Di nuovo aperte!

Di nuovo aperte!

È passato più di un anno da quando, in seguito allo scoppio della pandemia di Covid-19, le quattro Escolinhas che il CAM gestisce a Caia hanno sospeso le loro attività come misura per rallentare la diffusione del virus. Durante questo periodo, sì è cercato comunque di garantire supporto ai bambini e alle loro famiglie, attraverso attività di screening nutrizionale, sostegno alimentare, attività didattiche porta-a-porta e incontri di educazione parentale.

Qualcosa però è cambiato a partire dal mese di ottobre. Le Escolinhas hanno finalmente riaperto! Il Presidente della Repubblica ha autorizzato la ripresa delle attività e, in seguito a una verifica del protocollo sanitario da parte del Ministero Genere, Infanzia e Azione Sociale, gli educatori hanno potuto nuovamente accogliere i bambini, anche se in numero ridotto.

Vi lasciamo un breve video con le immagini del primo giorno di riapertura e le parole di Martinho, il nostro responsabile del Settore Socio-Educativo, che ci spiega qual è la situazione attuale in particolare nell’Escolinha DAF. 

Nella speranza che presto le strutture possano tornare ad ospitare i bambini al massimo della loro capienza, rivederli ballare e giocare insieme è per noi motivo di immensa gioia!

Juntos por um planeta limpo

Juntos por um planeta limpo

Lo scorso 18 settembre si è svolto il World Cleanup Day, uno dei più grandi movimenti civici positivi dei nostri tempi che quest’anno ha visto la partecipazione di 180 Paesi di tutto il mondo. Lo scopo? Ripulire strade, città, spiagge, fiumi e foreste dai rifiuti. La forza e la bellezza di questa giornata risiede nella cooperazione e nella collaborazione: costruire ponti tra comunità e includere tutti i livelli della società, dai cittadini alle imprese e ai governi. L’origine dell’idea risale al 2008, in Estonia, quando 50.000 persone si sono riunite per ripulire l’intero Paese in cinque ore. Tredici anni dopo, quella semplice idea è ormai diventata un movimento globale che riunisce milioni di volontari uniti dallo stesso obiettivo: rendere la propria casa, e di conseguenza il pianeta, un posto migliore. 

Beira – Mozambico

Juntos por um planeta limpo. Non solo lo slogan della giornata ma un vero e proprio grido di speranza

Il motto Eu limpo o meu espaço (io pulisco il mio spazio) ha caratterizzato il World Cleanup Day svoltosi in Mozambico, più che mai coerente con la filosofia del movimento. Nella città di Beira, l’iniziativa è stata realizzata da Let’s Do It! Sofala e ha visto la partecipazione di 127 persone di varie organizzazioni tra cui il CAM, Progettomondo, AMOR- Associação Moçambicana de Reciclagem, il Consiglio Municipale di Beira e un buon numero di cittadini. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi che hanno ripulito due zone della città, la spiaggia di Estoril e la spiaggia di Desaguadouro-Marista. 

Il CAM, nell’ambito del progetto LimpaMoz finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha donato alcuni materiali per la realizzazione dell’evento. Insieme alle altre organizzazioni sono stati raccolti 500 kg di rifiuti che sono poi stati smistati in 150 sacchi di vetro, 120 sacchi di cocci, 87 sacchi di bottiglie di plastica e 8 sacchi di rifiuti non riciclabili.

Rovereto – Italia

Contemporaneamente a Rovereto, nell’ambito del Festival Moltiplicazioni dedicato all’Agenda 2030, era in corso il Plogging, una pratica molto diffusa nel Nord Europa che consiste nell’unione tra la corsa leggera (jogging) e la raccolta dei rifiuti (plocka upp, in svedese “ripulire”). Il CAM era presente insieme a MLAL Trentino Onlus e durante la mattinata è stato trovato di tutto: discariche abusive, rifiuti tra i più svariati, mozziconi di sigaretta, lattine, padelle, fili di plastica. I rifiuti raccolti sono stati poi portati in discarica 

Dalla pagina Facebook di @Moltiplicazioni

Domenica 3 ottobre, sempre nell’ambito del Festival, il CAM e MLAL Trentino parteciperanno alla giornata di chiusura con un laboratorio realizzato in collaborazione con Dolomiti Energia e un gruppo di ingegneri della Provincia di Trento. Si tratterà di un’analisi merceologica della frazione residua dei rifiuti urbani di Rovereto, durante la quale verrà spiegato come funziona la gestione dei rifiuti e quali sono le sfide che ci attendono qui e in Mozambico, dove lavoriamo fianco a fianco con il progetto LimpaMoz.

Per maggiori informazioni sull’evento seguici sui nostri social, visita il sito del Festival e la loro pagina Facebook e Instagram.

Un arrivo attesissimo!

Un arrivo attesissimo!

Importanti novità nell’ambito del progetto Sviluppo dell’Imprenditoria Locale per lo Smaltimento del RS Ospedaliero a Beira, Mozambico (SIRSU). Dopo un lungo viaggio via nave all’interno di un container, il 23 settembre è arrivata presso l’Ospedale Centrale di Beira la nuova macchina sterilizzatrice NW15 di Newster Group, azienda leader in Italia ed in Europa nella produzione e commercializzazione di apparecchiature ecologiche nell’ambito dell’igiene ospedaliera, in particolare per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, con sede in provincia di Rimini.

La macchina verrà montata e messa in funzione all’interno di un edificio appositamente costruito nei pressi dell’Hospital Central di Beira.  In seguito alcune foto del processo di edificazione della struttura.

Una volta che verrà resa operativa, la macchina andrà a ridurre di circa il 40% l’ammontare complessivo dei rifiuti conferiti all’inceneritore, contribuendo in modo attivo allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri delle 15 unità sanitarie pubbliche presenti in città ed almeno 5 unità sanitarie private. Si stima che il 15% di questi rifiuti sia di tipo infettivo, un pericolo per la salute degli operatori che li maneggiano. L’attuale inceneritore funziona a legna e, oltre ad essere poco efficiente, provoca un forte inquinamento della zona circostante a causa del fumo costante che fuoriesce dalla canna fumaria, espone i professionisti a grandi rischi e ritarda il loro lavoro.

Il progetto SIRSU è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in partenariato con Progettomondo e rappresenta un’innovativa e proficua collaborazione tra profit-non profit e settore pubblico, la Direzione Provinciale della Salute di Beira.

Nell’attesa di vederla finalmente in funzione, vi lasciamo le foto dell’arrivo e dello scarico della macchina. 

Educamoz – il resoconto dell’anno

Educamoz – il resoconto dell’anno

Il progetto Educamoz è giunto alla fine del suo percorso triennale. L’ultimo anno è stato sfidante: In seguito alla chiusura delle scuole nel marzo 2020,  il CAM e Terres des Hommes Italia si sono attivati per riadattare alcune delle attività, in particolare:

  • la formazione degli educatori
  • le visite a domicilio
  • le attività di educazione rivolte ai genitori
  • l’utilizzo della piattaforma KoBo Toolbox

La formazione degli educatori

Terres des Hommes Italia, in partenariato con il CAM, ha organizzato la formazione degli educatori per riadattare le attività prescolastiche alla attuale situazione. Lo scopo è quello di evitare comportamenti distruttivi dovuti a stress e depressione nei bambini costretti a rimanere a casa a causa del Covid-19. È anche un modo per garantire una stretta relazione tra il bambino e la sua famiglia rafforzando i legami affettivi.

La formazione si è svolta attraverso una metodologia di partecipazione attiva con brainstorming e simulazioni. Si è concentrata in particolare su:

  • Condivisione di esperienze sulla nuova metodologia di lavoro a domicilio
  • Sensibilizzazione dei genitori
  • Fornitura di tecniche e strumenti per la pianificazione e la realizzazione di attività di empowerment per genitori e/o tutori.

Erano 28 i partecipanti ai due giorni di formazione tra educatori, responsabili e autorità pubbliche, e il riscontro, nonostante le sfide che la pandemia inevitabilmente impone, è stato molto positivo.

Attività a domicilio

Le visite a domicilio hanno lo scopo di responsabilizzare i genitori e/o tutori nella messa in pratica delle attività programmate ogni mese dagli educatori. Servono inoltre alla preparazione dell’ambiente per le attività con i bambini (giochi, storie, danze, indovinelli) tenendo conto delle diverse aree di apprendimento che sono matematica, lingua, conoscenza del mondo, arte, musica ed educazione motoria.

Le attività a casa sono state un successo per bambini, genitori/tutori ed educatori. Da un lato, i bambini non avevano nulla da fare a casa; dall’altro, le attività hanno minimizzato il rischio di licenziamento per gli insegnanti ai quali è stato garantito un lavoro.

I bambini coinvolti nel quadrimestre settembre-dicembre 2020 sono stati 520 e 400 nel periodo febbraio-maggio 2021.

 

Attività di educazione rivolte ai genitori

Nello stesso periodo sono state realizzate 32 sessioni di educazione rivolte a 815 genitori e/o tutori dei bambini. Queste attività hanno un grande impatto sulle comunità, in quanto affrontano temi rilevanti che incontrano le realtà locali.

Gli argomenti affrontati nelle varie sessioni vertevano su:

  • Covid-19
  • Malaria
  • Nutrizione
  • Rapporto tra genitori a casa durante la pandemia
  • Igiene individuale e collettiva
  • Violenza domestica sui minori
  • Colera

 

Utilizzo della piattaforma KoBo Toolbox

Durante il periodo della pandemia, gli educatori sono stati formati sull’utilizzo della piattaforma Kobo Toolbox, pensata per facilitare la raccolta dei dati riguardanti le visite a domicilio. Un’iniziativa questa in collaborazione con Terres des Hommes che mira a sviluppare le capacità degli educatori di affrontare al meglio delle loro capacità il mondo della tecnologia.

Nhaconjo Resiliente: sfide, speranze e primi risultati

Nhaconjo Resiliente: sfide, speranze e primi risultati

Tetti che volano, muri che cadono, travi che si spezzano: è questa l’esperienza dei cicloni in Mozambico negli ultimi anni, racconta Mario Cardoso – Esperto Tecnico delle Infrastrutture del Distretto di Salute della Provincia di Sofala.

In che modo la Ricostruzione Resiliente può essere una risposta alle sfide imposte dalle calamità naturali?

La sicurezza parte dalle fondamenta, dalla tecnica – secondo Cardoso. Ma non dipende solo da essa. Fernando Ferreiro, architetto di UN – Habitat Mozambique sostiene che la ricostruzione  resiliente sia una cultura da apprendere, perché è un problema che riguarda tutti.

Costruire la responsabilità collettiva è il presupposto imprescindibile per la sostenibilità nel lungo periodo, sulla quale si gioca – secondo Matias Culpa – l’efficacia del metodo della Ricostruzione Resiliente.

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I lavori di riabilitazione dell’Ospedale di Nhaconjo sono iniziati il mese scorso. Nelle foto vi mostriamo i risultati della ricostruzione del primo e del quarto blocco dell’Ospedale.

Nhaconjo Resiliente è un progetto in partnership con UN-Habitat Moçambique e finanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Sede di Maputo con l’obiettivo di riabilitare il Centro Sanitario Urbano di Nhaconjo, a beneficio di donne, bambini e uomini colpiti dal ciclone Idai. 

Per saperne di più sulla Ricostruzione Resiliente leggi questo articolo di approfondimento!

 

Educamoz e Mães Cuidadoras: evento finale e primi risultati

Educamoz e Mães Cuidadoras: evento finale e primi risultati

© Foto di Paolo Ghisu

Con il Progetto “Educamoz: per un’educazione inclusiva e di qualità” il Modello delle “Mães Cuidadoras” o ” Tagesmutter” ha acquisito una componente pedagogica importante e ha iniziato un processo di formalizzazione del ruolo delle Mães in Mozambico.  Vi raccontiamo i risultati!
    Il progetto “Educamoz – per un’educazione inclusiva e di qualità”, co-finanziato dallAgenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e promosso da Terre des Hommes Italia, in partnership con il CAM e con il Ministero degli Affari Sociali in Mozambico (MGCAS), è arrivato alla fase finale del programma triennale. Per questa occasione abbiamo tenuto un evento online lo scorso 26 maggio sul “Modello Tagesmutter” insieme alla Cooperativa Tagemutter Il Sorriso di Trento che ha partecipato in questi anni allo scambio di buone pratiche per il miglioramento del modello. Potete rivedere la diretta online nel prossimo video!

© Foto di Paolo Ghisu

Il processo di riconoscimento delle mães non è ancora concluso ma il CAM continua a sostenere Terre des Hommes nel portarlo avanti, perché crediamo fortemente che questo progetto possa contribuire a due obiettivi che ci stanno a cuore:

  • garantire un potere sociale ed economico alle donne;
  • consolidare l’idea che non solo la famiglia e gli asili sono responsabili dello sviluppo dell’infante, ma l’intera comunità.