da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 24 Giu 2015 | Opportunità per cooperanti e volontari, Progetti in Mozambico
Dopo il “gemellaggio” tra l’escolinha Lar Dos Sonhos, nel quartiere di Chirimba I a Caia con l’associazione APIBIMI, un’altra delle nostre quattro “scuolette” viene adottata da una associazione partner, potendo così appoggiare le attività, i costi per gli insegnanti, per le merende, la manutenzione e i materiali.
CEFA onlus ha deciso di sostenere, attraverso il meccanismo del Sostegno a Distanza ed il coinvolgimento di 50 famiglie, l’escolinha di Amilcar Cabral che ospita 167 bambini.
Il CEFA da molti anni gestisce un programma di Sostegno a Distanza in diversi Paesi in cui opera, programma che si integra con i progetti realizzati in loco beneficiando le comunità nelle quali i progetti sono attivi. Il processo di collaborazione iniziato tra CEFA e CAM nel corso del 2014 ha portato alla proposta di progetti agricoli da realizzare nell’area di Caia e parallelamente si è deciso di iniziare gradualmente ad intervenire insieme anche in altri settori. Un nuovo passo è quindi la decisione di utilizzare parte dei fondi del SAD finora investiti in Sud Sudan – un progetto che è ora autonomo finanziariamente – per supportare uno dei Centri per le attività pre-scolari del progetto “Escolinhas”. Al momento il CEFA non opera ancora con proprio personale in Mozambico, per cui si farà riferimento alla struttura operativa del CAM a Caia per portare avanti le attività dal punto di vista operativo e amministrativo.
Come funziona il Sostegno a Distanza? Si tratta di avvicinare al progetto delle famiglie italiane che si impegnano con un sostegno mensile o annuale a supportare i costi di funzionamento di una struttura educativa. Ad ogni famiglia viene abbinato un bambino, trasmettendo delle informazioni su di lui e sul suo percorso scolastico. Non si tratta di un sostegno economico diretto a quel bambino, una questione di difficile gestione e che creerebbe disparità: il bambino riveste quindi più un ruolo di “testimone” del progetto e racconta una storia di come si vive in quella comunità.
Al sostenitore vengono inviati da CAM/CEFA due report all’anno dai volontari sul campo e periodicamente una newsletter che racconta le attività e i progressi del progetto. La quote proposta per l’appoggio al progetto è di 320 € l’anno.
In Trentino è anche possibile sostenere le escolinhas attraverso APIBIMI con la modalità “sostegno ad un progetto” che non è abbinata ad un singolo bambino ma all’intera escolinha Lar Dos Sonhos.
Scheda PDF
SAD Mozambico
Per informazioni:
CEFA http://www.cefaonlus.it/
sadcefa@cefaonlus.it
Tel. 051 520285
CEFA Onlus – Via Lame 118, 40122 Bologna
APIBIMI http://www.apibimi.org/
apibimi@unimondo.org
Tel. 0464 412200
APIBIMI onlus – Via Ponta 49, 38060 Volano (TN)
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 23 Giu 2015 | Progetti in Mozambico
Ha avuto inizio ieri a Maputo la missione del Presidente del CAM Paolo Rosatti in Mozambico. La visita che durerà fino al 4 luglio, sarà particolarmente itinerante per permettere di entrare in contatto con tutti i partner e per verificare anche possibili sviluppi futuri del programma “Il Trentino in Mozambico”. Tappe quindi a Maputo, Quelimane, Caia, Beira e Pemba per incontri con istituzioni a livello distrettuale, provinciale, nazionale, per le visite ai progetti ed il confronto con partner privati, associazioni e volontari.
Accompagna la missione l’ing. Isacco Rama rappresentante della cooperativa di ingegneri trentina Ting Group allo scopo di verificare la fattibilità di alcuni interventi in Mozambico. Nella seconda parte della missione parteciperà anche Luciano Centoze di CEFA, responsabile del nuovo progetto agricolo in Mozambico che è da poco stato finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Il progetto, che avrà inizio a fine 2015, prevede un intervento nelle filiere di sesamo, ortaggi e miele nel distretto di Caia in collaborazione con il CAM, il Servizio Distrettuale di Attività Economiche e il Centro di Sviluppo Agro-Zootecnico di Caia (la “azienda agricola modello” nata accanto alla scuola di agraria).
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 25 Mag 2015 | Progetti in Mozambico
Alcuni pensieri del nostro coordinatore Enrico Pietroboni che ci racconta come ha vissuto il mese di aprile, al di là dei soliti resoconti di progetti e problematiche connesse. Riflessioni sulla vita vista dall’Africa, tra malarie e feste della donna, ed alcune sue fotografie.
Carissimi, aprile è stato un mese intenso, ricco di spunti…
Il primo nasce dai problemi in Sud Africa, è risaputo che, storicamente, ci sono sempre stati problemi di xenofobia tra i Sud Africani e i non Sud Africani che lì si trovano per lavorare. In questo mese sono ritornati e anche i Mozambicani ne stanno pagando il prezzo. I Sud Africani sono convinti che questi immigrati stiano rubando loro il lavoro (che ci sia posto per Salvini in Sud Africa….) e questo mese hanno deciso di linciarli…e sembra che le forze dell’ordine si tengano abbastanza in disparte. Quando senti testimonianze di persone che hanno passato giorni nella foresta per aver salva la vita…o altri che hanno camminato per km….bhè, c’è poco da dire. Il Mozambico sta accogliendo al massimo delle sue possibilità (stanno allestendo dei campi profughi, in attesa di farli ritornare dai familiari) questi figli che sono andati in cerca di un futuro migliore….e molti ritornano in una bara… A questo unisco il fatto che, anche la nostra situazione politica è ancora molto in bilico…la Frelimo governa…la Renamo vuole governare… La gente comune vuole solo lavorare e vivere…
Questo sembra un continente dove è veramente difficile fare progetti sul lungo periodo…sotto questa terra rossa e fertile, le braci sono sempre caldissime e, purtroppo basta sempre pochissimo, e le fiamme divampano rapide. Passando qualche anno in mezzo a questa gente mi risulta sempre più difficile capire da dove nasca tutta questa violenza che sicuramente non appartiene a questo continente… Sotto questo cielo azzurrissimo, sotto questo sole caldo, i ritmi di vita sono a misura di uomo, i sorrisi, anche in mezzo a difficoltà grandi, nascono sempre spontanei, il tempo per un saluto e due chiacchiere non manca mai…eppure dopo un attimo gli animi si infiammano…
L’altro spunto nasce dalla mia salute…anche quest anno è arrivata la malaria, devo aver preso una variante di malaria-Svizzera perché si è ripresentata esattamente un anno dopo l’ultima! Scherzi a parte è stato un periodo intenso e, il fisico, ha deciso che ci fosse bisogno di un po’ di riposo…e quindi, dopo aver fatto il test, mi sono preso le mie belle pastiglie e un po’ di riposo! Quando il fisico chiede uno stop e faccio il paragone con i miei amici mozambicani, la risposta è sempre una sola, il mio fisico non è fatto per l’Africa…non c’è niente da fare…
E’ di questi giorni la notizia che, la sorella della moglie di un nostro lavoratore è morta….di malaria… Nasce così spontanea la riflessione che tutto sommato noi lasciamo un paese dove non ci manca nulla e arriviamo in un altro dove, bhè, tutto sommato il nostro strato di bambagia è rimasto… Non mi lamento per quello che ho anzi, mi ritengo fortunato, mi chiedo solamente perché io sì e altri no…perché la Provvidenza ha voluto tutto per me e niente per altri…
Venendo alla vita concreta, qui il 7 di Aprile è stato il giorno della donna mozambicana. Dopo le celebrazioni ufficiali con spettacoli e balli ci siamo ritrovati qui con le nostre donne per un pranzo e un pomeriggio di allegria. Dopo il pranzo le nostre donne si sono divertite ballando, non c’è nulla come questi momenti extra lavorativi per accorciare le distanze…E’ stato il nostro modo per ringraziare le nostre lavoratrici! Ovviamente è stata fatta una eccezione per il sottoscritto che, donna non è, ma ha partecipato ugualmente in toto alla giornata!
E veniamo a me, strano dirlo dopo una malaria, ma sto bene, non riesco a capacitarmi ma è come se stessi vivendo una “seconda giovinezza”. Ci sono stati momenti all’inizio dell’anno in cui pensavo di non riuscire a resistere fino a dicembre…. e ora…le energie e l’entusiasmo stanno rifiorendo più forti che mai. Abbiamo anche qui i nostri problemi, e spesso la sera arrivo stanco, però la mattina è sempre bello alzarsi e ricominciare una nuova giornata! Sono davvero sorpreso da me stesso, mi fermo spesso a pensare e ringrazio spesso chi da lassù mi accompagna, per questo stato di grazia! Adesso dicembre mi sembra davvero troppo vicino…
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 20 Mag 2015 | Progetti in Mozambico
Ce l’ha fatta! Un nuovo educatore delle escolinhas di Caia è ora all’università. Da aprile, inizio dell’anno accademico mozambicano, Paulino José Rodrigues è il secondo educatore che, grazie ad una nuova borsa di studio finanziata da amici e parenti di una ex lavoratrice del Consorzio, si iscrive ad un corso ‘a distanza’ presso l’Universidade Catolica de Moçambique (UCM) di Beira.
Paulino è un tipo tranquillo, lavoratore, serio e addirittura un po’ serioso, però con una vena di giocondità che tiene dignitosamente nascosta ma che lascia scorrere nel gioco, o quando si occupa dei suoi due piccolissimi figli. Da cinque anni è ‘responsabile amministrativo’ delle quattro escolinhas create dal Consorzio a Caia – e non è un lavoro da poco: nel 2014 si è trattato di gestire circa 20.000 euro l’anno (esclusi i salari) per il funzionamento dei quattro asili, che accolgono circa 700 bambini. E’ un lavoro di responsabilità soprattutto adesso che il CAM si prepara a lasciare il progetto all’autonomia locale, e che il personale delle escolinhas ha deciso di creare una associazione locale con l’obiettivo di continuare a gestirle in proprio.

Gli educatori confezionano dei cappellini per il 1° giugno 2014
Lavorare come educatore non è più, oggi, un qualcosa da fare ‘intanto che…’: nonostante le incertezze sul futuro, i giovani educatori sono riusciti a radicare le escolinhas e a creare un saldo legame con la comunità. Questo è qualcosa che dà molta soddisfazione: con l’aiuto del Consorzio, questi ragazzi hanno migliorato le loro prestazioni e si sono creati una professionalità che non avrebbero potuto raggiungere altrimenti. Anche solo fare un corso per diventare maestro elementare implica che chi si iscrive deve lasciare la famiglia per frequentarlo; quanto all’educazione prescolare, l’amministrazione pubblica non riesce a farsene carico se non nelle città, e le scuole per educatori esistono solo nella capitali provinciali. Così, dopo la scuola secondaria che la maggior parte di loro ha frequentato, che fare? Il lavoro nelle escolinhas era un biscate, un ripiego in attesa che si presentasse un’occasione migliore, magari un’occasione per mollare Caia, andare via, a Beira, in città… Quanto ad iscriversi all’università… beh, restava un sogno, un sogno ben al di là di chi campa di lavoretti e di quello che semina nella propria machamba – che comunque deve servire per tutta la famiglia, fratelli e parenti più poveri inclusi.

2009, nell’escolinha di Chirimba: bambini e educatori partecipano alla festa del 1° giugno, Giornata del Fanciullo Africano, una festa molto sentita in Mozambico
Eppure era un peccato che i molti talenti di questi ragazzi non potessero svilupparsi, che non avessero gli strumenti per inquadrare l’importanza di quello che stavano facendo, non conoscessero le teorie pedagogiche e i suoi sviluppi, e non potessero essi stessi contribuirvi sulla base della propria pratica; la stessa proposta di associazione potrebbe avere tutt’altra forza se fosse sorretta da maggiori conoscenze teoriche, e le idee e le soluzioni inventate da ciascun educatore e da ciascuna educatrice avrebbero risonanza e considerazione critica maggiori. Così è maturata l’idea di creare delle borse di studio universitarie in studi di pedagogia per chi non solo fosse meritevole da un punto di vista accademico, ma fosse anche assiduo e creativo nel lavoro e avesse buoni rapporti e capacità di comunicazione con gli altri educatori.
Ha cominciato per primo Martinho, il giovane ‘responsabile pedagogico’ delle escolinhas, da subito individuato per l’eccezionale talento naturale per l’insegnamento: Martinho aveva inizialmente declinato la proposta, ancora non ben formulata, per timore di non riuscire a mantenere la madre e i fratelli dopo la morte del padre; due anni fa tuttavia, essendo emersa la possibilità di frequentare i corsi ‘a distanza’ dell’Università Cattolica del Mozambico e quindi di poter continuare col suo lavoro di responsabile pedagogico, egli ha accettato l’offerta privata di una visitatrice dei progetti del Consorzio, e si è iscritto al corso di Pedagogia per l’Insegnamento della Biologia presso il Centro de ensino a distancia della UCM.

Paulino e i colleghi stanno organizzando la procedura per pesare i bambini nella giornata del controllo nutrizionale
Lo scorso anno invece è stato messo in atto un processo diverso: dopo molta discussione, durante un ‘viaggio della nostalgia’ della ex lavoratrice del Consorzio è stata aperta una sorta di concorso interno a cui hanno partecipato quattro educatori: alla fine è stato selezionato Paulino, il quale, sempre nella modalità ‘a distanza’, ha scelto il corso di Pedagogia per l’Insegnamento di Geografia. Questi corsi, per la loro particolare struttura, hanno durata di quattro anni anziché i tre di un corso di laurea presenziale.
Così ora, sulla strada per Muanza, un distretto tra Caia e Beira dove la UCM ha creato una sede decentrata per i corsi a distanza, Martinho e Paulino vanno insieme, su uno di quei pulmini sovraccarichi di persone, galline, capretti e bagagli che sfrecciano lungo lo sterrato, o sul treno, che trasporta fino a Beira il carbone di Moatize e che, per quanto lentissimo, offre un’alternativa in più ai due studenti delle escolinhas. O meglio, quando è possibile si mettono d’accordo per risparmiarsi un viaggio a vicenda, affidando all’amico i propri elaborati da consegnare o altre incombenze burocratiche da espletare.

Il programma del primo semestre 2015 appeso in bacheca
Paulino ha davanti a sé l’esempio, e la guida, di Martinho, che nei due anni di frequenza ha avuto un brillante successo accademico pur mantenendo tutti gli impegni della direzione delle escolinhas. Anche alla nuova matricola dunque l’augurio di bom trabalho e boa sorte!, con l’impegno di garantirgli anche nei prossimi quattro anni il sostegno che gli ha permesso di cominciare.
Ricordiamo che il Fondo Borse Studio continua ad essere ‘ospitato’ nel conto corrente del Consorzio Associazioni col Mozambico, il cui numero è: IBAN IT34 P080 1301 8070 0010 0302 139. Indicare la causale e scrivere il proprio indirizzo per avere la ricevuta per gli sgravi fiscali.
Grazie!
Elena Medi

Al Centro con Martinho

Paulino all’università con il suo supervisore
Vedi anche l’articolo del 2013 sugli studi universitari di Martinho.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 17 Apr 2015 | Progetti in Mozambico
Nella relazione annuale del progetto escolinhas, potete trovare la descrizione delle attività seguite durante il 2014, il numero di bambini che hanno frequentato gli asili di Caia, il coinvolgimento delle famiglie, la formazione degli educatori, i costi del progetto… il tutto con tante fotografie e con le testimonianze dei responsabili Martinho e Claudia.
Con l’occasione vogliamo ringraziare tutti i sostenitori che appoggiano il progetto, in particolare l’associazione APIBIMI, Consorzio Lavoro Ambiente e cooperative socie, la Scuola Materna di Miola di Pinè e la Provincia Autonoma di Trento.
Stiamo cercando altre scuole materne trentine interessate ad avviare percorsi di “gemellaggio” ospitando attività di cultura Mozambicana (percussioni, fiabe, racconti della vita dei bambini in Mozambico) e che aiutino con piccole raccolte fondi nel sostegno economico degli asili di Caia. Contattateci per saperne di più.
Leggi la relazione (pdf).
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 24 Feb 2015 | Notizie dall'Associazione, Opportunità per cooperanti e volontari, Progetti in Mozambico

L’associazione Environomica, nuova iniziativa fondata da alcune persone che condividono legami ed amicizia con il CAM, si presenta nel blog del Trentino in Mozambico.
Environomica è una giovane associazione ambientalista che si occupa di cooperazione allo sviluppo. Tra i suoi fondatori ci sono Isacco Rama, da molti anni collaboratore del CAM a Trento e spesso inviato in missioni a Caia su molteplici progetti e Matteo Angri, già responsabile del settore rurale nel progetto a Caia.
Nella sua attività di associazione non a scopo di lucro, Environomica si occupa di creare “partenariati per le persone ed il pianeta”. L’associazione si fonda su una rete inclusiva, sull’investimento sociale, sulla certificazione verde, su una logica ecologica e su soluzioni quanto più semplici ed innovative. Su questi pilastri ed in questi ambiti, l’associazione promuove soltanto le migliori pratiche.
Environomica ha quattro dipartimenti, coordinati dal dipartimento legale, ciascuno specializzato nel creare relazioni e network internazionali e costruire progetti che supportino lo sviluppo sostenibile.
A partire dal 2014, Environomica supporta un partenariato per il progetto in campo agro-forestale denominato S.A.M. (Sustainable Agroforestry in Mozambique) così come un partenariato a favore della produzione su scala famigliare di cotone organico (O.C.I.M). Entrambi i progetti si prefiggono di sviluppare programmi di utilizzo sostenibile della risorsa naturale e si basano su reti internazionali, su elevate capacità di gestione, su chiari accordi tra le parti, sullo scambio di conoscenze, su corsi di formazione e soprattutto sul supporto di chiunque sia intenzionato a collaborare!
Per qualsiasi informazione o domanda, contattate www.environmica.org via Facebook o mail (info@environomica.org).