Musica in piazza per le Escolinhas

Sabato 17 agosto a partire dalle ore 21 a Pinzolo, in Piazza Carera si terrà il concerto dei LiscioGasato, durante il quale verrà presentato il progetto escolinhas. L’evento – organizzato dalla Pro-loco Pinzolo in collaborazione con il CAM (Consorzio Associazioni con il Mozambico) – si inserisce all’interno di “Notti a zonzo per Pinzolo“, una manifestazione culturale caratterizzata da spettacoli itineranti per le vie del centro e in piazza Carera, con mercatini e apertura serale dei negozi.

I fondConcertoPinzoloi raccolti durante la serata serviranno al sostegno delle 4 “escolinhas” – centri prescolari promossi dal CAM – Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus nel distretto di Caia.  In particolare, il ricavato finanzierà l’acquisto giochi e materiale ludico-educativo.

Per l’occasione saranno esposte nella piazza le immagini tratte dalla mostra fotografica presentata nel 2011 con le foto di Isacco, Gianpaolo e Martina Rama.

Ringraziamo la volontaria Nadia Parolari che cura per il CAM l’organizzazione dell’evento.

Siete tutti invitati per una serata di musica!

Esce "l'abbecedario della nostra dipendenza", lettura critica dello sviluppo mozambicano

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Esce per “Erickson” il libro “L’abbecedario della nostra dipendenza” una raccolta di interventi a cura dell’autore mozambicano Elisio Macamo.

L’abbecedario” è un saggio che si sviluppa come mappatura di problematiche affrontate “a ruota libera”, non governate da un pensiero sistematico ed in progressivo sviluppo, ma in risposta a sollecitazioni contingenti.

Gli interventi sono stati inizialmente pubblicati sul giornale “Noticias”, quotidiano nazionale mozambicano.

“Nell’ inaugurare con questo libro la propria produzione editoriale in collaborazione con la casa editrice Erickson, il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale desidera mettere l’accento sul tema del linguaggio: come parliamo, cosa diciamo e cosa agiamo quando parliamo. È possibile, sul piano epistemologico ancora prima che linguistico, riconoscere l’Altro da me, da noi (qualsiasi sia la diversità in questione: religiosa, razziale, culturale, sessuale, politica, sociale…) pari dignità e valore? I lemmi che compongono l’Abbecedario di Elísio Macamo, riferiti a diversi termini in voga nel gergo della cooperazione internazionale, offrono una possibile risposta alla questione.” – Jenny Capuano

l testo è disponibile presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (Vicolo San Marco,1 | 38122 Trento) al costo di 8 Euro.

In alternativa è possibile acquistarlo presso il CAM (Consorzio Associazioni con il Mozambico).

fotografia autore (1)L’autore:

Elísio Macamo, sociologo mozambicano associato all’Università di Bayreuth (DE), è attualmente professore di Studi Africani presso l’Università di Basilea (CH), dove è anche direttore del Centro di Studi Africani e coordinatore del dottorato e del master in Studi Africani. Le sue aree principali di ricerca sono la sociologia del rischio, la tecnologia nel quotidiano, la cultura politica e i metodi qualitativi di ricerca.

 

Caia e il tema della gestione dell'acqua – un role play

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Provare a mettersi nei panni di una famiglia di Caia, o di un regulo, o di un tecnico dell’Ufficio Acqua, o dell’amministratore… e simulare un dibattito su come affrontare il problema dell’accesso all’acqua. E’ questo l’esercizio che è stato proposto mercoledì 29 maggio a due gruppi di studenti dell’Università di Trento nell’ambito del corso CIVIC.A.S. 2013 – Contesti Internazionali in eVoluzione e Cooperazione Allo Sviluppo del Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (CFSI).

Si tratta della quarta edizione di una iniziativa ospitata dai Dipartimenti di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, Ingegneria Industriale e di Sociologia e Ricerca Sociale, e rivolta a tutti gli studenti interessati dell’Università di Trento. L’obiettivo è avvicinare gli studenti dell’Ateneo di Trento ai temi della cooperazione allo sviluppo quale strumento di conoscenza e lettura dei contesti internazionali, mettendo in evidenza le connessioni tra impegno nella cooperazione ed esperienze formative e professionali.

Il gruppo di lavoro “acqua e saneamento” del CAM ha colto l’invito del CFSI preparando per l’esercitazione finale del corso un gioco di ruolo che, dopo una illustrazione del contesto di Caia, ha proposto ai partecipanti, divisi in gruppo, di assumere uno dei ruoli degli attori di Caia sul tema acqua, agendo secondo le indicazioni presentate nelle schede di approfondimento per ciascun gruppo.

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Circa 80 gli studenti coinvolti che hanno “interpretato”: due diversi comitati di gestione di pozzi, due famiglie con status sociali diversi, l’amministrazione di Caia (tecnici dell’ufficio acqua e politici), il regulo (autorità locale tradizionale ereditaria, una sorta di capovillaggio), l’ONG “Consorcio”, gli ingegneri consulenti del Consorcio.

Gli studenti hanno interpretato i ruoli assegnati con vivacità, coinvolgimento e spesso creatività. La presenza in aula dei tutor e dei membri del gruppo di lavoro del CAM quali facilitatori ha permesso di ragionare su quanto emers e commentare i le dinamiche attivate, confrontandole con il caso reale di Caia.

Il ritmi del Mozambico conquistano i ragazzi trentini

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La scorsa settimana ci ha fatto visita per qualche giorno Joao, un amico mozambicano di Beira, che da tre anni vive in Italia. Joao studia servizio sociale a Genova presso la facoltà di giurisprudenza, ma la sua grande passione è la musica: è cantante, ballerino, musicista e compositore.

Nei tre giorni del suo soggiorno trentino, Joao è stato ospite di alcune scuole della Provincia per degli incontri un po’speciali. Molti ragazzi hanno sentito parlare per la prima volta del Mozambico e dell’Africa sotto una prospettiva nuova: non più solo fame e povertà, ma una realtà fatta di ricchezza, naturale e culturale, di bellezza, allegria e… musica. Infatti, dopo una breve introduzione, Joao ha coinvolto i ragazzi in attività legate al ritmo ed alla musica, attraverso l’uso del corpo e degli strumenti. Superata la timidezza iniziale, le classi si sono lasciate coinvolgere dalla musica africana, diventando loro stessi i protagonisti del ritmo e del suono.

Grazie alla testimonianza ed all’impegno di Joao, i ragazzi hanno potuto incontrare e conoscere un’Africa nuova, sicuramente più bella, viva e meno distante di quella che imparano sui libri di scuola.Joao percussioni mozambicane (2)

Un ringraziamento agli insegnanti di: Scuola dell’Infanzia di Miola di Pinè, Scuola Primaria di Calceranica al lago, Scuola Secondaria di Primo Grado “Savino Pedrolli – Gardolo”, Corpo Bandistico di Caldonazzo e ai volontari CAM che hanno accompagnato Joao nelle attività.

Qui trovate i video delle canzoni di Joao Life in Erasmus e Shine

Barbara Zamboni

"Ad ogni altezza esiste un basso che sostiene l'altro"

Quarta mostra

Mercoledì 22 maggio 2013, alle ore 16.30, prenderà il via l’ultima tappa della Mostra fotografica Nella pozza di fango come nel divino cielo ugualmente passa la luna”.

Inaugurata in Sala Falconetto a Trento lo scorso febbraio, fotografie sempre diverse sono state presentate nella parrocchia di Aldeno, in marzo e nella scuola secondaria di primo grado A. Manzoni di Trento lo scorso aprile. Ora, con il titolo Ad ogni altezza esiste un basso che sostiene l’alto”, saranno esposte nella Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione, sede della “memoria storica” della comunità, espressione del confronto, del potere, del dovere delle scelte, necessariamente indirizzate al bene comune.

Verrà riproposto all’attenzione del pubblico il lavoro realizzato nel laboratorio fotografico “A Munzuku Ka Hina”, lo sguardo degli allievi sulla propria condizione abituale: la vita nella discarica di Hulene, quartiere periferico della capitale Mozambicana e tra gli emarginati della città.

Uno sguardo dalla periferia dunque, ma anche uno sguardo che attraverso l’occhio protettivo dello strumento – macchina fotografica o video camera – sceglie, avvicina, isola e diventa consapevolezza e domanda. Il mezzo, realmente, si fa strumento, diventa opportunità di promozione, risposta alla ricerca di identità, occasione di cre-azione, di riscatto sociale.

La realtà su cui si basa l’indagine dei ragazzi di Hulene, non è una realtà che attira il vasto pubblico, che crea immediata vicinanza, che tranquillizza. L’abbiamo visto nelle espressioni della gente che si avvicinava alle foto in mostra, nelle osservazioni depositate sul registro delle presenze, nelle domande che sorgevano durante il percorso. A che serve vedere queste foto quando la vita è già tanto difficile!?

L’abbiamo visto anche negli sguardi degli alunni, nella prudenza con cui si avvicinavano alla proposta di visitare l’esposizione, nella mancata richiesta di ritornarvi, di estendere l’esperienza ai propri familiari: perché guardare, perché soffermarsi negli sguardi di coetanei che rovistano tra gli scarti di altri per garantirsi la sopravvivenza? Cosa hanno a che fare con noi quelle persone?

Crediamo che sia in questa domanda la risposta che, senza banalizzare, si fa avanti: è l’essere persone, e non bestie, ciò che ci accomuna, è nel fatto che siamo espressione diversa di una stessa umanità, che non possiamo tirarci fuori da ciò che le fotografie mostrano.

E in ogni parte del mondo, nonostante tutto, nonostante le diverse manifestazioni del vivere, sono gli stessi i bisogni e le speranze che emergono, insieme alla capacità di resistere, di promuovere la vita.

Lo esprimono, forse inconsapevolmente, alcuni dei nostri alunni trentini, Silvia, Mattia, Jeremy: “Mi aspetto di vedere bambini che si divertono, anche se non hanno le nostre comodità” “vedrò persone felici, nonostante il posto in cui vivono”, “ballano, sono più bravi di noi!”.

Questa speranza di ritrovare noi stessi negli altri, di scoprire ciò che ci avvicina, insieme a ciò che ci rende unici, di sperimentare alleanze, va alimentata, crediamo, contro ogni tentativo di separazione, di esclusione, di distanza. La Mostra vuole essere un contributo in questa direzione, soprattutto in quest’ultima occasione in cui, parafrasando il titolo e sottolineandone il senso con una Tavola Rotonda aperta al pubblico, si vuole ricordare che, accanto ai rifiuti materiali di cui siamo indubbiamente grandi produttori, non esistono rifiuti “immateriali”, non esistono “scarti”, che l’umanità tutta ha un destino comune.

Tavola rotonda: 23 maggio ore 18.00

Il valore degli “scarti”: contributo alla riflessione sull’emarginazione sociale nel nostro tempo

Interverranno: Roberto Galante – ideatore del laboratorio A Mundzuku ka Hina, Claudia Pretto – giurista, Roberto Clazà – Caritas di Trento, Giacomo Zanonini – del Centro Astalli, promotori e sostenitori dell’iniziativa.

Luisa Giovanna
per l’Associazione promotrice
“A scuola di Solidarietà-la solidarietà si impara”

Prima mostra

ORARIO DELLA MOSTRA: lun/ven 10.30-13.00 e 16.30-19.00
sabato 14.00-20.00

Per informazioni: ramgia1@dnet.it cell 339 759 3232

Vedi l’articolo di presentazione del percorso
Locandina completa e presentazione