Nuovi collaboratori a Caia e a Beira

Nuovi collaboratori a Caia e a Beira

L’equipe del CAM in Mozambico è sempre più dinamica! Negli ultimi mesi/settimane si sono aggiunti nuovi componenti che vi presentiamo qui e cui vogliamo dare il benvenuto augurando buon lavoro.

  • Luis Cipriano, area Water and Sanitation e assistente al coordinamento locale a Caia
  • Maria Inácia Cazonda, tecnica locale del Programma Limpamoz
  • Wilson Alberto Munguita Paulino, tecnico locale del Programma Limpamoz
  • Leonel Manjate, project manager del progetto UNDP in ambito di resilienza e sviluppo umano
  • Sofia Sola, area comunicazione del CAM Mozambico e del Programma Limpamoz
Attivati con il Consorzio Associazioni con il Mozambico: DIVENTA SOCIO!

Attivati con il Consorzio Associazioni con il Mozambico: DIVENTA SOCIO!

Come spiegato in precedenza qui, è possibile da quest’anno sostenere attivamente il CAM diventandone soci.

Diventare soci del CAM significa:

  • sostenere le attività in Mozambico, contribuire allo sviluppo umano e diventare parte di un network di cooperazione solidale.
  • contribuire allo sviluppo delle attività ma anche al miglioramento delle strategie generali dell’associazione.

Associandosi entro questo mese ci sarà inoltre la possibilità di voto nella prossima assemblea annuale, che si svolgerà nell’autunno del 2020!

Accogliere nuovi soci per il CAM è importante per rafforzare l’impegno in Mozambico oltre la provincia di Sofala, allargare la partecipazione a nuovi volontari e promuovere la solidarietà.

Ricordiamo che diventare soci è molto semplice: compila e firma il modulo con la richiesta all’Assemblea, invialo via mail o consegnalo allo staff CAM o ad un membro del consiglio direttivo.

Dopo aver versato la quota associativa per singoli soci di € 20 (in contanti o attraverso bonifico bancario specificando nella causale “quota associativa”), ti verrà confermata l’accettazione e riceverai il materiale di ..

BENVENUTO SOCIO!

SCARICA IL MODULO

 

 

Che SCUP! Vi presentiamo Marika e Sofia, nuove giovani in servizio presso la sede di Trento del CAM

Che SCUP! Vi presentiamo Marika e Sofia, nuove giovani in servizio presso la sede di Trento del CAM

Finalmente l’1 giugno hanno avuto inizio i due nuovi progetti di Servizio Civile Universale Provinciale presso la nostra sede di Trento con Marika Sottile e Sofia Rinaldi, dopo una fase di sospensione dovuta al covid-19. Marika e Sofia si sono formate entrambe nell’ambito della cooperazione internazionale, amano viaggiare e hanno deciso di svolgere quest’esperienza per conoscere questo mondo da un punto di vista professionale. Candidatasi alla terza edizione del progetto “Il Mozambico in Trentino: un’esperienza da vivere e comunicare”, Marika si occuperà di comunicazione e organizzazione di eventi, invece Sofia sarà la prima civilista del progetto “Avvicinamento al ciclo del progetto”, presentato per la prima volta quest’anno, e che, insieme al primo, ha ricevuto una valutazione molto positiva dall’ente del Servizio Civile Provinciale (SCUP).

Durante quest’anno, le due ragazze avranno la possibilità di conoscere il CAM, formarsi insieme ad esso su settori specifici d’intervento, approfondire aspetti generali del mondo del lavoro con l’ente SCUP, ma soprattutto avranno la possibilità di “mettersi al lavoro“ e di  “imparare facendo” con il supporto dell’intero staff del CAM. La situazione sanitaria attuale richiede che almeno per questa prima fase i progetti si svolgano metà in presenza e metà in modalità virtuale, come il resto delle attività dell’associazione. Speriamo di ritornare in ufficio tutti insieme molto presto! Nell’augurare un buon inizio a Marika e Sofia, cogliamo l’occasione per salutare e ringraziare Giacomo Toniolli, che ha terminato il suo servizio civile con noi un mese fa e che rimane attivo all’interno dell’associazione come volontario dell’area di comunicazione.

Maggio 2020 e i lavoratori del CAM

Maggio 2020 e i lavoratori del CAM

Il 1 maggio, festa dei lavoratori, è una data molto sentita da tanti mozambicani, in particolare tra chi lavora in un ente pubblico o privato. La maggior parte della popolazione vive di agricoltura di sussistenza lavorando piccoli appezzamenti di terreno a conduzione familiare. Nelle città e nelle zone rurali molte persone non hanno un impiego regolare e lavorano saltuariamente venendo a costituire un ampio settore informale all’interno dell’economia del paese. Nonostante ciò, il primo maggio si trasforma in un grande “carnevale” con sfilate e caroselli in tutto il paese, dalla capitale Maputo fino alle cittadine rurali, come Caia. Numerose aziende, organizzazioni, istituzioni ed enti sfilano ordinatamente per le strade delle città, sfoggiando nuove magliette con il nome e il logo del datore di lavoro, in qualche caso nuovi automezzi o motociclette. Spesso è anche l’occasione per fornire ai lavoratori del materiale di lavoro. E’ un momento di festa collettiva, di musica e di creatività: molti allestiscono dei carri allegorici su cui sfilare dove vengono riprodotte delle scene di lavoro. Ma è anche il momento per avanzare qualche rivendicazione sindacale, spesso espressa attraverso degli striscioni. E’ anche una giornata di convivialità, molto importante per fare squadra: dopo la sfilata, in genere il datore di lavoro organizza un pranzo o uno spuntino, e spesso si finisce tutti assieme a balalre.

Purtroppo quest’anno a causa dello stato di emergenza per l’epidemia del virus Covid-19 dichiarato a fine marzo, e delle dalle restrizioni agli assembramenti per contrastarel’epidemia, questo momento di festa collettiva non si è potuto celebrare.

In questo mese di maggio il CAM vuole comunque ricordare e ringraziare gli oltre 80 collaboratori mozambicani (che includono gli assistenti domiciliari, da quest’anno formalmente inquadrati direttamente con l’associazione Mbaticoyane).

Un ricordo speciale va a Manuel José Tomo e Joaquim Vasco Sacatucua, storici guardiani presso le strutture di Caia, che hanno perso la vita a fine 2019: è sempre doloroso confrontarsi con la realtà di un paese nel quale l’aspettativa di vita è di 59 anni, 24 meno che in Italia.

Un grande OBRIGADO, ESTAMOS JUNTOS!

Microfinanza, diritti economici e cambiamento sociale

Microfinanza, diritti economici e cambiamento sociale

Marianna Malpaga si è laureata il 26 marzo 2020 in “Human Rights and Multi-Level Governance” all’Università degli Studi di Padova, la sua tesi si concentra sul progetto microcredito portato avanti dal CAM in Mozambico, che Marianna ha studiato con un periodo di stage negli uffici di Trento. In questo articolo le abbiamo chiesto di sintetizzare i temi trattati e le conclusioni.
A lei va il nostro grazie e le congratulazioni per l’eccellente lavoro!

A settembre dello scorso anno ho iniziato il mio progetto di stage e ricerca tesi nella sede di Trento del CAM.
In quanto studentessa di “Human Rights and Multi-Level Governance” all’Università degli Studi di Padova, il mio interesse verso la cooperazione internazionale – e verso la microfinanza in particolare, tema che ho approfondito nella mia tesi – nasce da una domanda: i diritti umani sono solo pura teoria, oppure, com’è auspicabile, possono trovare applicazione? Può la microfinanza concorrere allo sviluppo dei diritti umani, in particolare di quelli economici e sociali?
Durante il mio stage al CAM, ho analizzato il lavoro degli uffici del microcredito di Caia e Marromeu, attivi rispettivamente dal 2005 e dalla fine del 2011, tramite lo studio dei report trimestrali e annuali. La mia analisi si è anche in parte concentrata sul lavoro della Caixa Financeira de Caia, che ha aperto i battenti a Sena nel 2010, e che costituisce un esempio di microfinanza.

Microcredito e microfinanza sono due termini che vengono spesso confusi, ma che non descrivono lo stesso servizio: il microcredito, e cioè la concessione di prestiti di piccole dimensioni, rappresenta solo una parte della microfinanza, che comprende anche altri servizi finanziari, quali risparmio, assicurazione e trasferimento di denaro.

Perché il caso del Mozambico è interessante
Come ha sottolineato lo “Human Development Report” del 2019, il Mozambico è ancora oggi uno dei Paesi più poveri al mondo: nel 2018 si classificava 180° su 188 Paesi per il suo livello di sviluppo umano, una misura che aggrega i dati relativi all’aspettativa di vita, al livello di educazione e agli standard di vita.
Concorrono a questa situazione di povertà le costanti tensioni tra FRELIMO, il partito marxista al governo sin dall’indipendenza del Mozambico, e RENAMO, il suo storico avversario; gli attacchi terroristici che, dal 2017, sono perpetrati nel nord del Paese da gruppi del terrorismo islamico non ancora chiaramente identificati; la scoperta, nel 2012, di riserve di gas e carbone nel Paese, che hanno attratto investitori esteri; e, infine, il ciclone Idai, che nel marzo del 2019 ha duramente colpito la città di Beira e le zone limitrofe.

Diritti umani, obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e microfinanza
È il professore bengalese Muhammad Yunus con la sua “Grameen Bank” che ha lanciato, a partire dagli anni ’80, l’idea che la microfinanza possa essere un approccio allo sviluppo economico locale.
Yunus ha più volte sostenuto che esiste un diritto umano alla microfinanza. Quest’idea è stata però contestata da più di uno studioso di microfinanza: che istituzione, pubblica o privata, dovrebbe assicurare il diritto al credito? Quale corte, nazionale o internazionale, dovrebbe poi giudicare in caso di una violazione di tale diritto? La microfinanza è quindi vista più come uno strumento che aiuta a sviluppare i diritti umani che un diritto umano in sé.
La sua importanza è andata via via crescendo, sino al momento in cui, nel 2000, la microfinanza è stata incorporata negli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite, divenuti poi, nel 2015, gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Primo degli OSS è “eliminare la povertà in tutte le sue forme dappertutto”: qui s’inserisce il compito della microfinanza, come attestato nel punto 4 di quest’obiettivo di sviluppo sostenibile – e come sottolineato nel 2005 attraverso la promozione, da parte delle Nazioni Unite, di un anno dedicato al microcredito.

National Financial Inclusion Strategy (2016-2022)
Per adempiere a quanto stabilito nell’OSS 1 delle Nazioni Unite, è chiaro, è necessario estendere la rete dei servizi finanziari ad ogni cittadino e cittadina. L’esclusione finanziaria, infatti, ha dei risvolti che vanno a pesare anche sull’esclusione sociale della persona.
La microfinanza può facilitare questo compito. Ciononostante, essa incontra delle difficoltà, specialmente nell’Africa Sub-Sahariana, dove il suo sviluppo è recente e non capillare. Anche in Sud Africa, il Paese più evoluto di tutto il continente africano, solo la metà della popolazione ha accesso ai servizi finanziari.
In Mozambico la microfinanza si è sviluppata solo dopo il 1992, e quindi a seguito degli accordi di pace di Roma, che posero fine alla quasi ventennale guerra civile, tramite il lavoro dell’ong CARE International.
Nel 2015, il governo mozambicano ha redatto la “National Financial Inclusion Strategy”, valida per il periodo 2016-2022. Gli obiettivi della strategia sono: primo, espandere i servizi e i prodotti finanziari; secondo, aumentare l’uso di questi servizi e prodotti, incoraggiando l’apertura di nuovi conti bancari; e, infine, terzo, aumentare il livello di alfabetizzazione finanziaria dei clienti dei servizi finanziari. L’inclusione finanziaria viene qui descritta come “il processo di presa di coscienza, accesso e utilizzo effettivo dei prodotti e dei servizi finanziari offerti dalle istituzioni regolamentate a tutta la popolazione mozambicana, che contribuiscono a migliorare la qualità della loro vita e il welfare sociale”.
Una difficoltà con la quale il programma d’inclusione finanziaria in Mozambico deve confrontarsi è data dal fatto che il 35% delle filiali bancarie si trova solo nella capitale Maputo – mentre la maggior parte della popolazione mozambicana abita nelle zone rurali. In più, i prodotti finanziari sono pensati per i lavoratori salariati, che in Mozambico rappresentano solo il 5% dei lavoratori, i quali lavorano perlopiù in ambito agricolo.

Il settore microcredito del CAM
Il CAM ha iniziato a lavorare nell’ambito del microcredito nel 2005, quando ha aperto il primo ufficio a Caia, dove prima non era presente nessun servizio finanziario.
Due ong avevano provato, prima del CAM, ad aprire un ufficio di microcredito: entrambi i tentativi erano falliti. “Tra le ragioni di questi fallimenti, una non secondaria risiedeva nel fatto che l’ufficio centrale di questi progetti era stato stabilito a Beira e non sul posto. Un’altra ragione era la mancanza di formazione delle persone che avevano ricevuto il prestito; senza un momento di spiegazione precedente, quindi, queste persone non avevano capito il concetto di dover restituire il denaro concesso loro”, spiega Andrea Patton, responsabile del settore microcredito del CAM.
A fine 2011, un anno dopo l’apertura della Caixa Financeira de Caia a Sena, il CAM ha deciso di aprire un altro ufficio di microcredito in un distretto vicino, a Marromeu, grazie ai fondi concessi dal programma PADDEL (Programma di Sostegno al Decentramento e allo Sviluppo Economico Locale), promosso dalla Cooperazione Italiana in Mozambico in collaborazione col governo della Provincia di Sofala.

Le caratteristiche principali del lavoro del CAM nell’ambito del microcredito sono:
• La scelta di finanziare un elevato numero di progetti attraverso piccoli prestiti, che si aggirano solitamente sui 250-300 euro. In questo modo, anche le persone più povere possono beneficiare di un prestito; al tempo stesso, però, aumentando il numero di prestiti (e quindi le transazioni finanziarie), aumentano i costi operativi fissi della gestione del microcredito.
• L’approccio locale: ogni mese, i responsabili del microcredito visitano i beneficiari, verificando il buon andamento della loro attività. I prestiti che il CAM concede, infatti, si concentrano perlopiù nei settori del commercio (a Marromeu) e delle costruzioni (a Caia). Sono pochi, invece, i prestiti concessi per il consumo, rivolti soprattutto all’acquisto di beni necessari per lo sviluppo di un’attività (ad esempio, un frigorifero da usare per un’attività di ristorazione).
• Le persone che chiedono un prestito per la prima volta ricevono due corsi di formazione, uno sulla contabilità e uno sulla gestione del denaro.
• Vengono effettuate delle proiezioni economiche trimestrali per analizzare dove, nei mesi successivi, concentrare maggiormente la concessione dei prestiti.
• Dal 2009, è un team locale ad occuparsi della gestione del microcredito.
• Secondo un’analisi della fondazione “Punto Sud” di Milano, i prestiti concessi dal CAM attraverso il microcredito sono rivolti soprattutto agli uomini. Si parla di un rapporto uomini-donne 2,5:1. Ciononostante, analizzando i report, si può notare come, dal 2005 ad oggi, siano stati fatti progressi in merito alla parità di genere.

Conclusione
È importante sottolineare il fatto che il CAM è l’unica ong che lavora nell’ambito del microcredito nei distretti di Caia e Marromeu. In più, il microcredito s’inserisce in questo caso in un progetto più ampio di cooperazione comunitaria, basti solo pensare al fatto che parte dei guadagni ottenuti attraverso il microcredito vanno a sostenire i progetti delle escolinhas e delle cure domiciliari fornite dai cosiddetti cuidados.
Dal 2005 al 2018 il CAM ha concesso all’incirca 13.500 prestiti nei due uffici del microcredito. Le sofferenze dei crediti si fermano al 3.65%, confermando quello che è un trend in microfinanza: i poveri non sono meno degni di fiducia in ambito finanziario rispetto ai clienti usuali dei servizi finanziari.
Inoltre, fino al primo semestre del 2019, la Caixa Financeira de Caia ha aperto 1.917 conti bancari e concesso in una media 398 prestiti all’anno tra il 2014 e il 2017.
Forse è vero che il ruolo della microfinanza nel lungo termine, come sostengono molti studiosi della materia, non è ancora chiaro. Tuttavia si può affermare che, inserita in un contesto più ampio di sviluppo locale, anche la microfinanza è un tassello per la messa in pratica di quei diritti umani che, altrimenti, resterebbero solo su carta.

 

Operatività del CAM durante l’emergenza Covid-19

Operatività del CAM durante l’emergenza Covid-19

Gli uffici del CAM Trento rimangono chiusi durante tutto il periodo dell’emergenza Covid-19, pertanto invitiamo a non utilizzare il numero di telefono 0461-232401. Lo staff CAM lavora da casa ed è reperibile ai rispettivi indirizzi e-mail e numeri di telefono. Come sempre l’indirizzo mail generale per contattarci è cam@trentinomozambico.org.

Le attività in Mozambico stanno cominciando a riorganizzarsi per  la gestione dell’emergenza, in stretto contatto con il team del CUAMM Medici con l’Africa in Mozambico, l’ambasciata d’Italia in Mozambico, il Ministero della Salute e le direzioni di Salute di Sofala e di Caia. Oltre a rafforzare le attività di sensibilizzazione alle buone pratiche di igiene nelle comunità, attraverso gli assistenti sanitari e gli educatori delle escolinhas, si sta valutando la riorganizzazione delle attività con un piano di emergenza per i progetti nel distretto di Caia e nelle città di Beira e Nampula. Dal 23 marzo le escolinhas, come tutte le scuole, sono chiuse, ma il team sta lavorando per mantenere attiva una modalità di sostegno nutrizionale ai bambini, per i quali la merenda quotidiana offerta dalle escolinhas costituisce una integrazione dietetica a volte significativa.

Cresce infatti la preoccupazione su come il Mozambico, considerando le grandi difficoltà del fragile sistema sanitario e la forte diffusione di tubercolosi e HIV, riuscirà ad affrontare l’epidemia. Al momento ci sono solo pochissimi casi segnalati nel Paese, che però non è attrezzato per fare i tamponi per la ricerca del virus Covid-19.

#iorestoacasa ma #estamosjuntos