Racconti del primo di maggio…

Racconti del primo di maggio…

DocciaA completamento della galleria fotografica sulla sfilata di Beira della Giornata Internazionale dei Lavoratori pubblicata a maggio (vedi articolo), presentiamo un simpatico racconto di Enrico Pietroboni che descrive le sue osservazioni…

Già di prima mattina si poteva intuire che la festa sarebbe stata molto differente dalla nostra, girando per la città si incontravano gruppi di persone tutti con la maglietta personalizzata con il nome della ditta per cui lavorano e uno slogan sul primo di maggio.

Arrivato al luogo dell’incontro la prima sorpresa: io mi aspettavo una semplice sfilata a piedi e invece.. .strada chiusa e veicoli di tutti i tipi in colonna per partecipare alla sfilata! Al via della sfilata i veicoli si sono animati mostrando i vari lavori che pubblicizzavano e slogan legati al primo maggio.

aerop1Ho incontrato: camion che pubblicizzavano una lavanderia con tizie che stiravano e mostravano la qualità della stiratura, veicoli che pubblicizzavano saloni per  parrucchieri con caschi per asciugare capelli, uno addirittura si fermava e truccava le diverse passanti, camion che pubblicizzava una clinica privata con allestita sul rimorchio una vera e propria sala operatoria con tanto di operazione in corso, diversi mezzi delle scuole guida con lezioni improvvisate a bordo, quello che pubblicizzava la palestra con bimbi pugili a dare spettacolo, diversi mezzi delle scuole della città con allestite le aule di fisica e chimica, mezzi degli hotel con allestite delle vere e proprie stanze, con gente che dormiva nei letti. Mezzi di imprese edili con sul cassone cemento e pezzi di muro, il camioncino del macellaio che per dimostrare la freschezza delle sue carni scorrazzava con teste di mucca in bella vista, quello dei lavoratori del pesce che hanno mostrato alla città come si tratta un bel pescione dall’inizio alla fine, i lavoratori dell’aereoporto hanno partecipato con un finto aereo di legno e con il camion dei loro pompieri… arrivati al centro della sfilata hanno attivato il camion… e hanno lavato un gran numero di persone con il loro getto (io no)… per fortuna che la giornata era calda!

aerop2Ma il meglio per me è stato il camion dei lavoratori dell’acquedotto: sul camion c’erano tutte le attività legate all’acqua, e quindi chi lavava, chi faceva la manutenzione dei tubi e chi… si faceva la doccia! Uno spettacolo!

E poi… ruspe… barche (i lavoratori del porto)…. finti  treni (i lavoratori delle ferrovie)… muletti… macchine…. moto… biciclette.. c’era di tutto, ma sempre in un clima di allegria e senza nessun tipo di disordine.

All’inizio c’è stata  anche una parte legata ai comizi politici… breve, perché si capiva che la gente aspettava la sfilata e si è conclusa con una breve esibizione della banda.

Insomma è stata una giornata sorprendente, un’altra interpretazione della festa dei lavoratori!

salaopPoi mi hanno raccontato che in tutto il paese la giornata è organizzata allo stesso modo, la sfilata delle varie ditte la mattina e poi, generalmente, si pranza tutti insieme… e festa fino a notte fonda!

Vai alla galleria fotografica di Beira

Il resoconto della sfilata a Caia (in portoghese)

"Lezioni sul Mozambico": Ultimi due appuntamenti

"Lezioni sul Mozambico": Ultimi due appuntamenti

buonaVi ricordiamo che martedì 20 e 27 maggio si terranno gli ultimi due appuntamenti del ciclo “Lezioni sul Mozambico”: un’occasione imperdibile per avvicinarsi ed approfondire la cultura, la musica e la società del Mozambico. L’appuntamento di martedì 20 maggioMozambico: ritmi e melodie” prevede una coinvolgente lezione sulla musica e “musiche” mozambicane, a cura del musicista Jo Choneca. Durante l’ultima lezione del 27 maggioMahla, un film dal Mozambico” verrà proiettato il film del regista mozambicano Mickey Fonseca completo di sottotitoli in italiano.

Rinnoviamo l’invito a partecipare a questi incontri estremamente suggestivi ed unici, ovviamente liberi e gratuiti che avranno luogo presso la sede del CAM a Trento (via al Maso Visintainer 8) dalle ore 19.00 alle 20.00. A fine lezione, per chi vorrà intrattenersi a fare due chiacchere, ci sarà un aperitivo solidale.

Vi aspettiamo numerosi!

 

La Capulana

La Capulana

Proponiamo un articolo gentilmente concesso dall’autore Nunzio De Nigris, tratto dalla rivista online “Poelela Magazine”.

“Capulana” è il nome che viene dato in Mozambico ai teli colorati che ogni donna possiede. Pare che la loro introduzione nel paese sia relativamente recente, circa due secoli, eppure senza le capulane il volto del Mozambico (e della maggior parte dei paesi africani) non sarebbe lo stesso.

Nelle zone rurali o nei quartieri periferici della capitale, la capulana, avvolta intorno ai fianchi, è l’abbigliamento tradizionale di ogni donna che si rispetti. Viene utilizzata per portare un bimbo sulla schiena alla maniera africana o come telo aggiuntivo viene di solito adoperato per garantire ulteriore protezione ai neonati quando fa più fresco (esiste anche l’inverno africano!).

Viene anche utilizzato dalle venditrici ambulanti sopra il marciapiede per potervi esporre la propria merce, a fine giornata, la si arrotola formando un cerchio che, adagiato sulla testa aiuta a trasportare facilmente sino a casa la cesta con gli articoli rimasti invenduti.

Una capulana in più fa sempre comodo, se fa fresco o tira vento, può essere avvolta intorno alle spalle per scaldarsi; se c’è da aspettare a lungo,  per esempio in attesa di una visita medica, la si stende per terra per sedercisi sopra senza sporcarsi; se si viene sorpresi da un’acquazzone tropicale, può rimpiazzare i vestiti fradici che si indossano.

Una capulana può sostituire, alla bisogna, lenzuola, tovaglie, tende e, se necessario, pure l’asciugamano. In assenza di toilettes pubbliche, avvolgere una capulana attorno ai fianchi è un ottimo modo per ripararsi da sguardi indiscreti mentre si fa pipì al alto della strada.

Questi sono gli usi della capulana “semplice”, ossia del telo rettangolare basico. La dimensione della capulana è standard, un metro e quindici di altezza per un metro e ottanta di lunghezza, ma i colori e fantasie sono praticamente infiniti. Tuttavia, è evidente che con ago, filo, e fantasia, i possibili usi si estendono ulteriormente. Innanzitutto ci sono i vestiti tradizionali, spesso elegantissimi, composti da gonna, blusa e copricapo, tutti dello stesso tessuto o con due fantasie a contrasto. Molte stampe sono tipiche di una particolare zona o paese, e basta un’occhiata per individuarne la provenienza.

Sopra questi tessuti vengono riprodotti gli elementi della vita quotidiana di una donna, come le cipolle o i peperoni oppure  motivi astratti (spirali, rombi, ecc.). Le capulane vengono scelte anche in occasioni di feste o riti per indicare l’appartenenza ad un gruppo.

Non mancano le capulane commemorative, come quelle che ricordano l’indipendenza o i leader politici più popolari, o altri avvenimenti importanti (i 90 anni di Nelson Mandela, l’oro olimpico di Lurdes Mutola – probabilmente la più famosa atleta mozambicana, che vinse l’oro negli 800 metri alle olimpiadi di Sydney del 2000).

Più di recente la presenza di molti espatriati (e soprattutto di espatriate) ha favorito un interessante giro d’affari legato a tutto ciò che si può realizzare con le capulane: gonne, canotte, vestitini, pantaloni, borsette, ma anche accessori come orecchini, collane e bracciali o ancora scatole porta bijoux.

La capulana è un prodotto incredibilmente versatile ed alquanto economico, a seconda della qualità. E’ un ottimo regalo per le donne che grazie al proprio estro sapranno farne un buon uso.

Ti abbiamo incuriosito? Ne vorresti una?
Con una piccola donazione sostieni le attività del CAM e puoi avere una delle nostre bellissime stoffe che arrivano direttamente dal Mozambico!

Consulta il nostro catalogo online e contattaci all’indirizzo e-mail info@trentinomozambico.org

Metti in moto la tua fantasia sostenendo le attività del CAM!

Lezioni sul Mozambico

LezioniTorna l’appuntamento di maggio con la cultura del Mozambico: il nostro amico Amarildo Valeriano presenterà, in collegamento con il corso di lingua portoghese e cultura mozambicana, quattro brevi lezioni aperte a tutti. Ospite speciale per una lezione sarà anche il musicista mozambicano Jo Choneca.

MARTEDI’ 29 APRILE ore 19- Mozambico: la situazione politica e sociale a 20 anni dall’accordo di pace
Il primo incontro si terrà già nel mese di aprile, e tratterà un tema particolarmente importante per il CAM e per tutti coloro che vivono o lavorano in Mozambico: una lettura di quello che sta accadendo dal punto di vista politico e sociale, e che ha allarmato tutti noi in particolare in occasione degli scontro più gravi a ottobre-novembre scorso, che avevano fatto temere una “ricaduta” nella guerra civile.

MARTEDI’ 13 MAGGIO ore 19 – Mozambico: crescita economica per chi?
I tassi di crescita economica del Paese fanno invidia a tutto il mondo, ma è davvero il Mozambico in crescita, o solo qualche minoranza?

MARTEDI’ 20 MAGGIO ore 19 – Mozambico: ritmi e melodie
Una coinvolgente lezione sulla musica e “sulle musiche” mozambicane, a cura del musicista Jo Choneca.

MARTEDI’ 27 MAGGIO ore 19 – Mahla, un film dal Mozambico
Proiezione del film del regista mozambicano Mickey Fonseca, [Mozambico 2010, 30′ con sottotitoli in italiano]

Gli incontri si terranno presso la sede del CAM c/o Consorzio Lavoro Ambiente, via Al Maso Visintainer 8 Trento (ex Lungadige San Nicolò 20) dalle 19 alle 20.
Sono gratuiti, aperti a tutti e non è necessario iscriversi (per chi non è mai venuto alla nostra sede, consigliamo di contattarci così vi invieremo le indicazioni stradali precise).

A fine incontro, per chi vorrà trattenersi un pochino a conversare con noi proporremo un aperitivo solidale.

Per informazioni cam@trentinomozambico.org – 0461232401

Scarica la cartolina con il programma: volantino lezioni Mozambico 2014

I diari della raccolta – moda estate Caia 2014

I diari della raccolta – moda estate Caia 2014

01Un terzo racconto del nostro amico, ed ospite a Caia, Christian Piana (cfr. articolo sul suo viaggio in autobus da Johannesburg a Caia e sulla magia-medicina tradizionale).

In questa riflessione vorrei soffermarmi brevemente sulla moda, e nello specifico curiosità e particolarità della moda nel distretto di Caia.

Ovviamente per moda non intendo le tendenze, che nei centri maggiori, sono dettate dalle marche o dalle collezioni commerciali di stilisti, vetrine e riviste. Intendo la moda nel suo concetto originale, che è la scelta di cosa mettersi addosso, di come mostrarsi agli altri e di come comunicare un’immagine personale. La moda che nasce nel momento che mettiamo una camicia rossa piuttosto che un maglione nero.

A Caia, come nella maggioranza delle immense campagne Mozambicane (distritos) oltre a non circolare riviste di moda e a vedersi pochissima televisione (ancora e per fortuna), non esistono assolutamente negozi di vestiti. Arrivano grandi lotti di indumenti usati da varie parti del mondo, che poi vengono ridistribuiti o rivenduti per pochi soldi nei mercatini in strada. Vi si trova un po’ di tutto: magliette calcistiche oltremare, camice sgargianti, pantaloni di ogni dimensione e taglio, ecc…

02La fortuita combinazione di vestiti d’ogni sorta e mancanza assoluta di “esempi” o “diktat” sul come vestirsi, ha perciò dato largo spazio all’uso della pura spontaneità e della genuina creatività nella moda Caiense: insieme a sobrie combinazioni di abiti vi sono ogni tanto individui che con magnifica nonchalance sfoggiano un prêt a porter un tanto curioso, agli occhi di una persona come me, ahimè troppo inquinata dalle regole.

Anche se in alcuni casi mi scappa un sorriso, trovo però, nei casi più estrosi, le rimanenze della splendida libertà: la moda qui è libera, segue gli intuiti e le voglie personali. É un territorio, forse l’ultimo, ancora inesplorato dalla cultura consumista (di cui noi Italiani tra tanti, siamo promotori). É bella perché inventata.

03Vediamo qui nelle foto alcuni esempi originali, raccolti casualmente passeggiando per la cittadina: come il ragazzo che è apparso al cospetto della mia bicicletta, tra case di terra e paglia di una comunità, indossando un autentico capo “Caia’s saturday nights fever”, ossia una sgargiante camicia blu elettrico di satin. Un eleganza particolare, però non tanto casual quanto Thiago che veste una maglietta alla marinara con strisce blu e berretto in stile Popeye .

A volte l’eleganza é importante e sinonimo di rispetto verso chi si incontra o riceve. Cosí, durante l’attesa per la visita del primo ministro, ho incontrato il giovane professor João, che aspettava nella sabbiosa strada, sotto un sole cocente con indosso niente popó di meno che lo smoking. Non importa il fatto che non si trattava di una serata di gala, il professor João ha dimostrato lo stesso un rispetto infinito.

04Ma tra le abitudini più curiose v’è il non far molta distinzione tra capi femminili e maschili: gli uomini usano spesso e volentieri magliette o pantaloni da donna; lo fanno naturalmente, perché li trovano belli, o bello è usare colori più sgargianti, come dargli torto.

Così è comune vedere ragazzi che senza inibizioni artificiali sfoggiano ciabatte dorate o rosa, paillettes e altri ornamenti, com’è il caso dell’amico ballerino che s’è autofabbricato un poncho con un panno a fantasia floreale, oppure il ragazzo che possiede una piccola bancarella al mercato e che probabilmente ha pensato: “perché mettersi una canottiera semplice se ci si può mettere una canottiera con le borchie?”05