"Lezioni sul Mozambico": Ultimi due appuntamenti

"Lezioni sul Mozambico": Ultimi due appuntamenti

buonaVi ricordiamo che martedì 20 e 27 maggio si terranno gli ultimi due appuntamenti del ciclo “Lezioni sul Mozambico”: un’occasione imperdibile per avvicinarsi ed approfondire la cultura, la musica e la società del Mozambico. L’appuntamento di martedì 20 maggioMozambico: ritmi e melodie” prevede una coinvolgente lezione sulla musica e “musiche” mozambicane, a cura del musicista Jo Choneca. Durante l’ultima lezione del 27 maggioMahla, un film dal Mozambico” verrà proiettato il film del regista mozambicano Mickey Fonseca completo di sottotitoli in italiano.

Rinnoviamo l’invito a partecipare a questi incontri estremamente suggestivi ed unici, ovviamente liberi e gratuiti che avranno luogo presso la sede del CAM a Trento (via al Maso Visintainer 8) dalle ore 19.00 alle 20.00. A fine lezione, per chi vorrà intrattenersi a fare due chiacchere, ci sarà un aperitivo solidale.

Vi aspettiamo numerosi!

 

Joao in concerto

Joao in concerto

ConcertoJoaoCAM è lieto di invitarvi ad un evento speciale ed affascinante: mercoledì 21 maggio si esibirà in concerto il musicista mozambicano Jo Choneca. Il concerto sarà un’occasione imperdibile per conoscere la musica mozambicana e non solo – la musica del cantautore mozambicano è estremamente originale e caratterizzata da un mix di stili e ritmi tra cui afro, pop, funk e reggae. Il concerto/aperitivo avrà luogo alla “Bookique – Caffè letterario Predara” alle ore 19.30.

Per chi non lo sapesse il locale si trova a Trento, nel Quartiere San Martino, Parco della Predara, tra l’Albermonaco e il Castello del Buonconsiglio.

Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci!

Vi consigliamo caldamente di partecipare e non rimarrete delusi! Vi aspettiamo!

 

Primeiro de Maio – Festa internazionale dei lavoratori – a Caia

La festa del primo maggio di Caia 2014 quest’anno è stata raccontata su Facebook da Julai Jone, dello staff locale di coordinamento. Proponiamo integralmente e in originale il testo della sua testimonianza della tradizionale sfilata, costellato di riferimenti a tante persone che compongono l’equipe locale del CAM a Caia. E’ difficilmente traducibile, non solo per una questione linguistica, ma soprattutto per i riferimenti a cose e persone… non puramente casuali.

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1º De Maio De 2014 – PARTE I Nas fotos, o começo do desfile. Só o começo. Apesar do sol tão brilhante e meio quentinho, o resto ainda estava “frio”. A energia humana e todo potencial de humor, tudo ainda estava por explorar, e era só uma questão de tempo para aquecer com tudo e com todos! 

Foi necessário percorrer apenas quinhentos metros para confirmar o propósito: aquecer o desfile, aliás a celebração do dia do trabalhador. 

Quando menos se esperava, eis que Martinho Celestino Francisco brinda-nos com uma canção [na verdade, ele pediu eximir-se da tarefa de “tirar fotografias”, justificando que queria aquecer a marcha. Assim, acabou passando a missão para Zacarias António Charles]. Acho que Martinho pode lembrar-nos o título daquela primeira canção. 

10303785_633901656690656_9151520306501471534_nMas, não tardou que o coro afinasse as vozes em resposta à iniciativa [ou já estavam afinadas?], ao mesmo tempo que cada um procurava exibir seu talento de dança. Este era apenas o início do começo, aí naquele troço entre o hospital e a passagem de nível.
Porque depois de se ter desenhado a curva da “paragem de sena”, a dimensão do “misto” era tal que só Issufo Abdul G Ali pode melhor explicar, [aí por cima de sua motorizada que faz menos barulho que a de Vânia Manuel Tenda (na companhia de César Mazezo) excepto a buzina, claro]. 

Mas engana-se quem pensar que a marca de Issufo foi apenas a buzina de sua “mota”. Ora, ele parecia muito criativo [na verdade, confesso-vos que ele o é!], já que acabou surpreendendo o mundo com um bom título, e espero que nos lembre, se faz favor Issufo! Mas é um número que Marcos José Jone deve ter gostado. Samuel Dom Luísa, Também [atenção: Samuel Dom Luísa é nome do Facebook de Samuel Dom Luís]. Não sei se Zinaida Ibraimo “apanhou” essa, porque ela estava no carro, junto com Hajy Carimo Hajy, com vidros fechados daquele Nissan Hardbody branco, na companhia de tantos outros colegas. Eu ia à pé. Mas o Marcos sugeriu que eu “subisse” a motorizada do Issufo. Eu resisti, mas, mais tarde acabei cedendo mesmo sem saber os porquês desta sugestão. E, espero que Issufo venha fazer um ensaio de 10 segundos daquela canção que sempre repetiu em palavras de ci-sena pronunciadas com tanto esforço.
De resto, era uma verdadeira explosão de alegria, num pleno desfile que ia acontecendo já em função dos cantos e danças.
Já na paragem da Beira, o pai Luís junta-se ao grupo. Encontramo-lo à beira da EN1, (talvez a espera da boleia do desfile?). “Pai Luís” é uma expressão carinhosa criada pelo CAM (Consórcio Associações com Moçambique) para chamar o Senhor Luís Juliasse Tomo. Mesmo o (JP) Jonathan Paci, o (EP) Enrico Pietroboni e a (CA) Cláudia Aloísio tratam-no de “Pai Luís”.
Na rotunda da EN1, houve um facto suficientemente curioso. O Issufo e Martinho fizeram um verdadeiro espetáculo. Espero que um de vocês possa explicar aquela ginástica, que ninguém mais “aguentou”.
Os vossos comentários serão importantes para ajudar aos que não participaram desta “festa” a ter uma “imagem” do que realmente aconteceu.1148929_623831497711912_8632556124979188343_n
JP, EP e CA são alguns destes que, para além de terem ajudado a preparação, queriam estar fisicamente [mas não pôderam, não porque assim o quisessem, mas porque a doença não os permitiu: passaram o 25 de abril de malária, inclusive os dias subsequentes] naquele que será um dos mais ousados convívios da família do CAM e não só.
As coisas não terminaram por aqui, pois nos próximos dias, naquilo que proponho chamar de PARTE II, vou falar-vos da continuação desta celebração, com referência à viagem para Murraça e o gesto de Galo [atenção: Galo é nome de pessoa!]

 

 

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Primeiro de Maio – Festa internazionale dei lavoratori… anche a Beira

Primeiro de Maio – Festa internazionale dei lavoratori… anche a Beira

Mentre a Caia i collaboratori locali del CAM stavano partecipando “in prima fila” alla tradizionale sfilata della festa del primo maggio, Enrico, Claudia e Jonathan, l’equipe espatriata, hanno assistito alle celebrazioni nella cittadina di Beira. Pubblichiamo un breve reportage fotografico di Enrico Pietroboni.

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La Capulana

La Capulana

Proponiamo un articolo gentilmente concesso dall’autore Nunzio De Nigris, tratto dalla rivista online “Poelela Magazine”.

“Capulana” è il nome che viene dato in Mozambico ai teli colorati che ogni donna possiede. Pare che la loro introduzione nel paese sia relativamente recente, circa due secoli, eppure senza le capulane il volto del Mozambico (e della maggior parte dei paesi africani) non sarebbe lo stesso.

Nelle zone rurali o nei quartieri periferici della capitale, la capulana, avvolta intorno ai fianchi, è l’abbigliamento tradizionale di ogni donna che si rispetti. Viene utilizzata per portare un bimbo sulla schiena alla maniera africana o come telo aggiuntivo viene di solito adoperato per garantire ulteriore protezione ai neonati quando fa più fresco (esiste anche l’inverno africano!).

Viene anche utilizzato dalle venditrici ambulanti sopra il marciapiede per potervi esporre la propria merce, a fine giornata, la si arrotola formando un cerchio che, adagiato sulla testa aiuta a trasportare facilmente sino a casa la cesta con gli articoli rimasti invenduti.

Una capulana in più fa sempre comodo, se fa fresco o tira vento, può essere avvolta intorno alle spalle per scaldarsi; se c’è da aspettare a lungo,  per esempio in attesa di una visita medica, la si stende per terra per sedercisi sopra senza sporcarsi; se si viene sorpresi da un’acquazzone tropicale, può rimpiazzare i vestiti fradici che si indossano.

Una capulana può sostituire, alla bisogna, lenzuola, tovaglie, tende e, se necessario, pure l’asciugamano. In assenza di toilettes pubbliche, avvolgere una capulana attorno ai fianchi è un ottimo modo per ripararsi da sguardi indiscreti mentre si fa pipì al alto della strada.

Questi sono gli usi della capulana “semplice”, ossia del telo rettangolare basico. La dimensione della capulana è standard, un metro e quindici di altezza per un metro e ottanta di lunghezza, ma i colori e fantasie sono praticamente infiniti. Tuttavia, è evidente che con ago, filo, e fantasia, i possibili usi si estendono ulteriormente. Innanzitutto ci sono i vestiti tradizionali, spesso elegantissimi, composti da gonna, blusa e copricapo, tutti dello stesso tessuto o con due fantasie a contrasto. Molte stampe sono tipiche di una particolare zona o paese, e basta un’occhiata per individuarne la provenienza.

Sopra questi tessuti vengono riprodotti gli elementi della vita quotidiana di una donna, come le cipolle o i peperoni oppure  motivi astratti (spirali, rombi, ecc.). Le capulane vengono scelte anche in occasioni di feste o riti per indicare l’appartenenza ad un gruppo.

Non mancano le capulane commemorative, come quelle che ricordano l’indipendenza o i leader politici più popolari, o altri avvenimenti importanti (i 90 anni di Nelson Mandela, l’oro olimpico di Lurdes Mutola – probabilmente la più famosa atleta mozambicana, che vinse l’oro negli 800 metri alle olimpiadi di Sydney del 2000).

Più di recente la presenza di molti espatriati (e soprattutto di espatriate) ha favorito un interessante giro d’affari legato a tutto ciò che si può realizzare con le capulane: gonne, canotte, vestitini, pantaloni, borsette, ma anche accessori come orecchini, collane e bracciali o ancora scatole porta bijoux.

La capulana è un prodotto incredibilmente versatile ed alquanto economico, a seconda della qualità. E’ un ottimo regalo per le donne che grazie al proprio estro sapranno farne un buon uso.

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