Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Benjamim Baptista

Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Benjamim Baptista

Dal 2005 il CAM opera con attività di microcredito, dapprima con l’ufficio di Caia e successivamente con una seconda sede a Marromeu nel 2012 ed una terza nel 2020 a Inhaminga. Si tratta di un progetto di grande valore e dal positivo impatto, sia economico che sociale. Grazie al rientro dei prestiti con i tassi di interesse si generano dei fondi che – oltre a coprire interamente i costi della struttura, del personale ed alcuni investimenti (come le sedi e gli automezzi per l’operatività) – vengono utilizzati per finanziare le attività sociali realizzate a Caia, quali l’assistenza domiciliare e l’educazione prescolare.

In questo speciale in tre puntate abbiamo intervistato tre persone-chiave del progetto (clicca sui nomi per leggere gli articoli):

Benjamim è stato recentemente ospite in Trentino, dove ha avuto modo di fare alcune giornate di aggiornamento e formazione con i colleghi (aventi ad oggetto ad esempio i nuovi requisiti di segnalazioni di legge, citati anche nell’intervista di Enrico Baldo), alternate a visite di conoscenza del territorio ed anche turistiche. 

Benjamim Baptista
Responsabile area microfinanza CAM Mozambico

Quale è stata la parte più interessante della tua visita in Italia?

Dai coordinatori italiani che si sono succeduti nel corso di questo ventennio in Mozambico e dal collega Andrea avevo sentito parlare speso del mondo cooperativo trentino. Sono rimasto veramente impressionato da quanto le cooperative riescano a svolgere un ruolo economico e sociale davvero straordinario.

Ho avuto la possibilità di visitare alcune di queste realtà come: il caseificio, l’allevamento bovino di montagna, il conferimento e la trasformazione del vino, il credito cooperativo ed il conferimento e lavorazione delle mele. La visita all’Istituto Agrario di San Michele e alla Federazione Trentina delle Cooperative mi hanno permesso di vedere da vicino quanto importante sia la formazione, la sperimentazione e la regolamentazione di questo settore.
Ritorno in Mozambico sicuramente arricchito da questa esperienza, ma anche un poco frastornato perché immagino come potrebbe essere importante poter replicare il sistema cooperativo trentino in Mozambico pur in carenza di una legislazione adeguata. 

A livello prettamente “turistico” cosa ti è piaciuto in modo particolare?

In primo luogo mi ha stupito l’ordine, la pulizia ed i paesaggi mozzafiato. Con il Presidente Paolo Rosatti sono stato sul Grostè dove ho sperimentato per la prima volta la funivia ma, oltre al panorama, mi ha affascinato la neve!

Anche Venezia mi ha incantato moltissimo: una città in mezzo al mare dove le vie sono canali e le macchine sono imbarcazioni. Difficile poter raccontare questa straordinaria città al mio ritorno in Mozambico.
Ho apprezzato tantissimo anche la città di Trento, la sua storia (complessa da capire per me), i suoi palazzi centenari, il duomo, il castello del Buonconsiglio e tanto altro. Una realtà lontana anni luce dalle città mozambicane.

 

Vorrei concludere ringraziando il CAM per avermi dato questa opportunità di visitare il Trentino e un grazie anche a tutte le persone che ho incontrato e che, con pazienza, mi hanno spiegato con passione il loro lavoro all’interno della cooperazione.

 

Benjamim è intervenuto durante la tavola rotonda organizzata insieme al Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento mercoledì 21 settembre. Puoi rivedere la registrazione qui.

Il microcredito per uno sviluppo economico sostenibile

Il microcredito per uno sviluppo economico sostenibile

Dal 2005 il CAM porta avanti un’esperienza di microcredito di successo in alcuni distretti rurali della Provincia di Sofala, in Mozambico. Un progetto di grande valore e dal positivo impatto, sia economico che sociale. Grazie al rientro dei prestiti con i tassi di interesse si generano dei fondi che – oltre a coprire interamente i costi della struttura, del personale ed alcuni investimenti (come le sedi e gli automezzi per l’operatività) – vengono utilizzati per finanziare le attività sociali realizzate a Caia, quali l’assistenza domiciliare e l’educazione prescolare.

Mercoledì 21 settembre alle 18 presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli studi di Trento il responsabile area microfinanza CAM Mozambico, Benjamim Baptista, ospite in Italia, ha raccontato il progetto insieme al Presidente CAM Paolo Rosatti. I docenti del Dipartimento di Economia e Management Matteo Ploner, Ericka Costa Ermanno Tortia hanno offerto spunti teorici e dati per allargare lo sguardo sul significato più ampio del lavoro con microcrediti, con soggetti “non bancabili”, con progetti di economia sociale. Giovanni Alenghi, responsabile della filiale di Verona di Banca Etica ha invece raccontato come anche in Italia esperienze di “micro-credito” possono costituire significative opportunità di sviluppo economico sostenibile e di inclusione sociale.

RIVEDI IL VIDEO DELL’INCONTRO SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE

 

Per saperne di più sul progetto:

 

Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Enrico Baldo

Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Enrico Baldo

Dal 2005 il CAM opera con attività di microcredito, dapprima con l’ufficio di Caia e successivamente con una seconda sede a Marromeu nel 2012 ed una terza nel 2020 a Inhaminga. Si tratta di un progetto di grande valore e dal positivo impatto, sia economico che sociale. Grazie al rientro dei prestiti con i tassi di interesse si generano dei fondi che – oltre a coprire interamente i costi della struttura, del personale ed alcuni investimenti (come le sedi e gli automezzi per l’operatività) – vengono utilizzati per finanziare le attività sociali realizzate a Caia, quali l’assistenza domiciliare e l’educazione prescolare.

In questo speciale in tre puntate abbiamo intervistato tre persone-chiave del progetto (clicca sui nomi per leggere gli articoli):

Enrico Baldo
 Membro del consiglio direttivo del CAM e del gruppo microcredito

Enrico, da alcuni anni hai iniziato ad impegnare sempre più tempo nel progetto, con un ruolo di controllo e supervisione dall’Italia in affiancamento ad Andrea. Di cosa ti occupi esattamente?

Con Andrea stiamo cercando di rendere meno informale e più incisiva la parte di controllo dati, oltre a tutta l’attività in senso ampio del microcredito. Questo risulta sempre più necessario, oltre che per una maggior sicurezza operativa della struttura in Mozambico, anche perché sempre più forzati in questo senso dallo stesso Banco di Mozambico, che negli ultimi mesi ha  aumentato molto la richiesta di dati e incombenze burocratiche. In pratica, da una parte la lontananza fisica di un responsabile con enorme esperienza come Andrea, e dall’altra l’aumento dei controlli da parte del BdM, ci stanno spingendo sempre più nella necessità di rendere formali e sistematici dei controlli che fino a qualche anno fa sembravano superflui. Da fine 2020 quindi, ho iniziato a seguire e supportare Andrea nelle sue consuete verifiche, abbiamo redatto un Regolamento del Credito che formalizzasse i vari passaggi e la procedura prevista nel processo del credito, anche nell’ottica di una costante collaborazione fra la struttura di Trento e quella operativa in Mozambico. All’interno di questo regolamento è prevista una figura di “revisione interna” con funzioni di controllo di secondo livello, dopo il primo svolto direttamente in loco dal responsabile crediti in Mozambico (Benjamin).  Non possiamo infatti dimenticare la componente di rischio dovuta al fatto che l’erogazione dei prestiti, non essendo digitalizzata, comporta quotidiane movimentazioni di somme di denaro rilevanti dato il contesto locale.  A parte questo aspetto “ufficiale”, ho ancora molto da imparare e cerco di supportare Andrea nella gestione complessa di tre diverse agenzie di credito.

Dopo la tua lunga esperienza con le casse rurali trentine, quali sono le caratteristiche del “modello microcredito” che ritieni potrebbero essere utili applicati anche nel nostro contesto trentino?

Per questa sarebbe domanda necessaria un’analisi dell’evoluzione del “modello Cassa Rurale” in Trentino negli ultimi 20 anni. Non esiste un “modello microcredito” replicabile in diverse situazioni sociali ed economico. Ripensando alla mia esperienza in merito di qualche anno fa, circa una quindicina di anni fa la Cassa Rurale di Aldeno impostò un’attività di microcredito, ed io vi ero coinvolto nella gestione, che per l’epoca ritenevo molto interessante: un progetto di microcredito per i migranti che intendevano aprire un’attività imprenditoriale in Trentino (in collaborazione con ATAS), uno per le persone in difficoltà nel gestire anche un proprio bilancio familiare sul nostro territorio (in collaborazione con CARITAS), ed uno di supporto sull’estero (in collaborazione col CAM). Alcuni progetti si sono interrotti, altri hanno avuto successo, ma sicuramente l’elemento che ho riscontrato in comune e che ha permesso la continuazione di alcuni di questi progetti, è l’accompagnamento costante di ogni finanziamento, verificandone la finalità, coinvolgendo le relazioni sociali e ricercando l’appoggio di associazione o ente pubblico del territorio.

Come si può evincere, il microcredito ha già una vasta esperienza anche sul territorio trentino; sicuramente deve essere costantemente riadattato alle esigenze dei “non bancabili” di turno, anche perché sempre più spesso accanto a delle difficoltà di credito, a mancare è anche un’educazione finanziaria.

 Nel prossimo articolo, a settembre, conosceremo Benjamim Baptista, responsabile del progetto Microcredito in Mozambico, che sarà in visita in Trentino e con il quale avremo occasione di dialogare anche nell’incontro pubblico che sarà organizzato a settembre.

Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Andrea Patton

Il progetto microcredito raccontato dai suoi protagonisti: Andrea Patton

Dal 2005 il CAM opera con attività di microcredito, dapprima con l’ufficio di Caia e successivamente con una seconda sede a Marromeu nel 2012 ed una terza nel 2020 a Inhaminga. Si tratta di un progetto di grande valore e dal positivo impatto, sia economico che sociale. Grazie al rientro dei prestiti con i tassi di interesse si generano dei fondi che – oltre a coprire interamente i costi della struttura, del personale ed alcuni investimenti (come le sedi e gli automezzi per l’operatività) – vengono utilizzati per finanziare le attività sociali realizzate a Caia, quali l’assistenza domiciliare e l’educazione prescolare.

In questo speciale in tre puntate abbiamo intervistato tre persone-chiave del progetto (clicca sui nomi per leggere gli articoli):

Andrea Patton
Responsabile progetti microcredito

I simpatizzanti del CAM conoscono in particolare Caia, dove molti sono anche stati in visita, ma meno Marromeu e Inhaminga. Dal punto di vista socio-economico quali sono le principali differenze con Caia?

I distretti di Marromeu e Inhaminga sono molti diversi da Caia. Sono più estesi e meno densamente popolati e sono molto più isolati rispetto a Caia. Marromeu in particolare non ha praticamente strade di transito importanti, anche se, grazie alla grande piantagione di zucchero (30.000,00 ha) ha un collegamento ferroviario per Beira due volte a settimana. L’economia è fortemente dipendente dall’andamento della stagione dello zucchero e del sesamo e squilibrata sulla sola cittadina di Marromeu. Le altre località del distretto sono quasi sempre irraggiungibili per le pessime condizioni delle strade, che sono tutte in terra battuta. Marromeu ha anche un collegamento giornaliero con Chinde che si trova sul mare con il quale ci sono degli scambi commerciali di interesse minore basati, soprattutto, sul pesce.

Il distretto di Inhaminga e la sua omonima cittadina sono attraversate dalla vecchia strada in terra battuta che collega Beira fino a Caia. La cittadina di Inhaminga si sta sviluppando rapidamente grazie anche alla stazione di smistamento ferroviario Beira/Tete che vede transitare diversi treni carichi di carbone diretti al porto di Beira. Beneficia anche dei treni diretti a Marromeu ed ovviamente a Tete, con facilità di trasporto di merci e persone con quattro transiti settimanali. E’ un distretto a forte vocazione agricola che produce parecchio mais, sesamo, ortaggi, fagioli e mandioca destinati in gran parte alla commercializzazione.

Ti occupi di microcredito in Mozambico da 17 anni: in questo lungo tempo quali cambiamenti hai visto nell’alfabetizzazione finanziaria e nell’attitudine all’imprenditoria?

L’alfabetizzazione finanziaria è rimasta quasi uguale, soprattutto per quando riguarda la propensione al risparmio. E’ un problema dell’Africa Australe e le banche commerciali hanno fatto poco o nulla per l’educazione finanziaria. Molto più dinamico è l’utilizzo di piattaforme per transazioni finanziarie (pagamenti, bonifici, trasferimenti di denaro ecc) legate a compagnie telefoniche. Il successo, a mio avviso, è dovuto al fatto che tutti ormai hanno un cellulare e le operazioni sono facili da eseguire anche per persone con scarsa scolarizzazione.

Nel corso di questi anni, molte persone hanno avviato o ampliato attività economiche, soprattutto dopo l’installazione dell’energia elettrica nei centri più importanti dei distretti. Nonostante mille difficoltà l’economia rurale sta crescendo rapidamente, ma ci sono dei rischi dovuti alla sempre più massiccia presenza di imprenditori stranieri: cinesi, pakistani e nigeriani in particolare. Questi “stranieri” hanno una cultura imprenditoriale molto superiore a quella mozambicana e pertanto poco a poco stanno occupando gli spazi più importanti e redditizi dei distretti. Non solo, fra di loro sono solidali e si aiutano reciprocamente. Probabilmente hanno alle spalle anche delle strutture che li possono supportare in modo finanziario e legale (per il rilascio di visti e licenze commerciali).

Nel prossimo articolo, ad agosto, Enrico Baldo ci parlerà dello scambio tra Trentino e Mozambico: dal punto di vista dell’accompagnamento a distanza di un progetto articolato come quello del microcredito ma anche relativamente agli aspetti del “modello microcredito” che possono essere applicabili anche sul territorio trentino.

Insieme per uno sviluppo economico inclusivo, innovativo e sostenibile

Insieme per uno sviluppo economico inclusivo, innovativo e sostenibile

Ha ufficialmente preso il via il nuovo progetto che vede il CAM impegnato come capofila nell’ambito dello sviluppo economico e sociale nella città di Beira. Inovação Circular è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea con il supporto di Fondazione Aurora e Università Zambeze. L’obiettivo principale è quello di stimolare lo sviluppo economico della popolazione di Beira migliorando i servizi di incubazione e accelerazione di impresa e la creazione di nuovi posti di lavoro nell’economia circolare per mitigare le disuguaglianze sociali

A tal fine, è prevista la formalizzazione e il rafforzamento strutturale di due Incubatori e Acceleratori d’Impresa locali, Palincule e HubLink, e, parallelamente, la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso il consolidamento di 3 piccole e medie imprese locali che operano nel settore dell’economia circolare attraverso programmi di accelerazione ad hoc.

Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili consultando l’apposita scheda sul nostro sito, mentre per seguire passo passo tutti gli aggiornamenti da Beira vi invitiamo a seguire la pagina Facebook di Inovação Circular.

Il giorno 16 maggio 2022 presso l’Anfiteatro del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università Zambeze si è svolto il lancio ufficiale del progetto.

L’evento ha visto la partecipazione del Presidente del CAM, l’ing. Paolo Rosatti, dell’Ambasciatore dell’Unione Europea in Mozambico, il sig. António Sanchéz-Benedito Gaspar, il Sindaco della Città di Beira, il sig. Albano Carige, il Magnifico Rettore dell’Università Zambeze, il dott. Bettencourt Preto Sebastião Capece, e il Capo del Gabinetto del Governatore. 

La giornata ha avuto un riscontro molto positivo e ha finalmente concretizzato l’impegno profuso fino ad oggi. Ci auguriamo che in futuro potranno esserci numerose occasioni simili per divulgare i risultati e le attività del progetto.

Parallelamente al lancio del progetto, è stato siglato l’accordo di partenariato tra il CAM e l’Università Zambeze, un memorandum firmato dal Presidente del CAM e dal Direttore del Centro di Studi e Ricerche Sociali (CEPES) che mira a garantire la collaborazione tra la parti coinvolte per tutta la durata del progetto.

Di seguito, vi lasciamo alcune testimonianze di chi ha lavorato alla realizzazione del progetto ed era presente all’evento di lancio: Paolo Rosatti, Presidente del CAM, Margherita Busana, Project Manager, e Silvia Comper, Responsabile dell’Ufficio Progetti a Trento.

In questo progetto cercheremo di portare l’esperienza trentina nel settore degli incubatori di impresa, attraverso il coinvolgimento di alcune realtà presenti sul territorio ed in particolare di Trentino Sviluppo che già da molti anni gestisce e sostiene alcuni Businnes Innovation Center sparsi nella provincia. Il tutto in coordinamento con le iniziative di formazione e sostegno che il CAM sta organizzando con il Partner specializzato, Fondazione Aurora di Roma.  

Paolo Rosatti

Lo stimolo più grande nasce dal lavoro di squadra con il team locale, persone di cuore, disponibili ed affiatate, e dai membri dei due incubatori e acceleratori di impresa, giovani motivati ed entusiasti con il sogno di far crescere la propria città. La vera sfida è diffondere lo spirito imprenditoriale nella mentalità della comunità. Come dicono loro “tutti possono essere imprenditori e investitori, ma ancora non lo sanno”.

Margherita Busana

Durante l’ultima missione a Beira sono rimasta molto soddisfatta dalla nuova equipe di progetto, formata da personale locale e espatriato motivato, competente e intraprendente! Credo sia stato fatto un bel lavoro di selezione delle risorse umane. Ho avuto modo di incontrare alcuni dei beneficiari del progetto e l’impressione è stata positiva, la voglia di fare non manca. La fase di avvio del progetto è ‘delicata’ per la mole di lavoro che si porta dietro; nonostante questo sul campo il team è attivo e i primi passi sono stati fatti!

Silvia Comper

Il contenuto di questo articolo è di sola responsabilità del CAM e non riflette necessariamente la visione dell’Unione Europea.