CAMmina con noi! Diventa socio

CAMmina con noi! Diventa socio

Dal 2020 è possibile associarsi al Consorzio Associazioni con il Mozambico!

Da poco più di un anno l’assemblea dei soci del CAM è cresciuta grazie all’adesione di decine di sostenitori, per rendere l’associazione più partecipata, più vissuta. Un supporto importante di tanti che, conoscendo l’impegno di quasi vent’anni anni in Mozambico e le sfide del cammino che continua, hanno deciso di dare il proprio supporto.

Diventando soci si potrà sostenere i progetti di cooperazione in Mozambico, condividere l’impegno per lo sviluppo umano e sostenibile, rafforzare il legame stretto che lega la comunità di Sofala con quella trentina e contribuire in prima persona allo sviluppo delle attività e delle strategie dell’Associazione.

 Diventare socio è molto facile:

 compila e firma il modulo con la richiesta all’Assemblea e consegnalo allo staff CAM o ad un membro del Consiglio Direttivo (clicca qui per il modulo da stampare e compilare a penna oppure compilare sul pc e stampare per la firma).

Dopo aver versato la quota associativa annuale per soci singoli di € 20 o di 100 € per gli enti (in contanti o attraverso bonifico bancario specificando nella causale quota associativa), ti verrà confermata l’accettazione e riceverai il materiale di …

BENVENUTO SOCIO!

Perché questo cambio di identità?

…perché in quasi 20 anni di percorso il CAM è cresciuto molto ed ha visto modificare la propria azione, inizialmente incentrata sul progetto di cooperazione comunitaria nel distretto di Caia, verso un impegno in Mozambico più ampio;

…per sostenere le attività del CAM ed allargare la partecipazione dei volontari nella vita associativa, confrontandosi anche sulle strategie generali e non più soltanto sulle singole attività;

…per far conoscere maggiormente l’associazione e le attività che promuove, coinvolgendo sempre più persone in una azione di cooperazione solidale.

Sei già socio e devi rinnovare l’adesione per il 2021? E’ sufficiente versare la quota associativa di 20 € tramite bonifico (specificando quota associativa 2021 e nome del socio nella causale), in contanti presso la sede oppure attraverso un volontario.

Mission POSSIBLE! Il viaggio in Mozambico di Gianpaolo e Silvia

Mission POSSIBLE! Il viaggio in Mozambico di Gianpaolo e Silvia

La partenza di Silvia e Gianpaolo per il Mozambico sembrava impossibile: l’inasprirsi dei contagi del Covid-19, la previsione di un nuovo ciclone in arrivo lasciavano presagire un rinvio del viaggio.

Tuttavia, l’urgenza di incontrare in Mozambico i partners di un nuovo progetto di cooperazione in ambito sanitario hanno portato al compimento di una missione di successo!

Pronto ad accogliere Silvia e Gianpaolo, c’era Bruno Comini, rappresentante paese di Medicus Mundi Italia .

Medicus Mundi é partner del CAM nel progetto che si intende avviare in ambito socio-sanitario allo scopo di promuovere la salute e migliorare l’assistenza sanitaria in sei distretti, tre dei quali a sud e tra la centro del Mozambico, nelle quali le ong operano.

I giorni successivi all’arrivo, Silvia e Gianpaolo, accompagnati da Elias e Rosa, responsabili dell’Associazione Mbaticoyane provenienti da Caia, sono stati ospiti di Medicus Mundi Italia (MMI) nella provincia di Inhambane.

Spiega Silvia che, nel fitto programma di visite ed incontri realizzati nel distretto di Inhambane, l’evento più coinvolgente è stato l’aver seguito una giornata tipo delle Brigadas Moveis, l’équipe del servizio sanitario che opera nelle comunità rurali più distanti dall’Unità Sanitaria. Essa vi porta i servizi sanitari primari: vaccinazioni e somministrazione di vitamine ed integratori a bambini e gestanti, controllo della crescita dei bambini, visite ostetriche alle gestanti, screening dell’infezione da HIV, e, quando possibile, individuazione e trattamento di tubercolosi polmonare e trattamento dell’infezione dell’HIV e di altre comuni patologie. E’ proprio il rafforzamento dell’attività delle brigadas Moveis uno degli obiettivi del progetto in elaborazione.

Continua Silvia, l’attenta organizzazione del lavoro e l’esperienza acquisita da MMI in 13 anni di lavoro sul campo, si riflettono nell’efficienza del personale – che si dimostra volenteroso di partecipare alle attività – e nell’alta partecipazione da parte della popolazione, che usufruisce dei servizi decentrati offerti. L’efficacia del programma è dimostrata dagli studi realizzati sul campo e dal monitoraggio continuo effettuato ad ogni uscita, che comprovano come il lavoro svolto contribuisca in maniera significativa al raggiungimento degli obbiettivi provinciali di salute.

Il viaggio, proseguito poi nella provincia di Sofala, ha permesso all’ing. Bruno Comini di conoscere le iniziative del CAM tra Beira, Caia, Morromeu e Cheringoma e di realizzare, anche qui, i previsti incontri con i responsabili locali al fine di individuare i problemi prioritari, condividere gli obiettivi e definire le attività del progetto.

In occasione delle visite istituzionali agli Ospedali e Centri di salute dei tre distretti di Sofala, Giampaolo ha consegnato ai responsabili sanitari locali alcuni strumenti medici e alcune scatole di tamponi rapidi da utilizzare in caso di insorgenza di sintomi di Covid 19 nel personale sanitario. I reparti di neonatologia dei tre distretti hanno inoltre ricevuto berretti e calzini destinati ai neonati e prematuri, realizzati a maglia dalle signore della RSA S. Giuseppe di Roncegno Terme. Infatti i bambini nati prematuri sono vulnerabili e soffrono il freddo, correndo il pericolo di ammalarsi perfino in paesi caldi come il Mozambico.

A Caia, Silvia, Bruno e Gianpaolo hanno visitato con l’Associazione Madzi-Athu i recenti progetti realizzati insieme per la riabilitazione e manutenzione dei pozzi e le varie iniziative promosse dall’Associazione Mbaticoyane, partner locale del CAM. Tra queste l’assistenza domiciliare ai malati con malattie croniche e la promozione e prevenzione della salute comunitaria, che prevedono: educazione sanitaria e test per l’HIV presso il centro Mae Lamukene e presso la Casa da Saude, prevenzione della diffusione del Covid-19.

Nell’incontro con i membri dell’Associazione Mbaticoyane, si è avuto modo di apprezzare alte attività che gli associati realizzano nel proprio quotidiano: teatro, radio comunitaria, sostegno agli orfani, dimostrazioni culinarie per una corretta alimentazione, trasporto di malati gravi con le bici ambulanza, apertura agli studenti della biblioteca dell’Associazione.

Gianpaolo spiega che in seguito all’introduzione delle restrizioni dovute al COVID-19, lo scorso marzo 2020, le attività dei gruppi teatrali dell’Associazione Mbatycoiane (Mae para Mae e Jovens) sono state dirottate sulla prevenzione del COVID-19: il presidio di prevenzione sul posto di sosta al ponte del fiume Zambesi ne è un esempio, così come anche il supporto della stessa associazione all’ingresso dell’Ospedale di Caia, dove gli attivisti si occupano di misurare la febbre a chi deve effettuare l’accesso all’ospedale, assicurandosi di far rispettare le norme di igienizzazione e distanziamento personale.

Il viaggio si é concluso a Beira, dove il ciclone Eloise ha certamente provocato danni all’interno della città ma ha colpito soprattutto le aree rurali e le campagne che la circondano. Qui, a distanza di un paio di settimane, erano ancora visibili gli allagamenti. Nonostante questo, l’impressione generale è stata di un forte aumento della consapevolezza da parte della popolazione della portata catastrofica di questi eventi climatici ormai sempre più frequenti: molti cittadini si sono attrezzati per posizionare sacchi di sabbia e pietre sui tetti a scongiurare gli effetti del forte vento, limitando quindi in parte i danni alle strutture.

 

Nel ritornare in patria, Silvia e Gianpaolo hanno portato con sé la consapevolezza delle grandi necessità riscontrate, ma anche l’esperienza della volontà delle persone incontrate di farvi fronte e la speranza comune di condividere un cammino verso condizioni di salute migliori per tutti, ma soprattutto per chi ne ha più bisogno ed è privato dei mezzi per conquistarle.

 

Gianpaolo Rama ,Silvia Comper, Giovanna Luisa, Marika Sottile

 

 

Il CAM torna in missione!

Il CAM torna in missione!

A distanza di poco meno di un anno dall’ultima missione, intrapresa dal nostro Direttore Isacco Rama e dal nostro Presidente Paolo Rosatti, sabato scorso, 23 gennaio, nonostante le difficoltà dovute alle restrizioni Covid-19, Silvia Comper, ora responsabile per la progettazione e fundraising del CAM, e Gianpaolo Rama, medico e membro del Consiglio Direttivo CAM, sono partiti alla volta di Maputo. Obiettivo? Una missione su due Province (Sofala e Inhambane) che ha una duplice finalità: monitorare i progetti in corso e raccogliere informazioni e dati per future progettazioni sul nostro impegno nell’ambito della salute e molto altro.

Nella giornata di martedì, Silvia e il Dott. Rama sono stati raggiunti dal Sig. Elias Lanquene (Responsabile del settore sanitario del CAM) e da Rosa (Rappresentante del gruppo Mae Para Mae).  In questi giorni, infatti, il nostro team sarà a Maxixe, ospite di Medicus Mundi Italia (MMI) per visite istituzionali e di campo nella provincia di Inhambane finalizzate allo scambio di buone pratiche per future collaborazioni in campo sanitario. La missione continuerà poi a Beira per fare i conti con i danni lasciati dal passaggio del recente ciclone tropicale “Eloise” e per monitorare l’andamento del progetto “Limpamoz” sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, in partenariato con Progettomondo. Il viaggio terminerà nel nord della provincia di Sofala (in particolare a Caia, Marromeu e Inhaminga) dove Silvia, il Dott. Rama ed il Rappresentante Paese di MMI, Bruno Comini, saranno occupati in ulteriori visite istituzionali presso le Direzioni Distrettuali di Salute e faranno visita all’Associazione Mbaticoyane a Caia. Presto arriveranno testimonianze dirette del loro impegno!

Nel frattempo, non ci resta che augurare un buon lavoro al team!

Sofia Rinaldi

 

Il Trentino in Mozambico: un cammino che continua – incontro online

Il Trentino in Mozambico: un cammino che continua – incontro online

Il Consorzio Associazioni con il Mozambico invita tutti i simpatizzanti, i volontari, i soci, i partner alla serata:

Il Trentino in Mozambico: un cammino che continua
I progetti, le persone, le sfide di questo 2020
Giovedì 10 dicembre alle 17.30

Dopo l’assemblea dei soci di ottobre, che è stata dedicata prevalentemente all’annualità 2019 e al relativo bilancio economico, vogliamo incontrare “virtualmente” tutti gli amici. Un occasione per raccontare questo 2020 difficile per tutto il mondo, le attività che il CAM sta portando avanti, le persone che vi sono impegnate, le principali sfide.

Programma dell’incontro (suscettibile di modifiche):

  • Il 2020 in 20 immagini
  • Il Consorzio Associazioni con il Mozambico si rinnova: nuovi soci, nuovi orizzonti di lavoro – Paolo Rosatti
  • Progetti, partenariati, prospettive: le nuove sfide del CAM – Isacco Rama
  • Una strategia per lo sviluppo del settore socio-sanitario, per una salute di comunità – Gianpaolo Rama
  • Investire sui giovani, servizi civili ed altre collaborazioni di formazione e crescita – Maddalena Parolin
  • Domande e dialogo con gli amici

Vi aspettiamo, collegandovi alla piattaforma Google Meet, all’indirizzo: https://meet.google.com/zvt-abjw-xhj

Per chi avesse bisogno di fare delle prove tecniche saremo disponibili online dalle 16.30 alle 17. Il numero di telefono di riferimento per supporto tecnico è quello di Marika Sottile: 351 835 3022.

Il CAM contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale!

Il CAM contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale!

Nei mesi di settembre e ottobre, numerosi membri dello staff di coordinamento del CAM in Italia ed in Mozambico hanno dedicato il loro tempo ad approfondire, attraverso corsi online o in presenza, una tematica molto delicata: quella della Prevenzione contro lo Sfruttamento ed Abuso Sessuale (PSEA è l’acronimo inglese). Che ci crediate o meno, nessun ambiente, lavorativo o quotidiano che sia, è totalmente esente dall’insorgere di illeciti di questo tipo: una corretta informazione è la prima arma di prevenzione.

Seguendo l’esempio delle grandi ONG internazionali, anche il CAM ha deciso di fare la propria parte e di impegnarsi al massimo per aumentare la consapevolezza dei propri dipendenti, collaboratori e beneficiari. Con il prezioso aiuto dello staff di UNICEF, è stato attivato un percorso che mira a formare ed informare sulla tematica gli operatori, i partner implementatori, i fornitori e tutti coloro che beneficiano direttamente ed indirettamente delle azioni dell’associazione. 

Con un lavoro di squadra multi-livello, il CAM si è inoltre dotato di due policy interne: una che delinea le norme e le linee guida adottate dal team a prevenzione, identificazione e condanna di soprusi sul lavoro; l’altra a tutela dei Whistleblower, ovvero tutti coloro che, in buona fede ed in via confidenziale, segnalano casi sospetti di sfruttamento e/o abuso sessuale. Infine, sono stati rafforzati o creati nuovi strumenti di comunicazione rivolti ad operatori e beneficiari (poster, contatti email e telefonici dedicati) per favorire eventuali processi di denuncia o segnalazione.

 

Talvolta, l’omertà non è frutto del poco coraggio, bensì di visioni culturali differenti o consuetudini consolidate che rendono questi atti “normali. Le formazioni sono state occasioni per aumentare la consapevolezza e per dimostrare che illeciti di questo tipo possono compromettere non solo l’integrità delle persone, ma anche i risultati ottenuti in questi anni grazie al duro lavoro del CAM.

In ultimo, ma non meno importante, si è cercato di convogliare il messaggio fondamentale che denunciare o segnalare un illecito, per quanto difficile, rimane senza alcun dubbio la soluzione migliore per preservare un sano ambiente lavorativo. Nel caso delle vittime di abuso o sfruttamento la denuncia non è soltanto una grande prova di coraggio, ma è anche un atto di grande resilienza personale e sociale.

Per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ci impegniamo a diffondere questa campagna di comunicazione internamente al CAM, convinti che la violenza si combatte ogni giorno a partire dai luoghi che frequentiamo abitualmente.

                                                                                           Sofia Rinaldi