Il CAM a “Tutti i Colori per la Pace 2026”

Il CAM a “Tutti i Colori per la Pace 2026”

Dal 29 settembre al 10 ottobre, la Biblioteca Vallelaghi – sede di Terlago ospita Mostre per la Pace, un’iniziativa dedicata alla cultura della nonviolenza e alla memoria dei processi di riconciliazione che hanno segnato la storia recente del Mozambico e di altre aree del mondo attraversate da conflitti.

All’interno del programma, il CAM propone un appuntamento di particolare rilievo: la presentazione del libro Si fa presto a dire pace di Mario Raffaelli, pubblicato da Edizioni Studium.

 

Il volume Si fa presto a dire pace raccoglie l’esperienza diretta di Mario Raffaelli nelle mediazioni internazionali che, dagli anni Ottanta ai primi anni Novanta, hanno contribuito a trasformare scenari di guerra in percorsi di dialogo. Dalle trattative per la pace in Mozambico al ruolo di coordinatore dei mediatori della Comunità di Sant’Egidio, fino agli incarichi diplomatici nel Corno d’Africa, in Somalia e nel Nagorno Karabakh, il libro offre uno sguardo privilegiato su processi complessi, spesso invisibili, ma decisivi per la costruzione della pace.

Il CAM invita soci, volontari, cittadini e tutte le persone interessate ai temi della pace e della cooperazione internazionale a partecipare a questo momento di confronto e approfondimento.
La costruzione della pace è un processo collettivo: ascoltare chi ha contribuito a renderla possibile è un passo importante per continuare a promuoverla oggi.

Insieme Festival 2026: il CAM torna a Levico!

Insieme Festival 2026: il CAM torna a Levico!

Il Festival delle Associazioni & della Solidarietà di Levico Terme è arrivato alla sua quinta edizione! Venerdì 25 settembre e sabato 26 settembre, vi aspettano due giorni di festa dedicati al volontariato, con momenti di musica, laboratori e spettacoli, un’occasione per incontrare le associazioni del territorio e scoprire come sostenere progetti concreti di aiuto e solidarietà. Venerdì 25 settembre alle ore 20.30, presso il Teatro Monsignor Caproni, si esibiranno il Coro Valsugana Singers della SIM Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo insieme ai coristi del Coro Arcobaleno di Levico Terme, con il quale abbiamo collaborato lo scorso ottobre 2025.

Come CAM, saremo presenti nel centro storico di Levico, venerdì 26 settembre dalle 10.30 alle 23.00, pronti a mostrarvi le nostre attività e a parlare dei nostri progetti, insieme alle altre 40 realtà che hanno aderito all’iniziativa.

Per l’occasione, proporremo al nostro stand un laboratorio creativo per i più piccini: avranno l’occasione di creare un piccolo francobollo con animali e piante mozambicane, dando loro modo di conoscere meglio la cultura del Mozambico e imparando facendo!

Oltre alle giornate del Festival, martedì 8 settembre alle 20.30, presso la Sala consiliare del Comune di Levico Terme, il CAM, insieme ad altre tre realtà, presenterà il proprio progetto alla comunità, che a fine della manifestazione verrà finanziato grazie alla raccolta fondi e la lotteria solidale.

Non mancate!

Musica e Arte in Mozambico: la storia di Cecil

Musica e Arte in Mozambico: la storia di Cecil

Un approfondimento-intervista sulla cultura e la musica del Mozambico, a cura del volontario CAM Alex Cestari.

La musica rappresenta da sempre, fin dagli albori dell’umanità, un linguaggio collettivo universale strettamente connesso alla vita sociale, spirituale e quotidiana delle persone. Non esiste al mondo un popolo o una comunità che non abbia una tradizione musicale impressa a fuoco nelle proprie origini. La misticità della musica la rende capace di superare testi le parole, fungendo da ponte diretto tra l’essere umano e una dimensione interiore.

Gli strumenti musicali rendono “materiale” questo concetto, rappresentando dei veri e propri manufatti sacri: emblemi in grado di legare le persone con un filo invisibile dall’enorme valore semantico. Anche per questo motivo, ancora oggi nonostante “il disincanto del mondo” verso la magia e la religione, la figura del musicista desta in noi grande interesse e solletica la nostra curiosità più profonda.

Riferendoci in particolar modo al continente africano, uno degli strumenti più emblematici ed iconici è lo djembe: un tamburo a calice la cui origine molto antica getta le sue basi nell’Africa Occidentale, ma che negli anni si è diffuso a macchia d’olio in tutta il continente diventandone un simbolo indiscusso.

Nonostante la sua origine sia geograficamente abbastanza lontana, oggi questo strumento è molto utilizzato anche in Mozambico dove viene impiegato spesso per cerimonie, feste o semplici esibizioni musicali.

Per approfondire la sua storia e la sua importanza ho intervistato Cecil Nhamizinga, giovane musicista mozambicano 24enne originario di Beira che da qualche anno sta studiando questo strumento:

Ciao Cecil, partiamo proprio dall’inizio: che cosa ti ha spinto a diventare musicista e a suonare lo djembe ?

Quello che mi ha ispirato e spinto a essere un musicista e a suonare lo djembe è stato l’impatto che avuto vedendo alcuni artisti nel gennaio del 2023, mentre suonavano questo strumento. Il suono del djembe per me è stato da subito come una terapia, mi faceva stare bene e mi donava una pace incredibile, che poche altre cose erano in grado di fare fino a quel momento. Prima di acquistare il mio djembe , sognavo il suo suono tutte le notti. Ciò mi ha spinto alla decisione di imparare a suonarlo e diventare effettivamente un musicista. La cosa divertente è che questo sogno ricorrente è finito solo quando ho acquistato effettivamente il mio strumento.

E il tuo strumento ha una storia particolare?

Sì, prima di acquistarlo ho conosciuto un paio di artisti che mi hanno stimolato e ispirato. Il primo è stato Okymanie Bamba, un polistrumentista che vive e lavora in Spagna, che era qui di passaggio. Lui fu il primo a consigliarmi di associarmi alla “Casa della Cultura” di Beira, dove ho mosso i primi passi e ho iniziato a prendere coscienza di quello che volevo fare. 
In seconda battuta ho conosciuto Jo Choneca, che è originario di Beira, ma vive e lavora in Italia. Era di passaggio per una visita alla famiglia e mi ha consigliato di acquistare lo strumento da un artigiano locale, che ora ha spostato la sua attività a Maputo, ma che al tempo aveva un piccolo spazio alla casa della Cultura. Da lì poi è iniziato tutto…

Quanto è importante per un te il legame con il tuo djembe?

Il nostro legame non è solo professionale, ma è anche un legame che mi fa stare bene. Quello che cerco è trasmettere la mia passione, cercando di far star bene anche chi mi ascolta.
Proprio per questo motivo, l’obiettivo che mi sono prefissato è anche quello di cercare di insegnare come si suona questo strumento e non solo di suonarlo nei concerti. Nell’ultimo anno ho avuto la possibilità anche di insegnare a diversi ragazzi Italiani che sono stati qui a Beira per delle missioni di cooperazione internazionale.

È difficile per un musicista lavorare a Beira e più in generale in Mozambico?

Considera che l’origine di questo strumento proviene dall’altra parte dell’Africa, quella occidentale. Per cui qui in Mozambico non è esattamente uno strumento tipico. Nonostante questo negli ultimi decenni il suo utilizzo è aumento parecchio. Per esempio a Maputo, che è una grande città, è più facile riuscire a trovare spazio: lì la sfera culturale è più viva che in tutto il resto del Paese.
A Beira invece è più complicato, l’arte e la cultura faticano a prendere piede ed è facile trovarsi le porte chiuse in faccia. Anche se è difficile però non mi do per vinto, il mio obiettivo rimane quello di far conoscere questo strumento e questa arte.
Una caratteristica del djembe è che vibra in modo diverso da tutto il resto, e questo fa vibrare anche il cuore delle persone creando un forte legame tra chi suona e chi ascolta. Questo mi fa andare avanti.

Prima di fare il musicista, nonostante la tua giovane età, hai fatto anche altro. Ti va di parlarne?

Si, assolutamente. Per un periodo della mia vita, prima di iniziare a suonare, ho viaggiato e visitato buona parte del Mozambico con una macchina fotografica, con l’obiettivo di raccontare la mia Terra. Ho viaggiato in alcuni distretti della regione di Sofala e ho esplorato gran parte del sud del Mozambico, tra cui appunto la città di Maputo.
Questo viaggio è stato molto utile per conoscermi e per farmi capire che l’arte e la cultura dovevano far parte della mia vita. Ora, ritornato da questa avventura, oltre a essere musicista mi diletto anche a creare collane e bracciali in legno.

Foto e testi di Alex Cestari da Beira

La mostra filatelica sul Mozambico alla Festa del Riso

La mostra filatelica sul Mozambico alla Festa del Riso

Mostra filatelica con francobolli dal Mozambico da venerdì 18 a martedì 22 settembre 2026
Oratorio di Grumolo delle Abbadesse (VI) all’interno della Festa del Riso festadelriso.it 

La mostra “Dalla storia il francobollo, dal francobollo la storia” propone un percorso conoscitivo affidato ad una fonte inusuale: una collezione di francobolli che trae origine dalla storia dei primi decenni del Mozambico indipendente, per concludersi con la firma degli Accordi di Pace e le prime elezioni.

Si articola attraverso una successione di pannelli tematici, introdotta da una sintesi storica ed accompagnata da una serie di oggetti della tradizione culturale mozambicana, tra cui monete, sculture, maschere, tessuti e testi di approfondimento. Le serie di francobolli, presentate nella loro dimensione originale, riproduce disegni molto vari creati, a volte, da veri e propri artisti dell’epoca, che commemorano personaggi, celebrano eventi, illustrano aspetti della natura, del folclore, della quotidianità.

“Il perché di questa Mostra filatelica, che esibisce francobolli e non solo, sta tutta nelle parole dello scrittore più famoso del Mozambico, Mia Couto, nel suo libro “Terra Sonnanbula”, recentemente ripubblicato: “È una storia che riguarda gente in viaggio, mossa dall’assoluta urgenza di raggiungere un’altra sponda” . Esse rappresentano esattamente ciò che la mostra vuole ricordare: le speranze di un popolo, oppresso da secoli di sfruttamento coloniale, che risorgono al momento dell’Indipendenza. Proiettate  verso il futuro di pace e prosperità che scaturirà dalle loro mani, vengono affidate ad un “traghettatore” capace di indicare a ciascuno la strada da seguire. 

In realtà, soltanto pochi anni dopo la Dichiarazione di Indipendenza (1975)  inizia in Mozambico una lotta fratricida sostenuta da governi che mal tolleravano la presenza di uno Stato indipendente di orientamento socialista. La guerra durerà oltre 15 anni, ma i francobolli non la racconteranno.  Fino al momento dell’Accordo di Pace (1992), manifestano il programma del Governo in carica, orientato dal partito FRELIMO che si esprime nei simboli dello Stato neonato: il libro, l’arma e la zappa e ne rappresentano le parole d’ordine “Studiare, Produrre, Combattere”. 

Le immagini dei francobolli esposti hanno in comune una caratteristica notevole: sono pressoché tutte realizzate a mano e non sono alterate nelle dimensioni. I visitatori saranno forniti di una lente di ingrandimento per osservarne i particolari ed apprezzarne la fattura. Oltre ai francobolli, in Mostra si troveranno, pannelli con un inquadramento storico e oggetti della tradizione culturale mozambicana.”

Giovanna Luisa

presidente del CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico ODV e curatrice dell’esposizione

Corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana – autunno 2026

Corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana – autunno 2026

Stiamo per iniziare una nuova edizione del corso online di lingua portoghese e cultura mozambicana, livello base. 

Il corso prevede 11 lezioni, dal 22 settembre al 1 dicembre, e si svolgerà ogni martedì dalle 18 alle 20.

Ogni incontro è strutturato in due momenti: una prima parte dedicata alla lingua portoghese tenuta da Nicola Baggiani, docente laureato in lingua portoghese e con diverse esperienze lavorative a Lisbona ed una seconda, dedicata alla cultura mozambicana, per la quale si alterneranno voci di amici mozambicani o che vivono in Mozambico, volontari e collaboratori del CAM.

Il corso si terrà prevalentemente online, così da permettere a chi si trova lontano di partecipare. In caso di assenza è possibile recuperare le registrazioni, anche se è sempre consigliato di partecipare attivamente per un apprendimento migliore e più coinvolgente.

Il costo del corso è di 90€, ridotto 60€ per studenti e per i soci del CAM.

Attenzione! Abbiamo raggiunto il numero massimo di iscritti!

Stiamo organizzando un secondo gruppo che condividerà la lezione di cultura (19.20-20) mentre seguirà la lezione di lingua dalle 20.15 alle 21.20

Per informazioni contattare info@trentinomozambico.org