Al via la nuova edizione del corso di formazione al volontariato internazionale "Non muri ma ponti"

Sono aperte le iscrizioni all’edizione 2012-2013 del corso “Non muri ma ponti”, una iniziativa formativa promossa da molti anni dall’ONG di Trento ACCRI in collaborazione con il Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus rivolta a tutti coloro che sono interessati ai temi di cooperazione e volontariato internazionale.

Il corso inizierà sabato 10 novembre (vedi depliant pdf) con la presentazione delle associazioni promotrici ed una riflessione sul tema “Volontariato, cooperazione e solidarietà tra i popoli” curata da Edgar Serrano, pedagogista e docente di cooperazione presso l’Università di Padova.

Si proseguirà sabato 24 novembre e sabato 1 dicembre affrontando i temi economici con due interventi intitolati: “Gli squilibri nord sud nel contesto della crisi attuale”, con Riccardo Moro e “L’altra economia nel globale e nel quotidiano” con Antonella Valer.Pace e solidarietà

Sabato 15 dicembre Antonella Fucecchi approfondirà il tema “La sfida dell’interculturalità al giorno d’oggi”.

Gli appuntamenti di gennaio 2013 – domenica 13 e sabato 19 – saranno invece dedicati ai progetti di cooperazione, con il tema “Il progetto nell’ottica del partenariato e dell’empowerment” ed infine una giornata di incontro con i volontari rientrati dal campo.

La sede del corso sarà il Centro Missionario Diocesano di Trento il via S.G. Bosco 7 a Trento e l’orario degli incontri 9.00-16.00.

Iscrizioni entro il 5 novembre compilando la scheda online oppure presso l’ACCRI, via s. G. Bosco 7 a Trento – tel 0461 891279 – fax 0461 891280 – formazione@accri.it http://www.accri.it o contattando il CAM cam@trentinomozambico.org – tel 0461 232401.

Lo spirito del baobab – Impressioni del viaggio in Mozambico di sei amici in cerca di…

Baobab escolinhaDieci agosto 2012; abbiamo intrapreso questa piccola/grande avventura.

Un viaggio in Mozambico.

L’itinerario intrapreso ci ha consentito di conoscere diverse zone del Paese ed avere la possibilità di “toccare con mano” le diverse attività del Consorzio Associazioni con il Mozambico, come ad esempio l’Hospital Distrital de Caia, con la “mitica” Alessandra.

Nomi di luoghi che non scorderemo: Beira, Gorongosa, Caia, Sena, Murraça, il fiume Zambesi, Marromeu, Quelimane, Nampula, Ihla de Moçambique, Pemba. Nomi sicuramente familiari anche alle tante persone che collaborano con il CAM o seguono i suoi progetti.

E’ stato un viaggio “esteriore” ed “interiore”.

Lo spirito del baobab ci ha guidato, “l’albero della vita” come viene definito da secoli dal popolo africano, centro gravitazionale della vita sociale dei villaggi, punto di riferimento per orientarsi, elemento unico nel paesaggio ha esercitato una sorta d’effetto positivo anche su di noi.

Si ritiene possieda poteri magici. Il suo spirito protegge i villaggi, ci si può “parlare”, confidarsi, chiedere consigli.

Abbiamo avuto l’oBaobabpportunità di entrare all’interno di uno di loro ed abbiamo sentito il suo abbraccio.

Durante il viaggio abbiamo osservato, ascoltato, vissuto tante storie. In ogni storia c’è un incanto. Una mescolanza di verità, vita, sogno, ironia, tenerezza, tragedia, divertimento.

E noi ci siamo spesso commossi.

Ed un po’ abbiamo trovato quello che stavamo cercando…

Un grazie di cuore a tutte le donne, gli uomini, gli animali, la natura che abbiamo avuto il privilegio di incontrare e di ammirare durante questo nostro cammino in terra mozambicana.

Paolo, Marina, Giovanni, Teresa, Aldo e Antonella

Il CAM apre una fase di riflessione sulle visioni future

Il CAM invita tutti i soci e volontari ad un importante momento di riflessione e  incontro per analizzare l’esperienza di cooperazione comunitaria “Il Trentino in Mozambico – il Mozambico in Trentino” e discutere sulle visioni future.

Di seguito la lettera del Presidente del CAM

Cari Amici,

nel 2011 abbiamo festeggiato insieme i 10 anni del programma di cooperazione comunitaria “Il Trentino in Mozambico – Il Mozambico in Trentino”: è stata una occasione preziosa per fare il punto sul percorso, condividendolo e raccontandolo anche attraverso serate, momenti di incontro, un programma radio e soprattutto il libro “Insieme-Juntos”. In quell’occasione abbiamo avviato un percorso di riflessione per ragionare sulle possibili evoluzioni del programma, inteso come articolazione di progetti sviluppati nel distretto di Caia e nella provincia di Trento, ma soprattutto come esperienza maturata, modello di intervento, sistema organizzativo strutturato e sviluppato negli anni.
Questo percorso di riflessione e pianificazione strategica vuole essere un’opportunità per coinvolgere soci, enti e singoli volontari, finanziatori, simpatizzanti nella definizione del futuro assetto organizzativo e dei programmi in Mozambico ed in Trentino.

Per quanto riguarda le attività del programma a Caia, sulle quali logicamente l’attenzione è sempre massima, possiamo dire di essere giunti ad una fase di maturazione che, dopo quella di avvio e quella di consolidamento, ci vede porre, pur in maniera differenziata a seconda dell’attività o del settore, di fronte alla prospettiva di attribuzione di maggiore responsabilità ai partner locali. Ci siamo dati tutta questa estate per valutare bene, settore per settore, insieme ai colleghi e ai partner a Caia, la strada migliore per aumentare l’autonomia gestionale e finanziaria delle iniziative, analizzando quali siano le diverse modalità per ciascuna attività ed i relativi tempi. Per quanto riguarda il programma in Trentino, questioni su cui dobbiamo riflettere e prendere delle decisioni riguardano il livello di investimento in termini di risorse umane e finanziarie e le priorità.

Per andare avanti dobbiamo riflettere non soltanto sull’operatività, ma porci anche delle domande più ampie, relative all’esperienza di cooperazione comunitaria nel suo complesso e al futuro del Consorzio e del Tavolo in quanto organi promotori e gestori.
Sarà questo il tema che vorremmo affrontare con tutti gli attori che in questi anni hanno avuto un ruolo nell’evoluzione di questa esperienza e pertanto vi invitiamo ad una serata di confronto venerdì 3 agosto 2012 alle ore 18 presso la sede del CAM.

Vuole essere una occasione per esprimere, oltre che i propri pareri in merito a queste questioni, la propria disponibilità a partecipare alla prosecuzione del percorso di confronto sulla pianificazione strategica, nonché il momento per riaffermare l’intenzione di continuare a partecipare al programma o modificare il proprio modo di parteciparvi.

Per informazioni contattare: cam@trentinomozambico.org

Pomodoro: una risorsa per l’economia e la comunità di Caia

La passata di pomodoro  è un ottimo sistema di conservazione del pomodoro in esubero. È uno dei semplici sistemi per fare in modo che l‘aumento di produzione agricola, ottenuta grazie all’impiego di migliori tecnologie, possa tradursi in reale aumento di disponibilità dei prodotti.

In una realtà come quelle di  Caia, la passata non è ancora molto usata e si consumano soprattutto pomodori freschi (il consumo di pomodoro è stato introdotto nell’area solo di recente). Per  assenza di sistemi di frigo-conservazione, quindi, la maggior parte dei prodotti orticoli invenduti viene mandata al macero. La passata permette, invece, di essere venduta e consumata nei mesi in cui il clima non consente la produzione ottimale di orticole, in genere verso novembre.

Quest’anno a seguito di una forte produzione di pomodoro fresco, l’azienda CDAC – Centro de Desenvolvimento Agro-Pecuario de Caia –  gestita dal CAM ha varato il progetto di trasformazione e conservazione del pomodoro, producendo circa 300 bottiglie (si sono riutilizzate bottigliette di birra raccolte nel distretto).

Intervistiamo Matteo Angri, responsabile del settore rurale del CAM.

Domanda: Come si è svolto il progetto e che risultati ha prodotto?

Risposta: Il progetto ha cercato di utilizzare semplici strumentazioni di tipo casalingo, come passatrici manuali e tappabottiglie a corona, in modo da rendere facilmente accessibile tale tipo di attività e diffondere tale pratica presso la comunità locale. La produzione del pomodoro in salsa è un sistema ancora nuovo, ma si sta diffondendo a poco a poco, soprattutto con il nostro impegno nella formazione attraverso lezioni e work-shop comunitari. La popolazione inizia a rendersi conto dell’importanza e dei benefici della conservazione dei prodotti.

Domanda: Qual è la produzione di pomodori del CDAC?

Risposta: I pomodori utilizzati per la passata sono stati tutti autoprodotti nell’azienda CDAC, che si trova a Murraca. Fin dal 2008, anno di fondazione dell’azienda, si è cominciato a produrre pomodori con volumi di produzione via via maggiori. La raccolta di quest’anno, iniziata a fine giugno e protratta per quasi tutto il mese di luglio, è stimata per circa 2000 kg di pomodori, su una superficie di circa un ettaro, ovvero un terzo dell’area totale dell’azienda adibita ad orticole.

Domanda: Come avviene la distribuzione e commercializzazione della conserva?

Risposta: La distribuzione verrà fatta con i mezzi in dotazione verso il mese di ottobre-novembre e per ora solo nel distretto di Caia, prendendo in considerazione prevalentemente mercati e qualche ristorante.

Domanda: Come viene utilizzata la passata dalla comunità?

Risposta: Il pomodoro oggi si sta diffondendo molto in cucina per dare colore e sapore, quindi la passata viene impiegata per la preparazione di piatti tipici come surrogato del pomodoro fresco.

Ecco un esempio di una squisita ricetta tipica: Caril de Frango – Curry di pollo
Ingredienti per 4 persone:
1 pollo
3 cucchiaini di polvere di curry
olio di semi o di oliva (ma nella cucina indiana non si utilizza l’olio di oliva!)
1 cipolla tritata
1 cucchiaio di polpa di pomodoro
2 dl di latte di cocco
1 spicchio di aglio
coriandolo
sale

Preparazione:
Tagliare a pezzi il pollo, togliere la pelle e insaporirlo con un cucchiaino di polvere di curry. Soffriggere la cipolla tritata nell’olio. Quando la cipolla inizia a dorarsi aggiungere il pollo e mescolando far dorare tutto insieme. Spargere sopra il resto del curry e la polpa di pomodoro e mescolare. Tritare l’aglio e il coriandolo insieme al sale grosso e aggiungerli al curry. Lasciare cucinare a fuoco molto lento, coperto e senza aggiungere acqua: l’acqua della cipolla e dello stesso pollo dovrebbe essere sufficiente. Quando la carne sarà cotta, aggiungere il latte di cocco e lasciare cuocere altri 5 minuti.
Aggiustare di sale o di aromi e servire caldo!

Bom Apetite!

Utilizzando questa ricetta come base si può fare il “caril” (curry) di tutto: gamberetti, pollo, granchio, agnello… Non abbiate paura di sperimentare!

E’ importante utilizzare una buona miscela di curry: generalmente quelli che si trovano nei negozi etnici sono meglio di quelli proposti dalle classiche marche di spezie. In Mozambico è molto utilizzata la marca “Rajah”.

E per accompagnamento, la cosa migliore è il riso basmati oppure il pane papadum indiano!

La Provincia di Sofala al lavoro sulla sostenibilità dei progetti CAM

Lo scorso 6 giugno, in occasione della visita a Caia del Presidente del CAM, si è tenuto un incontro con il Governatore della Provincia di Sofala. Nel corso della riunione è emersa la necessità di puntare ad una maggiore e graduale autonomia dei soggetti coinvolti rispetto al Consorzio. Sul punto il Governatore ha sottolineato l’importanza, dopo 12 anni di presenza diretta, di “svezzare il distretto” ed ha proposto l’invio da Beira di una equipe provinciale multi-settoriale che visitasse il programma sia al fine di monitorarne l’andamento, sia per progettare strategie future di sostenibilità condivise con il Governo, affinché questo possa includere le proposte nella sua pianificazione economica e sociale (PES 2013).

L’equipe, formata da nove funzionari provinciali dei diversi dipartimenti, ha visitato tra il 26 e il 28 giugno tutti i progetti – accompagnata oltre che dai responsabili locali ed espatriati del CAM, anche da vari esponenti del Governo Distrettuale – ponendo domande, offrendo suggerimenti e facendo proposte. L’iniziativa ha ottenuto innanzitutto il risultato di avvicinare maggiormente i servizi provinciali al programma del CAM e viceversa, ma anche quello di diffondere la consapevolezza della necessità di rendere autonome e sostenibili le attività finora gestite dal CAM.

La valutazione da parte dell’equipe del lavoro del CAM e del connesso impatto sulla comunità di Caia è stata molto positiva, eccependo soltanto il timore di una eccessiva polverizzazione degli sforzi sulle molteplici attività promosse.

Particolare attenzione è stata posta sulle attività che per loro natura non sono autosostenibili, soprattutto quelle dell’area salute ed educazione, per le quali l’equipe si è proposta di analizzare possibili soluzioni per consentirne la prosecuzione. L’equipe, inoltre, ha mostrato estremo interesse e valutato con attenzione anche il progetto di scuola d’agraria e CDAC.

Le conclusioni di tale lavoro hanno sancito l’importanza di un più ampio dialogo tra i livelli distrettuale, provinciale e attività del CAM al fine di poter accedere a servizi, corsi di formazione ed altre possibilità offerte dalle istituzioni o da enti governativi. Dal tavolo multisettoriale sono emerse, infine, specifiche richieste sia al CAM, per rafforzare l’impegno nella formazione teorica e soprattutto gestionale per tutte le attività messe in campo, sia alle istituzioni, per impegnarsi a valutare la possibilità di assumere gradualmente la responsabilità di specifiche attività.