Profit for no profit – al via un progetto innovativo sul tema della gestione dei rifiuti sanitari

Profit for no profit – al via un progetto innovativo sul tema della gestione dei rifiuti sanitari

Dopo la firma della convenzione che ha dato il via al progetto Limpamoz, dedicato alla gestione dei rifiuti solidi urbani a Beira e a Nampula, il 4 febbraio 2020 ha avuto il via ufficiale un altro importante progetto che interviene nel settore dei rifiuti nella città di Beira. In questo caso si tratta di un ambito molto specifico, e cioè quello dei rifiuti ospedalieri, nel quale il CAM ha già esperienza grazie agli interventi portati avanti in particolare nel 2019.

Il progetto Sviluppo dell’Imprenditoria Locale per lo Smaltimento del RS Ospedaliero a Beira, Mozambico (SIRSU) ha ricevuto il finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Coperazione allo Sviluppo attraverso la seconda edizione del bando rivolto al settore privato profit denominato “iniziative imprenditoriali innovative da ammettere a cofinanziamento e da realizzare nei Paesi partner di cooperazione per il perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. Capofila del progetto è Newster Group, azienda leader in Italia ed in Europa nella produzione e commercializzazione di apparecchiature ecologiche nell’ambito dell’igiene ospedaliera, in particolare per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, con sede in provincia di Rimini.

Attraverso il progetto, che avrà durata di 36 mesi e sarà coordinato a Beira dal CAM, verrà costituita un’azienda locale di servizi specializzata nella raccolta dei rifiuti infetti che non solo operi allo scopo di salvaguardare l’ambiente con un adeguato trattamento degli scarti pericolosi delle strutture sanitarie, ma che allo stesso tempo valorizzi le persone creando delle figure specializzate. Il progetto contribuirà in modo attivo allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri delle 15 unità sanitarie pubbliche presenti a Beira ed almeno 5 unità sanitarie private, andando a ridurre di circa il 40% l’ammontare complessivo dei rifiuti conferiti all’inceneritore installato nel Hospital Central di Beira. Sono inoltre previste anche alcune azioni formative e informative anche nella città di Nampula con il coinvolgimento di Progettomondo.mlal

Si tratta di una interessante e innovativa collaborazione tra profit-non profit e settore pubblico (la Direzione Provinciale della Salute di Beira), considerato anche che i progetti finanziati attraverso il bando AICS for profit, strumento previsto dalla legge 125 del 2014 che ha riformato la cooperazione allo sviluppo italiana, sono ancora pochissimi.

In seguito alcune foto esemplificative della macchina presso il Luisa Guidotti Hospital di Mutoko, in Zimbabwe.

Inaugurazione Matchessa Mãe Lamukane!

Inaugurazione Matchessa Mãe Lamukane!

Il CAM, nello svolgimento delle sue attività ha sempre posto come obiettivo fondamentale la valorizzazione delle risorse locali, in particolare quelle umane, facilitando le opportunità formative e la graduale assunzione di ruoli di responsabilità fino a raggiungere progressivamente l’autonomia nella gestione dei progetti. Un agire comune basato sulla collaborazione e sull’apprendimento reciproco in una visione alternativa alla logica di aiuto e a una concezione del proprio operato come mera presenza “esperta”.

In tale senso, un caso molto riuscito è senz’altro quello dell’Associazione Mbaticoyane.

Nel 2009 gli Assistenti Domiciliari, Cuidados Domiciliarios in portoghese, facenti parte del programma di assistenza e salute del CAM, hanno deciso di riunirsi in maniera autonoma in una associazione composta da operatori e volontari, con lo scopo di integrare il lavoro svolto dai cuidados con attività di formazione, di consulenza e di sensibilizzazione. Da allora con il sostegno del CAM l’associazione Mbaticoyane ha svolto un ruolo attivo nel coinvolgere la comunità intera con attività di consulenza e spettacoli teatrali in grado di sensibilizzare giovani ed adulti

L’ultima ambiziosa iniziativa di Mbaticoyane, approvata ad inizio anno dal governo del Distretto di Caia e che sarà inaugurata con l’inizio di settembre, è l’apertura del Matchessa Mãe Lamukane!

Si tratta di un centro di assistenza medico-sanitaria locato nella città di Beira che avrà una doppia funzione, quella di centro assistenza e quella di bar bianco (senza vendita di alcolici). La modesta struttura che accoglierà l’attività è provvista di uno spazio chiuso dedicato alle consulenze sanitarie ed ai test HIV e da un’altra parte dedicata a bar dove verranno offerti cibi e bevande, verranno fatte dimostrazioni culinarie e si organizzeranno attività di sensibilizzazione in un ambiente più informale. Dai giovani agli adulti, dalle prostitute ai camionisti, una ampia gamma di servizi rivolti alla comunità, consistenti per lo più in somministrazione di test HIV, consulenze più specifiche, organizzazione di spettacoli teatrali su temi sensibili e distribuzione gratuita di preservativi.

L’attività, che è stata inaugurata lunedì 02 settembre, inizierà con la vendita di tè e panini che permetteranno all’associazione di autofinanziarsi. È previsto un ampliamento del menù con la conclusione dei lavori di costruzione di una piccola zona cucina.

Auguriamo ai ragazzi di Mbaticoyane un in bocca al lupo per questa nuova importante esperienza, tanto importante per la comunità e per l’Associazione.

Il Progetto di Promozione della Salute Comunitaria in una tesi di laurea

Il Progetto di Promozione della Salute Comunitaria in una tesi di laurea

Nel 2014 Federica Amatori ha svolto un periodo di studio e ricerca a Caia per la preparazione della sua tesi di laurea magistrale in “Metodologia, Organizzazione e Valutazione dei Servizi Sociali” discussa a Trento il 28 gennaio 2015 dal titolo “Valutazione del Projeto de Promoção de Saùde Comunitària nel Distretto di Caia, in Mozambico“.
In un breve articolo racconta il progetto da lei approfondito e la sua ePannisperienza.

Nel Distretto di Caia, a partire dal 2011, il CAM implementa il Projeto de Promoção da Saùde. Questo intervento è stato pianificato a partire da una mappatura del territorio, dalla quale sono emersi i maggiori problemi che interessano gli abitanti: gravi problemi sanitari dovuti all’inadeguatezza delle condizioni igieniche e all’impatto delle malattie croniche che affliggono un’ampia parte della popolazione.

Nel 2010 a Caia non esisteva una infrastruttura idonea dove si potessero assistere i malati (prima dell’apertura del nuovo ospedale), si contava su risorse umane scarse, le pratiche legate all’utilizzo dell’acqua erano scorrette ed erano altamente diffuse le malattie negligenciadas (malattie “sottovalutate” in quanto non considerate gravi, come le parassitosi), molto debilitanti per la popolazione soprattutto nelle aree rurali; le malattie venivano considerate come un “castigo divino” di cui la persona non ha responsabilità, non si riconoscono così le reali cause e quindi non si tenta di evitare i comportamenti a rischio; il forte legame con antiche e rigide tradizioni induce a stigmatizzare e discriminare i malati, a favorire i matrimoni precoci e le gravidanze indesiderate e a praticare cerimonie e rituali tradizionali.

Su queste problematiche agisce il progetto, attraverso percorsi di formazione che coinvolgono sia gli insegnanti delle scuole primarie, sia i genitori/famigliari (chiamati encarregados) degli alunni degli stessi istituti. La strategia adottata si basa sulla formazione di alcune persone (insegnati ed encarregados) inserite nelle comunità affinché possano, in un secondo momento, sensibilizzare a loro volta i bambini e gli adulti con i quali vengono in contatto. I professori e glDSCN0123i encarregados (boundary partner o attori chiave del progetto) intraprendono così un percorso di cambiamento fino ad adottare nuove pratiche e comportamenti più corretti. Questa scelta si rivela essere ottimale perché gli attori-chiave assumono il ruolo di promotori di cambiamento con altri gruppi, ovvero alunni e altri genitori.

Le persone che hanno partecipato al corso di formazione sui temi della salute (edizione 2014 – quarto anno), hanno assunto un ruolo protagonista anche nella valutazione che ho organizzato: hanno raccolto dati e informazioni nei villaggi e nelle scuole (numero di alunni che si reca a scuola pulito, numero di genitori con corpo e abiti puliti, numero di case spazzate e ordinate, numero di latrine in casa con il relativo grado di pulizia ecc.), sostenendo interviste e compilando questionari. Ciò che abbiamo voluto indagare è se gli insegnamenti proposti nelle classi e tra i genitori riuscissero, come sperato, a modificare gli abituali comportamenti rischiosi per la salute.

Da quanto osservato sembra che i soggetti che hanno partecipato alle attività proposte dal CAM stiano, dopo questi primi anni di attuazione del progetto, intraprendendo un percorso verso il consolidamento e la diffusione di competenze legate alla salute. Sono diversi i risultati ottenuti sulle due categorie di beneficiari diretti, professori ed encarregados. Il processo di crescita sembra essere stato maggiore e più efficace tra gli encarregados piuttosto che tra i professori. Le motivazioni che possiamo dare sono due: il gruppo di encarregados è stabile sin dal 2011 ed è stato costituito su libera iniziativa dei suoi membri tramite un’auto-selezione delle persone più motivate; la formazione promossa nelle comunità si basa sui principi della peer education, garantendo un maggior grado di coinvolgimento negli insegnamenti e una condivisione delle priorità affrontate. DSCN0472Di conseguenza, gli encarregados si sono dimostrati maggiormente capaci di promuovere efficaci iniziative di sensibilizzazione nei propri villaggi e di individuare i bisogni sui quali agire in modo prioritario, avviando in questo modo un percorso pratico di apprendimento tra le famiglie.

Non possiamo comunque negare che anche da parte dei professori formati ci sia stata una crescita a livello di competenze e capacità e che i loro insegnamenti alle proprie classi di alunni abbiano lievemente modificato alcuni comportamenti rischiosi. Questa costatazione porta a ipotizzare che, con una modifica dell’impostazione delle attività che coinvolgono gli insegnanti, si possano ottenere migliori risultati, pari a quelli visti tra gli encarregados. IFederican conclusione, la valutazione eseguita ci dà modo di sperare che, anche una volta concluso l’intervento del CAM a Caia, le persone su cui il progetto ha lavorato in modo diretto abbiano le capacità di continuare a diffondere il nuovo approccio alla salute, affinché si riduca la diffusione di alcune malattie e migliori lo stato di benessere collettivo.

Voglio concludere dicendo che questa esperienza è stata veramente interessante, arricchente e stimolante e mi ha lasciato una gran voglia di ripartire per conoscere mondi diversi, con il pensiero che possano essere altrettanto affascinanti quanto la realtà di Caia e del Mozambico.

(Immagini di Federica Amatori e Enrico Pietroboni).

Progetto di sostegno all'avvio del nuovo Ospedale di Caia verso la conclusione

Progetto di sostegno all'avvio del nuovo Ospedale di Caia verso la conclusione

hos.077rGrazie alla disponibilità dei partner dell’accordo politico del 7 maggio 2011 (Ambasciata d’Italia in Mozambico, Provincia Autonoma di Trento e Provincia di Sofala) che hanno concordato una proroga di circa 8 mesi alla conclusione, il progetto di sostegno all’avvio del nuovo Ospedale di Caia si avvia alla chiusura con un buon risultato in termini di raggiungimento di obiettivi.

Il progetto costituisce un impegno eccezionale per il CAM a Caia – per la sua portata e per l’ambito di intervento (nonché in termini progettuali) – ma nasce proprio all’interno del lavoro comunitario multisettoriale che viene portato avanti da più di 10 anni a Caia, come un completamento quasi indispensabile.

Nel 2010, l’aggravarsi della situazione sanitaria del distretto, con il peggioramento dell’assistenza garantita dalle strutture pubbliche ed il ritirarsi di alcune ONG che appoggiavano il Servizio Distrettuale, aveva portato il CAM ad interrogarsi sulla necessità di intervenire in un settore così cruciale per lo sviluppo del distretto, essendo evidente come le difficoltà nell’ambito della salute abbiano ripercussioni su tutti gli altri settori di attività e programmi di intervento. Il nuovo ospedale, concluso da anni in termini infrastrutturali, non era ancora operativo in quanto mancava di tutto il materiale per allestirlo; la struttura nuova era rimasta quindi inutilizzata dal 2008. Inoltre, la situazione sanitaria nel Distretto era ulteriormente peggiorata a partire dalla fine del 2009, momento in cui gli edifici del Centro di Salute di Caia (CSC) furono chiusi e smantellati per ristrutturazione.

hos.087Dopo la firma dell’accordo e l’avvio del progetto nel 2011, il 2012 è stata l’annualità centrale e decisiva del progetto, quella durante la quale si arriva all’apertura dell’ospedale ed al suo avvio, nonostante le tante difficoltà tecniche, logistiche, strutturali.

L’inizio del 2013 è stato invece caratterizzato da una intensa attività di verifica e valutazione, dopo alcuni mesi dall’apertura dell’ospedale, per individuare assieme alla direzione dell’Ospedale gli aspetti strutturali o gestionali da potenziare in conclusione del progetto di appoggio. Nel frattempo alcune attività, come il corso per infermieri sostenuto a Beira o la presenza del chirurgo espatriato, si sono concluse positivamente (vedi anche l’articolo dedicato alla dottoressa Alessandra).

Grazie alla firma, il 20 agosto 2013, dell’accordo per la proroga del progetto da parte del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, si potranno concludere entro dicembre le ultime attività di supporto alla gestione dell’ospedale, nonché allestire alcune parti che risultano ancora carenti.