Rafforzamento delle Mães Cuidadoras in Mozambico – per un’educazione più inclusiva e di qualità

Rafforzamento delle Mães Cuidadoras in Mozambico – per un’educazione più inclusiva e di qualità

Molte famiglie trentine conoscono probabilmente il servizio della “Tagesmutter”. Per chi non la conoscesse, si tratta di una donna che si prende cura, a pagamento, di piccoli gruppi di bambini in età prescolare presso la propria dimora, con modalità e orari flessibili, facilitando in tal modo la vita di molte famiglie lavoratrici; si tratta di un servizio organizzato secondo precise linee guida ed in genere collegato a delle cooperative, che riuniscono le donne offrendo diversi servizi tra i quali la formazione.

Un ruolo simile esiste anche in Mozambico, in particolare nelle città, dove prende il nome portoghese di “Mãe Cuidadora” e anche qui è un punto di riferimento importante per diverse famiglie, considerando anche la carenza di servizi per la prima infanzia (scuole materne). Tuttavia, le mães lavorano in maniera informale e questo comporta dei rischi tanto per il loro lavoro quanto per i bambini e le loro famiglie. Per questo motivo, necessitano di una formalizzazione del loro ruolo, alla quale si è pensato nell’ambito del Progetto “EducaMoz – Per un’educazione prescolare inclusiva e di qualità anche a Caia” – promosso da Terre des Hommes Italia e con il supporto finanziario di AICS Cooperazione Italiana del 2018- da attuarsi in collaborazione con il Ministero degli Affari Sociali in Mozambico – MGCAS– e l’associazione trentina ” Tagesmutter il Sorriso“.

Il progetto ha previsto, per il primo anno, che si svolgesse un’attività di ricerca sul territorio nazionale Mozambicano tesa a conoscere approfonditamente il radicamento di questo servizio sul territorio ed in che modo il servizio formalizzato avrebbe potuto integrarsi con la cultura locale. La ricerca si è svolta in due fasi, durante le quali sono stati intervistati, tramite intervista semi-strutturata, rispettivamente 67 mães cuidadoras e 41 famiglie per tracciarne il profilo e approfondire, da un lato, la motivazione che spinge le mães a scegliere questo lavoro, e dall’altro lato, ad indagare le aspettative dei genitori.

Dalla ricostruzione dell’indagine è emerso che, generalmente le mães sono donne adulte (il 48% delle intervistate ha un’età compresa tra i 40-59 anni) e un basso tasso di scolarizzazione (solo il 34% delle intervistate ha completato la 5° o 6° classe). La ragione per cui svolgono quest’attività è l’auto-sostentamento economico. Il guadagno si aggira intorno ai 9-22 euro per bambino al mese, una somma che il 56% delle intervistate integra con il guadagno percepito da un ulteriore lavoro informale, che svolgono parallelamente all’attività della mãe. 

Le famiglie intervistate risultano soddisfatte del servizio e sostengono che le mães cuidadoras rappresentano un servizio sicuro, in quanto i bambini sono affidati ad un adulto fidato, flessibile perché accolgono i bambini presso la propria dimora e non hanno degli orari rigidi e accessibile perché sono facilmente raggiungibili da casa. Inoltre, l’affidamento dei bambini alla mãe giova anche ai fratelli maggiori che, non dovendo prendersi cura dei fratelli minori durante le ore lavorative dei genitori, possono frequentare la scuola. 

I servizi di base offerti sono l’alimentazione, l’igiene e la sicurezza del bambino; l’aspetto pedagogico rimane invece invisibile. Le mães sono infatti percepite e si percepiscono come bambinaie e non hanno alcuna pretesa educativa. D’altronde, il loro servizio nasce per far fronte alle necessità socio-economiche sia delle famiglie, che hanno bisogno di lasciare i propri figli in mani sicure mentre si trovano a lavoro, sia delle mães che provvedono autonomamente al proprio sostentamento. 

Tuttavia, nella letteratura sullo sviluppo della prima infanzia si sostiene che, l’educazione informale alternativa a quella prescolare giochi un ruolo altrettanto importante nello sviluppo integrato del bambino e che, pertanto, non va sottovalutata l’influenza educativa esercitata da figure come le mães cuidadoras sui bambini in questi primi anni di vita.

Non avendo però riscontrato alcun elemento pedagogico nel fenomeno d’interesse, si è ritenuto opportuno posticipare il riconoscimento delle mães al terzo anno di progettualità e proseguire lo studio per la definizione di standard minimi di riferimento, prepedeutici al riconoscimento formale. A tal proposito, si è svolto un workshop al quale hanno partecipato 26 enti tra istituzioni e organizzazioni che si occupano dello sviluppo della prima infanzia, tra cui la sudafricana Early Care Foundation, MINEDH, SDGCAS Kamavota, UP, Instituto Mwana, IFPP, CARE, PATH, Zizile IDC, Wona Sanana, Childlife, che insieme hanno elaborato i seguenti standard minimi:

Tema Standard minimi
 

 

Sicurezza, salute, igiene e nutrizione

Ambiente sicuro, ovvero garantire la sicurezza dello spazio, attraverso:
·       Un recinto intorno alla casa
·       Oggetti pericolosi e taglienti fuori dalla portata dei bambini
·       Fornelli, forno, braci e pentole calde fuori dalla portata dei bambini
·       Pozzo, recipienti di acqua, latrine e fossa per i rifiuti sono correttamente tappate
Ambiente igienico e sano, attraverso:
·       Latrina tappata e disponibilità di acqua per l’igiene e la pulizia
·       Esistenza di una fossa per i rifiuti fuori dalla portata dei bambini
·       Tip-tap (rubinetto tradizionale) o rubinetto con sapone o cenere
·       Animali (in caso ci siano galline, maiali, papere) sono chiusi in un recinto per garantire la pulizia del cortile della casa
·        Non presenza di stagni nel cortile
Alimentazione sana e nutritiva (in caso la mãe cuidadora è responsabile della preparazione del cibo):
·       Esistenza di un menù quotidiano sano e nutritivo, con alimenti variati e equilibrati
·       Bambini alimentati in accordo con l’età, sia per le quantità e tipi di alimenti
·       Esistenza di un bidone di acqua bollita e trattata da bere
·       Condizioni corrette per la conservazione degli alimenti.
 

 

Attività pedagogiche

Organizzare un ambiente stimolante per i bambini, che sia:
·       Uno spazio per il gioco sicuro, pulito, arieggiato e con ombra se all’aperto
·       Con materiali e giochi in buono stato, puliti, ben organizzati e accessibili
·       La mãe cuidadora produce regolarmente nuovi giochi e materiali pedagogici
·       Il bambino può sperimentare, tentare, sbagliare e tentare di nuovo
·       Il bambino può giocare da solo ma anche comunicare e interagire con altri bambini
Uso di una routine quotidiana che comprenda:
·       Colazione, pranzo, merenda / attività libere / attività di gruppo / racconti di storie /giochi e danze / momento di riposo
·       Le attività sono gestite in modo che permettano un buon apprendimento del bambino

Questi principi sono stati in seguito testati nell’esperienza pilota svoltasi a partire dal gennaio del 2020 nella provincia di Maputo, per la quale è stata inoltre messo a disposizione un sistema di micro-fondi per l’acquisizione per generare forme di auto-impiego femminile ed aumentare i servizi di qualità prescolare. Il fondo è stato poi utilizzato per l’acquisizione dei kit durante l’esperienza pilota (kit di igiene, kit di pronto soccorso e kit di materiale pedagogico e con gli strumenti per l’autoproduzione di materiale).

Il processo di riconoscimento delle mães non è ancora concluso ma il CAM continua a sostenere Terre des Hommes nel portarlo avanti, perché crediamo fortemente che questo progetto possa contribuire a due obiettivi che ci stanno a cuore:

  • garantire un potere sociale ed economico alle donne;
  • consolidare l’idea che non solo la famiglia e gli asili sono responsabili dello sviluppo dell’infante, ma l’intera comunità.
Escolinhas – monitoraggio di salute per i bambini seguiti con il sostegno nutrizionale

Escolinhas – monitoraggio di salute per i bambini seguiti con il sostegno nutrizionale

Si è svolta nelle scorse giornate l’attività di controllo nutrizionale specifica per i 68 bambini che erano stati segnalati all’ambulatorio nutrizionale del Servizio Distrettuale di Salute dopo le giornate di screening di inizio marzo.

Durante la sospensione delle scuole per l’emergenza covid-19, che in Mozambico vige da metà marzo, gli educatori hanno seguito questi bambini e le loro famiglie (vedi articolo) consegnando mensilmente (in aprile, maggio e giugno) un kit alimentare per il sostegno nutrizionale.

Nei giorni scorsi la situazione dei bambini seguiti è stata monitorata nelle diverse escolinhas: si è occupata del controllo direttamente la nutrizionista Amida Ossufo Saide del SDSMAS. Notizie positive per tutti i casi più difficili: i 7 bambini che erano stati valutati con denutrizione grave sono tutti migliorati, così come 31 bambini con denutrizione moderata. 30 bambini sono rimasti invece stabili (situazione denutrizione moderata).

 

Tutti in campo per la prevenzione

Tutti in campo per la prevenzione

Educatori delle escolinhas, assistenti domiciliari, membri dei gruppi di teatro, volontari del settore salute… tutti gli ambiti di lavoro comunitario del CAM a Caia si sono attivati per portare alle famiglie, anche a quelle più isolate e con più difficoltà, messaggi di prevenzione e informazioni sul virus covid-19, per cucire mascherine, per creare punti di lavaggio mani.
Ecco una gallery con le immagini di questo mese.

 

 

Profit for no profit – al via un progetto innovativo sul tema della gestione dei rifiuti sanitari

Profit for no profit – al via un progetto innovativo sul tema della gestione dei rifiuti sanitari

Dopo la firma della convenzione che ha dato il via al progetto Limpamoz, dedicato alla gestione dei rifiuti solidi urbani a Beira e a Nampula, il 4 febbraio 2020 ha avuto il via ufficiale un altro importante progetto che interviene nel settore dei rifiuti nella città di Beira. In questo caso si tratta di un ambito molto specifico, e cioè quello dei rifiuti ospedalieri, nel quale il CAM ha già esperienza grazie agli interventi portati avanti in particolare nel 2019.

Il progetto Sviluppo dell’Imprenditoria Locale per lo Smaltimento del RS Ospedaliero a Beira, Mozambico (SIRSU) ha ricevuto il finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Coperazione allo Sviluppo attraverso la seconda edizione del bando rivolto al settore privato profit denominato “iniziative imprenditoriali innovative da ammettere a cofinanziamento e da realizzare nei Paesi partner di cooperazione per il perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. Capofila del progetto è Newster Group, azienda leader in Italia ed in Europa nella produzione e commercializzazione di apparecchiature ecologiche nell’ambito dell’igiene ospedaliera, in particolare per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, con sede in provincia di Rimini.

Attraverso il progetto, che avrà durata di 36 mesi e sarà coordinato a Beira dal CAM, verrà costituita un’azienda locale di servizi specializzata nella raccolta dei rifiuti infetti che non solo operi allo scopo di salvaguardare l’ambiente con un adeguato trattamento degli scarti pericolosi delle strutture sanitarie, ma che allo stesso tempo valorizzi le persone creando delle figure specializzate. Il progetto contribuirà in modo attivo allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri delle 15 unità sanitarie pubbliche presenti a Beira ed almeno 5 unità sanitarie private, andando a ridurre di circa il 40% l’ammontare complessivo dei rifiuti conferiti all’inceneritore installato nel Hospital Central di Beira. Sono inoltre previste anche alcune azioni formative e informative anche nella città di Nampula con il coinvolgimento di Progettomondo.mlal

Si tratta di una interessante e innovativa collaborazione tra profit-non profit e settore pubblico (la Direzione Provinciale della Salute di Beira), considerato anche che i progetti finanziati attraverso il bando AICS for profit, strumento previsto dalla legge 125 del 2014 che ha riformato la cooperazione allo sviluppo italiana, sono ancora pochissimi.

In seguito alcune foto esemplificative della macchina presso il Luisa Guidotti Hospital di Mutoko, in Zimbabwe.