Storie, immagini, ricordi e… ricette da Caia

Storie, immagini, ricordi e… ricette da Caia

Caia.

Una minuscola cittadina sulle rive del fiume Zambezi, nel cuore piú interno del Mozambico. Un passaggio obbligato per camionisti e viaggiatori che, percorrendo il paese da Nord a Sud, devono attraversare l’unico ponte che collega le rive del grande fiume. Il resto sono é un pugno di casette e capanne sparse lungo la strada principale e una linea della ferrovia battuta dal sole. Questa é Caia, e non avrei mai pensato un giorno di chiamare questo luogo sperduto “casa”.

Eppure é passato già oltre un mese dal nostro arrivo in questo angolo remoto di mondo, e ancora ci stiamo abituando all’impatto di questa nuova vita e le sue regole tutte nuove, ancora da scoprire, conoscere, comprendere, capire.

Siamo partiti in tre, io, Lucia e Mauro. Ci siamo conosciuti direttamente in Mozambico, loro svolgeranno un anno di servizio civile a Caia, mentre io sarò solo di passaggio, per fare il pieno di esperienze ed emozioni.

Un bel gruppetto.

Ci sono solo due modi per raggiungere Caia.
(D’accordo, tre, se sei cosí fortunato da possedere un’auto).
Le tue uniche opzioni sono di rischiare la vita affrontando la terribile strada N1 Beira – Inchope – Caia a bordo degli spericolati machibombo, i mezzi di trasporto locali, oppure prendere il lentissimo treno del martedí, che é l’unico di tutta la Provincia.
Noi abbiamo preso il treno.
Se doveste andare a Caia, prendetelo anche voi. Il viaggio sarà lunghissimo, ma fuori dal finestrino potreste assistere allo spettacolo del paesaggio mozambicano che scorre e cambia davanti a voi, scoprendo cosí le tante sfumature di questo paese.

A Caia siamo accolti nelle strutture del CAM, o del “Consorcio”, come viene chiamato qui da tutti.
Sono oltre dieci anni che il Consorcio lavora attivamente nella regione, e si può constatare il grande impatto che ha avuto in questa zona solo a giudicare dalla fama e dal rispetto che si é conquistato nelle persone.
Questo aiuta molto perché qui a Caia servono davvero poche presentazioni: se sei bianco e sei italiano, di sicuro lavori nel Consorcio, lo sanno già tutti.

Ma l’impatto piú significativo si può forse apprezzare nelle persone che, con il Consorcio, ci lavorano per davvero. Julai, Martinho, Elias, Dionisio, Neidy, Federico. La sensazione che ho avuto è stata quella di conoscere una grande, accogliente famiglia. Una famiglia composta da tante persone straordinarie, realmente coinvolte nella propria missione. Una squadra di primissimo livello, con la quale sto condividendo la mia esperienza e sto imparando molto.

Parlando e condividendo esperienze, si capisce quanto il lavoro con il Consorcio per loro sia importante.

Il senhor Martinho mi porta a visitare le escolinhas di cui è il responsabile. Piccole oasi di speranza per quei bambini di età prescolare che non sempre hanno possibilità di accedere ad un’educazione.
E sono ancora tanti, da queste parti.
Uno dei problemi di un paese che si sposa troppo giovane, troppo presto, troppo inconsciamente, lasciando i bambini spesso e volentieri lasciati a sé stessi, o senza una solida famiglia alle spalle.
La prima domanda che mi viene posta é sempre la stessa: “sei sposato?”.
Sposarsi qui é un passaggio obbligato nella vita di un individuo, e anche una fonte di ricchezza e sostentamento, grazie alla dote che viene scambiata tra famiglie. Ma questi matrimoni instabili e precoci lasciano dietro di sé lo strascico di bambini orfani o abbandonati sulla strada.
Alla luce di tutto questo, comincio a comprendere la preziosità di luoghi sani e accoglienti come le escolinhas di Martinho e del Consorcio.

Il senhor Elias é un vulcano di energia, lo trovo sempre sorridente e coinvolto in attività ogni volta differenti.
Il focus del suo lavoro è nel campo della salute, forse il problema principale qui in Africa. Ma il senhor Elias é una di quelle persone che si rimbocca le maniche e affronta qualsiasi problema con creatività e inventiva. Insieme ad un folto gruppo attivisti promuove eventi di sensibilizzazione nella comunità, visita di ogni malato dei quartieri di Caia, offre aiuto e assistenza, e tiene monitorata la situazione sanitaria del distretto. Assieme a tutto questo ha avuto l’idea di fondare gruppi di sostegno per malati di AIDS, dimostrazioni culinarie per educare sull’alimentazione, un gruppo teatrale di sensibilizzazione, e non so a quali altre idee creative stia già pensando in questo momento. Ma di sicuro non si ferma di fronte a nulla, quando si tratta di sostenere persone in difficoltà o salvare vite umane.

E lui lo fa ormai da moltissimi anni, sempre con lo stesso sorriso di chi ama la vita e ha un’incrollabile speranza nel futuro.

É lui che si é preso a cuore le sorti di noi ingenui muzungu, guidandoci alla scoperta di questo strano mondo mozambicano, con le sue nuove regole e i suoi bairros intricati, approfittando di ogni occasione per portarci in giro con la sua moto, nelle sue numerose missioni di conforto ai malati del distretto.
A fianco a lui si impara sempre.
L’altro giorno abbiamo assistito ad una delle dimostrazioni culinarie che lui stesso ha contribuito ad organizzare, per cercare di dare un’educazione alimentare alle donne e alle giovani mamme che si apprestano a crescere dei bambini.

Il Mozambico è un paese ricchissimo di risorse, alimenti, possibilità. Spesso manca solo l’educazione minima necessaria per ottenere il massimo da quello che offre la terra.
Riso, mais, sesamo, arachidi, anacardi, patate, manioca, cocco, manghi, banane. Nelle stagioni piovose questo paese si trasforma in un Eden miracoloso, nel quale basta solo chinarsi per raccogliere tanta manna sufficiente per vivere senza pensieri per tutta la vita.
Ma nonostante la ricchezza del terreno, la povertà del popolo diventa il vero terreno fertile per gli affari di colonialisti, politici e multinazionali.
Ah, il Mozambico! terra bellissima e paradossale. Le famiglie più povere preferiscono vendere la ricchezza dei propri ortaggi e della propria frutta per guadagnare il poco diñeiro sufficiente per comprare una lattina di coca-cola.

Per questo questi incontri sull’alimentazione sono particolarmente importanti, perché restituiscono alle persone il valore degli alimenti della propria terra e della cucina tradizionale.
É stato un incontro molto interessante anche per noi, e abbiamo preso appunti per non dimenticare nulla!

Per il resto, la vita a Caia scorre tranquilla.
La città é piccolina e non offre molte distrazioni. L’unico locale aperto la notte é una birreria gestita da una stanca coppia di portoghesi dagli occhi spenti.
Lo ammetto, all’inizio non é stato facilissimo. Ci sono tante cose a cui ti devi ancora abituare. L’acqua da bollire e filtrare, il cibo, il sole inesorabile, il caldo, le zanzare, i ritmi lenti, le attese infinite, le strade dissestate, il portoghese un po’ imbarazzante con il quale cerchi di farti capire al mercato.

Ma poi viene la pazienza. Quella sí, la puoi imparare qui. Ed é solo con tanta pazienza che il portoghese lentamente migliora, cominci ad apprezzare il cibo, le grandi piogge estive rinfrescano l’aria e il calore non é piú cosí insopportabile. E quando cominci ad adattarti, gli occhi e il cuore si aprono a quello che ti succede attorno.

E alla fine, con il passare del tempo, senza che tu te ne accorga, il Mozambico ti rapisce.

Cominci a mischiarti con la gente, cambiare forma, abitudini. Ti salutano tutti, anche quelli che non conosci. E ti ritrovi a sorridere, alzando anche tu la mano per ricambiare il saluto. Cominci a diventare una parte dell’equilibrio di questo piccolo mondo. “Muzungu” diventa il tuo secondo nome, che passa di bocca in bocca tra tutti i bambini che ti guardano incuriositi, ridendo.

Sei lo stesso di sempre, ma dentro di te scorrono già esperienze nuove.

Qalcosa di strano si è già infilato nella mente e nel cuore, infettandoti di una malattia piú incurabile e tenacie della malaria.

Il mal d’Africa.

Trova il mondo in Trentino – Scatti e riflessioni in un mondo interconnesso

Trova il mondo in Trentino – Scatti e riflessioni in un mondo interconnesso

Dalla piattaforma 60 Storie (vedi qui i progetti che CAM, GTV e ATB hanno realizzato gli scorsi anni), nasce un nuovo entusiasmante progetto: Trova il Mondo in Trentino, che intende sensibilizzare e attivare il pensiero critico sul tema delle Interconnessioni attraverso la fotografia per rendere i giovani partecipi delle numerose interconnessioni presenti in questo mondo. Il progetto prende avvio con un momento aperto a tutta la cittadinanza: due mostre fotografiche che con la loro forza ed il loro impatto raccontano alcuni temi cari al progetto: le interconnessioni ambientali e le interconnessioni sociali.

Dal 7 al 24 febbraio presso la sede del Consiglio provinciale in via Manci 8 verranno esposte due mostre reportage ‘Il costo umano dei pesticidi’ di Pablo Piovano e ‘From there to here’ di Giulio Piscitelli, il progetto prevede  poi anche un corso di fotografia, dove saranno affrontate sia questioni tecniche che gli approcci della fotografia sociale e un concorso che metterà in palio un viaggio in Vietnam, Mozambico oppure Serbia, ma anche un’attrezzatura fotografica.

L’evento di lancio del progetto e delle mostre si terrà mercoledì 7 febbraio alle 18 presso il  Consiglio Provinciale – via Manci 8 a Trento.

‘Il costo dei pesticidi’ porta alla luce gli effetti delle colture geneticamente modificate e il conseguente impiego indiscriminato di diserbanti che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione. Si parte dall’esperienza in Argentina e l’utilizzo del glifosato per arrivare a riflettere sull’agribusiness e sulla situazione in Trentino.

‘From there to here’ affronta invece il tema dell’immigrazione da parte di persone provenienti da ogni angolo del mondo, un fenomeno che si è intensificato soprattutto dopo gli sconvolgimenti politici e sociale in Medio Oriente e Africa. Una mostra per approfondire l’attuale gestione dei flussi in Europa, le strategie, il futuro e i risultati dell’accoglienza.

Continuate a seguirci per scoprire presto di più sul corso di fotografia e soprattutto sul concorso… “trova il mondo in Trentino”!

INAUGURAZIONE: Mercoledì 7 Febbraio ore 18:00
DOVE: Presso il Consiglio Provinciale – via Manci 8 a Trento
INTERVENTI: Paulo Lima – Noi e il Clima che Cambia
Gabriel Echevarria – Il viaggio dei migranti
MODERATORE: Michela Grazzi, Radio Trentino in Blu
Seguiranno visite guidate alle mostre a cura di Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica.

Le mostre saranno aperte dal 7 al 24 Febbraio 2018
ORARIO: Lunedì – Venerdì: 8.30 – 19.30 + Sabato: 9.00 – 12.00
Ingresso libero
Visite guidate alle mostre: sabato mattina su prenotazione: info@gtvonline.org

Vedi anche l’articolo sul quotidiano online Il Dolomiti e la scheda progetto sul sito di GTV onlus.

CAM seleziona un coordinatore paese per il Mozambico

CAM seleziona un coordinatore paese per il Mozambico

Il CAM sta selezionando un coordinatore paese per il progetto in Mozambico, con base a Beira e disponibilità per missioni sul territorio mozambicano; inizio collaborazione da marzo per tutto il 2018, contratto rinnovabile per il 2019.

DESCRIZIONE DELL’INCARICO

Il coordinatore Paese avrà ampie responsabilità per il coordinamento, lo sviluppo, la supervisione e l’aggiornamento delle attività CAM nel Paese. La posizione richiede un leader/manager, dinamico, orientato ai risultati e in cerca di un’opportunità per far crescere le attività del CAM in Mozambico e rinforzare le sue relazioni con le autorità locali. Questa posizione richiede competenza e capacità di individuare opportunità progettuali, autonomia decisionale e abilità nel problem-solving, leadership e volontà di essere attivamente coinvolti – quando opportuno – nella gestione dei progetti con i project managers.

AREA COORDINAMENTO
1. LIVELLO DI GESTIONE

  • Coordinare ed armonizzare le varie attività settoriali e intersettoriali (progetto CAIA / Progetto Rifiuti Beira / progetto microcredito / progetto SoMICA / progetto genere ed eventuali futuri progetti), anche attraverso riunioni periodiche con i vari responsabili settoriali, nel rispetto della trasparenza, delle responsabilità individuali e del dialogo;
  • Supervisionare le attività dei progetti, in collaborazione con i responsabili e nel rispetto delle loro competenze tecniche e responsabilità specifiche predisponendone il loro monitoraggio e valutazione e le loro eventuali ri-programmazioni, sia in termini di variante che di prosecuzione;
  • Supervisionare e orientare il lavoro del coordinatore locale a Caia in tutti gli aspetti di coordinamento, in particolare di relazioni istituzionali, favorendo sempre più il raggiungimento dell’autonomia in quest’ultimo;
  • Partecipare ai processi decisionali e alla risoluzione dei problemi, nell’ambito delle attività del Programma in corso in Mozambico, in particolare nel caso in cui siano coinvolte le istituzioni;
  • Seguendo le indicazioni di CAM, agevolare la fase di conclusione dei progetti attuati, e di passaggio all’autonomia nella gestione locale dei progetti;
  • Coordinare il personale espatriato che opera nei progetti per creare opportunità di collaborazione e di rete;
  • Farsi carico di creare con le risorse del programma, condizioni di vita e di lavoro dignitose ed adeguate per sé e per i colleghi e condizioni di accoglienza dei volontari in visita programmata, nonché delle missioni di servizio; per questo sarà necessario dirigere e supervisionare la gestione dell’ufficio CAM a Beira e le risorse umane operanti.

2. LIVELLO DI COMUNICAZIONE CON L’ITALIA

  • Per le questioni strategiche e di carattere generale fungere da intermediario nella comunicazione tra coordinamenti / direttivi in Italia e i collaboratori locali in Mozambico;
  • Essere costantemente informato dai responsabili di progetto per le questioni tecniche ed operative direttamente sottoposte ai referenti in Italia;
  • Partecipare ai gruppi di coordinamento di progetti congiunti con e CEFA, TDH o altri partner dove previsto;
  • Dare inputs/idee, in coordinamento con lo staff sul terreno, al CAM Trento per la pianificazione strategica delle azioni CAM in Mozambico e in Italia e per la comunicazione del CAM (sito web, social media, etc….)
  • Durante i rientri in Italia, prevedere dei momenti di programmazione e confronto con il Consiglio Direttivo del CAM, nonché partecipazioni ad eventi pubblici e iniziative eventualmente previste;
  • Redigere i seguenti report:
    -relazioni trimestrali di aggiornamento sulle attività
    -relazione annuale del programma, inclusiva di tutte le attività dettagliate nei report dei vari progetti, elaborati dai relativi capi progetto;
    -relazioni annuali per il MINEC e per tutte le direzioni distrettuali, provinciali e ministeri;

AREA NETWORKING E PROGETTAZIONE

  • Mantenere le relazioni, in collaborazione con l’equipe di CAM Italia, con i donatori (a livello di Mozambico), controparti e partners e costruire nuove partnership con attori strategici (ONG internazionali, organizzazioni locali, università, etc) con i quali avviare collaborazioni e progetti;
  • Contribuire a diversificare le fonti di finanziamento del programma, monitorando canali e strumenti di finanziamento, individuando possibili bandi a cui partecipare;
  • In collaborazione con lo staff in Mozambico (sia locale che espatriato), con il Consiglio Direttivo del CAM e con i gruppi di lavoro, avviare nuove progettazioni in linea con gli obiettivi e i metodi delle organizzazioni sopra citate coerenti con le priorità dei bandi individuati nel punto sopra, esplorando anche opportunità/possibilità di espandere le azioni in aree settoriali o geografiche differenti.

AREA RAPPRESENTANZA

  • Rappresentare il CAM nelle sedi istituzionali (ministeriale, provinciale e distrettuale) al fine di curarne gli interessi in Mozambico e assicurarne la visibilità
  • Rafforzare la relazione con gli attori istituzionali a livello locale, provinciale e nazionale
  • Rappresentare il CAM agli incontri di coordinamento a livello locale e Nazionale, rivolti alle varie ONG, istituzioni, società civile (italiane e/0 internazionali)

AREA AMMINISTRATIVA / CONTABILE

  • orientare le attività amministrative per la regolarizzazione di permessi di lavoro, autorizzazioni dell’ONG, fiscalità ed altre pratiche secondo le normative mozambicane e in collaborazione con la amministrativo/a locale;
  • verificare e poi orientare l’amministrativo/a di Beira sugli adempimenti formali e burocratici richiesti dalla legislazione locale e seguire costantemente l’evolvere della legislazione inerente l’attività delle ONG in Mozambico;
  • Supervisionare la correttezza della gestione contabile generale del programma a Caia su cui il rappresentante paese ha la responsabilità finale (controllare la prima nota di cassa/banca compilata dall’amministrativo/a, coordinare l’invio in Italia dei giustificativi, verificare e gestire le operazioni dei conti bancari in Mozambico, autorizzare le varie richieste di liquidità da parte dei vari responsabili di settore);

Caratteristiche richieste:

  • Capacità di analizzare rapidamente e integrare informazioni provenienti da diverse fonti
  • Consapevolezza politica e capacità di gestire questioni delicate con diplomazia e di coltivare rapporti produttivi
  • Familiarità con le politiche, procedure e guidelines della cooperazione italiana e dei donatori internazionali
  • Capacità di operare in un ambiente di lavoro autonomo, attitudine al problem-solving e professionalità nel rispettare gli obiettivi e le scadenze
  • Impegno a lavorare con il personale di campo e a supportarlo
  • Provata capacità di supervisionare lo staff di lavoro e di gestire e sviluppare progetti
  • Provata capacità a relazionarsi con autorità / rappresentanti governativi a tutti i livelli ed elevata propensione al networking
  • Disponibilità a seguire le indicazioni dell’ufficio CAM Italia e a coordinarsi con lo stesso prima di prendere decisioni
  • Capacità nel gestire i conflitti o le tensioni e affrontarli riconoscendo in modo proattivo sentimenti e punti di vista diversi e orientandosi verso una soluzione reciprocamente accettabile

Requisiti ed esperienza:

  • Laurea nel campo della cooperazione allo sviluppo (o simili)
  • Almeno 3 anni di esperienza in progetti di cooperazione allo sviluppo internazionale
  • Conoscenza del portoghese e dell’italiano con abilità di scrittura.
  • Capacità di utilizzare i principali pacchetti applicativi informatici
  • Forte competenza nella gestione dei budget
  • Una precedente esperienza in Africa è necessaria e la conoscenza diretta del Mozambico è preferenziale
AfricHand project, una mano per l’Africa

AfricHand project, una mano per l’Africa

Il CEFA, col sostegno di molti partner e la collaborazione del CAM in Mozambico dà il via ufficiale al grande progetto di sostegno alla filiera del latte a Beira, che comprende anche delle componenti di lavoro su agricoltura e nutrizione e un intervento nella provincia di Gaza nel sud del Mozambico. Il progetto sarà presentato giovedì 1° febbraio alla Fieragricola di Verona: ecco qualche dato nell’articolo pubblicato da AgroNotizie e Allevatori Top.

Con le donne del Mozambico per creare agricoltura ed una vera filiera latte nelle province di Gaza e Sofala. Ne parleranno Giovanni Beccari di Cefa e Giovanni De Luca di Allevatori Top a Fieragricola il prossimo giovedì 1° febbraio.

Dopo anni di guerra civile, il futuro del Mozambico sta prendendo forma, ma il problema della malnutrizione resta un aspetto prioritario nell’agenda di qualsiasi intervento, così come il tema della sicurezza alimentare.
Ecco perché Cefa, organizzazione non governativa che da più di quaranta anni è attiva in Africa, ha pensato ad un progetto di filiera dedicato al latte, coinvolgendo le comunità rurali nelle province di Gaza e Sofala e puntando sulle donne, vero motore dell’economia africana.
“Abbiamo una lunga esperienza in Africa – spiega Giovanni Beccari – e la filiera latte che abbiamo creato in Tanzania più di dieci anni fa, oggi prosegue autonomamente, con un forte impatto positivo sulle comunità rurali. Ecco perché abbiamo pensato ad un progetto analogo, ma esteso anche ad altri obiettivi, come la lotta alla malnutrizione.
AfricaHand project, questo il nome dell’iniziativa che si terrà nell’ambito di Fieragricola, giovedì primo febbraio, area forum del Padiglione 9, alle 14.00, avrà tre aree principali di intervento:

  • Zootecnia: per sviluppare l’allevamento, aumentare la produzione di latte e di foraggio locale.
  • Agricoltura: per trovare soluzioni sostenibili per incrementare la produzione di fagioli (apportatori di proteina), mais e patata dolce.
  • Educazione e sicurezza alimentare: per promuovere i concetti chiave di una corretta e sana alimentazione, incontrando le donne, andando nelle scuole a parlare con i bambini.
Cefa ha scelto di puntare sulle donne perché le donne reinvestono fino al 90% dei loro guadagni in cibo, salute e istruzione. Perché generano reddito e contribuiscono a rompere il ciclo della povertà.

Allevatori Top è partner di Cefa e conosce da vicino i volontari della Ong impegnati sul campo ogni giorno. Alcuni di noi in passato hanno avuto la possibilità di incontrare gli allevatori locali e ci è bastato osservare con quanta devozione accudiscono le proprie vacche per capire perché, mai come oggi, occorra dar loro la possibilità di crescere.
L’impatto di una sola vacca da latte in una comunità africana è un “evento” capace di cambiare gli orizzonti di chi la alleva, della sua famiglia, dei suoi figli e di tutta la collettività.
Non occorre una grande mandria, basta una sola vacca per dare una svolta.
Si crea istantaneamente una primordiale filiera produttiva: cambia l’indirizzo colturale degli appezzamenti di terra disponibili orientandolo ai foraggi, l’agricoltore diventa allevatore e come tale è responsabile della salute dei propri animali. Poi arriva il latte, un prodotto di pregio, che il mercato apprezza ed è disposto a pagare.
Le possibilità di successo sono concrete e la recente approvazione da parte del ministero degli Affari esteri di un articolato progetto triennale che vede come capofila il Cefa, insieme a Granarolo, FederUnacoma, Aci, Coopermondo, Consorzio Associazioni con il Mozambico, Comune di Reggio Emilia, Fondazione E35 e Regione Emilia Romagna conferma la validità di questa iniziativa.
Ecco perché saremo a Fieragricola per presentare il progetto e parlare con Cefa di ciò che tutti noi possiamo fare per il successo dell’iniziativa.
Da allevatore ad allevatore… una mano per l’Africa!
Contatti stampa
Giovanni Beccari (Cefa): g.beccari@cefaonlus.it, tel. 339.189.0923.
Giovanni De Luca (Allevatori Top): deluca@allevatori.top, tel. 334.628.3888.

Cittadini Planetari: arrivati a destinazione

Cittadini Planetari: arrivati a destinazione

Conoscere meglio il mondo della cooperazione internazionale e i suoi attori a livello locale, ma anche abbattere pregiudizi, aprire la propria mente e acquisire capacità di lavoro in gruppo. Questi i principali obiettivi di noi partecipanti al corso “Cittadini Planetari: Volontariato Locale ed Internazionale” svoltosi a Trento durante l’autunno appena trascorso. Interessi e ideali comuni, ma una varietà di personalità e percorsi formativi e professionali che ha rappresentato un punto di forza del gruppo. La varietà dei temi affrontati incontro dopo incontro ci ha fornito una visione globale del quadro della cooperazione e del volontariato.

Uno degli elementi fondamentali che ha caratterizzato la gran parte degli incontri è stata l’interattività: attraverso diversi giochi di ruolo abbiamo potuto sperimentare di persona situazioni come lo svolgimento di una riunione comunitaria o il processo di concessione di un (micro)credito. Ci siamo immedesimati totalmente nei “personaggi” rappresentati, tanto da provare sensazioni quali frustrazione e incertezza sul da farsi, ma anche soddisfazione, ed abbiamo potuto renderci conto delle varie difficoltà, sia oggettive che soggettive – dovute al coinvolgimento emozionale – che si presentano durante questi processi. Non sono mancati poi momenti di riflessione personale e di condivisione delle proprie opinioni, da cui sono emersi punti di vista e prospettive più svariati e che ci hanno dimostrato la ricchezza di un gruppo così eterogeneo. Inoltre, grazie all’incontro con i rappresentanti delle diverse associazioni, abbiamo scoperto interessanti dettagli e curiosità riguardo alle loro esperienze di volontariato ed a diversi paesi del mondo. Infine, alcuni interventi più teorici ci hanno permesso di capire meglio il ruolo di determinate associazioni nel contesto globale.

A dimostrazione del successo del corso, il cartellone di post-its creato durante il primo incontro con aspettative e sfide individuali di noi partecipanti è rimasto quasi vuoto. Ad ogni modo, questo non rappresenta tanto una conclusione del percorso, quanto un punto di partenza: considerando le innumerevoli proposte di volontariato presentate da ciascuna associazione, abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta! Non ci resta che rimboccarci le maniche…

Articolo redatto dalla corsista Marianna

Sul corso vedi anche: Cittadini planetari: volontariato locale e internazionale e Microcredito: vuoi metterti in gioco?