Insieme Festival 2026: il CAM torna a Levico!

Insieme Festival 2026: il CAM torna a Levico!

Il Festival delle Associazioni & della Solidarietà di Levico Terme è arrivato alla sua quinta edizione! Venerdì 25 settembre e sabato 26 settembre, vi aspettano due giorni di festa dedicati al volontariato, con momenti di musica, laboratori e spettacoli, un’occasione per incontrare le associazioni del territorio e scoprire come sostenere progetti concreti di aiuto e solidarietà.

Come CAM, saremo presenti nel centro storico di Levico, venerdì 26 settembre dalle 10.30 alle 23.00, pronti a mostrarvi le nostre attività e a parlare dei nostri progetti, insieme alle altre 40 realtà che hanno aderito all’iniziativa.

Per l’occasione, proporremo al nostro stand un laboratorio creativo per i più piccini: avranno l’occasione di creare un piccolo francobollo con animali e piante mozambicane, dando loro modo di conoscere meglio la cultura del Mozambico e imparando facendo!

Oltre alle giornate del Festival, martedì 8 settembre alle 20.30, presso la Sala consiliare del Comune di Levico Terme, il CAM, insieme ad altre tre realtà, presenterà il proprio progetto alla comunità, che a fine della manifestazione verrà finanziato grazie alla raccolta fondi e la lotteria solidale.

Non mancate!

Corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana – autunno 2026

Corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana – autunno 2026

Stiamo per iniziare una nuova edizione del corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana, livello base. 

Il corso prevede 11 lezioni, dal 22 settembre al 1 dicembre, e si svolgerà ogni martedì dalle 18 alle 20.

Ogni incontro è strutturato in due momenti: una prima parte dedicata alla lingua portoghese tenuta da Nicola Baggiani, docente laureato in lingua portoghese e con diverse esperienze lavorative a Lisbona ed una seconda, dedicata alla cultura mozambicana, per la quale si alterneranno voci di amici mozambicani o che vivono in Mozambico, volontari e collaboratori del CAM.

Il corso si terrà prevalentemente online, così da permettere a chi si trova lontano di partecipare. In caso di assenza è possibile recuperare le registrazioni, anche se è sempre consigliato di partecipare attivamente per un apprendimento migliore e più coinvolgente.

Il costo del corso è di 90€, ridotto 60€ per studenti e per i soci del CAM.

Vi informiamo che abbiamo raggiunto il numero massimo di iscritti!
Scrivete a info@trentinomozambico.org per segnalare l’interesse: stiamo raccogliendo le richieste per far partire eventualmente un secondo gruppo.

Per informazioni contattare info@trentinomozambico.org
Vite che continuano ad essere trasformate: il vero impatto del CAM

Vite che continuano ad essere trasformate: il vero impatto del CAM

Luís Cipriano ha 30 anni e dal 2020 collabora con il CAM. Inizialmente ha ricoperto il ruolo di assistente junior e referente dei progetti in ambito WASH a Caia, ora lavora nell’ufficio di Beira dove è responsabile del monitoraggio e valutazione di tutti i progetti. Il suo incarico lo porta tutti i giorni a lavorare con tabelle, indicatori, numeri, per raccogliere dati che raccontano i risultati dei diversi progetti.
Qualche settimana fa una conversazione durante un incontro, quasi casuale, con una autorità dell’amministrazione della Provincia di Sofala a Beira, lo ha colpito nel profondo. Riportiamo le parole che ha condiviso sul suo personale profilo Instagram, in maniera spontanea, che ci hanno commosso e riempito di orgoglio.

Il 15 giugno ho avuto il privilegio di intrattenere una conversazione con il Direttore Provinciale per la Gioventù, l’Occupazione e lo Sport della Provincia di Sofala.

Condividendo il suo percorso professionale, abbiamo scoperto un’interessante coincidenza: entrambi abbiamo un legame con il Consorzio Associazioni con il Mozambico. Durante la conversazione ho sentito un’affermazione che mi è rimasta impressa nella memoria: «Il distretto di Caia ha il volto del CAM».

Per me, questa affermazione non è stata una frase di cortesia, ma il riconoscimento di un lavoro che si è protratto nel corso degli anni e ha lasciato segni visibili nello sviluppo, anche, istituzionale del distretto. Il direttore ha sottolineato il contributo del CAM nel rafforzamento di istituzioni locali come l’SDSMAS [il servizio che si occupa di salute, donne e affari sociali n. d. T.], l’SDPI [il servizio che si occupa di pianificazione territoriale, acqua e infrastrutture] e l’EPAC [l’istituto agrario], l’attuale IMACa, a Murraça, dove ho avuto l’opportunità di frequentare il corso tecnico di agricoltura e zootecnia.

In quel momento ho capito che il vero impatto di un’organizzazione non si misura sempre dal numero di attività svolte o dai rapporti prodotti. Si misura, soprattutto, dalle istituzioni che rimangono più forti, dalle competenze che vengono consolidate e dalle vite che continuano a essere trasformate molto tempo dopo la conclusione di un progetto.

Ascoltare questa testimonianza ha assunto per me un significato ancora più profondo. Mi ha fatto capire che facciamo parte di una storia costruita con visione, impegno e dedizione, il cui retaggio continua a essere riconosciuto da chi ha seguito da vicino quel percorso.

In un’epoca in cui, così spesso, i risultati immediati sembrano essere l’unico metro di misura del successo, vale la pena ricordare che gli impatti più significativi sono quelli che resistono al tempo e continuano a essere riconosciuti da diverse generazioni.

Luís Cipriano

Responsabile di monitoraggio e valutazione di progetto

La voce di Caia raccontata in un podcast

La voce di Caia raccontata in un podcast

Come nasce una radio comunitaria? Quale impatto può avere sulla vita di un’intera comunità? E perché, in un contesto rurale come quello di Caia, la radio è molto più di un semplice mezzo di comunicazione?

Una puntata del podcast di Media Aid, organizzazione impegnata nella promozione dei media comunitari e del diritto all’informazione, racconta l’esperienza della Rádio Comunitária de Caia (RCC), un progetto nato nel 2007 da un bisogno espresso dalla comunità locale e che il CAM ha scelto di sostenere e accompagnare nel tempo.

Nel podcast di Sara Musa si ripercorrono la storia della radio, il suo ruolo nella promozione dell’informazione, della partecipazione e dello sviluppo locale, ma anche le sfide quotidiane di uno strumento che continua a dare voce ai cittadini, diffondere messaggi di salute pubblica, promuovere i diritti e creare spazi di confronto per tutta la popolazione. Le radio comunitarie rappresentano infatti uno dei mezzi di comunicazione più efficaci nelle aree rurali del Mozambico, dove raggiungono una parte consistente della popolazione e contribuiscono concretamente alla crescita delle comunità.

Per il CAM, la Rádio Comunitária de Caia rappresenta un esempio concreto di cooperazione costruita insieme alle persone: un progetto nato dal basso, cresciuto grazie all’impegno della comunità e diventato negli anni un punto di riferimento per il territorio.

Nel podcast, oltre agli audio di RCC in portoghese e in lingua sena, le interviste alla direttrice del CAM Sofia Rinaldi, al coordinatore della sede del CAM a Caia Elias Lanquene.

Ascolta il podcast: https://www.mediaaid.it/media/    PERCORSI  –  4.RADIO CAIA

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Progetto TERRA: la missione di Susanna Ottaviani a Beira

Progetto TERRA: la missione di Susanna Ottaviani a Beira

Si sono appena conclusi due mesi di missione di UniTrento a Beira, in Mozambico, per il progetto TERRA. Susanna Ottaviani, dottoranda del Dipartimento di Inegneria Civile Ambientale e Meccanica (DICAM) dell’Università di Trento e Ingegnera Ambientale nel progetto, ha seguito la prima fase di valutazione del contesto, il quartiere di Macuti-Miquejo, beneficiario del terzo pilastro del progetto: il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie del mercato informale.

TERRA, acronimo di Trasformazioni per un’Economia del Riciclo dei Rifiuti urbani e per un Ambiente sostenibile in Mozambico, è un progetto triennale di 2 milioni di euro, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il progetto, coordinato dalla Provincia Autonoma di Trento (PAT) e implementato in loco da Consorzio Associazioni con il Mozambico (CAM) in partnership con il Comune di Beira, si pone l’obiettivo di migliorare la gestione dei rifiuti solidi urbani a livello municipale attraverso la revisione e il rafforzamento delle politiche esistenti, con particolare attenzione alla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU). Si prevede, inoltre, di valorizzare quest’ultima mediante un sistema integrato di raccolta e trattamento che coinvolge attori pubblici e privati e che, grazie alla riabilitazione del Centro di Compostaggio, consentirà la trasformazione della FORSU in compost destinato ad agricoltori locali.

L’efficacia del rinnovato sistema di gestione dei rifiuti sarà osservata e sperimentata nel mercato informale di Macuti, dove, in parallelo agli interventi sulla filiera dei rifiuti, saranno realizzate opere di riqualificazione infrastrutturale volte a migliorare le condizioni igienico-sanitarie dell’area del mercato, in continuità con le azioni avviate dal progetto MUDAR.

Il mercato informale di Macuti-Miquejo è un luogo di elevato interesse per l’intero quartiere. È costituito da un centinaio di attività commerciali distribuite lungo un tratto di strada di circa 200 metri nella zona d’interfaccia tra l’area cimento, ovvero l’area residenziale di origine coloniale, e l’area d’insediamento spontaneo, sviluppatasi rapidamente negli ultimi vent’anni in assenza di una pianificazione urbana. Il mercato serve entrambe le aree attraverso la vendita di prodotti alimentari, prevalentemente ortofrutticoli e ittici, di altri beni di consumo e con la fornitura di servizi artigianali e alla persona. Oltre ad assolvere alle esigenze quotidiane del quartiere, il mercato rappresenta un importante luogo d’incontro e di socialità diventando mezzo di coesione comunitaria. 

Tuttavia, l’attuale mercato presenta delle carenze strutturali ereditate della mancata regolamentazione di uso del suolo e dalla sua evoluzione spontanea. In particolare, il 92% delle attività commerciali non ha accesso all’acqua potabile. I commercianti sono costretti a percorrere quasi un chilometro per approvvigionarsi d’acqua attraverso allacci abusivi alla rete idrica del quartiere limitrofo. La metà degli esercenti che usa l’acqua nello svolgimento della propria attività, si approvvigiona da pozzi superficiali, la cui qualità è fortemente compromessa dalla presenza di fosse settiche e servizi igienici non impermeabilizzati. Il mercato è inoltre privo di servizi igienici, costringendo i commercianti a fare affidamento sulle strutture delle abitazioni vicine o a rientrare nelle proprie case. 

Queste criticità non riguardano esclusivamente il mercato, interessano l’intero quartiere di Macuti-Miquejo, dove l’accesso all’acqua e la gestione dei reflui rappresentano una delle principali sfide per la comunità. In questa prosepttiva, il miglioramento delle infrastrutture idriche e sanitarie costituisce una delle linee di intervento prioritarie del progetto TERRA, con l’obiettivo di rafforzare le condizioni di salute pubblica e la qualità della vita dell’intera comunità.

Questi ed altri elementi di analisi del contesto sono stati raccolti dal team tecnico del progetto composto da CAM, Consiglio Municipale di Beira e Università di Trento, responsabile del coordinamento dell’attività. Grazie ad un approccio interdisciplinare è stato possibile caratterizzare l’area del mercato e leggerne il funzionamento nel contesto urbano circostante, fornendo una solida base conoscitiva allo scopo di orientare le successive scelte progettuali. È stato fondamentale in questo processo l’interazione con i venditori, avvenuta tramite focus group, interviste e questionari. In particolare, sono state raccolte informazioni sulle caratteristiche delle attività commerciali, sull’accesso ai servizi essenziali, sulle condizioni igienico-sanitarie e ambientali, nonché sulle principali criticità percepite e sulle priorità di intervento individuate dagli stessi commercianti. L’analisi è stata inoltre estesa agli abitanti del quartiere, principali fruitori del mercato, per comprenderne modalità di utilizzo, bisogni e aspettative.

Parallelamente, la struttura fisica del mercato è stata studiata attraverso dei rilievi, il censimento delle attività commerciali e la caratterizzazione delle tipologie costruttive delle attività commerciali. Queste informazioni sono state integrate con i dati relativi alle infrastrutture esistenti e ai servizi di fornitura, raccolti e interpretati attraverso incontri con i rappresentanti degli enti gestori. L’analisi dell’uso del suolo è stata supportata dall’uso di immagini satellitari, mappe catastali e sistemi informativi geografici (QGIS), consentendo di integrare in un unico quadro conoscitivo tutte le informazioni raccolte.

Per approfondire le modalità di gestione dei mercati cittadini, sono stati visitati alcuni mercati virtuosi, individuando esperienze e buone pratiche utili per la progettazione sostenibile e duratura. 

Quanto raccolto dal gruppo tecnico è stato presentato al Comitato Municipale lo scorso 18 giugno nel primo di una serie di incontri che accompagneranno il percorso partecipativo verso la definizione degli interventi di miglioramento del mercato. Prossimamente i contenuti confluiranno in uno studio preliminare che sarà presentato agli altri comitati coinvolti nel processo decisionale: i venditori del mercato e i rappresentanti della società civile di Macuti.