In prima linea nella giustizia climatica: un’esperienza di trasformazione ad Hamman

In prima linea nella giustizia climatica: un’esperienza di trasformazione ad Hamman

L’International Climate Justice Camp, tenutosi ad Hamman, in Libano, ha riunito circa 400 giovani provenienti da circa 100 Paesi, in rappresentanza di diverse regioni del mondo. L’obiettivo principale dell’evento era quello di stabilire connessioni e reti tra le diverse parti interessate per discutere di questioni climatiche, sfide, resilienza, adattamento, mitigazione e soluzioni urgenti al cambiamento climatico.

In questo contesto, il progetto Inovação Circular, un’iniziativa finalizzata allo sviluppo economico e sociale della città di Beira, rappresentato dal suo Junior Local Coordinator – Paulino Goma, ha svolto un ruolo chiave, condividendo le proprie esperienze e azioni che consistono nel finanziamento di incubatori che supportano progetti legati all’economia circolare e nell’accelerazione di aziende attive nello stesso ambito, nella città di Beira.

La presenza del progetto all’International Climate Justice Camp sottolinea l’importanza dell’attivismo climatico a livello locale e globale. Questa partecipazione non solo ha arricchito le discussioni, ma ha anche dimostrato come le azioni a livello locale possano avere un impatto globale.

Paulino ha applicato le conoscenze e le esperienze acquisite durante il Campo al suo lavoro a favore della giustizia climatica e dello sviluppo sostenibile nella città di Beira. La sua partecipazione è molto preziosa e ispira altri giovani a impegnarsi attivamente nella ricerca di soluzioni climatiche e nella promozione dell’imprenditorialità legata all’Economia Circolare come soluzione al cambiamento climatico.

Ringraziamo tutte le organizzazioni che hanno reso possibile la sua partecipazione al Campo, perché senza questo sostegno e questa generosità, questa esperienza trasformativa non avrebbe avuto luogo. 

Articolo realizzato per IAC dall’agenzia di comunicazione mozambicana Comunika. Traduzione Martina Seppi.

Promuovere l’imprenditorialità e l’innovazione – l’Incubatore d’imprese dell’Università Zambeze

Promuovere l’imprenditorialità e l’innovazione – l’Incubatore d’imprese dell’Università Zambeze

Il 24 agosto, l’Incubatore d’imprese dell’Università Zambeze ha avuto l’onore di ricevere il Segretario di Stato della Provincia di Sofala, Stella da Graça Pinto Novo Zeca, insieme a una delegazione dell’Università guidata dal Rettore dell’istituzione, Bettencourt Preto Sebastião Capece. L’obiettivo della visita era quello di esplorare le iniziative imprenditoriali e innovative dell’Incubatore e di incontrare i giovani di talento che lo portano avanti.

La visita è iniziata con un caloroso benvenuto da parte del coordinatore generale dell’Incubatore d’imprese dell’Università Zambeze, Feleciano Luís Januário, che ha guidato i visitatori attraverso le strutture moderne e ben attrezzate dell’Incubatore, a partire dallo spazio di lavoro collaborativo noto come Coworking Space Zambeze. Questo ambiente è stato progettato per promuovere la collaborazione tra giovani imprenditori, offrendo loro un luogo stimolante per sviluppare le proprie idee.

Inoltre i visitatori hanno avuto la possibilità di visitare l’ufficio privato dell’Incubatore, dove le start-up e le aziende emergenti hanno l’opportunità di collegarsi ai loro progetti in tutta privacy e tranquillità. È stata presentata anche la sala videoconferenze per le riunioni strategiche, a dimostrazione dell’impegno dell’incubatore nel facilitare la comunicazione e il networking tra gli imprenditori.

Durante la visita, il Coordinatore generale dell’Incubatore ha condiviso informazioni sulle varie attività svolte, evidenziando PALINCUNE – Palco de Incubação de Negócios, un programma di incubazione dell’Incubatore dell’Università Zambeze e un beneficiario del progetto Inovação Circular. Grazie alla collaborazione stretta tra i partner di progetto, PALINCUNE fornisce agli imprenditori l’accesso a risorse aggiuntive, orientamento specializzato e finanziamenti per dare impulso alle loro innovazioni e iniziative imprenditoriali. Inoltre, PALINCUNE offre un supporto completo agli imprenditori in fase iniziale, aiutandoli a sviluppare i loro modelli di business e ad affinare le loro capacità imprenditoriali. L’incubatore ha anche presentato il suo programma di accelerazione aziendale, che mira a promuovere la crescita e lo sviluppo di start-up promettenti.

La visita del Segretario di Stato della Provincia di Sofala e della delegazione dell’Università Zambeze all’incubatore d’impresa è stata un’occasione unica per sottolineare l’impegno verso l’imprenditorialità e l’innovazione. L’incubatore, con le sue strutture all’avanguardia e i suoi programmi completi, sta svolgendo un ruolo fondamentale nel sostenere e far crescere gli imprenditori locali.


Foto e articolo a cura di Comunika – per il progetto Inovação Circular.

Traduzione dal portoghese a cura di Martina Seppi

Voci dal Forum Juvenil di Beria – I giovani imprenditori dell’economia circolare

Voci dal Forum Juvenil di Beria – I giovani imprenditori dell’economia circolare

Dal 7 al 9 giugno 2023 si è svolto il Forum Juvenil da Beira, un appuntamento importantissimo nell’agenda del progetto IAC (Inovação Circular) che ha permesso a molt* giovani mozambicani di far conoscere le loro idee imprenditoriali.

Lo scopo del Forum era selezionare, tra numerosi candidati, tre PMI (piccole-medie imprese) che poi saranno accompagnate per due anni in un processo di transizione per un’economia circolare e sostenibile. I giovani imprenditori hanno quindi avuto modo di presentare le proprie idee imprenditoriali attraverso un pitch, ossia uno spazio di intervento per illustrare la propria attività e convincere la giuria a sostenerla.

Non sono ovviamente mancati momenti di dibattito e di conferenze riguardo al tema della sostenibilità nell’economia odierna e futura. Il Professor Jorge Fernando Brandão Pereira ha tenuto un interessante seminario in merito all’economia circolare e verde, mentre la signora Sheila Ibrahimo, imprenditrice mozambicana di grande successo, ha parlato di imprenditoria femminile in Mozambico. Infatti, il Forum si prefiggeva di dare risalto alle idee di business femminili, per supportare la presenza delle donne nell’economia mozambicana. Il Forum si è poi concluso con un concerto tenuto da diversi artisti, tra cui la famosa Assa Matusse.

Il Forum è stato un esempio significativo di cooperazione internazionale, grazie all’appoggio istituzionale da parte dell’Unione Europea in Mozambico, dell’Ambasciata Francese in Mozambico e della cooperazione tedesca tramite l’iniziativa UniNova GIZ e grazie al supporto organizzativo dell’Università Zambeze e dell’Università di Licungo, che hanno ospitato tutti gli eventi del Forum, e dell’incubatore di imprese Palincune, che ha organizzato il seminario del Prof. Pereira.

Qui sotto, abbiamo raccolto delle testimonianza di alcun* ragazz* che hanno preso parte al Forum.

Qual è stata la sessione di lavoro (conferenza o workshop) che ti è piaciuta di più durante il Forum? Perché?

  • È molto difficile decidere quale mi è piaciuto perché sono stati tutti meravigliosi e complementari, per questo ho adorato tutto il forum, però posso dire che il workshop con gli imprenditori della prima settimana, il workshop sulle azioni sociali, sulla biodiversità sono stati meraviglioso!
  • Tutte le conferenze e i workshop sono stati ottimi perché interattivi e mirati a trasmettere conoscenze specifiche

Qual è il valore che vi ha trasmesso il Forum Giovani in relazione alla sostenibilità e all’economia circolare?

  • Il valore che avevo era quello di avere un senso di appartenenza al mondo e che è responsabilità di tutti prendersi cura dell’ambiente da casa, perché il pianeta è la casa di tutti. Ecco perché le azioni di oggi possono essere la ragione per un mondo migliore domani.
  • È un valore incommensurabile, abbiamo imparato molto e può così cambiare la consapevolezza dei familiari, della comunità in generale sulla sostenibilità e sull’economia circolare.

Pensi che il Forum sia stata una buona opportunità per i giovani imprenditori di conoscersi e crescere? Perché?

  • Sì, è stato eccellente, perché abbiamo aperto le nostre menti a nuovi principi e modi sostenibili di fare affari, oltre ad avere un meraviglioso networking.
  • SÌ. Le opportunità che abbiamo avuto in questo processo di forum giovanile sono state enormi, abbiamo avuto l’opportunità di discutere i nostri progetti e creare partenariati. Abbiamo scoperto che oltre ad essere imprenditori, siamo anche clienti gli uni degli altri. Tutti i progetti si completano a vicenda.

Come ti sei sentito durante la presentazione del progetto? 

  • Mi sentivo molto felice, orgoglioso e con un’idea che poteva aiutare le persone, è stato un momento sensazionale.
  • Mi sentivo bene, perché stavo “vendendo” il mio sogno ed era un’opportunità per portare più persone a credere in un futuro sostenibile e migliore per tutti in una sana convivenza tra l’uomo e l’ambiente.

Aggiornamenti dal Webinar sull’Imprenditoria Sostenibile

Aggiornamenti dal Webinar sull’Imprenditoria Sostenibile

Giovedì 23 Marzo ha avuto luogo il Webinar riguardo la sostenibilità imprenditoriale e l’economia verde, inserito nel progetto Inovação Circular (IAC), indirizzato ai giovani imprenditori mozambicani.

La partecipazione al Webinar è stata molto sentita: 80 persone si sono collegate online per seguire i vari dibattiti ed interventi organizzati dai partner di progetto. Potete vedere la registrazione intera dell’evento qui (in lingua portoghese).

Gli interventi sono stati raggruppati per aree tematiche, tutte incentrate sul fare impresa in un ottica di sostenibilità ambientale. Durante l’apertura del Webinar, la nostra collaboratrice Margherita Busana ha presentato la realtà del CAM, lo scopo del progetto IAC e i contenuti del Webinar.

A seguire, ci sono stati diversi approfondimenti di esperti ed esperte di imprenditoria sostenibile. David Franco, direttore dell’incubatore HubLink Mozambique, ha evidenziato i legami tra business lineare e cambiamenti climatici e l’importanza di adottare una logica circolare per circoscrivere i danni ambientali in Mozambico, con particolare riferimento al distretto di Beira. I temi hanno poi spaziato dal bisogno di migliorare la gestione dei rifiuti in Mozambico, alla riduzione del consumismo, dal raggiungimento dell’obiettivo zero waste, alla riduzione dei costi dei materiali per i settori minerario, agricolo ed energetico.

Parlando di gestione dei rifiuti, Carlos Serra, direttore del CEAR ha sottolineato come in Mozambico manchi una gestione capillare dell’emergenza rifiuti. Infatti, anche i comuni più organizzati del paese non hanno un progetto di cooperazione con i cittadini locali per migliorare la raccolta dell’immondizia. Tuttavia, il CEAR organizza un servizio di raccolta dei metalli con il nome di djova xitaduna per far fronte a questa lacuna gestionale.

Marta Sachy invece, direttrice della Fondazione Aurora, ha menzionato due importanti realtà in Africa per l’accelerazione di un’economia circolare: la ACEA che si occupa di sistemi alimentari, packaging, elettronica, moda e sistemi di costruzione, e i fondi della ACEF che mirano a sviluppare le competenze tecniche ed istituzionali per una transizione green delle imprese.

Dalle interviste ad alcuni partecipanti al Webinar, è emerso che complessivamente i giovani si sono ritenuti soddisfatti sia dell’organizzazione sia dei contenuti dell’evento, e alcuni hanno sottolineato come il Webinar abbia arricchito le loro conoscenze sull’economia circolare. Alcuni giovani hanno anche suggerito di inserire alcuni casi studio di realtà imprenditoriali green di successo, un accorgimento che la direzione terrà di sicuro in gran considerazione per un prossimo incontro.

 

La direttrice di Fondazione Aurora Marta Sachy a Beira per consolidare il progetto Inovaçao Circular

La direttrice di Fondazione Aurora Marta Sachy a Beira per consolidare il progetto Inovaçao Circular

La Direttrice di Fondazione Aurora Marta Sachy si è recata in missione a Beira dal 18 novembre al 4 dicembre 2022 per il progetto InovAção Circular (IAC) – il cui obiettivo è il rafforzamento dello sviluppo socio-economico della città di Beira, attraverso il potenziamento di incubatori d’impresa e il sostegno a piccole medie imprese, con un focus sull’economia circolare. Ma Marta Sachy ha un legame speciale con il CAM, infatti è stata responsabile dell’area socio-sanitaria a Caia e poi coordinatrice generale del CAM in Mozambico tra il 2010 e il 2014.

Marta Sachy ha lavorato a stretto contatto con Margherita Busana, Project Manager del CAM, e Ana Rita Querido di UC Business per favorire l’avanzamento del progetto avviato lo scorso maggio 2022. Durante la missione si sono susseguiti momenti di formazione congiunta con HubLink, l’incubatore d’impresa  che il progetto si prefigge di rafforzare, per attività di  accompagnamento on the job dirette a:

  • finalizzare il business e il financial plan
  • elaborare documenti descrittivi del processo di incubazione e accelerazione
  • realizzare incontri con grandi imprese per posizionare l’incubatore come fornitore di servizio e fare formazione per illustrare le potenzialità dell’economia circolare in Africa.

Grazie alla forte e duratura relazione che c’è tra Marta Sachy e il CAM, abbiamo colto l’occasione per farle alcune domande sulla sua visita.

La tua ultima visita è stata nel 2014, com’è stato tornare a Beira dopo tanti anni?

Il Mozambico ovviamente è sempre casa. Come dico anche nel mio TedX sono un’identità al cubo.

Tornare a Beira è stato un sogno che si è realizzato. Mi mancavano i profumi, le strade, le persone. Posso dire senza dubbio che è stato un vero ritorno a casa. Tuttavia, ho trovato una città apparentemente meno attiva e più scombussolata, che mi ha condotto ad avere delle riflessioni profonde sulla precarietà dei questo territorio. Ho visto da un lato una Beira con più costruzioni in mattoni: la strada che porta dall’aeroporto alla città quando sono andata via nel 2014 era piena di risaie, ora è piena di abitazioni e c’è anche un ospedale privato. Ci sono più locali, ma anche più strade dissestate. E a mio avviso, la forbice sociale si è allargata.

La situazione precaria delle strade mi ha anche impedito di arrivare a Caia. Noi all’epoca ci lamentavamo di 4-7 ore per fare il tragitto da Beira a Caia, ora se tutto va bene, ce ne vogliono 12. Il mio sogno di fare un giro a Caia per il fine settimana ha dovuto fare i conti con la realtà di una mobilità resa ancora più difficile dalla mancanza di manutenzione delle vie di terra.

Quale pensi che sia il punto di forza del CAM in questo progetto?

Ho trovato un CAM solido, conosciuto e organizzato. Per coincidenza sono riuscita ad incontrarmi con i Sig. Elias Lanquene Joaninho e Benjamin Joao Baptista negli uffici di Beira! Che sorpresa favolosa ritrovare i due storici collaboratori, ora in ruoli di grandi responsabilità per il progetto a Caia. Il punto di forza?! Innegabilmente la continuità. Un esempio concreto: quando con Margherita siamo andate a fare le riunioni istituzionali e ho raccontato che dal 2010 e il 2014 ho lavorato a Caia, tutti conoscevano il CAM. La riunione con il direttore provinciale dell’Industria e Commercio si è svolta alla presenza di collaboratori che già mi conoscevano e con i quali avevo fatto riunioni in passato. Questa idea di continuità e proseguimento delle attività credo che sia un quid che pochissime istituzioni hanno ed è fondamentale per consolidare rapporti istituzionali, progetti effettivi e l’idea che si stia facendo un cammino insieme.

Ringraziamo Marta Sachy per la testimonianza e Fondazione Aurora per il resoconto  (qui l’articolo sul sito della Fondazione).