Beira, Mozambico | Agosto-settembre 2026
Il miglioramento della gestione dei rifiuti urbani inizia con cambiamenti concreti nelle comunità: famiglie più informate, servizi di raccolta più ravvicinati, lavoratori protetti e materiali che non vengono più trattati solo come spazzatura per ottenere valore economico.
Nel quartiere di Macuti-Miquejo, nella città di Beira, questi cambiamenti hanno iniziato a prendere forma tra agosto e settembre 2026, nell’ambito del progetto “Dai rifiuti alle risorse: migliorare la gestione dei rifiuti a Macuti, Beira”, con il coinvolgimento della Giovane Associazione di Macuti (AJOMAC), del Consorzio CAM e del Consiglio Comunale di Beira.
Le azioni intraprese in questo periodo rappresentano passi importanti per avvicinare i servizi di raccolta ai residenti, promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti alla fonte e creare le condizioni per una gestione comunitaria più regolare, inclusiva e sostenibile.
Il 5 e il 6 agosto, i team del progetto hanno condotto una campagna di sensibilizzazione porta a porta nelle unità comunali A, C1, C2 ed E, raggiungendo circa 642 residenti.
L’iniziativa ha permesso di informare le famiglie sul riavvio della raccolta primaria dei rifiuti e di sottolineare l’importanza della separazione dei materiali riciclabili dai rifiuti organici, compresi gli scarti alimentari che possono essere valorizzati attraverso la produzione di compost organico.
Più che trasmettere informazioni, questo approccio mira a incoraggiare pratiche quotidiane che contribuiscano a ridurre lo smaltimento improprio dei rifiuti e a rafforzare la partecipazione dei residenti al mantenimento di un quartiere più pulito.
La ripresa della raccolta primaria è iniziata in agosto, nelle unità comunali C1 e C2, con il coinvolgimento di nove attiviste dell’AJOMAC, essendo stata successivamente estesa alle unità A, C1, C2 ed E.
Da settembre il servizio si svolge regolarmente il martedì e il venerdì, dalle 7:30 alle 12:00, consentendo l’accesso alle aree in cui le restrizioni di accesso rendono difficile lo spostamento dei camion comunali.
Per sostenere questa attività, il 14 agosto, i membri dell’AJOMAC coinvolti nella raccolta hanno ricevuto dispositivi di protezione individuale e materiali destinati a migliorare le loro condizioni di sicurezza durante il lavoro.
Il rafforzamento del servizio e la fornitura di queste attrezzature contribuiscono a rafforzare il ruolo degli attori comunitari, la cui partecipazione è fondamentale per avvicinare la raccolta dei rifiuti alle famiglie e migliorare la risposta ai bisogni locali.
Una delle pietre miliari di questo periodo è stata raggiunta il 22 settembre, con la prima vendita di materiali riciclabili da parte dell’associazione.
L’operazione ha permesso di vendere 165 chilogrammi di bottiglie di plastica PET alla società 3R, tramite l’Ecoponto di Chipangara, generando un fatturato di 1.030 meticais per AJOMAC.
Sebbene questa transazione sia un primo risultato, dimostra il potenziale di recupero economico dei rifiuti riciclabili e apre la strada all’esplorazione di meccanismi che possano contribuire alla sostenibilità finanziaria delle attività di raccolta.
Il consolidamento di questo modello dipenderà dalla continua separazione dei rifiuti, dalla partecipazione delle famiglie, dalla raccolta regolare e dal rafforzamento dei collegamenti tra gli attori comunitari e gli operatori del riciclaggio
Il 19 settembre, in occasione della Giornata mondiale della pulizia, i membri dell’AJOMAC hanno partecipato a un’azione di pulizia sulla spiaggia di Estoril, accompagnati dalla facilitatrice Nana Sitoe del CAM e in collaborazione con l’organizzazione Let’s Do It e altre aziende.
La partecipazione a questa iniziativa ha rafforzato l’importanza della mobilitazione collettiva e della responsabilità condivisa per la tutela ambientale, estendendo il messaggio del progetto oltre le normali attività di raccolta fondi di quartiere.
«Sono molto soddisfatta dei lavori, soprattutto della costruzione della strada. In passato, quando pioveva, il quartiere era inondato ed era molto difficile spostarsi.»
L’accumulo di acqua influiva anche sull’attività commerciale, esponendo i venditori al fango e agli schizzi causati dai veicoli in transito.
«Quando passava un’auto, l’acqua delle pozzanghere ci colpiva e ci bagnava. Oggi abbiamo la strada pavimentata e l’energia elettrica, e la realtà è diversa.»
La priorità per i prossimi mesi è garantire una raccolta primaria regolare, rafforzare l’impegno delle famiglie nella raccolta differenziata dei rifiuti e aumentare la quantità di materiali riciclabili inviati per il recupero.
La continuità di queste azioni richiede il coinvolgimento dei residenti, l’impegno degli attori comunitari, l’articolazione con i servizi comunali e lo sviluppo di opportunità che consentano di trasformare il recupero dei rifiuti in un’attività economicamente sostenibile.
L’esperienza di Macuti-Miquejo dimostra che la transizione dai rifiuti alle risorse non dipende solo dalle infrastrutture o dalle attrezzature. Richiede anche un’organizzazione comunitaria, un cambiamento comportamentale e meccanismi che riconoscano il valore ambientale ed economico dei materiali recuperati.

