Escolinhas 2026: numeri, novità e prospettive del progetto

Escolinhas 2026: numeri, novità e prospettive del progetto

In occasione dell’incontro dedicato al progetto Escolinhas del 3 giugno il gruppo di lavoro che lo accompagna dall’Italia ha condiviso un aggiornamento generale sul progetto, con i dati del nuovo anno scolastico, iniziato a febbraio, e il resoconto dell’impegno nella formazione del personale dalle testimonianze delle volontarie coinvolte. 

Iscrizioni e organizzazione del nuovo anno scolastico

Attualmente, per l’anno scolastico 2026, sono iscritti 245 bambine/i nelle quattro escolinhas del progetto:

  • DAF: 48
  • Lar dos Sonhos: 92
  • Kukomerua: 51
  • Miriam: 54

Nel 2026 i posti disponibili nelle quattro escolinhas sono stati fissati a 300, rispetto ai 325 dell’anno precedente. La riduzione è stata determinata dalla scelta di accogliere, in via sperimentale, la richiesta delle famiglie della scuola Kukomerua, che hanno chiesto un ampliamento dell’orario scolastico da 2 ore e mezza a 4 ore giornaliere. Tale richiesta è stata motivata sia dall’esigenza di garantire maggiore sicurezza ai bambini durante l’orario di lavoro dei genitori, sia dalla possibilità di rafforzare l’efficacia delle attività educative proposte dagli insegnanti. Per rendere possibile questa modifica è stato necessario ridurre il numero di iscrizioni dei bambini più piccoli.

Quota di iscrizione e accesso gratuito

Da quest’anno è stata inoltre introdotta una maggiore attenzione al pagamento della quota annuale di iscrizione da parte delle famiglie che dispongono di adeguate risorse economiche. La quota, pari a 250 meticais (circa 3,5 euro, equivalente al costo di cinque birre), deve essere versata al momento della registrazione. Rimane comunque garantita e incoraggiata la frequenza dei bambini provenienti da famiglie indigenti, che possono accedere gratuitamente al servizio presentando una certificazione rilasciata dalle autorità locali attestante la situazione di difficoltà economica. Nel corso dell’anno sono stati ammessi gratuitamente 43 bambini/e.

Il personale e la formazione degli educatori

Nel 2025 e nel 2026 l’organico è rimasto invariato ed è composto da un direttore, nove educatori a tempo pieno, sei guardiani e una collaboratrice incaricata di garantire l’approvvigionamento idrico nelle due escolinhas non collegate alla rete dell’acqua.

La formazione e la supervisione svolte nel mese di maggio dalle volontarie Giovanna, Elisabetta e Mariagrazia hanno evidenziato un gruppo di educatori motivato, dinamico e creativo, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Sono migliorate anche la programmazione delle attività, la gestione delle presenze e la relazione con le famiglie, alle quali vengono proposti incontri formativi su temi concordati, da due a tre volte all’anno.

Anche nel 2026 si auspica di poter continuare a offrire a due educatori l’opportunità di partecipare a una formazione settimanale presso un’escolinha di Quelimane, come già avvenuto negli ultimi due anni. Finora quattro educatori hanno beneficiato di questa esperienza, acquisendo competenze e metodologie successivamente condivise con i colleghi attraverso momenti di restituzione e confronto.

Manutenzione delle strutture e interventi programmati

Ogni anno, durante il periodo di pausa tra la conclusione dell’anno scolastico e l’inizio del successivo, vengono realizzati interventi di manutenzione e ristrutturazione delle strutture.

Tutte le escolinhas, ad eccezione della DAF, sono dotate di recinzioni in muratura. Per quest’ultima si ritiene sufficiente mantenere l’attuale delimitazione, confidando nel senso di responsabilità e nella collaborazione dimostrati dalla comunità locale, che continua a contribuire al mantenimento di spazi puliti e sicuri insieme ai guardiani.

 

Acqua e servizi igienici: le priorità

L’accesso all’acqua resta una delle principali criticità. L’allacciamento alla rete comunale presenta infatti problemi legati sia alla distanza sia alla pressione insufficiente. È prevista la realizzazione di due pozzi, che potranno essere utilizzati anche dalla comunità locale mediante un piccolo contributo destinato alla manutenzione. Il progetto è tuttavia in attesa dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione.

Sono inoltre programmati interventi per migliorare l’utilizzo delle latrine in tutte le escolinhas, attraverso l’installazione di coperture in legno adatte ai bambini e di strutture “Tippy Tap” esterne, che facilitano il lavaggio delle mani. Il direttore è stato incaricato di coordinare questi lavori, che dovrebbero essere completati in tempi brevi.

Monitoraggi di salute

All’inizio e alla fine di ogni anno scolastico, nelle quattro escolinhas vengono effettuati controlli sanitari da parte del personale dell’ospedale locale. Le visite comprendono la rilevazione di peso, altezza e perimetro brachiale di tutti i bambini, con la registrazione dei dati in apposite schede che costituiscono un importante strumento di monitoraggio dello stato di salute.

Le attività si concludono con la somministrazione di vitamina A e di trattamenti antiparassitari. Durante le visite effettuate quest’anno, alle quali hanno assistito anche le volontarie in missione, non sono stati riscontrati casi di malnutrizione.

Si conferma inoltre l’attenzione che CAM dedica all’alimentazione dei bambini, un aspetto che per molte famiglie rappresenta una delle principali motivazioni di iscrizione alle escolinhas. Negli ultimi anni il menù è stato progressivamente arricchito e diversificato, con l’obiettivo di garantire una dieta più equilibrata e adeguata alla crescita dei bambini.

Nel 2025 il costo complessivo del progetto è stato pari a 68.818 euro.

 

Ringraziamo tutte le persone e gli enti che hanno sostenuto il progetto fino ad oggi, con l’auspicio che continuino a farlo anche in futuro e che nuovi finanziatori possano unirsi a questo impegno a favore dei bambini e delle loro famiglie.

La missione di supervisione del dottor Gianpaolo Rama per consolidare i risultati raggiunti nell’area socio-sanitaria

La missione di supervisione del dottor Gianpaolo Rama per consolidare i risultati raggiunti nell’area socio-sanitaria

Nel mese di aprile 2026 il dott. Gianpaolo Rama ha svolto una missione di supervisione nella provincia di Sofala, in Mozambico, con l’obiettivo di valutare sul campo le attività realizzate, confrontarsi con i partner istituzionali e locali e definire le prospettive future della collaborazione sanitaria promossa dal Consorzio Associazioni con il Mozambico (CAM) dopo la conclusione del progetto Follow the SUn. La missione ha rappresentato un momento di verifica partecipata, accompagnando anche il lavoro dell’équipe di valutazione esterna (Aguia Consultores di Maputo) e favorendo il passaggio verso una nuova fase di intervento.

Leggi anche: Follow the SUN: risultati e sfide future

Nel corso di quasi un mese di attività, Rama ha incontrato il personale del CAM, i responsabili dei Servizi Sanitari Distrettuali, le autorità locali e i tecnici impegnati nelle Brigadas Móveis Integradas, partecipando direttamente alle uscite sul territorio, alle sessioni formative e ai momenti di confronto con le comunità. La supervisione ha riguardato sia gli aspetti organizzativi sia la qualità delle prestazioni sanitarie, con particolare attenzione alla formazione continua degli operatori, all’efficacia delle cliniche mobili e alla capacità di risposta ai bisogni delle popolazioni più isolate.

Molti anche i momenti di lavoro fianco, di confronto e di formazione con l’equipe dell’associazione Mbatikoyane che porta avanti dal 2007 il programma di assistenza socio-sanitaria domiciliare, supportata quest’anno anche dal finanziamento di Fondazione Museke.

Tra i temi affrontati durante la missione vi sono stati anche il sostegno alle attività di contrasto all’epidemia di colera nel distretto di Caia, il monitoraggio della qualità dell’acqua potabile, la valutazione delle criticità operative e l’individuazione di possibili miglioramenti per rafforzare i servizi sanitari territoriali.

La missione si è svolta mentre il distretto di Caia era impegnato ad affrontare un’importante epidemia di colera. In questo contesto il monitoraggio ha riguardato anche il controllo della qualità dell’acqua potabile, con l’analisi di dodici campioni provenienti da pozzi e dalla rete idrica, oltre al supporto fornito dal CAM al Centro di Trattamento del Colera attraverso operatori sanitari comunitari e attività di prevenzione sul territorio.

Dal rapporto emerge una valutazione complessivamente positiva del lavoro svolto, accompagnata da indicazioni concrete per consolidare i risultati ottenuti: rafforzare la formazione degli operatori, migliorare la programmazione delle attività sul territorio, garantire maggiore continuità alle équipe sanitarie e sviluppare strumenti di monitoraggio sempre più efficaci.

La supervisione non si è limitata a verificare il raggiungimento degli obiettivi, ma ha permesso di individuare alcune criticità sulle quali concentrare il lavoro dei prossimi mesi. Tra queste, le difficoltà di accesso alle comunità durante la stagione delle piogge, la frequente indisponibilità dei mezzi di trasporto destinati alle brigate mobili, la necessità di rafforzare la formazione dei tecnici sanitari più giovani e di coinvolgere maggiormente i leader comunitari nell’organizzazione delle attività.

“Uno dei segnali più significativi emersi durante la missione è stato il forte apprezzamento espresso dalle autorità locali, che hanno chiesto al CAM di proseguire la collaborazione per continuare a garantire assistenza sanitaria alle comunità più lontane dai centri urbani.”

rapporto di missione del dottor Gianpaolo Rama

Referente progetti sanitari CAM

Emergenza Colera

  • 12 campioni d’acqua analizzati per verificare l’efficacia della clorazione durante l’emergenza colera.
  • Oltre 400 casi di colera, con 230 pazienti ricoverati, nel distretto di Caia durante la missione.
  • 6 operatori sanitari comunitari messi a disposizione dal CAM per sostenere il Centro di Trattamento del Colera.

Leggi anche: Emergenza colera a Caia: il ruolo chiave della comunità e degli attivisti

La missione del dott. Rama conferma come la cooperazione internazionale non si esaurisca con la realizzazione di un progetto, ma richieda un costante lavoro di accompagnamento, verifica e condivisione con i partner locali. È proprio questa presenza sul campo, fondata sul dialogo e sul trasferimento di competenze, a rappresentare uno degli elementi più importanti per costruire servizi sanitari sostenibili e realmente rispondenti ai bisogni delle comunità.

Screening nutrizionale nelle escolinhas a Caia

Screening nutrizionale nelle escolinhas a Caia

Il progetto Escolinhas nasce nel 2003 con l’obiettivo di rispondere ai bisogni sociali ed educativi di bambini e bambine della comunità di Caia, in Mozambico. Attraverso piccoli centri prescolari comunitari, le escolinhas offrono attività di socializzazione, apprendimento della lingua portoghese, educazione igienico-sanitaria e un pasto caldo quotidiano, contribuendo al benessere e allo sviluppo dei bambini.

Il 7 e l’8 maggio si è svolto lo screening nutrizionale annuale nelle 4 escolinhas di Caia, un’attività fondamentale per monitorare la crescita dei bambini e individuare eventuali situazioni di malnutrizione che necessitano di attenzione e supporto. Il controllo è stato eseguito da il Serviços Distrital de Saúde Mulher Acção Social e i tecnici distrettuali dell’area salute.

Durante il controllo sono state effettuate diverse attività essenziali per la valutazione dello stato nutrizionale e il benessere dei bambini:

  • Misurazione del peso
  • Misurazione dell’altezza
  • Misurazione del perimetro branchiale
  • Somministrazione di vitamina A
  • Trattamento antiparassitario

Grazie a queste attività possiamo monitorare la crescita dei bambini, prevenire situazioni di rischio e garantire interventi tempestivi a favore della loro salute.

Imprenditorialità giovanile a Beira: aggiornamenti sul progetto Ocupamoz

Imprenditorialità giovanile a Beira: aggiornamenti sul progetto Ocupamoz

OCUPAMOZ: i primi mesi di attività a Beira

Nei primi mesi del 2026 il progetto OCUPAMOZ ha avviato numerose attività nella città di Beira con l’obiettivo di rafforzare l’occupabilità giovanile, la formazione professionale e il sostegno all’imprenditoria locale. Tra febbraio e maggio 2026 sono stati pubblicati i bandi per la selezione dei beneficiari attraverso la piattaforma MUVA, incubatore che offre percorsi professionalizzanti e di incubazione, con un focus sull’imprenditoria femminile, accompagnati da campagne territoriali di sensibilizzazione, incontri comunitari, attività social media e iniziative di mobilitazione locale. Per il 2026 il progetto prevede il coinvolgimento di circa 300 beneficiari nei percorsi formativi.

Formazione professionale

Sono stati avviati i primi due cicli del corso “Servente de Mesa e Soft Skills”, corso professionalizzante per diventare cameriere, che coinvolge complessivamente circa 80 partecipanti.

Le attività formative affrontano competenze trasversali fondamentali come: comunicazione efficace, leadership, customer care, teamwork, preparazione del curriculum vitae, preparazione ai colloqui di lavoro.

Parallelamente sono stati attivati moduli complementari di hard skills:

  • 30 ore di inglese professionale di base;
  • 30 ore di ICT base (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione);
  • 20 ore di alfabetizzazione finanziaria. 

Formazione specialistica

Sono inoltre partiti i percorsi specialistici nei settori:

  • ICT;
  • Business Management;
  • Trasporto e Logistica.

Per il 2026 sono previste due edizioni per ciascun percorso, con l’obiettivo di raggiungere circa 150 giovani altamente qualificati.

I corsi di Gestione Imprenditoriale e Trasporto e Logistica sono iniziati il 20 aprile 2026 e prevedono 64 ore di formazione distribuite in quattro mesi. Il corso ICT, anch’esso di 64 ore, è iniziato l’11 maggio 2026.

I curricula formativi sono stati sviluppati dall’Università di Coimbra e da SPI in collaborazione con il settore privato locale, attraverso focus group e incontri con imprese della città di Beira. 

Incubazione e accelerazione d’impresa

Sul fronte dell’imprenditoria locale sono stati avviati programmi di incubazione e accelerazione per startup e PMI.

Nel 2026 i due incubatori del progetto supporteranno complessivamente 8 idee imprenditoriali, con particolare attenzione all’imprenditoria femminile.

Parallelamente è stato lanciato il programma di accelerazione dedicato alle imprese ICT:

  • 12 imprese hanno presentato il proprio pitch davanti a una giuria tecnica;
  • 8 imprese sono state selezionate per un percorso di sei mesi di formazione specialistica e altre 8 verranno selezionate il prossimo anno;
  • le 3 migliori imprese accederanno successivamente a una fase avanzata di accelerazione finanziaria e a uno scambio imprenditoriale in Europa.

Networking e dialogo con il settore privato

Per rafforzare il collegamento tra formazione e mercato del lavoro, il progetto ha avviato attività di networking e dialogo con il settore privato attraverso cluster settoriali, Career Day ed eventi di networking. Il primo Career Day del progetto si è svolto il 15 maggio 2026, coinvolgendo più di 127 partecipanti e le 8 imprese accellerate, mentre il primo evento di networking è previsto per il 5 giugno 2026.

Collaborazione accademica

È stata inoltre avviata la collaborazione tra Universidade Zambeze e Universidade de Coimbra per la realizzazione di uno studio sull’occupazione giovanile e sull’inclusione lavorativa nella Provincia di Sofala, finalizzato ad analizzare il mercato del lavoro locale, le competenze richieste e le opportunità offerte dall’economia digitale e dai settori emergenti.

Ocupamoz è un progetto finanziato dal Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ed è realizzato dal CAM in collaborazione con Fondazione Aurora, Delta Informatica, Universidade Zambese, Associação Comercial da Beira, Associação para o Empoderamento da Rapariga, Universidade de Coimbra e Sociedade Portuguesa de Inovação.

L’obiettivo principale è promuovere uno sviluppo economico e sociale inclusivo della popolazione locale, garantendo un accesso equo alla formazione tecnico-professionale e sostegno per la creazione e il rafforzamento di iniziative imprenditoriali.
Per il raggiungimento di tale obiettivo, il progetto si concentra su tre ambiti fondamentali: la formazione di base per facilitare l’ingresso nel mercato di lavoro, l’aumento di manodopera qualificata attraverso corsi di specializzazione e il sostegno all’innovazione e imprenditoria locale con percorsi di incubazione e accelerazione.
La parità di genere e l’inclusione delle persone con disabilità costituiscono principi trasversali del progetto.

Formare per costruire alternative

Formare per costruire alternative

Siamo lieti di invitarvi ad un momento di racconto del progetto escolinhas che si terrà mercoledì 3 giugno alle 15, presso Oratorio S. Antonio (via S. Antonio 22 a Trento) e online.
Sarà una occasione per incontrare sostenitori, soci e volontari e presentarvi gli sviluppi del progetto che che da più di 20 anni accompagna la crescita di bambine e bambini di Caia. L’Aggiornamenti sarà a cura di Giovanna Luisa, Elisabetta Cavada Riz e Mariagrazia Pellegrin al loro rientro dalla missione di monitoraggio.

Raccomandiamo di dare conferma della partecipazione, in presenza o online, per avere il link e perché, sulla base delle persone previste, riconfermiamo il luogo oppure indichiamo una sala alternativa, poco distante.

Salute comunitaria: la testimonianza degli assistenti domiciliari

Salute comunitaria: la testimonianza degli assistenti domiciliari

Nel distretto di Caia l’accesso alle cure è spesso difficile, soprattutto per chi vive nelle comunità rurali più lontane dall’unico ospedale del distretto. Per questo il lavoro degli assistenti domiciliari diventa fondamentale. Nel nostro nuovo video Lúcia Abel Afonso e Rosa Xico Tomás raccontano la loro esperienza all’interno del programma degli assistenti domiciliari (Cuidados Domiciliarios), attivo dal 2007 per garantire assistenza sanitaria e supporto alle persone più fragili e alle loro famiglie. Ogni giorno operatori e volontari raggiungono anche i villaggi più isolati, spesso spostandosi in bicicletta, per assistere persone affette da malattie croniche, tubercolosi, AIDS, epilessia e malnutrizione. Offrono cure e sostegno, monitorano le situazioni più delicate e accompagnano i casi più gravi verso l’ospedale di Caia, creando un legame fondamentale tra la persona malata, la famiglia, la comunità e il sistema sanitario.