci vede e ci pensa solo in funzione dell’uomo; dobbiamo pensare alla casa, alla machamba e ai figli, ma avremo diritto anche noi a impiegare il nostro tempo come meglio crediamo?” E orgogliosa mi mostra il video sul cellulare delle due giornate di formazione tenutesi  a Tete con tutti i gruppi di Sofala delle Mae de Partilha

Roseta Baera arriva da Murraça e anche lei concorda molto sulla questione dell’ottimizzazione dei tempi di spostamento. “Io lavoro prevalentemente a Murraça, ma, se ogni tanto mi capita di andare a Caia, è sempre difficile organizzare il trasporto. Ora con questa bicicletta non mi sembra vero.”

Julia Maria Tomé, del Grupo de Mae de Partilha de Sena è una donna forte e determinata, parla a nome delle tre donne che lavorano a Sena e fanno sensibilizzazione riguardo i diritti delle donne. “La bicicletta è un mezzo fondamentale per spostarsi dentro le comunità, spesso le strade sono inesistenti e a piedi i tragitti sono molto lunghi. Questa bicicletta per me rappresenta autonomia e indipendenza. Peccato solo che quando c’è qualche problema è difficile trovare i pezzi di ricambio perchè è fatta in modo un po’ diverso dalle nostre e anche la chiave per togliere i bulloni è diversa.”

Rosa Domingos, invece, non fa parte del Grupo Mae de Partilha de Caia, lavora invece nel gruppo teatrale dell’Associazione Mbaticoyane che si occupa di sensibilizzare le comunità sopra i temi dell’HIV, TBC, sul prendere bene le medicine, sul non abbandonare le cure e sul rompere il silenzio e la vergogna sopra queste tematiche. “In quanto anche io malata mi sento molto legata a questo lavoro, mi piace andare nelle comunità e poter lanciare un messaggio diverso attraverso uno spettacolo teatrale preparato insieme alle altre donne che lavorano con me. Un messaggio che possa dire di cambiare un po’ la mentalità che sta intorno alla malattia e la cura dei malati e su come certe malattie sono viste. Con la bicicletta sicuramente ho acquisito un’autonomia che prima non avevo, sono molto felice.”

Dossier Ciclone Idai – il dramma a Beira e la ricostruzione

Dossier Ciclone Idai – il dramma a Beira e la ricostruzione

Lo scorso 14-15 marzo il ciclone tropicale Idai ha investito il Mozambico, lo Zimbabwe e il Malawi causando oltre 1000 morti e dispersi, centinaia di migliaia di sfollati ed inquantificabili danni in tutta la regione. L’impatto più devastante è stato quello nella città di Beira, capoluogo di regione, dove il CAM ha l’ufficio sede centrale e dal 2016 porta avanti progetti nel settore della gestione dei rifiuti solidi urbani supportando il municipio della città. Il CAM è intervenuto a fianco degli operatori internazionali per far fronte all’emergenza, inaspritasi successivamente dallo scoppio di una epidemia di colera.

 

Idai è un ciclone tropicale, cioè un uragano che si è sviluppato nell’emisfero meridionale (e che ruota nel senso opposto, rispetto a quelli dell’emisfero settentrionale). I cicloni in Mozambico sono un fenomeno piuttosto raro, e difficilmente raggiungono questa intensità: i venti dei pochi cicloni superano i 200 chilometri orari un paio di volte ogni dieci anni, mentre quelli di Idai hanno raggiunto i 315 chilometri orari nel momento di massima velocità. È un’intensità paragonabile a quella dell’uragano Irma, che colpì la Florida nel 2017, uno dei più violenti degli ultimi vent’anni: ma a differenza di Irma, quando Idai ha colpito le coste del Mozambico erano passate meno di 24 ore dal momento della sua massima intensità.
La tempesta Vaia in Trentino, ad ottobre 2018, aveva portato venti tra i 100 e i 200 km/h.

Beira è la seconda città del Mozambico e capitale della provincia di Sofala. La città è situata sulla costa dell’Oceano Indiano vicino alla foce del fiume Pungoè nella parte centrale del paese. Nel 1997 la popolazione era di 412.588 abitanti e secondo una stima del 2007 di 431.583 abitanti. Il porto di Beira è di enorme importanza sia per l’interno del Mozambico ma ancor di più per il Malawi, lo Zambia e lo Zimbabwe che non hanno accesso al mare. Una ferrovia, una strada e un oleodotto collegano lo Zimbabwe con il porto di Beira attraverso il cosiddetto Corridoio di Beira. (Fonte Wikipedia)

Un resoconto della campagna di raccolta fondi emergenza

 

 

 

 

 

 

FERRARI/LUNELLI € 20.000,00
VOLONTARIAMO CON IL ST. JUDE ONLUS € 5.000,00
SOLE ONLUS € 2.500,00
APIBIMI € 2.000,00
ASSOCIAZIONE LA GRANDE QUERCIA € 1.750,00
PARROCCHIA S. PIO CANOVA DI GARDOLO € 950,00
A.D.S LUPO BIANCO € 800,00
FONDAZIONE LUIGI NEGRELLI € 500,00
SCUOLA DON BARONIO CESENA € 365,00
FONDI RACCOLTI ATTRAVERSO
GLI SPETTACOLI PATTINAGGIO e VENDITA FIORI
€ 4.282,20
DONAZIONI DI PRIVATI (ONLINE E CON BONIFICI) € 14.487,75
TOTALE € 52.634,95

Come contribuire

Essere una donna in Mozambico

Essere una donna in Mozambico

Una testimonianza di Anna Turco sulla Conferenza Provinciale su Donna e Genere di Beira, iniziativa cui il CAM ha contribuito attivamente.

Che cosa significa per te essere una donna?

A Beira, Sofala, giovedì 14 settembre scorso in ambito della V Conferenza Provinciale su Donna e Genere, gli stakeholder di genere si sono interrogati (e interrogate) su questa domanda e altre questioni legate alle pari opportunità, alla promozione dei diritti delle donne e all’empowerment femminile.

La V Conferenza Provinciale su Donna e Genere ha visto la partecipazione dei principali decision makers, come la Direttrice Nazionale del Ministero di Genere e Affari Sociali, la Governatrice di Sofala, il Dirigente della Direzione Provinciale di Genere e Affari Sociali, i Rappresentanti delle Autorità locali dei 13 Distretti della Provincia. Con loro, i rappresentanti delle organizzazione della Società Civile: il CAM, TDH Italia, FHI, Word Education, il CEFA. I rappresentanti del settore privato, in evidenza: GAPI- Società di Investimento e l’imprenditrice sociale Gilda Monjane. Gli artisti di teatro e danza.

Che cosa significa per te essere una donna?

Si è discusso molto. L’educazione scolastica delle bambine. Perché è importante.

La pedofilia, che non è riconosciuta come tale, che la si chiama ancora Matrimonio Prematuro. Matrimonio? Che rabbia! Fino alle lacrime… di chi da più di trent’anni si impegna per assistere bambine che non saranno mai più persone.

La preservazione della salute, che passa attraverso l’accesso all’informazione. Infrangere i tabù della prevenzione delle malattie sessuali, entrare nelle scuole. Che sfida!

Riequilibrare la bilancia delle opportunità e fare in modo che le donne non siano più la parte più vulnerabile della società mozambicana. Gli stakeholder di genere devono lavorare molto e devono lavorare in rete.

Ed è proprio questo che è stato fatto alla V Conferenza Provinciale su Donna e Genere: nonostante le tematiche affrontate siano state pesanti. Le argomentazioni scomode.

Si è dibattuto su che società si vuole per il futuro e ci si è interrogati sul cambiamento. Il cambiamento degli atteggiamenti, delle opinioni. Dei comportamenti. Insieme, si può.

Che cosa significa per te essere una donna?

Il CAM ha presentato l’esperienza del Progetto Promozione alla Salute realizzato nel distretto di Caia alcuni anni fa. Questo progetto, –grazie anche a delle metodologie vincenti del learning by doing o di educazione peer to peer -ha avuto successo proprio in questo: nel modificare atteggiamenti e comportamenti nocivi per la preservazione della salute della donna e della comunità. Complimenti! Cambiare è possibile.

Il CAM ha anche avuto il merito di portare alla conferenza una best practice di social business ed empowerment femminile attraverso l’accesso alle risorse energetiche. Un’eccellenza mozambicana. Innovazione sociale, è proprio il caso di dire, “illuminante”.

Che cosa significa per te essere una donna?

Gli esempi positivi ci sono. Alcune delle donne che  hanno partecipato alla V Conferenza Provinciale su Donna e Genere  e che ricoprono alte cariche politiche, ne sono dimostrazione. Ma le donne sono ancora lontane dall’avere un ruolo adeguato per partecipare allo sviluppo sociale ed economico del Paese. Lontane dal vedere i loro diritti rispettati e promossi. Per tutto questo, e per quello che verrà, per il CAM è stato un orgoglio e un onore partecipare e sostenere in modo fondamentale la realizzazione questa giornata.

Anna Turco – coordinatrice CAM in Mozambico

Beira, ultima tappa della visita istituzionale PAT in Mozambico

Si è conclusa sabato 22 luglio la missione della delegazione PAT in Mozambico in visita ai progetti del CAM, con l’ultima tappa, quella nella città di Beira, capoluogo della Provincia di Sofala. Ed è proprio la Provincia di Sofala il soggetto istituzionale che ha accompagnato dal nascere il progetto “Il Trentino in Mozambico” relazionandosi con la Provincia Autonoma di Trento a partire dalla firma del protocollo di intesa nel 2001.

L’assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo della Provincia Autonoma di Trento Sara Ferrari e il dirigente del Servizio Attività internazionali Raffaele Farella hanno incontrato la Governadora della Provincia di Sofala, Maria Helena Taipo in un incontro nel quale è stato possibile confrontarsi sulle molte attività realizzate nel distretto di Caia e sulle prospettive future riconfermando l’impegno reciproco e invitando anche la governadora a ricambiare la visita visitando presto il Trentino.

Un ulteriore importante incontro istituzionale si è tenuto con il Presidente del Consiglio Municipale della città di Beira, Daviz Simango, istituzione con la quale il Consorzio Associazioni con il Mozambico sta collaborando dal 2016, offrendo supporto tecnico sul settore della gestione dei rifiuti solidi urbani, progetto che ha da poco visto la firma di uno specifico accordo. (Vedi Firmato il nuovo accordo di collaborazione con il Municipio di Beira nel settore dei rifiuti).

Sulla missione vedi anche:
La Provincia Autonoma di Trento in visita nel distretto di Caia
Trentino-Caia 16 anni insieme