Una proposta progettuale in una prospettiva di resilienza: il quartiere Macuti a Beira

Una proposta progettuale in una prospettiva di resilienza: il quartiere Macuti a Beira

In questo articolo le studentesse Roberta Giusti e Susanna Ottaviani del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Trento hanno sintetizzato per noi la proposta progettuale realizzata nell’ambito del corso di Progettazione Integrata dell’Ambiente e degli Insediamenti tenuto dal professor Corrado Diamantini, all’interno del quale il CAM collabora dal 2017.

Obiettivo dell’esercitazione era proporre delle soluzioni alle criticità emerse a Beira in uno scenario di post emergenza conseguente al ciclone Idai. Oggetto dello studio, basato sui materiali e le informazioni per l’analisi di contesto fornite dal CAM, è il quartiere Macuti, uno dei più colpiti dai cicloni Idai ed Eloise.

La proposta, ancora embrionale, contiene alcune indicazioni interessanti che ci si augura vengano riprese da lavori successivi in modo da essere presentate alla Municipalità.

Il Mozambico è particolarmente sensibile ad eventi meteorici estremi, emblematici il ciclone Idai del marzo 2019 e il più recente ciclone Eloise. Sempre più spesso accade che i cicloni che si formano nell’Oceano Indiano entrino nel canale del Mozambico portando sulla lunga regione costiera pesanti e prolungate piogge, che riattivano le piane alluvionali createsi nel corso dei secoli dai nove grandi fiumi, tra cui lo Zambesi, che attraversano il Paese. La morfologia prettamente pianeggiante acuisce ulteriormente la vulnerabilità del territorio.

La città di Beira, in particolare, sorgendo in corrispondenza della foce del fiume Pungwe è stata duramente colpita dal ciclone Idai. Essa si estende su una zona costiera sabbiosa posizionata ad una quota altimetrica più elevata e su un entroterra costituito da terreno limo-argilloso che rende particolarmente difficoltoso il drenaggio dell’acqua.

 

IL QUARTIERE MACUTI

(Fonte: Beira Municipal Recovery and Resilience Plan)

L’esercitazione progettuale si è concentrata sul quartiere di Macuti a Beira, che dopo l’indipendenza del Mozambico ha conosciuto una notevole crescita demografica, la quale, tuttavia, non si è tradotta in un equilibrato sviluppo delle infrastrutture. Accanto all’impianto coloniale portoghese, infatti, si sono creati in maniera non pianificata diversi insediamenti spontanei detti comunemente informali. Se l’impianto urbanistico originale è costituito da un reticolo stradale geometrico, da edifici in muratura serviti da rete acquedottistica e fognaria, i quartieri informali appaiono ben differenti. La parte spontanea del quartiere in particolare, frutto di un processo di densificazione incontrollata che volge alla completa saturazione del suolo, presenta abitazioni costruite con materiali di risulta ed è completamente sprovvista di servizi così come di infrastrutture. La viabilità è diretta conseguenza di una distribuzione non pianificata delle costruzioni e pertanto subisce continue modifiche. Le strade sono sconnesse e impraticabili da mezzi pesanti atti a servizi di emergenza e alla raccolta dei rifiuti, i quali comunemente vengono scaricati nei canali di drenaggio ostruendoli. La rete di allontanamento delle acque meteoriche di Macuti è costituita da un canale principale, che separa l’insediamento informale dal quartiere di Chota, posto subito a nord, e da due secondari che vi confluiscono. L’intero sistema di drenaggio inoltre risente di forte stress quando il livello dell’oceano sale, impossibilitando lo scarico delle acque raccolte. Ciò comporta allagamenti e ristagni, conseguenti a piogge prolungate, che uniti alla mancanza di una rete fognaria favoriscono la diffusione di malattie.

   

LE PROPOSTE

E’ in questo contesto che sono state proposte delle soluzioni basate sul principio di resilienza capaci insieme di incrementare la capacità di contenimento e deflusso delle acque e di avviare il miglioramento delle condizioni economiche e sociali del quartiere informale, a partire dalla creazione di un asse di collegamento nord-sud tra il quartiere di Chota e la parte formale di Macuti. Vista l’alta densità di edifici, la mancanza di servizi e di aree verdi, si è individuata anche la necessità di creare degli spazi pubblici multifunzionali per facilitare la socialità. A tal proposito un ruolo centrale è stato ricoperto dalle infrastrutture verdi.

Aree d’interesse

Il primo luogo d’intervento, è la zona ai lati del canale principale e di quelli secondari, nella quale si propone la collocazione di una zona dedicata ai servizi. Al suo interno si snoda una percorso ciclabile che prosegue costeggiando i lati del canale principale. L’intera superficie sarà in prospettiva coperta da vegetazione. La presenza di alberi permette di creare zone ombreggiate che diventano luoghi di aggregazione, inoltre regola l’umidità al suolo, mitiga le ondate di calore e fornisce uno schermo all’inquinamento acustico. La realizzazione del percorso ciclabile lungo il canale interviene concomitantemente alla riqualificazione degli argini, per sgombrarli dai rifiuti e dagli arbusti che ostacolano il deflusso dell’acqua causando allagamenti.

Poiché la zona è soggetta a lunghi periodi di ristagno dell’acqua, accanto ai canali si sono predisposte delle grandi vasche di raccolta dell’acqua, il cui duplice obiettivo è di mitigare gli effetti delle piene e conseguentemente di limitare, oltre che i danni alle abitazioni, anche la proliferazione di agenti patogeni. Le aree individuate per la collocazione delle vasche sono attualmente zone degradate poste in leggera depressione, in cui vengono accumulati i rifiuti. Si prevedono pertanto dei punti di raccolta di tali rifiuti. Le vasche di raccolta dell’acqua poste nell’area verde di progetto e nelle zone limitrofe assumono la forma di canali comunicanti di ridotte dimensioni che in periodi piovosi possono essere attraversati da semplici camminamenti. Vasche e canali diventano occasione per la piantumazione di alberi in modo tale da trasformare un’area di maggior degrado in uno spazio frequentabile.

La seconda area d’intervento, che si trova in una posizione centrale all’ interno dell’area informale, prevede l‘inserimento di un mercato. Attualmente gli unici servizi commerciali sono collocati nella zona formale e pertanto sono poco accessibili ai residenti dell’insediamento spontaneo. In questo scenario si ritiene essenziale promuovere lo street trade, garantendogli uno spazio adeguato e stabile. Sono frequenti infatti le dinamiche di privatizzazione dello spazio pubblico il quale viene sottratto al commercio informale. Quest’ultimo è tuttavia una risorsa economica importante, non solo per l’offerta di lavoro, ma soprattutto per la vasta quantità di beni e servizi a basso costo che vi si trovano. Per la costruzione del mercato si prevede una struttura in muratura con pavimentazione rialzata e dotata di copertura. Al suo interno si collocano diversi stand mentre all’esterno si prevedono punti per la raccolta dei rifiuti e un’area adibita a parcheggio. Allo scopo di favorire la socialità anche in quest’area è previsto l’inserimento di zone alberate.

Come ultimo intervento si propone la creazione di un’area multifunzionale. Come per il primo intervento, questa nasce dalla necessità di creare uno spazio di condivisione, che possa servire i residenti dell’area ed essere anche un’attrattiva per gli abitanti della zona formale del quartiere. All’interno dell’area si collocano una zona attrezzata comprensiva di un campo da calcio, una zona per il commercio e un’altra per l’aggregazione. L’intera superficie alberata inoltre è attraversata da un percorso ciclabile.

Aree d’intervento

Si specifica che trattandosi di un’esercitazione, questa manca di un tratto essenziale della progettazione urbanistica, ovvero del confronto con la popolazione. Un approccio partecipativo permetterebbe di individuare con maggiore precisione le necessità legate al contesto, ma soprattutto innescherebbe delle dinamiche di coinvolgimento degli abitanti, considerate essenziali nelle fasi attuative dei progetti così come per la manutenzione futura delle opere proposte. Le idee emerse vogliono essere un punto di partenza e di riflessione per approfondimenti futuri che abbiano come obiettivo condiviso il miglioramento della sicurezza e delle condizioni di vita della popolazione di questo quartiere, pur mantenendone i tratti caratteristici che lo contraddistinguono.

Roberta Giusti e Susanna Ottaviani
Trento, gennaio 2021

Il Trentino in Mozambico: un cammino che continua – incontro online

Il Trentino in Mozambico: un cammino che continua – incontro online

Il Consorzio Associazioni con il Mozambico invita tutti i simpatizzanti, i volontari, i soci, i partner alla serata:

Il Trentino in Mozambico: un cammino che continua
I progetti, le persone, le sfide di questo 2020
Giovedì 10 dicembre alle 17.30

Dopo l’assemblea dei soci di ottobre, che è stata dedicata prevalentemente all’annualità 2019 e al relativo bilancio economico, vogliamo incontrare “virtualmente” tutti gli amici. Un occasione per raccontare questo 2020 difficile per tutto il mondo, le attività che il CAM sta portando avanti, le persone che vi sono impegnate, le principali sfide.

Programma dell’incontro (suscettibile di modifiche):

  • Il 2020 in 20 immagini
  • Il Consorzio Associazioni con il Mozambico si rinnova: nuovi soci, nuovi orizzonti di lavoro – Paolo Rosatti
  • Progetti, partenariati, prospettive: le nuove sfide del CAM – Isacco Rama
  • Una strategia per lo sviluppo del settore socio-sanitario, per una salute di comunità – Gianpaolo Rama
  • Investire sui giovani, servizi civili ed altre collaborazioni di formazione e crescita – Maddalena Parolin
  • Domande e dialogo con gli amici

Vi aspettiamo, collegandovi alla piattaforma Google Meet, all’indirizzo: https://meet.google.com/zvt-abjw-xhj

Per chi avesse bisogno di fare delle prove tecniche saremo disponibili online dalle 16.30 alle 17. Il numero di telefono di riferimento per supporto tecnico è quello di Marika Sottile: 351 835 3022.

Newsletter 100! Un sondaggio ed un premio ad estrazione

Newsletter 100! Un sondaggio ed un premio ad estrazione

Oggi è uscito il numero 100 della nostra newsletter mensile! Ci piacerebbe sapere se questo strumento di comunicazione vi piace e come possiamo utilizzarlo ancora meglio. E ci piacerebbe che sempre più persone la ricevessero e la leggessero.

Per questo abbiamo pensato ad un sondaggio di gradimento e ad una campagna di raccolta nuove iscrizioni: tra chi avrà compilato il sondaggio e tra tutti i nuovi iscritti a partire da oggi verrà estratta a sorte, in occasione dell’assemblea di fine ottobre, una bellissima capulana!

Sei già iscritto? Compila il sondaggio!
Non sei iscritto? Fallo a questo link!

Vuoi rivedere gli ultimi numeri? Ecco l’elenco!

 

100 – Newsletter Settembre 2020 – Newsletter 100! Un sondaggio e un premio ad estrazione – Servizio Civile Garanzia Giovani 2020: aperte le candidature! – Le attività del CAM a Caia ai tempi del coronavirus – aggiornamento – Grazie agli amici della sCAMpagnata solidale! – Benvenuti a Vila de Caia! Una visita virtuale in un giorno speciale! – Bemvindos nel CAM!

99 – Newsletter Agosto 2020 – Dieci anni della Caixa Financeira de Caia – Rafforzamento delle Mães Cuidadoras in Mozambico – per un’educazione più inclusiva e di qualità – L’Escolinha DAF è stata ristrutturata ed è pronta! – Il Parco delle Infrastrutture Verdi Urbane nella Città di Beira

98 – Newsletter Luglio 2020 – CAM e UNDP: insieme per la resilienza delle comunità – Inaugurato il nuovo ufficio del Dipartimento Municipale di Gestione Urbana di Beira – #InsiemeaCaia – volti che hanno fatto la storia del CAM – Nuovi collaboratori a Caia e a Beira –

97 – Newsletter Giugno 2020 – Che SCUP! Vi presentiamo Marika e Sofia, nuove giovani in servizio presso la sede di Trento del CAM – Educare per cooperare: una amicizia tra Lecce, Caia e Trento – Escolinhas – monitoraggio di salute per i bambini seguiti con il sostegno nutrizionale – Mbaticoyane sbarca su Facebook – Attivati con il Consorzio Associazioni con il Mozambico: DIVENTA SOCIO!

96 – Newsletter Maggio 2020 – Maggio 2020 e i lavoratori del CAM – Covid-19: aggiornamenti dal Mozambico – Microcredito – al via lo sportello di Inhaminga – Lavori in corso all’escolinha: uno sguardo in cantiere

95 – Newsletter Aprile 2020 – CAM, distretto e Madzi-Athu al lavoro per la manutenzione dei pozzi – Salute comunitaria – il nostro impegno nel 2019 – Escolinhas 2019 – il racconto di un anno – Microfinanza, diritti economici e cambiamento sociale – Tutti in campo per la prevenzione

93 – Newsletter Marzo 2020 – Operatività del CAM durante l’emergenza Covid-19 – Un Piano per chi nel Sud del mondo non scappa davanti al coronavirus – Rientro, Libertà e Salute – Beira ad un anno dal ciclone Idai – Inaugurazione LIMPAMOZ a Beira

92 – Newsletter Febbraio 2020 – Nuovi progetti SCUP 2020 – Nuova campagna soci 2020 – Profit for no profit – parte il progetto SIRSU

91 – Newsletter Gennaio 2020 – Al via Limpamoz, un programma che unisce l’Italia e il Mozambico nell’ambito della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani – Candidature per percorsi di tesi, stage, tirocini e volontariato – La marcia “Restiamo Umani” in supporto alla popolazione colpita da Idai – Parliamo di microcredito! Incontro con Andrea Patton – Storie di agricoltura familiare – Iscrizioni aperte agli asili di Caia

90 – Newsletter Dicembre 2019 – Festa di ERRE e concerto Ostello California – La forza comunicativa e relazionale del teatro comunitario – Dossier Ciclone Idai – Nuova edizione della Carta di Trento – crisi climatica

89 – Newsletter Novembre 2019 – Altreterre in concerto per il Mozambico – Adotta un’escolinha! – Un anno all’escolinha Miriam – Donne per la salute ed i diritti

Grazie agli amici della sCAMpagnata solidale!

Grazie agli amici della sCAMpagnata solidale!

Un GRAZIE di cuore a tutti gli amici che sabato 19 settembre hanno partecipato alla sCAMpagnata solidale!

Lo staff del CAM è stato felice di rivedervi, conoscere nuovi amici e raccontare le ultime novità del Mozambico. Organizzare un evento in un momento così complesso come quello che stiamo vivendo non è facile. Ma voi avete partecipato in gran numero e questo per noi è stato prezioso.

Le vostre donazioni saranno impiegate a supporto delle attività portate avanti quest’anno a Caia dagli educatori e dai volontari di Mbaticoyane per la prevenzione del Covid-19. Vi ringraziamo anche per questo gesto che ci ha espresso tutta la vostra vicinanza.

Vi lasciamo di seguito le foto ricordo di questa giornata. A presto!