Perito agrario trentino, ha fatto parte della storia del CAM negli anni dell’avvio dei primi progetti a Caia.
Una terra che ha amato, coltivato e scelto di vivere.
Grazie di aver camminato con noi ed essere stato uno dei primi sognatori CAM
Da Corrado Diamantini:
Bruno l’ho incontrato per la prima volta a Caia, nel dicembre del 2005, dove mi ero recato con alcuni studenti per avviare la redazione del piano urbanistico. Era piuttosto riservato ma allo stesso tempo molto disponibile a parlare della realtà dei contadini locali con i quali collaborava, trasmettendo loro le sue conoscenze quasi con riguardo.
Ricordo che mi parlò dell’intenzione di avviare una qualche attività in Mozambico, dopo l’esperienza con il CAM, dandomi l’impressione che aveva stabilito con il Mozambico un legame profondo. E infatti negli anni successivi l’ho rivisto a Chimuara, dove era riuscito ad avviare una piccola attività di ristorazione. In questa occasione mi è apparso del tutto integrato nella realtà mozambicana, di cui penso si sentisse veramente parte.
Da Andrea Patton:
Di Bruno mi rimangono i ricordi ed anche le amichevoli discussioni. Lui amava spesso dire “sarebbe bello”, perché era un vulcano di idee che poi non riusciva a realizzare. Era anche un divoratore di libri e di ogni singolo libro ricordava le trame ed i personaggi. Un sognatore ed una animo buono. Questo è stato il nostro “Brunello”.
Da Paolo Rama:
Abbiamo collaborato con Bruno nei primi progetti agricoli del CAM nel Distretto di Caia, tra i quali l’orticoltura, con i primi tentativi di irrigazione, il sostegno ad alcune cooperative di agricoltori, la costruzione del primo magazzino agrario, l’introduzione dell’allevamento bovino.
Lo ricordo come un ricercatore caparbio, divoratore di libri, di grande curiosità intellettuale, sognatore mai del tutto soddisfatto.
Ci lascia il ricordo e l’esempio di una persona amica, aperta a tutti, di grande bontà ed altruismo.
Da Giovanna Luisa:
Dopo la fine del suo contratto con CAM, molti anni fa, notizie di Bruno, delle sue diverse attività, della sua ricerca, che non l’ha mai portato ad abbandonare l’Africa, arrivavano sporadicamente da amici comuni o conoscenti di passaggio. Il ricordo più vivo che ho, è quello del nostro viaggio in treno, verso l’aereoporto che ci avrebbe portato in Africa, a Caia. Eravamo in tre, c’era anche Paolo. Non conoscevamo Bruno, ma si andava, insieme, in ricognizione, per capire come il CAM, all’inizio della sua storia, potesse interagire con le persone, l’ambiente, i problemi di un paese da ricostruire. Abbiamo chiacchierato a lungo. Bruno era entusiasta: aveva grandi aspettative, grande volontà di essere utile e con competenze che sperava di poter spendere. Era informato, colto, curioso. Molto determinato e critico, si rivelò un instancabile lavoratore. Fu un viaggio pieno di speranza. Fu un bel viaggio.
Da Paolo Rosatti:
Eravamo assieme ormai più di venti anni fa, quando arrivammo a Caia, quel posto sperduto in Mozambico. Bruno con la sua curiosità e la sua umanità rimase affascinato e si innamorò di quella terra e di quella gente tanto da farne la sua nuova patria, la terra nella quale ha lasciato le sue tracce e anche la sua vita. Grazie Bruno

