Bilancio Sociale CAM 2025

Bilancio Sociale CAM 2025

È online la nuova edizione del Bilancio Sociale CAM, un documento che racconta chi siamo, le attività svolte nel 2025 e le risorse – economiche e umane – che abbiamo messo in campo.

Oltre all’aggiornamento sui nostri progetti, è riportato il bilancio economico approvato dall’assemblea dei soci del 14 aprile 2026 e la relazione dell’organo di controllo.

Per consultarlo online o scaricare il pdf, clicca qui.

Nei prossimi giorni il documento sarà disponibile anche in versione stampata, presso la nostra sede o inviato via posta su richiesta (info@trentinomozambico.org).

 

 

Cercare risorse e costruire alternative insieme: è in questo modo che il CAM ha scelto di agire, orientando le azioni dello staff e accompagnando gli oltre 120 operatori, quasi tutti mozambicani, impegnati a Beira, a Marromeu, Catandica, Inhaminga e a Caia, la comunità rurale con cui la storia del CAM è iniziata 25 anni fa e si protrae tenacemente, nonostante i notevoli cambiamenti subentrati, a partire dal 2018 ed imposti dalle mutate condizioni di finanziamento dei progetti.

Giovanna Luisa

Presidente CAM

Scopri i bilanci sociali degli scorsi anni!

Tesisti a Beira: l’esperienza di Federico e Alessandro

Tesisti a Beira: l’esperienza di Federico e Alessandro

Federico Pignaton e Alessandro Bachechi sono due studenti dell’Università di Trento che hanno trascorso gli ultimi mesi a Beira, in Mozambico, collaborando con il CAM nell’ambito del progetto TERRA e del loro percorso di tesi. Riportiamo qui la loro testimonianza.

Da inizio aprile a fine giugno 2026 abbiamo avuto l’opportunità di essere ospitati dall’ufficio CAM di Beira, portando il nostro contributo al progetto TERRA, che ha tra i suoi obiettivi la riqualificazione di un mercato informale nell’area di Macuti-Miqueijo. Si è trattato di un periodo intenso, ricco di stimoli e di sfide, che ci ha permesso di entrare in contatto diretto con le realtà locali e di contribuire concretamente a un progetto di cooperazione allo sviluppo.

Fin dal nostro arrivo siamo stati coinvolti nella fase di Assessment del progetto, pur con prospettive e obiettivi differenti: Federico ha sviluppato il lavoro nell’ambito della sua tesi in Ingegneria Edile e Architettura, con un focus sugli aspetti fisici e spaziali del mercato, mentre Alessandro ha approfondito il ruolo economico e sociale dello stesso e i possibili impatti che interventi di questo tipo possono generare sulla comunità.

Da subito ci siamo immersi nelle attività sul campo, che hanno rappresentato il cuore del nostro periodo a Beira. Svolgere un lavoro di Assessment e cercare di comprendere le dinamiche socioeconomiche di un contesto come quello di Macuti richiede un approccio aperto, paziente e flessibile, capace di mettere continuamente in discussione le strutture mentali e culturali che inevitabilmente ci portiamo dietro. Non è un processo immediato: richiede tempo, ascolto e disponibilità verso una realtà profondamente diversa da quella a cui siamo abituati.

In questo senso, abbiamo imparato a conoscere il mercato e, prima di tutto, le persone che lo animano ogni giorno. Un progetto come questo non si esaurisce nello studio tecnico: significa costruire un rapporto con una comunità, imparare a dialogare rispettandone i tempi e le sensibilità, e guadagnarsi una fiducia reciproca che non può essere data per scontata. Siamo arrivati con qualche incertezza su cosa avremmo trovato, ma quella stessa incertezza si è rivelata, in fondo, una risorsa: ci ha spinti ad approcciare il contesto in modo più aperto, senza aspettative precostituite.

Il lavoro si è articolato in due fasi principali. In una prima fase ci siamo dedicati a esplorare le dinamiche interne del mercato attraverso interviste dirette con i venditori e gli utenti, cercando di capire come funziona, chi lo frequenta e quali sono le esigenze reali delle persone che lo vivono quotidianamente. In una seconda fase abbiamo somministrato questionari strutturati, con l’obiettivo di raccogliere le preferenze della comunità rispetto ai possibili cambiamenti da attuare nell’ambito del progetto di riqualificazione.

Parallelamente al lavoro sul campo, questa esperienza ci ha permesso di conoscere e lavorare a stretto contatto con i colleghi dell’ufficio di Beira, che ci hanno guidato, consigliato e supportato lungo tutto il percorso. Abbiamo avuto la fortuna di inserirci in un ambiente lavorativo davvero stimolante, dove il senso di equipa è tangibile e dove la professionalità si intreccia con relazioni umane. Con alcuni colleghi il rapporto è andato oltre le ore di lavoro, dando vita a un’amicizia che porteremo sempre con noi.

Per entrambi si è trattato della prima esperienza in Africa, e Beira ha saputo restituirci molto più di quanto ci aspettassimo. Al di là del lavoro, abbiamo avuto l’occasione di esplorare il paese, dal Parco Nazionale del Gorongosa alle spiagge di Vilanculos, scoprendo un Mozambico che va ben oltre il contesto urbano in cui operavamo. Torniamo in Italia con strumenti nuovi: una comprensione più concreta del lavoro sul campo, una maggiore familiarità con le complessità della cooperazione allo sviluppo e uno sguardo diverso su questo tipo di contesti.

Alessandro e Federico

Escolinhas 2026: numeri, novità e prospettive del progetto

Escolinhas 2026: numeri, novità e prospettive del progetto

In occasione dell’incontro dedicato al progetto Escolinhas del 3 giugno il gruppo di lavoro che lo accompagna dall’Italia ha condiviso un aggiornamento generale sul progetto, con i dati del nuovo anno scolastico, iniziato a febbraio, e il resoconto dell’impegno nella formazione del personale dalle testimonianze delle volontarie coinvolte. 

Iscrizioni e organizzazione del nuovo anno scolastico

Attualmente, per l’anno scolastico 2026, sono iscritti 245 bambine/i nelle quattro escolinhas del progetto:

  • DAF: 48
  • Lar dos Sonhos: 92
  • Kukomerua: 51
  • Miriam: 54

Nel 2026 i posti disponibili nelle quattro escolinhas sono stati fissati a 300, rispetto ai 325 dell’anno precedente. La riduzione è stata determinata dalla scelta di accogliere, in via sperimentale, la richiesta delle famiglie della scuola Kukomerua, che hanno chiesto un ampliamento dell’orario scolastico da 2 ore e mezza a 4 ore giornaliere. Tale richiesta è stata motivata sia dall’esigenza di garantire maggiore sicurezza ai bambini durante l’orario di lavoro dei genitori, sia dalla possibilità di rafforzare l’efficacia delle attività educative proposte dagli insegnanti. Per rendere possibile questa modifica è stato necessario ridurre il numero di iscrizioni dei bambini più piccoli.

Quota di iscrizione e accesso gratuito

Da quest’anno è stata inoltre introdotta una maggiore attenzione al pagamento della quota annuale di iscrizione da parte delle famiglie che dispongono di adeguate risorse economiche. La quota, pari a 250 meticais (circa 3,5 euro, equivalente al costo di cinque birre), deve essere versata al momento della registrazione. Rimane comunque garantita e incoraggiata la frequenza dei bambini provenienti da famiglie indigenti, che possono accedere gratuitamente al servizio presentando una certificazione rilasciata dalle autorità locali attestante la situazione di difficoltà economica. Nel corso dell’anno sono stati ammessi gratuitamente 43 bambini/e.

Il personale e la formazione degli educatori

Nel 2025 e nel 2026 l’organico è rimasto invariato ed è composto da un direttore, nove educatori a tempo pieno, sei guardiani e una collaboratrice incaricata di garantire l’approvvigionamento idrico nelle due escolinhas non collegate alla rete dell’acqua.

La formazione e la supervisione svolte nel mese di maggio dalle volontarie Giovanna, Elisabetta e Mariagrazia hanno evidenziato un gruppo di educatori motivato, dinamico e creativo, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Sono migliorate anche la programmazione delle attività, la gestione delle presenze e la relazione con le famiglie, alle quali vengono proposti incontri formativi su temi concordati, da due a tre volte all’anno.

Anche nel 2026 si auspica di poter continuare a offrire a due educatori l’opportunità di partecipare a una formazione settimanale presso un’escolinha di Quelimane, come già avvenuto negli ultimi due anni. Finora quattro educatori hanno beneficiato di questa esperienza, acquisendo competenze e metodologie successivamente condivise con i colleghi attraverso momenti di restituzione e confronto.

Manutenzione delle strutture e interventi programmati

Ogni anno, durante il periodo di pausa tra la conclusione dell’anno scolastico e l’inizio del successivo, vengono realizzati interventi di manutenzione e ristrutturazione delle strutture.

Tutte le escolinhas, ad eccezione della DAF, sono dotate di recinzioni in muratura. Per quest’ultima si ritiene sufficiente mantenere l’attuale delimitazione, confidando nel senso di responsabilità e nella collaborazione dimostrati dalla comunità locale, che continua a contribuire al mantenimento di spazi puliti e sicuri insieme ai guardiani.

 

Acqua e servizi igienici: le priorità

L’accesso all’acqua resta una delle principali criticità. L’allacciamento alla rete comunale presenta infatti problemi legati sia alla distanza sia alla pressione insufficiente. È prevista la realizzazione di due pozzi, che potranno essere utilizzati anche dalla comunità locale mediante un piccolo contributo destinato alla manutenzione. Il progetto è tuttavia in attesa dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione.

Sono inoltre programmati interventi per migliorare l’utilizzo delle latrine in tutte le escolinhas, attraverso l’installazione di coperture in legno adatte ai bambini e di strutture “Tippy Tap” esterne, che facilitano il lavaggio delle mani. Il direttore è stato incaricato di coordinare questi lavori, che dovrebbero essere completati in tempi brevi.

Monitoraggi di salute

All’inizio e alla fine di ogni anno scolastico, nelle quattro escolinhas vengono effettuati controlli sanitari da parte del personale dell’ospedale locale. Le visite comprendono la rilevazione di peso, altezza e perimetro brachiale di tutti i bambini, con la registrazione dei dati in apposite schede che costituiscono un importante strumento di monitoraggio dello stato di salute.

Le attività si concludono con la somministrazione di vitamina A e di trattamenti antiparassitari. Durante le visite effettuate quest’anno, alle quali hanno assistito anche le volontarie in missione, non sono stati riscontrati casi di malnutrizione.

Si conferma inoltre l’attenzione che CAM dedica all’alimentazione dei bambini, un aspetto che per molte famiglie rappresenta una delle principali motivazioni di iscrizione alle escolinhas. Negli ultimi anni il menù è stato progressivamente arricchito e diversificato, con l’obiettivo di garantire una dieta più equilibrata e adeguata alla crescita dei bambini.

Nel 2025 il costo complessivo del progetto è stato pari a 68.818 euro.

 

Ringraziamo tutte le persone e gli enti che hanno sostenuto il progetto fino ad oggi, con l’auspicio che continuino a farlo anche in futuro e che nuovi finanziatori possano unirsi a questo impegno a favore dei bambini e delle loro famiglie.

La missione di supervisione del dottor Gianpaolo Rama per consolidare i risultati raggiunti nell’area socio-sanitaria

La missione di supervisione del dottor Gianpaolo Rama per consolidare i risultati raggiunti nell’area socio-sanitaria

Nel mese di aprile 2026 il dott. Gianpaolo Rama ha svolto una missione di supervisione nella provincia di Sofala, in Mozambico, con l’obiettivo di valutare sul campo le attività realizzate, confrontarsi con i partner istituzionali e locali e definire le prospettive future della collaborazione sanitaria promossa dal Consorzio Associazioni con il Mozambico (CAM) dopo la conclusione del progetto Follow the SUn. La missione ha rappresentato un momento di verifica partecipata, accompagnando anche il lavoro dell’équipe di valutazione esterna (Aguia Consultores di Maputo) e favorendo il passaggio verso una nuova fase di intervento.

Leggi anche: Follow the SUN: risultati e sfide future

Nel corso di quasi un mese di attività, Rama ha incontrato il personale del CAM, i responsabili dei Servizi Sanitari Distrettuali, le autorità locali e i tecnici impegnati nelle Brigadas Móveis Integradas, partecipando direttamente alle uscite sul territorio, alle sessioni formative e ai momenti di confronto con le comunità. La supervisione ha riguardato sia gli aspetti organizzativi sia la qualità delle prestazioni sanitarie, con particolare attenzione alla formazione continua degli operatori, all’efficacia delle cliniche mobili e alla capacità di risposta ai bisogni delle popolazioni più isolate.

Molti anche i momenti di lavoro fianco, di confronto e di formazione con l’equipe dell’associazione Mbatikoyane che porta avanti dal 2007 il programma di assistenza socio-sanitaria domiciliare, supportata quest’anno anche dal finanziamento di Fondazione Museke.

Tra i temi affrontati durante la missione vi sono stati anche il sostegno alle attività di contrasto all’epidemia di colera nel distretto di Caia, il monitoraggio della qualità dell’acqua potabile, la valutazione delle criticità operative e l’individuazione di possibili miglioramenti per rafforzare i servizi sanitari territoriali.

La missione si è svolta mentre il distretto di Caia era impegnato ad affrontare un’importante epidemia di colera. In questo contesto il monitoraggio ha riguardato anche il controllo della qualità dell’acqua potabile, con l’analisi di dodici campioni provenienti da pozzi e dalla rete idrica, oltre al supporto fornito dal CAM al Centro di Trattamento del Colera attraverso operatori sanitari comunitari e attività di prevenzione sul territorio.

Dal rapporto emerge una valutazione complessivamente positiva del lavoro svolto, accompagnata da indicazioni concrete per consolidare i risultati ottenuti: rafforzare la formazione degli operatori, migliorare la programmazione delle attività sul territorio, garantire maggiore continuità alle équipe sanitarie e sviluppare strumenti di monitoraggio sempre più efficaci.

La supervisione non si è limitata a verificare il raggiungimento degli obiettivi, ma ha permesso di individuare alcune criticità sulle quali concentrare il lavoro dei prossimi mesi. Tra queste, le difficoltà di accesso alle comunità durante la stagione delle piogge, la frequente indisponibilità dei mezzi di trasporto destinati alle brigate mobili, la necessità di rafforzare la formazione dei tecnici sanitari più giovani e di coinvolgere maggiormente i leader comunitari nell’organizzazione delle attività.

“Uno dei segnali più significativi emersi durante la missione è stato il forte apprezzamento espresso dalle autorità locali, che hanno chiesto al CAM di proseguire la collaborazione per continuare a garantire assistenza sanitaria alle comunità più lontane dai centri urbani.”

rapporto di missione del dottor Gianpaolo Rama

Referente progetti sanitari CAM

Emergenza Colera

  • 12 campioni d’acqua analizzati per verificare l’efficacia della clorazione durante l’emergenza colera.
  • Oltre 400 casi di colera, con 230 pazienti ricoverati, nel distretto di Caia durante la missione.
  • 6 operatori sanitari comunitari messi a disposizione dal CAM per sostenere il Centro di Trattamento del Colera.

Leggi anche: Emergenza colera a Caia: il ruolo chiave della comunità e degli attivisti

La missione del dott. Rama conferma come la cooperazione internazionale non si esaurisca con la realizzazione di un progetto, ma richieda un costante lavoro di accompagnamento, verifica e condivisione con i partner locali. È proprio questa presenza sul campo, fondata sul dialogo e sul trasferimento di competenze, a rappresentare uno degli elementi più importanti per costruire servizi sanitari sostenibili e realmente rispondenti ai bisogni delle comunità.

Nuove capulane e colorate creazioni!

Nuove capulane e colorate creazioni!

Le capulane sono molto più di un semplice tessuto: rappresentano una tradizione e l’identità culturale di molte comunità del Mozambico. Con i loro colori vivaci e le fantasie uniche, accompagnano la vita quotidiana delle persone e vengono utilizzate in numerosi modi.

Anche un nuovo gruppo di volontarie e volontari del CAM si sono lasciati/e ispirare dalla bellezza e dalla versatilità di questi tessuti, realizzando a mano piccoli oggetti originali e utili, destinati alla raccolta fondi per le attività del CAM. Sono stati realizzati bigliettini, bustine, scatole, segnalibri, scrunchies e altre creazioni che valorizzano le fantasie e i colori delle capulane.

Al CAM puoi anche trovare capulare intere (misure standard 120×185 cm), da utilizzare o trasformare secondo la propria creatività e il proprio gusto. Consulta il nostro catalogo!

Puoi anche trovare bellissimi gioielli in capulana, realizzati da un’artigiana mozambicana!

Pochette con zip realizzate in Mozambico

Scatole di diverse dimensioni, rivestite da capulane e realizzate da volontarie/i CAM

Scrunchies colorati, realizzati da volontari/e

Bustine di varie grandezze, richiudibili con bottoncino, realizzata da una volontaria

Bigliettini e segnalibri realizzati con pezzi di capulana da volontarie 

Tote bag in capulana realizzate in Mozambico

Ti abbiamo  incuriosito/a? Con una piccola donazione sostieni le attività del CAM e puoi avere una delle nostre creazioni o bellissime stoffe che arrivano direttamente dal Mozambico!

O magari vuoi partecipare al gruppo creativo?

Contattaci all’indirizzo e-mail info@trentinomozambico.org o al numero 3534547462