Coltiviamo i vostri progetti: dona i tuoi punti al CAM

Coltiviamo i vostri progetti: dona i tuoi punti al CAM

Dal 1° settembre al 31 dicembre 2026, facendo la spesa in tutti i negozi Poli, Regina e Orvea aderenti all’iniziativa Coltiviamo i vostri progetti, puoi accumulare Punti Cuore sulla tua tessera DupliCard e scegliere di destinarli al progetto del CAM. Il CAM è è una delle 10 associazioni selezionate per partecipare alla decima edizione dell’iniziativa, con il progetto “Donne, diritti e futuro”.

Come si accumulano i Punti Cuore

Utilizzando la tua DupliCard durante la spesa, accumuli automaticamente i Punti Cuore: 1 Punto Cuore ogni 10 € di spesa. I punti vengono caricati sulla tua DupliCard e potranno essere utilizzati per esprimere la tua preferenza a favore di uno dei progetti partecipanti.

Non hai ancora una DupliCard? Puoi richiederla e utilizzare anche la versione digitale attraverso la app MyDupliCard.

Come donare i tuoi punti al CAM

Dal 1° ottobre 2026 al 1° febbraio 2027 puoi destinare i tuoi Punti Cuore al progetto del CAM:

10 – CAM Consorzio Associazioni con il Mozambico ODV – Progetto “Donne, diritti e futuro”

Il progetto sostiene a Caia, in Mozambico, un percorso di formazione annuale in sartoria rivolto a 40 donne, accompagnato da attività di alfabetizzazione e sensibilizzazione sui diritti delle donne e sulla prevenzione della violenza.

Puoi donare i tuoi punti in due modi

IN NEGOZIO Comunica alla cassa o al punto informazioni che vuoi destinare i tuoi punti al CAM, codice 10.
5 Punti Cuore = 1 preferenza

ONLINE Puoi donare i tuoi punti  dal sito www.gruppopoli.it entrando nella tua area personale MyDupliCard, oppure tramite la app MyDupliCard.
5 Punti Cuore = 2 preferenze

Donare dal sito o tramite app permette quindi di raddoppiare il valore dei tuoi punti.

Perché scegliere il CAM?

Perché scegliere il CAM?

Il Gruppo Poli mette a disposizione complessivamente 150.000 euro per sostenere i 10 progetti selezionati. Il numero di preferenze raccolte da ciascun progetto contribuirà a determinare la quota di finanziamento che riceverà. Con i tuoi Punti Cuore puoi contribuire a sostenere un percorso di formazione e autonomia per 40 donne in Mozambico.

Ricorda

CAM – codice 10 Progetto: “Donne, diritti e futuro” Accumula i punti. Donali al CAM. Aiutaci a coltivare nuove opportunità.

Il CAM a “Tutti i Colori per la Pace 2026”

Il CAM a “Tutti i Colori per la Pace 2026”

Dal 29 settembre al 10 ottobre, la Biblioteca Vallelaghi – sede di Terlago ospita Mostre per la Pace, un’iniziativa dedicata alla cultura della nonviolenza e alla memoria dei processi di riconciliazione che hanno segnato la storia recente del Mozambico e di altre aree del mondo attraversate da conflitti.

All’interno del programma, il CAM propone un appuntamento di particolare rilievo: la presentazione del libro Si fa presto a dire pace di Mario Raffaelli, pubblicato da Edizioni Studium.

 

Il volume Si fa presto a dire pace raccoglie l’esperienza diretta di Mario Raffaelli nelle mediazioni internazionali che, dagli anni Ottanta ai primi anni Novanta, hanno contribuito a trasformare scenari di guerra in percorsi di dialogo. Dalle trattative per la pace in Mozambico al ruolo di coordinatore dei mediatori della Comunità di Sant’Egidio, fino agli incarichi diplomatici nel Corno d’Africa, in Somalia e nel Nagorno Karabakh, il libro offre uno sguardo privilegiato su processi complessi, spesso invisibili, ma decisivi per la costruzione della pace.

Il CAM invita soci, volontari, cittadini e tutte le persone interessate ai temi della pace e della cooperazione internazionale a partecipare a questo momento di confronto e approfondimento.
La costruzione della pace è un processo collettivo: ascoltare chi ha contribuito a renderla possibile è un passo importante per continuare a promuoverla oggi.

Musica e Arte in Mozambico: la storia di Cecil

Musica e Arte in Mozambico: la storia di Cecil

Un approfondimento-intervista sulla cultura e la musica del Mozambico, a cura del volontario CAM Alex Cestari.

La musica rappresenta da sempre, fin dagli albori dell’umanità, un linguaggio collettivo universale strettamente connesso alla vita sociale, spirituale e quotidiana delle persone. Non esiste al mondo un popolo o una comunità che non abbia una tradizione musicale impressa a fuoco nelle proprie origini. La misticità della musica la rende capace di superare testi le parole, fungendo da ponte diretto tra l’essere umano e una dimensione interiore.

Gli strumenti musicali rendono “materiale” questo concetto, rappresentando dei veri e propri manufatti sacri: emblemi in grado di legare le persone con un filo invisibile dall’enorme valore semantico. Anche per questo motivo, ancora oggi nonostante “il disincanto del mondo” verso la magia e la religione, la figura del musicista desta in noi grande interesse e solletica la nostra curiosità più profonda.

Riferendoci in particolar modo al continente africano, uno degli strumenti più emblematici ed iconici è lo djembe: un tamburo a calice la cui origine molto antica getta le sue basi nell’Africa Occidentale, ma che negli anni si è diffuso a macchia d’olio in tutta il continente diventandone un simbolo indiscusso.

Nonostante la sua origine sia geograficamente abbastanza lontana, oggi questo strumento è molto utilizzato anche in Mozambico dove viene impiegato spesso per cerimonie, feste o semplici esibizioni musicali.

Per approfondire la sua storia e la sua importanza ho intervistato Cecil Nhamizinga, giovane musicista mozambicano 24enne originario di Beira che da qualche anno sta studiando questo strumento:

Ciao Cecil, partiamo proprio dall’inizio: che cosa ti ha spinto a diventare musicista e a suonare lo djembe ?

Quello che mi ha ispirato e spinto a essere un musicista e a suonare lo djembe è stato l’impatto che avuto vedendo alcuni artisti nel gennaio del 2023, mentre suonavano questo strumento. Il suono del djembe per me è stato da subito come una terapia, mi faceva stare bene e mi donava una pace incredibile, che poche altre cose erano in grado di fare fino a quel momento. Prima di acquistare il mio djembe , sognavo il suo suono tutte le notti. Ciò mi ha spinto alla decisione di imparare a suonarlo e diventare effettivamente un musicista. La cosa divertente è che questo sogno ricorrente è finito solo quando ho acquistato effettivamente il mio strumento.

E il tuo strumento ha una storia particolare?

Sì, prima di acquistarlo ho conosciuto un paio di artisti che mi hanno stimolato e ispirato. Il primo è stato Okymanie Bamba, un polistrumentista che vive e lavora in Spagna, che era qui di passaggio. Lui fu il primo a consigliarmi di associarmi alla “Casa della Cultura” di Beira, dove ho mosso i primi passi e ho iniziato a prendere coscienza di quello che volevo fare. 
In seconda battuta ho conosciuto Jo Choneca, che è originario di Beira, ma vive e lavora in Italia. Era di passaggio per una visita alla famiglia e mi ha consigliato di acquistare lo strumento da un artigiano locale, che ora ha spostato la sua attività a Maputo, ma che al tempo aveva un piccolo spazio alla casa della Cultura. Da lì poi è iniziato tutto…

Quanto è importante per un te il legame con il tuo djembe?

Il nostro legame non è solo professionale, ma è anche un legame che mi fa stare bene. Quello che cerco è trasmettere la mia passione, cercando di far star bene anche chi mi ascolta.
Proprio per questo motivo, l’obiettivo che mi sono prefissato è anche quello di cercare di insegnare come si suona questo strumento e non solo di suonarlo nei concerti. Nell’ultimo anno ho avuto la possibilità anche di insegnare a diversi ragazzi Italiani che sono stati qui a Beira per delle missioni di cooperazione internazionale.

È difficile per un musicista lavorare a Beira e più in generale in Mozambico?

Considera che l’origine di questo strumento proviene dall’altra parte dell’Africa, quella occidentale. Per cui qui in Mozambico non è esattamente uno strumento tipico. Nonostante questo negli ultimi decenni il suo utilizzo è aumento parecchio. Per esempio a Maputo, che è una grande città, è più facile riuscire a trovare spazio: lì la sfera culturale è più viva che in tutto il resto del Paese.
A Beira invece è più complicato, l’arte e la cultura faticano a prendere piede ed è facile trovarsi le porte chiuse in faccia. Anche se è difficile però non mi do per vinto, il mio obiettivo rimane quello di far conoscere questo strumento e questa arte.
Una caratteristica del djembe è che vibra in modo diverso da tutto il resto, e questo fa vibrare anche il cuore delle persone creando un forte legame tra chi suona e chi ascolta. Questo mi fa andare avanti.

Prima di fare il musicista, nonostante la tua giovane età, hai fatto anche altro. Ti va di parlarne?

Si, assolutamente. Per un periodo della mia vita, prima di iniziare a suonare, ho viaggiato e visitato buona parte del Mozambico con una macchina fotografica, con l’obiettivo di raccontare la mia Terra. Ho viaggiato in alcuni distretti della regione di Sofala e ho esplorato gran parte del sud del Mozambico, tra cui appunto la città di Maputo.
Questo viaggio è stato molto utile per conoscermi e per farmi capire che l’arte e la cultura dovevano far parte della mia vita. Ora, ritornato da questa avventura, oltre a essere musicista mi diletto anche a creare collane e bracciali in legno.

Foto e testi di Alex Cestari da Beira

sCAMpagnata: un pranzo tra amici, soci e curiosi

sCAMpagnata: un pranzo tra amici, soci e curiosi

Sabato 19 settembre, a partire dalle ore 12.30, la Malga Vernera, in località Vernera a Sover (TN), ospiterà la sCAMpagnata, un pranzo conviviale pensato per trascorrere una giornata in compagnia e, allo stesso tempo, conoscere più da vicino le attività di due realtà impegnate nella solidarietà e nella cooperazione.

L’iniziativa è promossa da CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico ODV e Senza più Confini ODV, con l’obiettivo di creare un’occasione informale di incontro, conoscenza e condivisione. Durante la giornata sarà possibile scoprire le associazioni, i loro progetti e le persone che quotidianamente si dedicano alla loro realizzazione.

Il menù porterà in tavola alcuni dei sapori più caratteristici della tradizione di montagna: polenta con spezzatino e crauti, in alternativa polenta con formaggio fuso e funghi, accompagnati da acqua, vino e caffè.

Per partecipare viene proposta un’offerta suggerita di 25 euro.

L’appuntamento è per sabato 19 settembre alle ore 12.30 presso la Malga Vernera, località Vernera, Sover (TN).

Si può parcheggiare alla malga oppure partecipare ad una passeggiata in gruppo per raggiungerla a piedi (specificare al momento dell’iscrizione). Possibilità di menu bambini e offerta dedicata alle famiglie.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a info@trentinomozambico.org oppure contattare il numero WhatsApp 353 4547462.
Iscrizioni fino ad esaurimento posti.

L’iniziativa si terrà anche in caso di maltempo.

Un’occasione per mangiare insieme, conoscere nuove persone e sostenere progetti di solidarietà: la sCAMpagnata vi aspetta in malga!

Corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana – autunno 2026

Corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana – autunno 2026

Stiamo per iniziare una nuova edizione del corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana, livello base. 

Il corso prevede 11 lezioni, dal 22 settembre al 1 dicembre, e si svolgerà ogni martedì dalle 18 alle 20.

Ogni incontro è strutturato in due momenti: una prima parte dedicata alla lingua portoghese tenuta da Nicola Baggiani, docente laureato in lingua portoghese e con diverse esperienze lavorative a Lisbona ed una seconda, dedicata alla cultura mozambicana, per la quale si alterneranno voci di amici mozambicani o che vivono in Mozambico, volontari e collaboratori del CAM.

Il corso si terrà prevalentemente online, così da permettere a chi si trova lontano di partecipare. In caso di assenza è possibile recuperare le registrazioni, anche se è sempre consigliato di partecipare attivamente per un apprendimento migliore e più coinvolgente.

Il costo del corso è di 90€, ridotto 60€ per studenti e per i soci del CAM.

Attenzione! Abbiamo raggiunto il numero massimo di iscritti!

Stiamo organizzando un secondo gruppo che condividerà la lezione di cultura (19.20-20) mentre seguirà la lezione di lingua dalle 20.15 alle 21.20

Per informazioni contattare info@trentinomozambico.org