Plano de Uso da Terra: una tesi di laurea che è anche progetto attuativo

Pubblichiamo l’abstract della tesi di laurea di Isacco Rama – DICAM-Università degli Studi di Trento, già collaboratore del gruppo di lavoro CAM per la stesura del Plano Distrital de Uso da Terra di Caia. Nel suo lavoro Isacco ha approfondito una proposta di progetto attuativo del Plano, offrendo al distretto uno strumento per migliorare il sistema di fornitura dei servizi lungo un’asse di primaria importanza.Isacco Rama tesi Caia progetto r

In un contesto caratterizzato dalla arretratezza tecnologica nella pratica agricola, dall’isolamento mediatico e da un endemico stato di povertà della popolazione, diviene di fondamentale importanza l’utilizzo razionale delle risorse pubbliche al fine di indirizzarle puntualmente in strategie di sviluppo.

Nel distretto di Caia (Sofala, Mozambico) il 52% della popolazione ha meno di 14 anni e l’85% delle famiglie, che in maggioranza vive in ambiente rurale, pratica l’agricoltura di sussistenza, in un territorio in cui il suolo urbano e le infrastrutture occupano appena lo 0,9% del suolo mentre più del 90% è costituito da savana, foresta e zone umide.

Con questo lavoro di tesi, si è voluto fornire all’Amministrazione pubblica uno strumento che, prendendo le mosse dalle indicazioni progettuali contenute nel Plano Distrital de Uso da Terra di Caia, possa migliorare il sistema di fornitura dei servizi lungo un’asse di primaria importanza per il distretto, come quello di Gamba–Deve–Licoma, che si estende nella sua parte centrale per 45 km di lunghezza.

A questo scopo, è stato necessario indagare gli aspetti ambientali, socio-economici, infrastrutturali dell’area, per la quale erano a disposizione dati estremamente limitati, tali da non permettere una lettura circostanziata del territorio.

Si è scelto di approfondire i punti di vista della popolazione e degli altri portatori di interesse attraverso un lavoro sul campo fatto di soggiorni prolungati presso le comunità locali, interviste, raccolta dati, rilievo delle emergenze del territorio, e che ha visto l’intensa collaborazione dei tecnici del Serviço Distrital de Planificaçao e Infra-Estruturas di Caia, guidati dal Direttore Pinto Martins.

Dall’analisi dei dati raccolti sono state individuate le aree popolate più critiche, in cui infrastrutture e servizi sono carenti o inadeguati, e quelle che sono invece sufficientemente servite. E’ inoltre emersa l’importanza che riveste il recupero dell’asse stradale, denominato Estrada Distrital n°1, per la mobilità e per lo sviluppo generale dell’area.Isacco Rama - Chatala

In risposta all’analisi critica dell’area e nella consapevolezza che un’adeguata rete di servizi sia un elemento imprescindibile per lo sviluppo generale del territorio, si è formulata una proposta progettuale incentrata sulla riorganizzazione della rete di servizi. Elementi fondamentali di questa proposta sono il miglioramento delle strutture esistenti e il potenziamento di alcune di queste, la formalizzazione del sistema dei mercati locali, l’introduzione di magazzini di stoccaggio del prodotto agricolo, la manutenzione e l’ampliamento della rete dei pozzi protetti, l’elettrificazione dell’area e, di estrema importanza, la rifunzionalizzazione dell’asse stradale. In particolare, si è proceduto al rilievo puntuale degli aspetti di criticità che interessano la strada, sistematizzando i quali si è giunti alla formulazione di quattro soluzioni progettuali specifiche. Si è anche proposto un intervento di ripristino dello strato resistente. Infine, per il progetto stradale, sono stati considerati aspetti di manutenzione ed economici che hanno dimostrato l’efficienza e sostenibilità della scelta operata.

Si prevede che l’implementazione del complesso delle indicazioni progettuali avrà ricadute positive sulla qualità della vita delle famiglie attivando nuove forme di reddito, favorendo il commercio e la produttività agricola. Aumenterà l’accesso alla risorsa idrica ed ai beni presenti sui mercati locali, saranno abbattuti i tempi di accesso ai servizi sanitari e scolastici e garantita una migliore qualità dell’offerta.

Allo stesso tempo, grazie alla riqualificazione della strada, sarà garantita la connettività dell’area anche a livello regionale, favorendo, da un lato, il passaggio di persone e prodotti verso i distretti limitrofi, dall’altro facilitando l’ingresso di investimenti considerati l’altro aspetto fondamentale per uno sviluppo saldo e durevole del territorio.

Isacco Rama – abstract della tesi di laurea intitolata
“Sviluppo Rurale e Assetto del Territorio in Contesti in Via di Sviluppo:
un Piano Attuativo del Plano de Uso da Terra in un Distretto rurale del Mozambico” 

Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica

Relatori: prof Paolo Bertola e prof Corrado Diamantini

Discussa a Trento il 28 marzo 2014

Isacco Rama - tesi Caia - mudzi MPasse

I diari della raccolta – moda estate Caia 2014

I diari della raccolta – moda estate Caia 2014

01Un terzo racconto del nostro amico, ed ospite a Caia, Christian Piana (cfr. articolo sul suo viaggio in autobus da Johannesburg a Caia e sulla magia-medicina tradizionale).

In questa riflessione vorrei soffermarmi brevemente sulla moda, e nello specifico curiosità e particolarità della moda nel distretto di Caia.

Ovviamente per moda non intendo le tendenze, che nei centri maggiori, sono dettate dalle marche o dalle collezioni commerciali di stilisti, vetrine e riviste. Intendo la moda nel suo concetto originale, che è la scelta di cosa mettersi addosso, di come mostrarsi agli altri e di come comunicare un’immagine personale. La moda che nasce nel momento che mettiamo una camicia rossa piuttosto che un maglione nero.

A Caia, come nella maggioranza delle immense campagne Mozambicane (distritos) oltre a non circolare riviste di moda e a vedersi pochissima televisione (ancora e per fortuna), non esistono assolutamente negozi di vestiti. Arrivano grandi lotti di indumenti usati da varie parti del mondo, che poi vengono ridistribuiti o rivenduti per pochi soldi nei mercatini in strada. Vi si trova un po’ di tutto: magliette calcistiche oltremare, camice sgargianti, pantaloni di ogni dimensione e taglio, ecc…

02La fortuita combinazione di vestiti d’ogni sorta e mancanza assoluta di “esempi” o “diktat” sul come vestirsi, ha perciò dato largo spazio all’uso della pura spontaneità e della genuina creatività nella moda Caiense: insieme a sobrie combinazioni di abiti vi sono ogni tanto individui che con magnifica nonchalance sfoggiano un prêt a porter un tanto curioso, agli occhi di una persona come me, ahimè troppo inquinata dalle regole.

Anche se in alcuni casi mi scappa un sorriso, trovo però, nei casi più estrosi, le rimanenze della splendida libertà: la moda qui è libera, segue gli intuiti e le voglie personali. É un territorio, forse l’ultimo, ancora inesplorato dalla cultura consumista (di cui noi Italiani tra tanti, siamo promotori). É bella perché inventata.

03Vediamo qui nelle foto alcuni esempi originali, raccolti casualmente passeggiando per la cittadina: come il ragazzo che è apparso al cospetto della mia bicicletta, tra case di terra e paglia di una comunità, indossando un autentico capo “Caia’s saturday nights fever”, ossia una sgargiante camicia blu elettrico di satin. Un eleganza particolare, però non tanto casual quanto Thiago che veste una maglietta alla marinara con strisce blu e berretto in stile Popeye .

A volte l’eleganza é importante e sinonimo di rispetto verso chi si incontra o riceve. Cosí, durante l’attesa per la visita del primo ministro, ho incontrato il giovane professor João, che aspettava nella sabbiosa strada, sotto un sole cocente con indosso niente popó di meno che lo smoking. Non importa il fatto che non si trattava di una serata di gala, il professor João ha dimostrato lo stesso un rispetto infinito.

04Ma tra le abitudini più curiose v’è il non far molta distinzione tra capi femminili e maschili: gli uomini usano spesso e volentieri magliette o pantaloni da donna; lo fanno naturalmente, perché li trovano belli, o bello è usare colori più sgargianti, come dargli torto.

Così è comune vedere ragazzi che senza inibizioni artificiali sfoggiano ciabatte dorate o rosa, paillettes e altri ornamenti, com’è il caso dell’amico ballerino che s’è autofabbricato un poncho con un panno a fantasia floreale, oppure il ragazzo che possiede una piccola bancarella al mercato e che probabilmente ha pensato: “perché mettersi una canottiera semplice se ci si può mettere una canottiera con le borchie?”05

Una giornata con la Caixa Financeira

Una giornata con la Caixa Financeira

PaoloMoruzzi1Riportiamo un intervista – e la sua contestualizzazione – che è contenuta nella tesi di master di Paolo Moruzzi, il quale tra settembre e dicembre 2013 ha trascorso alcune settimane a Caia, per una ricerca sull’attitudine al credito e la sua accessibilità.

Filimone è una persona di fiducia della Caixa Financeria di Caia. Ci affidiamo a questo commerciante per incontrare un cliente a metà strada tra Caia e Sena, dove nella stagione delle piogge è molto difficile circolare con la jeep. Dicono che talvolta capita di vedere i coccodrilli saltare fuori dai terreni alluvionati e spostarsi nella boscaglia. La destinazione è Chatala. Siamo in ritardo rispetto all’orario previsto, ma non è una novità. Dobbiamo aspettare proprio il nostro uomo. Nel frattempo facciamo il pieno con la tanica di benzina e ne approfittiamo per controllare le condizioni dell’auto.

Quando Filimone arriva, è carico di merci che deve portare al suo negozio. Le ha comprate dando un anticipo, il resto lo pagherà una volta che le ha vendute tutte. Lo aiutiamo a sistemarle sul fuoristrada; ci sono quaderni, biscotti, bevande, olio, riso, frutta, sale e zucchero, sigarette, fiammiferi e saponi che possono bastare per un mese. La fatica è ampiamente ricompensata, senza il suo aiuto ci saremmo sicuramente persi. Durante il viaggio consulto più volte la cartina geografica, ma non trovo Chatala. Dopo una buona mezz’ora superiamo le colline, da lì in poi non ci saranno più punti di riferimento ma solo boscaglia e tratti di strada ricavati da torrenti prosciugati. A un certo punto vediamo una sconfinata distesa di ananas e per un attimo provo il desiderio di scendere e prenderne un paio.

PaoloMoruzzi2Il cliente è in mora di molte rate e da tempo non riceviamo sue notizie. Quando arriviamo sul posto, le persone che ci vedono scendere dall’auto fuggono via terrorizzate. Dopo due minuti Filimone raggiunge a piedi un adulto; è il fratello del nostro cliente, ci dice non è in casa perché adesso si trova a Quelimane. Capita spesso. Vediamo una moto appoggiata al muro, é di proprietà del fratello. La carichiamo sul portabagagli come garanzia del prestito, nel caso continui a essere insolvente. Un pignoramento a regola d’arte. Partiamo e salutiamo la famiglia del fratello, ora molto più cordiale di prima.

A metà strada capiamo di avere un pneumatico lPaoloMoruzzi3reggermente sgonfio e dunque ci fermiamo. Filimone va in cerca di aiuto e noi ne approfittiamo per sgranchirci le gambe. Qualcuno ha portato della frutta, io fumo una sigaretta. Compriamo dei biscotti e una gallina che leghiamo al manubrio della moto. Al ritorno Filimone ha in braccio una pompa per biciclette, lo guardiamo perplessi. Pazienza, andremo più piano. Intanto la moto è sempre ben legata al portabagagli; se non sarà riscattata dal legittimo proprietario, verrà venduta al suo prezzo di mercato.

Secondo la nostra guida, a Chatala non avevano mai visto un uomo bianco. “Conoscere la persona a cui si prestano i soldi é molto importante”, aggiunge.

Intervista a Filimone, commerciante, realizzata il 24 ottobre 2013 a Sena

1) Preferisci chiedere un prestito a una persona che conosci o a una che non conosci? La persona che conosco mi dà più fiducia, vado da lei così mi aiuta a realizzare il mio progetto.

2) Cosa provi quando vieni a sapere che un tuo amico ha ricevuto un finanziamento dal Consorzio? Temo non riesca a restituirlo perché potrebbe avere dei problemi. Mi sento male e spero.

3) Qual è la cosa più importante in un prestito? Il rimborso. Nel mio negozio gli affari vanno bene e restituisco senza problemi .

4) Quali ambizioni hai per i tuoi figli? Ne ho quattro e spero studino. Non vuoi che lavorino con te? Sì certo, con me hanno un lavoro sicuro.

5) Preferisci una perdita sicura o una perdita possibile ma di valore leggermente superiore? Una sicura perdita. Ci sono periodi in cui guadagno di più e altri di meno, ma devo sempre sapere in anticipo cosa succede dopo. Il guadagno mi serve sempre per affrontare il periodo negativo, così rimango in pari. Una perdita di valore superiore, anche se solo possibile, non mi piace, devo avere tutto sotto controllo.

Torna il corso di lingua portoghese e cultura mozambicana

CamionBandiereSta per prendere il via una nuova edizione del corso di lingua portoghese e cultura mozambicana, volto a favorire un primo approccio con la lingua portoghese e con la cultura, la geografia, la storia e le tradizioni del Mozambico.

Ogni lezione sarà divisa in due parti: nella prima si affronteranno elementi di grammatica e lingua portoghese, dando spazio anche alla conversazione in lingua, mentre nella seconda parte verranno approfonditi alcuni aspetti della cultura mozambicana come la storia, la geografia, la letteratura, la musica, la cucina, le tradizioni ecc…

Il corso sarà tenuto da docenti madrelingua, si articolerà in 10 lezioni di 1,5 ore due volte la settimana, il martedì ed il giovedì dalle 18.30 alle 20 con inizio martedì 15 aprile e conclusione martedì 20 maggio.

Il costo è di 50 € per gli studenti e di 70 € per i lavoratori.

Per le iscrizioni scrivere a cam@trentinomozambico.org tel 0461 232401

Educazione Inclusiva: piccoli passi verso l’autonomia

CastigoUna testimonianza di Claudia Aloiso, referente CAM per i settori socio-educativo e socio-sanitario, sul progetto di Educazione Inclusiva.

E’ ormai dal 2007 che, sotto la spinta iniziale della Responsabile di Settore Elena Medi, il progetto di Educazione Inclusiva si contraddistingue all’interno delle attività socio-educative del Consorzio.

Attivato inizialmente come percorso formativo per insegnanti, mirato a promuovere l’inclusione educativa dei soggetti con disabilità fisica (ipoacustici e ipovedenti) si è negli anni sviluppato fino a entrare nelle scuole del distretto come parte integrante delle attività. Ed è proprio in questa direzione che l’Educazione Inclusiva è diventata un fiore all’occhiello tanto del CAM quanto del Servizio d’Educazione Distrettuale.

Attualmente il programma supporta il lavoro di tre educatori: due di questi, Aissa e Francisco, operano 100_1095 1° modulo, orientamento e mobilità-6con circa 16 bambini e ragazzi non udenti all’interno di due scuole primarie, mentre un terzo, Castigo, professore non vedente, insegna Braille ad un gruppo di 7-8 adulti preparandoli ad accedere al sistema ufficiale di alfabetizzazione degli adulti.

All’interno del percorso strategico triennale 2013-2015, che vede il passaggio graduale di tutti i progetti del CAM verso una conduzione autonoma in termini organizzativi e dove possibile anche economici, si è lavorato ad impostare il futuro del Progetto di Educazione Inclusiva assieme al Servizio Distrettuale di Educazione, Gioventù e Tecnologia (SDEJT), consapevoli dell’importanza che questo Progetto riveste in ambito educativo nel Distretto di Caia.

FranciscoA gennaio e febbraio, assieme a Marta Sachy, Consulente al Coordinamento CAM, abbiamo incontrato il Direttore Mandala per il SDEJT, per discutere del futuro del CAM e delle attività svolte all’interno del Progetto di Educazione Inclusiva. La proposta portata dal CAM partiva dal terreno fertile già preparato l’anno scorso con la firma di un Memorandum di Intesa tra il SDEJT e il CAM. Tale Memorandum sanciva gli impegni delle due parti, dichiarando i compiti e le responsabilità di ognuno al fine di ufficializzare la gestione co-partecipata del servizio di Ed. Inclusiva. Con il grande obiettivo di ottenere un totale assorbimento dell’Educazione Inclusiva nelle maglie del Servizio Distrettuale di Educazione è stato scelto un approccio per piccoli passi. La proposta si è concentrata principalmente sull’aspetto contrattuale dei tre educatori che ormai da anni lavorano per il Consorzio nella realizzazione di questo importante Progetto. La richiesta avanzata è stata che i tre contratti, normalmente stipulati tra il Consorzio e gli educatori, fossero da quest’anno di competenza dell’SDEJT, spettando al CAM solo l’aspetto finanziario del programma. Grazie anche all’appoggio delle istituzioni provinciali a Beira (il gruppo di tecnici dell’Equipe Multisettoriale Provinciale, prima, e il Direttore Dichissone del Serviço Provincial Mulher e Acção Social poi) a febbraio è stato trovato l’accordo e firmato un nuovo Memorandum di Intesa, variando non solo le competenze stabilite nel precedente Memorandum ma anche i tempi di durata dello stesso.

Aissa aula 010411 (10)Al SDEJT spetta l’impegno di sottoscrivere dei contratti direttamente con gli educatori, e di individuare istituti di formazione disponibili a strutturare dei corsi ad hoc per due dei nostri educatori affinché accedano al titolo di studio per diventare ufficialmente professori, dal momento che sembra difficile trovare corsi per la formazione di disabili ipoacustici su tutto il territorio nazionale. Al Consorzio resta la competenza finanziaria, tanto per il pagamento dei sussidi dei tre educatori, quanto per la ricerca dei fondi necessari alla formazione. Entrambe le parti si impegnano reciprocamente fino alla fine del 2015. Con l’ottenimento del titolo di studio, gli educatori potranno essere inquadrati dall’amministrazione locale e diventare a tutti gli effetti insegnanti nelle scuole del distretto.

Il primo piccolo, ma importante, passo verso l’istituzionalizzazione del Progetto di Educazione Inclusiva è stato fatto!

Claudia Aloisio – referente CAM area socio-educativa e socio-sanitaria