Laurea per il direttore dell'Ufficio di Piano di Caia

C’era solo un diploma a separare Pinto, Direttore dell’Ufficio di Piano di Caia, dalla carriera che meritava. Un attestato di laurea di primo livello che era la condizione necessaria per confermare ufficialmente il ruolo di dirigente dello stato del Mozambico. Le responsabilità, in realtà, già le aveva da tempo, poiché in maniera ufficiosa ricopre da alcuni anni l’incarico di responsabile dell’ufficio di pianificazione infrastrutture di Caia.

Il sogno è stato realizzato grazie all’aiuto affettuoso di alcuni amici e soci del CAM, che, consapevoli delle potenzialità di Pinto, lo hanno sostenuto negli studi a distanza che ha portato avanti con tenacia dopo il lavoro per quattro anni.

Pinto è il simbolo di un Paese che cresce se aiutato a camminare con le proprie gambe. Nato in un piccolo villaggio del Mozambico, Pinto ha iniziato a lavorare selezionato dal Cam per avviare l’ufficio di pianificazione e infrastrutture del distretto di Caia. Oggi quell’ufficio, grazie al suo lavoro e al contributo prevalentemente formativo del Cam, è divenuto una struttura importante con un organico di circa venti dipendenti e funzioni strategiche per lo sviluppo locale.

Auguri Pinto!

Visita di Pinto a CAM di Trento nel 2007

La storia di Radio Caia si diffonde nel web

La Radio di Caia fa notizia nel web. Riprendiamo una bella intervista a Paolo Rosatti, presidente del CAM, apparsa su Media Aid, una onlus fondata da un gruppo di professionisti della comunicazione per aiutare e sostenere i media nei Paesi in Via di Sviluppo.
Il progetto di una Radio Comunitaria per Caia è nato nel 2006 dalle richieste della comunità mozambicana, che esprimeva con forza il bisogno di un mezzo che potesse favorire la comunicazione e l’informazione all’interno del distretto.

Quali sono state le fasi fondamentali della radio?

Durante il 2006 sono iniziati gli incontri con la comunità e contemporaneamente sono stati realizzati dei corsi di giornalismo per tutta la popolazione interessata. Volevamo offrire degli strumenti di approccio al giornalismo ad un’ampia base, che in futuro potrà dare voce alla propria comunità. La formazione è stata affidata ad alcuni giornalisti mozambicani.La partecipazione al primo passo della formazione era libera: non erano imposti particolari requisiti né di istruzione né di professione. Abbiamo collaborato con casalinghe, falegnami, agricoltori. L’unico requisito era avere voglia di fare ed entusiasmo per questo nuovo progetto. È stato importante successivamente individuare le persone risorsa, attivando laboratori interdisciplinari nei differenti quartieri. Si è trattato di una fase fondamentale nella quale si sono verificati l’interesse e la motivazione dei partecipanti, e si è riscontrato inoltre un livello diversificato culturalmente e di attitudine al giornalismo. Con questi laboratori sono iniziate le prime registrazioni con i gruppi locali di musica e con i gruppi teatrali improvvisati sulle storie locali. I seminari più specifici e le selezioni sono continuati per tutto il 2006, fino a giungere alla creazione di un gruppo di tecnici e giornalisti, circa 20 persone, che in una prima fase di trasmissioni ha dato  voce a RCC. Tra questi è stata in seguito scelta l’equipe fissa che lavora tuttora in Radio.

Le trasmissioni sono iniziate nel 2007, qual è il bilancio?

Dopo quasi 5 anni di attività, la radio è presente nelle case della gente dalle 6 del mattino alle 22. Nell’ultimo anno è stato realizzato un grande lavoro per intensificare la partecipazione della comunità: decine di volontari, oltre ai giornalisti e speaker radio, ruotano oggi intorno alla radio, proponendo contenuti culturali, racconti tradizionali, programmi per bambini e studenti, momenti di approfondimento della lingua portoghese, programmi sportivi, barzellette, oltre naturalmente alla musica sia locale che internazionale. Da fine 2009, oltre ai notiziari locali RCC ha ottenuto l’autorizzazione a trasmettere anche i notiziari nazionali, con un collegamento diretto con Radio Moçambique, la radio nazionale. Le informazioni del Paese ora giungono anche a Caia, e si uniscono a quelle locali dando una visione più ampia e nuovi spunti alla comunità, incoraggiando il dialogo ed il processo democratico. Dal 2010 RCC è inserita all’interno di una rete di realtà e istituzioni che a livello nazionale appoggiano le Radio. Caia è divenuta  membro attivo del FORCOM, la rete di Radio Comunitarie Indipendenti in Mozambico, dalla quale è stata definita “good practice” per tutte le radio comunitarie dell’area centrale.

Come viene sostenuta economicamente la radio?

L’iniziativa è stata finanziata dalla Cassa Rurale di Trento. Dopo l’impegno iniziale per la costruzione della sede, l’acquisto delle apparecchiature e le formazioni intensive, l’appoggio a Radio Caia viene garantito sia dal  programma di cooperazione tra la Provincia Autonoma di Trento e il Mozambico sia da donazioni di privati. Sono inoltre in crescita le quote di auto finanziamento.

C’è un rapporto tra le radio del Trentino e radio Caia?

La collaborazione con le radio italiane ha segnato sin dall’inizio il progetto di radio Caia. Attualmente si realizza sia attraverso un gruppo di lavoro tecnico che supporta a distanza il progetto sia attraverso il programma di scambio tra gruppi musicali trentini e mozambicani. Attraverso l’iniziativa “Altre frequenze – Outras frequências” si sono incontrati virtualmente negli studi di RCC, Sanbaradio e Radio Studio Sette sei gruppi mozambicani e sei gruppi trentini. Le trasmissioni sono state diffuse sia sulle frequenze trentine che su quelle caiensi I vari gruppi si sono raccontati, ascoltati e confrontati in un dinamico scambio tra territori, associazioni,  radio e gruppi musicali.Un mix di culture e di espressioni artistiche che si propone come il primo passo per nuove collaborazioni e chissà, un concerto sullo stesso palco.

La cooperazione trentina agisce in molti settori, agricoltura, scuola, sanità. Perché dar vita a una radio?

Il progetto rientra nell’obiettivo più generale del programma di appoggio ai processi di partecipazione comunitaria. Caia promuove lo sviluppo della cultura locale e crea uno spazio di comunicazione e discussione. La radio è un elemento trasversale rispetto a tutte le attività che il CAM sviluppa nella comunità. Offre uno spazio di collaborazione per le attività di comunicazione, formazione-informazione e sensibilizzazione centrali in tutti i settori di intervento.

Assembea 20 giugno – cronaca di una serata speciale

Si ringraziano Gianpaolo e Giovanna Rama per il contributo fotografico e per il resoconto.

Inaugurato l’ospedale di Caia

Inaugurato l’ospedale di Caia

Sabato 2 giugno la comunità di Caia ha festeggiato con calore ed emozione l’attesissima apertura del nuovo ospedale, inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica Emilio Armando Guebuza durante la sua visita nel distretto.

Dopo il tradizionale rito di propiziazione degli spiriti, seguito dal taglio del nastro ad opera del Presidente della Repubblica, la delegazione – composta tra gli altri dal Governatore di Sofala Carvalho Muaria, dal direttore della Cooperazione italiana Mariano Foti, dal direttore del Cuamm don Dante Carraro e dal presidente del CAM Paolo Rosatti – ha visitato tutti i reparti dell’ospedale.

Il nuovo ospedale è stato allestito ed avviato grazie alla collaborazione di più soggetti, sancita dall’accordo firmato nel maggio 2011 tra Provincia di Sofala, Provincia Autonoma di Trento e  Cooperazione Italiana – Ambasciata d’Italia in Mozambico. Ad implementare il progetto, fianco a fianco con i servizi sanitari locali, il Consorzio Associazioni per il Mozambico di Trento insieme a Medici con l’Africa Cuamm.

L’ospedale, che serve unapopolazione di circa 130.000 abitanti che vivono nel distretto rurale di Caia, ma è anche punto di riferimento per 3 distretti limitrofi, è dotato di circa 100 letti, due sale operatorie, oltre ad una per gli interventi piccoli. Una chirurga di Medici con l’Africa Cuamm, Alessandra Cattani è impegnata nell’avvio della struttura con un ruolo operativo, ma anche di supporto e formazione per il personale locale. Alla vigilia dell’inaugurazione sono stati eseguiti i primi due interventi chirurgici, due parti cesarei: interventi simbolo di speranza, ma anche dell’importanza di puntare sulla salute di mamme e bambini.

L’apertura dell’ospedale è un traguardo di grande significato per l’assistenza sanitaria della popolazione di Caia, un distretto dove in molti, prima di tutto i bambini, soffrono per malaria, dissenteria, malnutrizione, tubercolosi, e dove il tasso di sieropositività è altissimo.

Le sfide continuano ora dentro e fuori l’ospedale: manca ancora personale, sia di base che specializzato, bisognerà garantire assistenza adeguata e fornitura di materiali e medicinali, mentre il tema della salute va affrontato con tutta la comunità attraverso interventi di formazione, sensibilizzazione, rinforzo della rete di assistenza domiciliare. In questo percorso con la comunità di Caia il Trentino è impegnato da oltre 10 anni, attraverso il programma multisettoriale coordinato dal Consorzio Associazioni con il Mozambico attivo – oltre che nell’area socio-sanitaria – nei settori socio-educativo, sviluppo rurale, microcredito, pianificazione e gestione del territorio, acqua e sanitation e con una radio comunitaria.

MICROCREDITO A MARROMEU

Da alcuni mesi l’attività di microcredito, partita nel 2005 con l’ufficio di Caia e rilanciata nel 2010 con l’inaugurazione della Caixa Financeira de Caia, è uscita dai confini del distretto con l’inaugurazione di un ufficio nella cittadina di Marromeu, posta a 100 km da Caia (in direzione sud-est, seguendo lo Zambesi).

L’iniziativa è promossa dalla Cooperazione Italiana – Progetto Paddel – e coordinata dal CAM attraverso lo “storico” responsabile dell’area di microcredito Andrea Patton.
Buona fortuna a lui per questa nuova esperienza, che già sta mostrando ottimi risultati, sia    in termini di richieste che di tassi di rimborso!