NUOVA CAMPAGNA SOCI 2020

NUOVA CAMPAGNA SOCI 2020

Dal 2020 è possibile associarsi al Consorzio Associazioni con il Mozambico!

L’assemblea dei soci, riunita il giorno 30 gennaio 2020, ha infatti concordato di intraprendere questa nuova strada, peraltro già prevista dallo statuto, il quale consente l’adesione come socio anche alle persone fisiche e non solo ad associazioni o enti.

Il nome del CAM resterà Consorzio Associazioni con il Mozambico, riflettendo una parte importante dell’identità dell’associazione, ma l’assemblea a partire dal 2020 sarà costituita  anche dalle tante persone che decideranno di sostenerci.

La quota annuale è stata fissata a 20 euro.

Perché questo cambio di identità?

…perché in quasi 20 anni di percorso il CAM è cresciuto molto ed ha visto modificare la propria azione, inizialmente incentrata sul progetto di cooperazione comunitaria nel distretto di Caia, verso un impegno in Mozambico più ampio;

…per sostenere le attività del CAM ed allargare la partecipazione dei volontari nella vita associativa, confrontandosi anche sulle strategie generali e non più soltanto sulle singole attività;

…per far conoscere maggiormente l’associazione e le attività che promuove, coinvolgendo sempre più persone in una azione di cooperazione solidale.

Diventando soci si potrà sostenere i progetti di cooperazione in Mozambico, condividere l’impegno per lo sviluppo umano e sostenibile, rafforzare il legame stretto che lega la comunità di Sofala con quella trentina e contribuire in prima persona allo sviluppo delle attività e delle strategie dell’Associazione.

Diventare socio è molto facile: compila e firma il modulo con la richiesta all’Assemblea e consegnalo allo staff CAM o ad un membro del Consiglio Direttivo (qui la versione da stampare e compilare a penna, qui la versione da compilare sul pc e stampare per la firma).

Dopo aver versato la quota associativa annuale per soci singoli di € 20 (in contanti o attraverso bonifico bancario specificando nella causale quota associativa), ti verrà confermata l’accettazione e riceverai il materiale di …

BENVENUTO SOCIO!

Al via Limpamoz, un programma che unisce l’Italia e il Mozambico nell’ambito della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani

Al via Limpamoz, un programma che unisce l’Italia e il Mozambico nell’ambito della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani

Stamattina nella sede di Dolomiti Energia a Trento è stata firmata la convenzione che dà il via alla collaborazione sul progetto Limpamoz, che vede il CAM e Progettomondo.mlal uniti per un ampio intervento nelle città di Beira e di Nampula in appoggio alle municipalità nella sfida al grande problema dello smaltimento dei rifiuti cittadini.

Il progetto, con finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, vedrà coinvolte tre istituzioni significative della Provincia di Trento: Dolomiti Ambiente, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento e il Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Parteciperà all’azione anche Mlal Trentino Onlus.

Il progetto, con finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, vedrà coinvolte tre istituzioni significative della Provincia di Trento: Dolomiti Ambiente, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento e il Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Parteciperà all’azione anche Mlal Trentino Onlus.

>Presenti al momento di firma della convenzione e alla conferenza stampa i rappresentanti delle istituzioni partner di progetto: Marco Merler, Amministratore Delegato di Dolomiti Energia Holding SpA, Mario Mancini, Presidente Progettomondo.mlal, Paolo Rosatti, Presidente Consorzio Associazioni con il Mozambico, Silvia Silvestri, Responsabile Dipartimento Ambiente e Agricoltura di Montagna del CTT – FEM e Marco Ragazzi, professore ordinario presso il DICAM – UniTn.

Il programma LimpaMoz, si svilupperà tra il 2020 e il 2022 nelle città di Beira e Nampula. Il progetto del valore complessivo di 2.074.009 euro co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS per 1.800.000 euro, dal titolo“Limpamos Moçambique – Programma per il Rafforzamento della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani nelle Città di Beira e Nampula”, lavorerà su 4 componenti: il rafforzamento tecnico e gestionale degli uffici municipali; il miglioramento nella gestione della frazione organica e deposizione finale del rifiuto; il coinvolgimento del settore privato quale attore attore fondamentale della filiera e infine la sensibilizzazione della cittadinanza e la diffusione di buone pratiche.

Premio U.N.C.I. 2019: we’re back!

Premio U.N.C.I. 2019: we’re back!

 Per il secondo anno consecutivo, l’U.N.C.I. – Unione Nazionale Cavalieri d’Italia – ha deciso di assegnare al CAM il Premio “Bontà 2019 – riconoscimento al volontariato e alla solidarietà”. La cerimonia di premiazione è avvenuta domenica 9 giugno durante la “Festa del Cavaliere”.
Corrado Diamantini, vicepresidente CAM, ha ritirato il premio ed ha illustrato ai partecipanti come è stato investito il premio Bontà vinto l’anno scorso: è in via di costruzione, nella città di Caia, una nuova strada che collega il mercato con il bairro DAF. I lavori, iniziati questa primavera, verranno conclusi durante l’estate.
Il premio di quest’anno verrà invece utilizzato a sostegno dei diversi progetti emergenza ora attivi nella provincia di Sofala (a seguito del ciclone IDAI che si è abbattuto lo scorso mese di marzo) di cui il CAM è responsabile.
Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

Ad oggi, oltre 40.000€ i fondi raccolti: ecco come ci avete aiutato

In seguito al passaggio di Idai, il CAM è subito intervenuto per contrastare l’emergenza e ripristinare i servizi, anche in collaborazione con diversi operatori internazionali. I nostri collaboratori hanno potuto intervenire tempestivamente ed in maniera efficace anche grazie alle numerose donazioni ricevute, che ci hanno permesso di reagire prontamente all’emergenza e progettare gli interventi di ricostruzione. Ecco come sono stati utilizzati i  41,258 € raccolti!

  • Interventi di ripristino del sistema fognario e del sistema d’approvigionamento idrico dell’unità sanitaria del quartiere di Chingussura  (38%)
  • sanificazione dell’acqua dei pozzi per contrastare la diffusione del colera (6%)
  • manutenzione e disinfezione di diverse scuole usate come campi emergenza dagli sfollati (6%)
  • supporto ed assistenza domiciliare nella zona di Caia (20%)
  • avvio del ripristino dell’inceneritore dell’ospedale di Beira, per permettere l’eliminazione dei rifiuti sanitari (6%)
  • fornitura di pasti ed attrezzatura da lavoro per i volontari che hanno partecipato al ripristino delle infrastrutture cittadine (18%)
  • sopralluoghi e progettazione dei nuovi interventi (6%)

Alcune delle attività avviate nei primi due mesi proseguiranno nella seconda parte dell’anno. Grazie all’impegno dei nostri collaboratori a Beira, è stato possibile attivare finanziamenti da enti ed agenzie internazionali quali AICS, UNICEF ed UNDP per il sostegno alla ricostruzione. Nei prossimi mesi il CAM sarà impegnato  nel ripristino della discarica di Beira, con un finanziamento del Programma delle Nazioni Unite per lo Svluppo. Ci auspichiamo inoltre di intervenire con maggiore impegno nel ripristino della deposizione controllata dei rifiuti solidi ospedalieri.

Negli ultimi mesi i fondi raccolti ci hanno permesso di raggiungere, attraverso i vari interventi, oltre 50.000 persone. Ringraziamo tutti coloro che credono nell’associazione e ci sostengono!

Anche il TGR parla di Mozambico

Anche il TGR parla di Mozambico

Nelle ultime settimane il Mozambico si trova al centro dell’attenzione mediatica a causa di Idai. Anche in Trentino questa tematica sta suscitando l’interesse dei cittadini, dei giornali e delle televisioni locali. Martedì 16 Paolo Rosatti e Isacco Rama sono stati ospiti del programma di Rai3 Buongiorno Regione, dove hanno parlato degli interventi del CAM a Beira.
Ad oggi il CAM continua ad affiancare i partner locali, tra cui il Conselho Municipal da Beira per far fronte all’emergenza. Grazie anche al supporto delle donazioni ricevute tramite la campagna di crowdfunding, vengono fornite attrezzature e pasti ai volontari che lavorano quotidianamente per ripristinare la città ed aiutare la popolazione. Il CAM sta inoltre lavorando per ripristinare il sistema di raccolta dei Rifiuti Sanitari a Beira e per migliorare le condizioni igieniche nei campi dei rifugiati a Beira e combattere l’insorgere di epidemie a Caia.
L’associazione sta inoltre lavorando in questi giorni con la Protezione Civile Europea (EU Civil Protection and Humanitarian Aid – ECHO) per una valutazione dei danni nei distretti di Marromeu e Chinde.

L’intervista di Paolo R. e Isacco R. è stata poi riproposta nel corso del Telegiornale Regionale. Ai seguenti link è possibile rivedere la versione integrale ( https://bit.ly/2V9YRL7 ) e quella proposta nel corso del TGR ( https://bit.ly/2IrTO2u ).

Ricordiamo che è ancora attiva la campagna di raccolta fondi, è possibile donare a questo link.

Beira torna a vivere

Beira torna a vivere

07 Aprile 2019

E’ passata una settimana dal mio arrivo, più di tre dal ciclone.
Ma mi dà l’impressione che per i Beirensi siano passati anni dalla catastrofe!  Questa Paese non finisce mai di sorprendere: stasera viaggiando per la città mi pareva che tutti, grandi e piccini, fossero in strada, nelle piazze, sul lungomare. Quasi a significare che le nostre case diroccate ed i pochi averi dispersi non ci impediscono di VIVERE e, ciò che più conta, socializzare, ballare, amare, scherzare. I giochi dei pochi scalcinati parchi – che in Europa avrebbero da tempo costituito cumuli di ferro vecchio- sono assaltati da frotte di bambini, che però riescono a divertirsi anche ruzzolando su un mucchio di cartoni maceri o spingendo un improbabile sfera fatta di pezzi di plastica legati assieme, calciata come fosse un regolamentare pallone da calcio.
Non ho grande esperienza di diversi Paesi, ma in quelli che ho visitato non è abitudine, come succede in Mozambico, che ci si saluti non solo incrociando per strada chi non si conosce, ma perfino quando si sta viaggiando in auto. In Mozambico oggi si festeggia la festa della donna mozambicana e tutti erano a chiaccherare, ballare, bere, gridare, ridere per strada. Molte signore indossavano eleganti capulane e vistosi copricapo.
Oggi assistiamo ad una catarsi generale. E le birre scorrono a casse. Mi racconta Matteo del Cuamm: “Buzi è devastata, l’ospedale distrutto, la piena ha cancellato villaggi e intere comunità, ma chi è rimasto non si lamenta, dice: siamo sopravvissuti, ce la faremo.” Il Cuamm ha portato medicinali e viveri all’ospedale, a significare la vicinanza, e la fraternità che ci legano.
Oggi dopo il lavoro ho girato in auto alcuni quartieri cittadini. La zona più “signorile” della città, vicino al mare, Ponta Gea, confina con quella che era una baraccopoli: nel quartiere “bello”, si alternano case nuove con i tetti danneggiati ad altre più antiche, coloniali, che ora assomigliano più a ruderi che a case, lasciando però intravedere l’antico splendore. Comunque anch’esse onorate dall’insediamento di persone che vi trovano un misero albergo. La fortuna – si fa per dire- è che da tre settimane ha fatto solo qualche transitoria pioggerellina.
Ma anche un accumulo di lamiere in un deposito di ferrovecchio diventa la casa di qualcuno! Un vecchio dignitoso signore unisce la necessità di un alloggio al lavoro di guardiano della Scuola Primaria Competa 1° de Junho, alla quale il ciclone ha spazzato via metà della copertura. Non esita, quale padrone di casa, a farmi entrare per mostrarmi mestamente i danni subiti e lasciarmi fare alcune fotografie. E’ originario di Inhassunge, a sud di Quelimane, da dove la malattia gialla delle palme da cocco ha fatto emigrare metà della popolazione, privata della principale fonte di sussistenza. Quando gli racconto di conoscere la zona, i suoi villaggi, ed i missionari che vi hanno operato, scoppia a piangere, mi stringe le mani, e mi definisce suo famigliare. Non vorrebbe più lasciarmi andare.
La “baraccopoli” è stata praticamente spazzata via: mi auguro che durante il ciclone le persone vi siano fuggite prima di soccombere. Ma la caparbietà e lo spirito di iniziativa dei mozambicani la fanno rivivere e riprende il piccolo commercio ed il baratto. Nessuno sa come facciano a guadagnarci rivendendo di tutto, ben sistemato in regolari piccoli mucchietti: carbone, arance, banane, verdure, fagioli, arachidi, chiodi, ecc. Per certi articoli trovi anche uomini a vendere, specie nel mercato più o meno formale, ma ai bordi delle strade e a vendere alimenti sono le donne ed i bambini. E se compri ti ringraziano.
Antichi edifici pubblici coloniali sono senza tetto e rovinati. Dalle grate di quello che doveva essere un elegante bar-ristorante si intravvedono gli azulejos azzurri tra detriti e mobili rotti.
La gran parte dei magazzini della zona “industriale”, dopo il porto, ha il tetto parzialmente o completamente volato via; oltre ai proprietari, mi chiedo cosa pensino o vivano i numerosi guardiani in alcuni casi seduti davanti a delle macerie.
I popolari quartieri occidentali della città dopo aver subito particolarmente le conseguenze del ciclone, sono ora colpiti dall’epidemia di colera, che ha infettato migliaia di persone e fatto decine di morti. Non sorprende, date le pessime condizioni di igiene ambientale, aprovvigionamento idrico, e assenza di latrine che li caratterizza. Alcune zono sono ancora allagate, con grande rischio per la salute pubblica.
Stiamo lavorando per ridare l’acqua corrente pulita almeno all’ospedale di Chingussura, uno dei foci principali dell’epidemia. Il Municipio non è ancora riuscito ad aprire le strade di alcuni quartieri periferici, e per farlo ci chiederanno di proseguire l’importante aiuto che il CAM ha dato fin dal giorno successivo al ciclone.
L’altro ieri Federico e Cassamo (i collaboratori del CAM) hanno visitato alcuni accampamenti di sfollati per pianificare il nostro intervento di raccolta dei rifiuti e probabilmente anche delle acque nere. Compiti snobbati dai più quanto necessari.

Gianpaolo Galileo Rama

Ricordiamo che è ancora attiva la campagna di raccolta fondi, è possibile donare a questo link.