Bem-vinda de volta Ada!

Bem-vinda de volta Ada!

Ada Castellucci, già conosciuta dagli amici del CAM grazie alla sua esperienza come tesista a Beira e il profilo Instagram “tesistepercaso” gestito insieme a Valentina Caminati, è tornata in Mozambico per un tirocinio post-laurea e ci racconta della sua esperienza.

Nel trimestre marzo-maggio del 2021 sono stata per la prima volta in Mozambico, principalmente a Beira, per analizzare la gestione del rifiuto sanitario della città e provare a fare delle proposte interessanti da inserire nella mia tesi di laurea magistrale. Dopo circa un mese ho capito fino in fondo che forse era riduttivo per me pensare di essere lì solo per scrivere una buona tesi e raccontare storie interessanti con il profilo delle tesiste per caso. Più cose scoprivo relative al contesto mozambicano e alla gestione dei rifiuti, più mi rendevo finalmente conto, dopo vari corsi teorici, di quanto si allarghi la filiera e, di conseguenza, di quanto mi sarebbe piaciuto tornare a Beira per approfondire ulteriormente. In parallelo, in particolare grazie alle visite sul campo di alcuni progetti presenti e passati del CAM e alle riunioni d’equipe dell’ufficio del lunedì mattina, ho potuto conoscere e apprezzare sempre più l’operato del CAM.

Sono quindi rientrata in Italia e ho anticipato la presunta data di laurea da ottobre a luglio per riuscire a ripartire per altri tre mesi prima del nuovo anno. Con gli ultimi esami e la tesi da concludere non è stato molto semplice, ma mia madre sta ancora ringraziando il CAM per avermi fatta laureare rapidamente, e io per avermi fatta ripartire.

Questo mio secondo periodo a Beira è durato due mesi e mezzo e si è configurato come tirocinio post-laurea, un percorso offerto dall’Università di Trento grazie ad una borsa di studio. Prima della mia partenza abbiamo fissato i miei obiettivi più prossimi principalmente per quanto riguarda i due progetti sulla gestione dei rifiuti in cui il CAM è coinvolto: il progetto Limpamos Moçambique e il progetto SIRSU. Ho seguito una formazione di tre giorni a Rimini nell’azienda partner del progetto SIRSU, Newster Group, per poter facilitare l’installazione della sterilizzatrice per il trattamento dei rifiuti ospedalieri di tutta la città, su cui si incentrava principalmente la mia tesi di laurea. 

Arrivata a Beira il pomeriggio del 7 ottobre non ho avuto tempo nemmeno di aprire le valige che subito c’è stata una riunione per la sterilizzatrice che non volevo assolutamente perdere, nonostante sul finale le 19 ore di volo si facessero sentire. 

La valutazione e la supervisione degli ultimi avanzamenti del cantiere dell’edificio che ospita la sterilizzatrice si sono rivelate una bella sfida per me. Da un lato c’era il nostro partner italiano, un’azienda che richiedeva determinati parametri tecnici per l’installazione della macchina lasciandone alcuni a nostro piacere. Dall’altro lato c’era un’impresa edile mozambicana priva di una panoramica chiara dei lavori necessari per un macchinario che per la prima volta entrava in Mozambico. In mezzo io, giovane neolaureata senza esperienza e con un portoghese molto poco tecnico, affiancata fortunatamente da validi collaboratori mozambicani del CAM. Ricordo la gioia che provavo ogni giorno nell’entrare all’Hospital Central di Beira dopo un anno di studio tra l’Italia e il Mozambico e una tesi di laurea magistrale e vedere quella casetta gialla della sterilizzatrice davanti al vecchio inceneritore che piano piano veniva terminata. E che belle soddisfazioni ho avuto in quell’ospedale! Interagire sempre di più con chi ci lavora e con i collaboratori mozambicani del CAM mi ha permesso di sentirmi parte di un buon lavoro di squadra, apprezzato anche durante una visita dell’Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo, finanziatore del progetto.

Non solo in ospedale, ma anche negli uffici del CAM il lavoro di squadra prendeva sempre più forma. A differenza del primo periodo a Beira come tesista, in questa seconda esperienza è stato possibile per me entrare maggiormente in contatto tanto con i progetti del CAM quanto con il mondo del lavoro a Beira. Con una migliore conoscenza del portoghese ho potuto innanzitutto comunicare di più con i colleghi, i collaboratori e i diversi partners dei progetti.

Oltre alle divertenti pause pranzo con i colleghi mangiando l’ottimo cibo di donna Marta (una cuoca da cui un collega procura spesso il pranzo per tutti), in particolare nell’ultimo mese ho apprezzato moltissimo la disponibilità di tutto il team del progetto Limpamos nell’aiutarmi con la realizzazione di interviste in sette Centri di Salute della città. L’obiettivo delle interviste era quello di capire e vedere come viene gestito il rifiuto e raccogliere dati per stimarne le quantità prodotte giornalmente.

La situazione a Beira è critica per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, senza eccezioni per quelli di tipo ospedaliero. Non è stato sempre facile vedere alcuni Centri di salute scavare buche in cui bruciano tutto e sentirsi raccontare che spesso i cumuli di rifiuto pericoloso sono un’attrattiva per i bambini del quartiere, non avendo una recinzione perché spazzata via da cicloni o rubata.

Le due settimane di missione da Trento di Paola Bresciani, Sofia Rinaldi e Carlo Realis sono state un altro piacevole momento di grande fermento e scambio. Per quanto riguarda le tematiche legate alla gestione del rifiuto urbano, è stato molto interessante avere un confronto diretto con l’esperienza di Carlo in Dolomiti Ambiente, soprattutto su tutta l’evoluzione del sistema di raccolta, trasporto e smaltimento che lui stesso ha vissuto in Trentino e sulla necessità di un rinforzo della parte gestionale a monte dei possibili servizi. Con Paola e Sofia ho potuto capire maggiormente cosa c’è dietro un progetto e come lavora la loro parte di ufficio CAM a Trento, oltre a scoprire due piacevolissime coinquiline.

Infine, l’arrivo di Susanna Ottaviani, ultima tesistapercaso del CAM, e l’assisterla nella prima ambientazione e nella ricerca di dati mi ha motivata molto, ricordandomi sia quante cose mi ha insegnato la mia precedente esperienza, sia che questa collaborazione tra l’Università e il CAM è qualcosa che continua ad arricchire molto e molti.

Non mi resta quindi che fare tesoro di questa collaborazione, ringraziare tutti e salutare il Mozambico: non è un addio, è solo un até já!

Foto e testo di Ada Castellucci.

L’AICS di Maputo in visita a Beira

L’AICS di Maputo in visita a Beira

Lo scorso 4 novembre l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Maputo, rappresentata dalla Titolare di Sede Ginevra Letizia e dal responsabile per l’ambiente e l’accesso all’energia Leone Tarabusi, ha fatto visita ai progetti finanziati dall’AICS che il CAM sta realizzando nella città di Beira.

La prima tappa della visita si è svolta al Mercato Maquinino, uno dei luoghi protagonisti degli interventi di riqualificazione nell’ambito della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani del CAM a Beira. Qui è infatti in corso Limpamoz, il progetto attuato dal CAM e Progettomondo con il sostegno dell’AICS. Uno degli obiettivi del progetto è quello di migliorare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti attraverso la formazione, la disponibilità di migliori attrezzature, la sensibilizzazione dei venditori del mercato e dei clienti. A tale scopo, all’interno del mercato è stata realizzata la costruzione di una piattaforma in cemento per i container dei rifiuti, la ristrutturazione di un piccolo ufficio e piccolo magazzino per gli attrezzi di pulizia, l’apertura di un pozzo d’acqua non potabile con torre metallica e di un serbatoio per il lavaggio dei materiali di pulizia.

La seconda tappa si è svolta all’Ospedale Centrale di Beira dove invece è in corso il progetto Sviluppo dell’Imprenditoria Locale per lo Smaltimento del RS Ospedaliero a Beira, Mozambico (SIRSU) in partenariato con Progettomondo e finanziato dall’AICS. Un progetto questo che rappresenta un’innovativa e proficua collaborazione tra profit-non profit e settore pubblico, la Direzione Provinciale della Salute di Beira. La visita è iniziata nella sala dell’attuale inceneritore ed è proseguita nell’edificio in cui verrà installata la macchina sterilizzatrice NW15 di Newster Group. La macchina, una volta messa in funzione, andrà a ridurre di circa il 40% l’ammontare complessivo dei rifiuti conferiti all’inceneritore, contribuendo in modo attivo allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri delle 15 unità sanitarie pubbliche presenti in città ed almeno 5 unità sanitarie private. 

“Gestione dei rifiuti in contesti in via di sviluppo: un esempio da Beira, Mozambico”

“Gestione dei rifiuti in contesti in via di sviluppo: un esempio da Beira, Mozambico”

La produzione incessante di rifiuti continua ad essere una delle più grandi minacce che la nostra società e il nostro pianeta deve affrontare. Cosa accade in realtà dove la gestione dei rifiuti non è efficace come la nostra?

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, abbiamo organizzato il convegno “Gestione dei rifiuti in contesti in via di sviluppo: un esempio da Beira, Mozambico”.

Durante la serata ascolteremo la testimonianza di Carlo Realis, direttore di Dolomiti Ambiente, da poco rientrato dalla sua missione con il CAM, durante la quale ha visto con i propri occhi cosa succede in Mozambico nella città di Beira. Capiremo poi come si può intervenire per migliorare la gestione dei rifiuti urbani nel contesto di un progetto che il CAM, insieme ai propri partner ed enti locali, porta avanti dal 2016 in questa importante città.

Il convegno si svolgerà in MODALITÀ ONLINE il giorno 25 novembre dalle ore 18:30 alle ore 20:00 sulla piattaforma Meet; a tutti i partecipanti verrà inviato un link per unirsi all’evento. 

Tra i relatori:

  • Dario Guirreri di Progettomondo, responsabile tecnico a Nampula del progetto LimpaMOS MOÇambique;
  • Martina Ferrai, vicepresidente CAM e ingegnere ambientale di ISER srl, moderatrice dell’incontro.

Per iscriverti o avere maggiori informazioni scrivici a: info@trentinomozambico.org

Per rivedere la diretta

Se non sei riuscito/a a seguire il convegno in diretta puoi recuperarlo:

Juntos por um planeta limpo

Juntos por um planeta limpo

Lo scorso 18 settembre si è svolto il World Cleanup Day, uno dei più grandi movimenti civici positivi dei nostri tempi che quest’anno ha visto la partecipazione di 180 Paesi di tutto il mondo. Lo scopo? Ripulire strade, città, spiagge, fiumi e foreste dai rifiuti. La forza e la bellezza di questa giornata risiede nella cooperazione e nella collaborazione: costruire ponti tra comunità e includere tutti i livelli della società, dai cittadini alle imprese e ai governi. L’origine dell’idea risale al 2008, in Estonia, quando 50.000 persone si sono riunite per ripulire l’intero Paese in cinque ore. Tredici anni dopo, quella semplice idea è ormai diventata un movimento globale che riunisce milioni di volontari uniti dallo stesso obiettivo: rendere la propria casa, e di conseguenza il pianeta, un posto migliore. 

Beira – Mozambico

Juntos por um planeta limpo. Non solo lo slogan della giornata ma un vero e proprio grido di speranza

Il motto Eu limpo o meu espaço (io pulisco il mio spazio) ha caratterizzato il World Cleanup Day svoltosi in Mozambico, più che mai coerente con la filosofia del movimento. Nella città di Beira, l’iniziativa è stata realizzata da Let’s Do It! Sofala e ha visto la partecipazione di 127 persone di varie organizzazioni tra cui il CAM, Progettomondo, AMOR- Associação Moçambicana de Reciclagem, il Consiglio Municipale di Beira e un buon numero di cittadini. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi che hanno ripulito due zone della città, la spiaggia di Estoril e la spiaggia di Desaguadouro-Marista. 

Il CAM, nell’ambito del progetto LimpaMoz finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha donato alcuni materiali per la realizzazione dell’evento. Insieme alle altre organizzazioni sono stati raccolti 500 kg di rifiuti che sono poi stati smistati in 150 sacchi di vetro, 120 sacchi di cocci, 87 sacchi di bottiglie di plastica e 8 sacchi di rifiuti non riciclabili.

Rovereto – Italia

Contemporaneamente a Rovereto, nell’ambito del Festival Moltiplicazioni dedicato all’Agenda 2030, era in corso il Plogging, una pratica molto diffusa nel Nord Europa che consiste nell’unione tra la corsa leggera (jogging) e la raccolta dei rifiuti (plocka upp, in svedese “ripulire”). Il CAM era presente insieme a MLAL Trentino Onlus e durante la mattinata è stato trovato di tutto: discariche abusive, rifiuti tra i più svariati, mozziconi di sigaretta, lattine, padelle, fili di plastica. I rifiuti raccolti sono stati poi portati in discarica 

Dalla pagina Facebook di @Moltiplicazioni

Domenica 3 ottobre, sempre nell’ambito del Festival, il CAM e MLAL Trentino parteciperanno alla giornata di chiusura con un laboratorio realizzato in collaborazione con Dolomiti Energia e un gruppo di ingegneri della Provincia di Trento. Si tratterà di un’analisi merceologica della frazione residua dei rifiuti urbani di Rovereto, durante la quale verrà spiegato come funziona la gestione dei rifiuti e quali sono le sfide che ci attendono qui e in Mozambico, dove lavoriamo fianco a fianco con il progetto LimpaMoz.

Per maggiori informazioni sull’evento seguici sui nostri social, visita il sito del Festival e la loro pagina Facebook e Instagram.

Un arrivo attesissimo!

Un arrivo attesissimo!

Importanti novità nell’ambito del progetto Sviluppo dell’Imprenditoria Locale per lo Smaltimento del RS Ospedaliero a Beira, Mozambico (SIRSU). Dopo un lungo viaggio via nave all’interno di un container, il 23 settembre è arrivata presso l’Ospedale Centrale di Beira la nuova macchina sterilizzatrice NW15 di Newster Group, azienda leader in Italia ed in Europa nella produzione e commercializzazione di apparecchiature ecologiche nell’ambito dell’igiene ospedaliera, in particolare per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, con sede in provincia di Rimini.

La macchina verrà montata e messa in funzione all’interno di un edificio appositamente costruito nei pressi dell’Hospital Central di Beira.  In seguito alcune foto del processo di edificazione della struttura.

Una volta che verrà resa operativa, la macchina andrà a ridurre di circa il 40% l’ammontare complessivo dei rifiuti conferiti all’inceneritore, contribuendo in modo attivo allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri delle 15 unità sanitarie pubbliche presenti in città ed almeno 5 unità sanitarie private. Si stima che il 15% di questi rifiuti sia di tipo infettivo, un pericolo per la salute degli operatori che li maneggiano. L’attuale inceneritore funziona a legna e, oltre ad essere poco efficiente, provoca un forte inquinamento della zona circostante a causa del fumo costante che fuoriesce dalla canna fumaria, espone i professionisti a grandi rischi e ritarda il loro lavoro.

Il progetto SIRSU è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in partenariato con Progettomondo e rappresenta un’innovativa e proficua collaborazione tra profit-non profit e settore pubblico, la Direzione Provinciale della Salute di Beira.

Nell’attesa di vederla finalmente in funzione, vi lasciamo le foto dell’arrivo e dello scarico della macchina.