Missione di settembre di Isacco Rama

Missione di settembre di Isacco Rama

Il nostro direttore, Isacco Rama, è recentemente tornato dal Mozambico dopo due settimane trascorse con i nostri collaboratori in missione di monitoraggio. Il fitto itinerario che lo ha portato a Maputo, Caia e Beira, lo ha visto impegnato in numerosi incontri con partner, autorità locali e collaboratori diretti del CAM.

La capitale Maputo è stata la prima tappa. Molti gli appuntamenti in città. Il primo si è svolto alla DINAB, la Direzione Nazionale dell’Ambiente del MITADER (il Ministero di Terra, Ambiente e Sviluppo Economico Rurale) per fare il punto sulle progettualità in corso nell’ambito dei Rifiuti Solido Urbani e condividere i contenuti delle nuove progettualità. Un incontro importante per continuare il lavoro svolto fino ad ora nel settore ambientale a Beira e Nampula. A Maputo, Isacco ha incontrato GAPI – nostro partner alla Caixa Financeira de Caia (CFC) per confrontarsi sulle scelte strategiche del prossimo futuro della banca, ad oggi uno dei progetti più di successo del CAM. L’ultimo degli incontri previsti a Maputo nella prima settimana è stato con i rappresentanti di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) con cui si è discusso del nuovo progetto inerente la gestione dei rifiuti solidi urbani (LimpaMOSMOçambique) in partenariato con ProgettoMondo MLAL. Un progetto che intende continuare ed integrare le attività, finanziate sempre da AICS, poste in essere durante l’emergenza post Idai, che ha tenuto occupata l’equipe di Beira negli ultimi mesi.

Conclusi gli incontri nella capitale Isacco si è spostato a nord, direzione Beira, Caia e Nampula. Qui è stato ricevuto dai team locali CAM con cui si è intrattenuto per fare un resoconto degli ultimi mesi di attività, programmare i mesi prossimi e visitare le novità di Caia, come la Matchessa Mãe Lamukane inaugurata da poco dal gruppo Mbaticoyane.

Infine gli ultimi giorni di permanenza in Mozambico sono stati forse i più impegnativi. A Beira, oltre che la partecipazione all’Assemblea della Caixa Financeira de Caia, si sono svolti gli incontri con i rappresentanti di UNICEF e di UNDP, importanti enti internazionali con cui il CAM ha collaborato efficacemente durante l’emergenza Idai. Da questi incontri si cercherà di fare proseguire la collaborazione fino ad ora molto positiva.

Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

In seguito al passaggio di Idai, il CAM è subito intervenuto per contrastare l’emergenza e ripristinare i servizi, anche in collaborazione con diversi operatori internazionali. I nostri collaboratori hanno potuto intervenire tempestivamente ed in maniera efficace anche grazie alle numerose donazioni ricevute, che ci hanno permesso di reagire prontamente all’emergenza e progettare gli interventi di ricostruzione. Ecco come sono stati utilizzati i  41,258 € raccolti!

  • Interventi di ripristino del sistema fognario e del sistema d’approvigionamento idrico dell’unità sanitaria del quartiere di Chingussura  (38%)
  • sanificazione dell’acqua dei pozzi per contrastare la diffusione del colera (6%)
  • manutenzione e disinfezione di diverse scuole usate come campi emergenza dagli sfollati (6%)
  • supporto ed assistenza domiciliare nella zona di Caia (20%)
  • avvio del ripristino dell’inceneritore dell’ospedale di Beira, per permettere l’eliminazione dei rifiuti sanitari (6%)
  • fornitura di pasti ed attrezzatura da lavoro per i volontari che hanno partecipato al ripristino delle infrastrutture cittadine (18%)
  • sopralluoghi e progettazione dei nuovi interventi (6%)

Alcune delle attività avviate nei primi due mesi proseguiranno nella seconda parte dell’anno. Grazie all’impegno dei nostri collaboratori a Beira, è stato possibile attivare finanziamenti da enti ed agenzie internazionali quali AICS, UNICEF ed UNDP per il sostegno alla ricostruzione. Nei prossimi mesi il CAM sarà impegnato  nel ripristino della discarica di Beira, con un finanziamento del Programma delle Nazioni Unite per lo Svluppo. Ci auspichiamo inoltre di intervenire con maggiore impegno nel ripristino della deposizione controllata dei rifiuti solidi ospedalieri.

Negli ultimi mesi i fondi raccolti ci hanno permesso di raggiungere, attraverso i vari interventi, oltre 50.000 persone. Ringraziamo tutti coloro che credono nell’associazione e ci sostengono!

Escolinhas: facciamo il punto

Escolinhas: facciamo il punto

Da 16 anni le quattro escolinhas di Caia lavorano per facilitare lo sviluppo di competenze di base dei bambini in previsione dell’ingresso alle elementari e per fornire loro un luogo in cui confrontarsi con i coetanei e vivere nuove esperienze. In questo articolo vogliamo raccontarvi come procede il progetto e quali sono le attività più rilevanti dell’ultimo anno.

Questa attività è di fondamentale importanza in quanto incentrata sulla creazione di una base solida  per i bambini orfani e/o appartenenti a categorie svantaggiate, la quale contribuisce ad abbassare il tasso d’abbandono scolastico. I quattro nuclei (Lar dos Sonhos, DAF, Miriam, Kukomerua) promuovono per tutti il diritto allo studio, rendendosi allo stesso tempo mezzo di promozione sociale per l’intera comunità nella quale sono inserite.

L’obiettivo di raggiungere una migliore scolarizzazione si concretizza attraverso l’esercizio della lingua natia, un’introduzione precoce al portoghese e alla matematica. Ricoprono un ruolo rilevante anche gli interventi volti all’insegnamento di buone pratiche igieniche e di comportamento.

Nel corso del precedente anno scolastico il numero di iscritti è stato di 703 bambini di un’età compresa dai 3 ai 5 anni, 186 dei quali hanno concluso il proprio percorso ed hanno in seguito iniziato la scuola primaria. Per fornire questo servizio hanno collaborato con il CAM un totale di 19 dipendenti: 9 educatori, un coordinatore, un responsabile amministrativo, un inserviente e 6 guardie.

Gli educatori

Nel corso del 2018, i 9 educatori anno avuto l’occasione di prendere parte e dei corsi di aggiornamento che hanno permesso loro di migliorare la propria preparazione ed approfondire tematiche che sono state in seguito riproposte ai bambini. Ad esempio, si è parlato di riciclaggio, nutrizione e igiene personale.

Il ruolo delle famiglie

Secondo i dati raccolti dal responsabile delle escolinhas nel report generale dell’anno 2018, i genitori si sono dimostrati essere particolarmente impegnati nel sostenere l’istruzione dei propri figli, sia a livello economico, sia donando alle escolinhas prodotti come carbone, farina di mais, patate e manioca, con un contributo totale pari a 42.180 mt (quasi 600€).
Una novità introdotta nel corso del 2018 è stata la formazione dei genitori, attività inserita nel progetto Educa Moz. Nel corso di cinque incontri, i genitori hanno approfondito tematiche come la violenza e l’abuso su minori, l’apprendimento nell’infanzia e tecniche di confronto con i bambini.

Lo screening nutrizionale

Nel corso del 2018 il 97,5% dei bambini iscritti alle escolinhas sono stati sottoposti ad uno screening nutrizionale, con lo scopo di valutare il loro stato di salute ed eventualmente intervenire nei casi di bisogno. Fra tutti, due bambini sono risultati essere malnutriti, ed hanno ricevuto un monitoraggio maggiore nel corso dell’anno, che ha previsto anche degli incontri con la famiglia.

Orti didattici

Gli orti didattici presenti nei giardini delle escolinhas hanno avuto particolare successo. Come riportato dal volontario Davide Agostini, “L’orticoltura didattica vuole rendere partecipi i bambini del significato dell’agricoltura come processo che necessita di impegno, cura e lavoro, ma che poi ricompensa. Il bambino vive la nascita dei germogli, partecipa alla loro crescita ed infine ne raccoglie i frutti. Gli spunti pedagogici che gli educatori possono trarre da questa attività sono moltissimi!”.

 

Per ricevere continui aggiornamenti riguardo le Escolinhas, seguici su Facebook!

Beira torna a vivere – seconda parte

Beira torna a vivere – seconda parte

7 Aprile 2019 (continuazione)

La gran parte delle scuole hanno avuto danni a causa del ciclone. Molte hanno avuto parte del tetto scoperchiato, banchi e lavagne rovinati, documenti e libri distrutti. Da una settimana, per decisione delle autorità, gli alunni sono comunque rientrati e le lezioni riprese, talora all’aperto, confidando nel bel tempo ma pronti ad affrontare la pioggia. Nei giorni scorsi ho visto lezioni all’aperto e classi che raggruppavano 110 alunni stipati, fino a quattro per banco!
Si conferma così la caparbietà e fiducia del popolo mozambicano che, abituato a soffrire, non si ferma davanti alle disgrazie o avversità, convive con le difficoltà escogitando a volte soluzioni creative spesso con mezzi semplici, per noi impensabili.
Perdipiù, una quindicina di scuole sono state l’alloggio provvisorio di migliaia di sfollati dei quartieri periferici di Beira, che avevano visto scomparire con il ciclone le loro precarie abitazioni.
Una di queste, ad esempio, (Matadoro), è arrivata ad accogliere per un mese 4.000 sfollati in 18 sale di aula. E’ facile immaginare in quali condizioni di sussistenza ed igieniche siano potuti sopravvivere per settimane! La Direzione Provinciale dell’Educazione ci ha chiesto di provvedere ad una profonda disinfezione delle sale ed allo svuotamento delle fosse settiche, ormai piene a causa delle pioggie e del sovraffollamento. Intervento indispensabile, anche tenuto conto dell’epidemia di colera che ha infettato migliaia di residenti nell’ultimo mese.
Approfitto del giorno festivo per visitare alcuni quartieri della città. Mi fermo a fotografare una scuola danneggiata: la Escola Primaria Completa 1° de Junho, che ha avuto buona parte del tetto scoperto e ingenti danni alla struttura. Jemusse, anziano bidello della stessa, trasferitovi i suoi pochi effetti personali, vi ha comunque ricavato la sua misera residenza e ne svolge con fierezza il ruolo di custode. Incarnando dignitosamente il proprio ruolo, mi apre il cancello ed accompagna a vedere i danni subiti dalla sua scuola. Mi incita a inerpicarmi su un traliccio sgangherato e pericolante, dove lui nonostante gli anni agilmente sale, per valutare dall’alto le conseguenze della furia devestatrice del ciclone.
Nel nostro breve dialogo, mi informa di essere originario di Inhassunge, penisola a sud di Quelimane che ben conosco. Quando gli elenco i missionari che vi hanno svolto anni di lavoro, e le varie località dell’isola, Jemusse mi abbraccia, mi chiama sua famiglia e non riesce a trattenere le lacrime..
Anche di queste esperienze ti offre il Mozambico, dove la gente è estremamente socievole e comunicativa.
Proseguendo la mia visita, passo a fianco del famoso “Grand Hotel Beira”, che ricorda il lusso e la bellezza di Beira negli ultimi anni di colonialismo; pur essendo ridotto a poco più di un rudere ospita più di mille abitanti. Un imponente albero è stato abbattuto e sradicato dal ciclone, come avvenuto per buon parte della vegetazione della città. Alcuni bambini hanno prontamente approfittato dei rami inferiori per appenderci le corde dell’altalena. Ovunque nella città vi è grande quantità di tronchi e rami abbattuti, così in ogni strada vi sono adulti che tagliano con l’accetta tronchi più grandi, donne e bambini che ammucchiano i rami minori: almeno per qualche tempo si potrà risparmiare sull’acquisto del carbone, usato quotidianamente per cucinare e scaldare l’acqua!
Attraverso il quartiere informale Praia Nova, tra l’antico centro città e l’oceano, fatto di abitazioni precarie, baracche, e commercio informale. E’ stato il primo ad essere spazzato via dal ciclone, ed ora è diventato un ammasso di pali, resti di lamiere, macerie ed immondizia. Ciononostante, al bordo strada hanno ripreso a vendere cibarie i banchetti ambulanti improvvisati, approntati dai piccoli commercianti, a volte bambini, che vivono dello scarso introito quotidiano.
Passo attraverso la zona del porto, dove resistono antichi palazzi coloniali e magazzini, anch’essi scoperchiati e tristemente danneggiati. Sarà ingente l’impegno per riparare gli innumerevoli edifici semi distrutti.
Nella zona industriale, incuneati tra fabbriche e magazzini, spuntano abitazioni e rari scalcinati alberghi e ristoranti. Sufficienti per dare vita a piccoli nucleo abitativi dove i bambini piccoli si divertono sollevando cartoni abbandonati e rifiuti, e le bimbe si caricano sul dorso i fratellini più piccoli. Donne ed uomini danzano forsennatamente in strada, inebriati dall’alcol e dalla voglia di dimenticare dolori e difficoltà. Tutti sorridono, gesticolano, e manifestano la loro forza comunicativa.
Nei popolosi quartieri occidentali molte case sono scoperchiate e senza infissi, e l’acqua non si è ancora ritirata, costituendo un pabulum ideale per la trasmissione di malaria, colera e parassitosi.
Molti loro abitanti sono sfollati nei molti campi profughi allestiti: una decina a Beira e 27 nella Provincia.

Gianpaolo Galileo Rama

Il Ciclone Idai si abbatte sul Mozambico

Il Ciclone Idai si abbatte sul Mozambico

Nei giorni scorsi il ciclone tropicale Idai si è abbattuto sul Mozambico, così come in altre zone del sud Africa, causando moltissimi danni. Ad oggi, le vittime stimate sono 250, migliaia sono i dispersi, più di 2.500.000 sono le persone colpite.

Beira è statab colpita tragicamente: la città è allagata, le infrastrutture stradali sono intransitabili e i danni agli edifici non sono calcolabili. Da giovedì 14/03 la città è in blackout totale, la rete elettrica sarà ripristinata non prima di alcune settimane. Le infrastrutture che collegano Beira al resto del paese sono in questo momento intransitabili. La situazione è ancor più drammatica nei  quartieri informali nella periferia della città, che sono ampiamente allagati e si prevedono conseguenze enormi sulla salute delle persone.

La sede del CAM, in Avenida Eduardo Mondlane, è allagata ed ha subito danni al tetto e furti notturni alle attrezzature. I collaboratori italiani in Mozambico, Federico Berghi e Paolo Ghisu, stanno bene, si trovano in questo momento nella sede di Caia, circa 300km a nord del capoluogo di provincia. Il nostro rappresentante paese, Paolo, ci racconta:

“A Caía la situazione è tranquilla, nonostante lo Zambesi sia esondato e abbia danneggiato le coltivazioni di mais e sesamo, con conseguenze nefaste per la popolazione locale. A Beira e dintorni sono stati riportati danni enormi: la città è allagata e i danni alle infrastrutture e alle abitazioni sono ancora incalcolabili. È ancora difficile quantificare il numero di vittime e i danni subiti dalla popolazione, visto che la città e numerose zone della provincia sono rimaste isolate e le reti telefoniche sono collassate a seguito dei danni del ciclone. Solamente da domenica in mattinata è stato possibile raggiungere Beira via aereo mentre l’unica via di accesso stradale alla città rimane bloccata a seguito dei danni riportati”.

Ci stiamo mobilitando per contrastare l’emergenza e limitare i danni.
Se vuoi sostenerci, puoi farlo qui.
Per ricevere aggiornamenti, segui la nostra pagina Facebook.