Covid-19: aggiornamento dal Mozambico

Covid-19: aggiornamento dal Mozambico

In questi mesi, mentre il virus Covid-19 si è esteso tra Asia, Europa e America con conseguenze pesantissime per le persone, i sistemi sanitari e quelli economici, nel continente africano la situazione sembra essere ancora – e fortunatamente – meno grave del temuto. Sicuramente non si può generalizzare: vi sono nazioni più colpite e altre meno colpite e vi sono misure più o meno restrittive (vedi l’analisi di Africarivista).

In Mozambico i casi accertati al 28 maggio sono 213, a fronte di 9036 test effettuati. Si è registrato un solo decesso, un bambino di 13 anni con pregressa patologia cronica (fonte MISAU). Sappiamo certo che i numeri sono molto relativi, soprattutto in contesti con limitatissime possibilità di accesso ai test clinici. Vero è che anche le fonti sanitarie “sul campo”, come i dottori di CUAMM Medici con l’Africa, testimoniano che per il momento non si verificano particolari aumenti di influenze o complicazioni respiratorie.
Il sito del Ministero offre informazioni aggiornate ed anche alcune piattaforme “avanzate”, come uno strumento digitale di autotest per il rischio di contaminazione da Coronavirus e una dashboard con tutti i dati ufficiali dei contagi.

Dal punto di vista delle limitazioni, oltre alla chiusura delle scuole continuano le misure di divieto di assembramenti e manifestazioni pubbliche, la chiusura dei bar e molti altri luoghi di aggregazione pubblica, limitazioni in entrata e uscita dal paese (al momento i voli internazionali sono sospesi e chi entra è soggetto a 2 settimane di quarantena). Il Presidente della Repubblica, nel suo ultimo discorso alla nazione il 28 maggio, ha esteso lo stato di emergenza fino al 30 giugno, ribadendo l’eccezionalità della situazione e facendo appello al senso civico della popolazione.

A Caia il nostro team del settore socio-sanitario continua l’impegno sul fronte dell’emergenza nella diffusione di informazioni e buone pratiche nelle comunità ed aiutando nei punti di controllo (ad esempio al ponte sul fiume Zambesi, confine con la Provincia di Zambesia) in stretto contatto con la Direzione Distrettuale di Salute. Gli educatori delle escolinhas, per far fronte alla chiusura degli asili, anche questo mese hanno distribuito un paniere di alimenti base alle famiglie per sostenere quei bambini che presentano segni di malnutrizione.

Attualmente rimangono a Beira due operatori italiani, il rappresentante paese e responsabile del progetto Limpamoz Paolo Ghisu e il tecnico di progetto Limpamoz promosso con ProgettoMondoMlal Dario Guirreri.

“Nonostante il rapido aumento dei casi nelle ultime settimane, le cose vanno meglio del previsto, almeno per ora”, afferma Paolo Ghisu. Le prossime settimane saranno cruciali. Preoccupano invece le ripercussioni economiche, qualora lo stato di emergenza continui ancora a lungo, in mancanza di uno stato sociale che possa venire in contro per dare appoggio alla popolazione.

Ci auguriamo tutti che il Mozambico, che negli ultimi anni ha affrontato epidemie di colera, devastanti cicloni tropicali, violente rivendicazioni politiche, possa essere risparmiato dagli effetti più dolorosi di un largo contagio del nuovo coronavirus, certo è che abbiamo di fronte ancora lunghi mesi di incertezza sull’evolversi della pandemia.

Nella pagina dedicata all’emergenza Covid-19 in Mozambico puoi trovare tutte le info sul lavoro del CAM in Mozambico durante l’emergenza, notizie aggiornate dal Paese, spunti di riflessione e come sostenerci.
Lavori in corso all’escolinha: uno sguardo in cantiere

Lavori in corso all’escolinha: uno sguardo in cantiere

Nel rispetto delle regole del Governo, le Escolinhas di Caia sono ancora chiuse, ma intanto si lavora a manutenzione e sistemazione degli edifici. E’ partito il cantiere presso la Escolinha DAF per realizzare lo spazio da dedicare a cucina e sala per la merenda!
Di seguito una mini gallery per seguire i lavori, fotografati in quattro diversi step.
Il lavori sono realizzati grazie al prezioso sostegno di Matteo Bonetti.

Microcredito – al via lo sportello di Inhaminga

Microcredito – al via lo sportello di Inhaminga

.Ha aperto i battenti un nuovo sportello di microcredito del CAM. Localizzato a Inhaminga, capoluogo del Distretto di Cheringoma, confinante con i distretti di Caia e Marromeu, lo sportello ha preso a funzionare da inizio febbraio
Due sono le ragioni che ci hanno spinti a fare questo passo. Anzitutto vi sono i numerosi solleciti che abbiamo ricevuto da parte del Governo e della popolazione del Distretto di Cheringoma, che ci chiedevano di ampliare il nostro servizio di microcredito. Dall’altro lato, si intende ampliare il raggio di azione della nostra associazione verso uno snodo importante come quello di Inhaminga, da un lato poco servito, dall’altro molto bene localizzato, soprattutto rispetto a Marromeu, dove l’attività di credito dipende anche molto dal funzionamento della Compagnia dello Zucchero (Sena Sugar)”, spiega Andrea Patton, responsabile del settore microcredito a Trento.

Victor Manuel Majaua è responsabile dello sportello di Inhaminga. Ha 51 anni, è originario di Luabo, sul lato nord del fiume Zambesi, ma residente da anni a Marromeu. Lavora nel settore del microcredito del CAM dal 2014. A Inhaminga è impegnato con il sostegno di un altro collaboratore, e sotto la supervisione di Benjamim, Responsabile del Settore Microcredito del CAM. “Il lavoro ad Inhaminga sta procedendo bene. Ho tenuto corsi di formazione finanziaria nei mercati, nelle istituzioni e all’interno della comunità. La popolazione attende l’installazione di uno sportello fisico; mi aspetto che appena apriremo l’ufficio, la domanda di prestiti sarà ancora maggiore”, racconta Victor. Grazie all’aiuto di un ex collaboratore del CAM, è stato individuato il terreno dove verrà realizzata la sede di Inhaminga. Si trova nel centro di Inhaminga, nel quartiere di origine coloniale, in posizione strategica.

Cheringoma in breve

Il distretto di Cheringoma, nel quale è situata Inhaminga, si trova nel nord-est della provincia di Sofala. Confina con i distretti di Caia e Marromeu e si estende su una superficie di 6.954 km2.
Come nel resto del Mozambico, la popolazione è giovane e abita soprattutto nelle zone rurali. L’agricoltura e la pesca sono le attività più importanti per le famiglie del distretto.

Nei mesi di febbraio e marzo, il CAM ha finanziato a Inhaminga 30 progetti, per un totale di 1.170.000,00 Meticais (circa 16.000 EUR). La maggior parte di questi prestiti sono dedicati al miglioramento delle condizioni abitative della popolazione, mentre molti sono rivolti al settore del commercio e una piccola parte per attività artigianali.
Come spiega Andrea, metà circa dei beneficiari dei nuovi prestiti sono rifinanziamenti di persone già seguite dalla sede CAM di Marromeu, mentre l’altra è servita a finanziare nuovi beneficiari. Lo sportello di Marromeu, infatti, aveva un bacino d’utenza che si estendeva al di là del distretto, arrivando a comprendere anche alcune persone di Cheringoma.

Durante questi due mesi abbiamo sperimentato una tecnica che avevamo già messo in atto a Sena quando ancora non era attiva la Caixa Financeira de Caia. Così, una volta alla settimana Victor e Benjamin vanno a Inhaminga per accompagnare i progetti dei nostri beneficiari. In questa sede raccolgono anche eventuali richieste da parte di altre persone, ne fanno l’analisi, e a fine mese ritornano a Inhaminga assieme a Atanasio per completare la procedura. Abbiamo aperto un conto corrente bancario a Inhaminga; alcune persone depositano direttamente su questo conto. Noi eseguiamo il monitoraggio anche attraverso i sistemi di internet banking”, spiega Andrea.

Il prossimo passo sarà l’acquisizione del terreno nel centro di Inhaminga, dove costruire uno sportello fisico. Si procede lentamente, anche per via dell’emergenza covid-19. Finora nei distretti di Caia, Marromeu e Cheringoma non sono stati registrati casi di contagio; è anche vero, però, che non c’è la possibilità di fare i tamponi.
Abbiamo chiesto a tutti e tre gli sportelli – e quindi a Caia, Marromeu e Inhaminga – di ridurre l’attività di microcredito del 40%. Dobbiamo stare un attimo in stand by e osservare gli sviluppi del contagio”, conclude Andrea.

Articolo di Marianna Malpaga

“La nostra acqua” – CAM, distretto e Madzi-Athu al lavoro per la manutenzione dei pozzi

“La nostra acqua” – CAM, distretto e Madzi-Athu al lavoro per la manutenzione dei pozzi

La storica collaborazione tra il CAM, l’ufficio distrettuale che si occupa dell’accesso all’acqua nel distretto e l’associazione Madzi-Athu – composta dai comitati di gestione comunitaria delle fonti d’acqua – è recentemente ripresa per un importante intervento di manutenzione e consegna delle opere.

Dopo un ampio rilievo su tutti e 35 i pozzi che forniscono acqua agli abitanti della zona urbana e periurbana di Caia, si stanno conducendo lavori di ripristino e manutenzione per circa la metà dei pozzi.

Tra le più comuni manutenzioni troviamo il rifacimento della testa della pompa, la sostituzione del tubo verticale, la sostituzione dei tiranti metallici, la sostituzione del cilindro della pompa. Molti pozzi inoltre necessitavano di sistemazioni nelle parti esterne, per evitare il ristagno di acqua.

Alcune manutenzioni vengono svolte da membri dell’Associazione, sotto la supervisione dei tecnici del Servizio Distrettuale di Pianificazione e Infrastrutture, nel caso degli interventi di maggiore entità, vengono coinvolti operatori esterni specializzati.

Di seguito una galleria di immagini scattate durante la campagna del rilievo (foto di Luis Cipriano)

Microfinanza, diritti economici e cambiamento sociale

Microfinanza, diritti economici e cambiamento sociale

Marianna Malpaga si è laureata il 26 marzo 2020 in “Human Rights and Multi-Level Governance” all’Università degli Studi di Padova, la sua tesi si concentra sul progetto microcredito portato avanti dal CAM in Mozambico, che Marianna ha studiato con un periodo di stage negli uffici di Trento. In questo articolo le abbiamo chiesto di sintetizzare i temi trattati e le conclusioni.
A lei va il nostro grazie e le congratulazioni per l’eccellente lavoro!

A settembre dello scorso anno ho iniziato il mio progetto di stage e ricerca tesi nella sede di Trento del CAM.
In quanto studentessa di “Human Rights and Multi-Level Governance” all’Università degli Studi di Padova, il mio interesse verso la cooperazione internazionale – e verso la microfinanza in particolare, tema che ho approfondito nella mia tesi – nasce da una domanda: i diritti umani sono solo pura teoria, oppure, com’è auspicabile, possono trovare applicazione? Può la microfinanza concorrere allo sviluppo dei diritti umani, in particolare di quelli economici e sociali?
Durante il mio stage al CAM, ho analizzato il lavoro degli uffici del microcredito di Caia e Marromeu, attivi rispettivamente dal 2005 e dalla fine del 2011, tramite lo studio dei report trimestrali e annuali. La mia analisi si è anche in parte concentrata sul lavoro della Caixa Financeira de Caia, che ha aperto i battenti a Sena nel 2010, e che costituisce un esempio di microfinanza.

Microcredito e microfinanza sono due termini che vengono spesso confusi, ma che non descrivono lo stesso servizio: il microcredito, e cioè la concessione di prestiti di piccole dimensioni, rappresenta solo una parte della microfinanza, che comprende anche altri servizi finanziari, quali risparmio, assicurazione e trasferimento di denaro.

Perché il caso del Mozambico è interessante
Come ha sottolineato lo “Human Development Report” del 2019, il Mozambico è ancora oggi uno dei Paesi più poveri al mondo: nel 2018 si classificava 180° su 188 Paesi per il suo livello di sviluppo umano, una misura che aggrega i dati relativi all’aspettativa di vita, al livello di educazione e agli standard di vita.
Concorrono a questa situazione di povertà le costanti tensioni tra FRELIMO, il partito marxista al governo sin dall’indipendenza del Mozambico, e RENAMO, il suo storico avversario; gli attacchi terroristici che, dal 2017, sono perpetrati nel nord del Paese da gruppi del terrorismo islamico non ancora chiaramente identificati; la scoperta, nel 2012, di riserve di gas e carbone nel Paese, che hanno attratto investitori esteri; e, infine, il ciclone Idai, che nel marzo del 2019 ha duramente colpito la città di Beira e le zone limitrofe.

Diritti umani, obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e microfinanza
È il professore bengalese Muhammad Yunus con la sua “Grameen Bank” che ha lanciato, a partire dagli anni ’80, l’idea che la microfinanza possa essere un approccio allo sviluppo economico locale.
Yunus ha più volte sostenuto che esiste un diritto umano alla microfinanza. Quest’idea è stata però contestata da più di uno studioso di microfinanza: che istituzione, pubblica o privata, dovrebbe assicurare il diritto al credito? Quale corte, nazionale o internazionale, dovrebbe poi giudicare in caso di una violazione di tale diritto? La microfinanza è quindi vista più come uno strumento che aiuta a sviluppare i diritti umani che un diritto umano in sé.
La sua importanza è andata via via crescendo, sino al momento in cui, nel 2000, la microfinanza è stata incorporata negli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite, divenuti poi, nel 2015, gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Primo degli OSS è “eliminare la povertà in tutte le sue forme dappertutto”: qui s’inserisce il compito della microfinanza, come attestato nel punto 4 di quest’obiettivo di sviluppo sostenibile – e come sottolineato nel 2005 attraverso la promozione, da parte delle Nazioni Unite, di un anno dedicato al microcredito.

National Financial Inclusion Strategy (2016-2022)
Per adempiere a quanto stabilito nell’OSS 1 delle Nazioni Unite, è chiaro, è necessario estendere la rete dei servizi finanziari ad ogni cittadino e cittadina. L’esclusione finanziaria, infatti, ha dei risvolti che vanno a pesare anche sull’esclusione sociale della persona.
La microfinanza può facilitare questo compito. Ciononostante, essa incontra delle difficoltà, specialmente nell’Africa Sub-Sahariana, dove il suo sviluppo è recente e non capillare. Anche in Sud Africa, il Paese più evoluto di tutto il continente africano, solo la metà della popolazione ha accesso ai servizi finanziari.
In Mozambico la microfinanza si è sviluppata solo dopo il 1992, e quindi a seguito degli accordi di pace di Roma, che posero fine alla quasi ventennale guerra civile, tramite il lavoro dell’ong CARE International.
Nel 2015, il governo mozambicano ha redatto la “National Financial Inclusion Strategy”, valida per il periodo 2016-2022. Gli obiettivi della strategia sono: primo, espandere i servizi e i prodotti finanziari; secondo, aumentare l’uso di questi servizi e prodotti, incoraggiando l’apertura di nuovi conti bancari; e, infine, terzo, aumentare il livello di alfabetizzazione finanziaria dei clienti dei servizi finanziari. L’inclusione finanziaria viene qui descritta come “il processo di presa di coscienza, accesso e utilizzo effettivo dei prodotti e dei servizi finanziari offerti dalle istituzioni regolamentate a tutta la popolazione mozambicana, che contribuiscono a migliorare la qualità della loro vita e il welfare sociale”.
Una difficoltà con la quale il programma d’inclusione finanziaria in Mozambico deve confrontarsi è data dal fatto che il 35% delle filiali bancarie si trova solo nella capitale Maputo – mentre la maggior parte della popolazione mozambicana abita nelle zone rurali. In più, i prodotti finanziari sono pensati per i lavoratori salariati, che in Mozambico rappresentano solo il 5% dei lavoratori, i quali lavorano perlopiù in ambito agricolo.

Il settore microcredito del CAM
Il CAM ha iniziato a lavorare nell’ambito del microcredito nel 2005, quando ha aperto il primo ufficio a Caia, dove prima non era presente nessun servizio finanziario.
Due ong avevano provato, prima del CAM, ad aprire un ufficio di microcredito: entrambi i tentativi erano falliti. “Tra le ragioni di questi fallimenti, una non secondaria risiedeva nel fatto che l’ufficio centrale di questi progetti era stato stabilito a Beira e non sul posto. Un’altra ragione era la mancanza di formazione delle persone che avevano ricevuto il prestito; senza un momento di spiegazione precedente, quindi, queste persone non avevano capito il concetto di dover restituire il denaro concesso loro”, spiega Andrea Patton, responsabile del settore microcredito del CAM.
A fine 2011, un anno dopo l’apertura della Caixa Financeira de Caia a Sena, il CAM ha deciso di aprire un altro ufficio di microcredito in un distretto vicino, a Marromeu, grazie ai fondi concessi dal programma PADDEL (Programma di Sostegno al Decentramento e allo Sviluppo Economico Locale), promosso dalla Cooperazione Italiana in Mozambico in collaborazione col governo della Provincia di Sofala.

Le caratteristiche principali del lavoro del CAM nell’ambito del microcredito sono:
• La scelta di finanziare un elevato numero di progetti attraverso piccoli prestiti, che si aggirano solitamente sui 250-300 euro. In questo modo, anche le persone più povere possono beneficiare di un prestito; al tempo stesso, però, aumentando il numero di prestiti (e quindi le transazioni finanziarie), aumentano i costi operativi fissi della gestione del microcredito.
• L’approccio locale: ogni mese, i responsabili del microcredito visitano i beneficiari, verificando il buon andamento della loro attività. I prestiti che il CAM concede, infatti, si concentrano perlopiù nei settori del commercio (a Marromeu) e delle costruzioni (a Caia). Sono pochi, invece, i prestiti concessi per il consumo, rivolti soprattutto all’acquisto di beni necessari per lo sviluppo di un’attività (ad esempio, un frigorifero da usare per un’attività di ristorazione).
• Le persone che chiedono un prestito per la prima volta ricevono due corsi di formazione, uno sulla contabilità e uno sulla gestione del denaro.
• Vengono effettuate delle proiezioni economiche trimestrali per analizzare dove, nei mesi successivi, concentrare maggiormente la concessione dei prestiti.
• Dal 2009, è un team locale ad occuparsi della gestione del microcredito.
• Secondo un’analisi della fondazione “Punto Sud” di Milano, i prestiti concessi dal CAM attraverso il microcredito sono rivolti soprattutto agli uomini. Si parla di un rapporto uomini-donne 2,5:1. Ciononostante, analizzando i report, si può notare come, dal 2005 ad oggi, siano stati fatti progressi in merito alla parità di genere.

Conclusione
È importante sottolineare il fatto che il CAM è l’unica ong che lavora nell’ambito del microcredito nei distretti di Caia e Marromeu. In più, il microcredito s’inserisce in questo caso in un progetto più ampio di cooperazione comunitaria, basti solo pensare al fatto che parte dei guadagni ottenuti attraverso il microcredito vanno a sostenire i progetti delle escolinhas e delle cure domiciliari fornite dai cosiddetti cuidados.
Dal 2005 al 2018 il CAM ha concesso all’incirca 13.500 prestiti nei due uffici del microcredito. Le sofferenze dei crediti si fermano al 3.65%, confermando quello che è un trend in microfinanza: i poveri non sono meno degni di fiducia in ambito finanziario rispetto ai clienti usuali dei servizi finanziari.
Inoltre, fino al primo semestre del 2019, la Caixa Financeira de Caia ha aperto 1.917 conti bancari e concesso in una media 398 prestiti all’anno tra il 2014 e il 2017.
Forse è vero che il ruolo della microfinanza nel lungo termine, come sostengono molti studiosi della materia, non è ancora chiaro. Tuttavia si può affermare che, inserita in un contesto più ampio di sviluppo locale, anche la microfinanza è un tassello per la messa in pratica di quei diritti umani che, altrimenti, resterebbero solo su carta.