da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 16 Nov 2016 | Progetti in Mozambico
Si è da poco conclusa la lunga missione in Mozambico del nostro collaboratore Isacco Rama. La visita mozambicana ha toccato le città di Maputo, Caia e Beira ed è stata densa di incontri, sia con i rappresentanti istituzionali che con lo staff locale che con i cooperanti italiani.
Sono state espresse, a più livelli, parole di grande stima per il CAM e per il lavoro che sta svolgendo sul territorio mozambicano. Si sono trasmesse, dai rappresentanti delle istituzioni, nuove sollecitazioni per progetti di cooperazione he stiamo a passo con i tempi.
La missione è stata anche l’occasione di presentare ai rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale, distrettuale, e provinciale la nuova Rappresentante Paese di CAM e CEFA Onlus, Anna Turco. Durante la missione è stato fatto il punto della situazione sui progetti del programma “Trentino in Mozambico”, sul progetto SOMiCa, realizzato in collaborazione con CEFA e soprattutto sul progetto di supporto tecnico al Municipio di Beira, in collaborazione la Fondazione E. Mach, il DICAM – UniTN, la cooperativa TING Group.
Isacco ha potuto verificare che i progetti a Caia, nonostante le difficoltà legate alla situazione di instabilità politico-militare del paese, stiano procedendo secondo gli obiettivi prefissati per l’anno 2016. La coltivazione degli ortaggi del progetto SOMiCa ha dato ottimi risultati ed ha contribuito considerevolmente alla sussistenza alimentare delle famiglie, così come alla creazione di reddito, dalla loro vendita.
Allo stesso modo, il progetto di supporto tecnico al Municipio di Beira nell’ambito dei rifiuti solidi urbani, implementato nel capoluogo della provincia di Sofala, procede con buoni risultati grazie al lavoro di Stefania Rossetto e del team di ingegneri locali nonché grazie al supporto del gruppo tecnico a Trento. In questi mesi di lavoro, tra le molte altre cose, è stato possibile quantificare il rifiuto prodotto in tutta la città e sapere quanto viene prodotto per ciascuna classe: “umido”, plastica, vetro, metalli, legno ed altre. Grazie al lavoro di ricerca iniziale, si auspica che già nei primi mesi del 2017, il gruppo di lavoro del CAM ed il Municipio di Beira, potranno formulare insieme le strategie d’intervento per migliorare ed ampliare la raccolta ai quartieri informali e, dove possibile, procedere con la raccolta differenziata e valorizzare alcune parti del rifiuto (come la plastica, i metalli, il vetro).
Presto ci saranno nuovi aggiornamenti!
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 23 Ago 2016 | Progetti in Mozambico
Ecco a voi un breve resoconto da parte di Stefania, ingegnere occupata nella gestione del progetto/studio per creare una filiera di recupero e valorizzazione del rifiuto solido urbano (RSU). Buona lettura!!
“Questi mesi sono volati, abbiamo avuto modo di approfondire molto la conoscenza di tutti gli attori coinvolti, e grazie ad alcuni scambi di esperienza siamo riusciti a capire anche come altre realtà locali affrontano il grande problema della gestione dei rifiuti.
I rappresentanti dei Municipi di Manica e Chimoio sono venuti a Beira per condividere le loro difficoltà e le loro esperienze: i problemi sono moltissimi, e manca un approccio sistematico al settore. Il lato positivo è che lentamente anche i municipi minori si stanno scontrando con il problema dei rifiuti e stanno realizzando che è impossibile continuare a procedere come fatto fino ad ora. Non hanno dati per capire il quantitativo di rifiuti prodotto e quindi non hanno strumenti per organizzare e pianificare una raccolta. Fino ad oggi hanno lavorato senza un piano, laddove si presenta un problema agiscono puntualmente, ma senza mai un quadro d’insieme.
Quindi cercano il confronto con realtà più grandi, magari imparando dalle esperienze altrui senza dover necessariamente ripetere gli stessi errori.
Durante questo periodo abbiamo visitato diverse strutture della città, come per esempio il nuovo impianto di trattamento delle acque reflue (il più grande del Mozambico), che depura le acque grige e nere prima di riversarle, una volta trattate, in mare.
Stiamo raccogliendo molte informazioni sul sistema di gestione e smaltimento delle acque nere, per avere un quadro completo della situazione. Abbiamo visto che solo un 5% della popolazione è allacciata al sistema fognario, il resto della popolazione o usa piccole vasche settiche o sistemi improvvisati.
Per avere informazioni riguardo questa questione molto spesso bisogna faticare: nessuna amministrazione ama rendere di dominio pubblico i problemi o le carenze, quindi per raccogliere piu dati possibili stiamo percorrendo diverse strade, ma la reticenza è molta.
Abbiamo prepa
rato una missione che si svolgerà a fine Agosto a Maputo per capire meglio come il Municipio della capitale lavora, e per conoscere altre esperienze di altre NGO che lavorano nel settore della gestione dei rifiuti. Infatti a Maputo si stanno delineando diverse realtà legate al recupero e al riciclaggio, in cui si incentivano e supportano cooperative che lavorano in questo campo, in modo da generare reddito attraverso attivitá che abbiamo anche un impatto ambientale positivo.”
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 21 Giu 2016 | Progetti in Mozambico
E’ passato qualche mese dall’avvio del progetto/studio per creare una filiera di recupero e valorizzazione del rifiuto solido urbano (RSU) per la città di Beira, capoluogo della provincia del Sofala, e Stefania, ingegnera ambientale che si occupa del progetto, ci invia un aggiornamento delle numerose attività che sta portando avanti!
“Aprile è cominciato a pieno ritmo. Molte riunioni, molte idee e sempre più persone coinvolte!!!
Abbiamo organizzato con il Municipio di Beira (CMB) un primo progetto pilota per la raccolta dei rifiuti a scala di macro-quartiere. Il Bairro in cui andremo a lavorare per primo è quello di Macuti, che si affaccia sul mare. L’obbiettivo è raccogliere dei dati preziosi per la futura implementazione della raccolta dei rifiuti per l’intera città. Questo, ci permetterà di capire quali forze ha il Municipio per portare avanti questo cambiamento e adattare, di conseguenza, le proposte progettuali, perché, a volte, lo strumento migliore è quello che si conforma al contesto.
La prima e indispensabile fase del lavoro è la formazione e il pieno coinvolgimento delle persone interessate, ovvero quelle che ci accompagneranno in questo primo progetto pilota. Per aumentare il più possibile l’efficacia, abbiamo collaborato in primis col Municipio -diretto interessato- ma anche con gli attivisti del Frysian Urban Sanitation Programme in Mozambique (FUSP), che si occupano principalmente di informazione ed educazione nell’ambito igienico-sanitario.Ci accomuna l’obbiettivo di trasformare in meglio la città, rendendola un ambiente più sano e sicuro.
Il passo iniziale è stata la formazione dei dipendenti comunali addetti alla pulizia delle strade, che ha coinvolto circa 300 partecipanti: sono stati accompagnati nell’ apprendere l’uso delle nuove attrezzature di lavoro e della nuova impostazione/divisione del lavoro. Durante i giorni di formazione hanno ricevuto un’attrezzatura pensata apposta per agevolare il lavoro e aumentare anche l’efficacia del loro operato. La consegna del nuovo equipaggiamento é stata edificante anche sul piano personale dei lavoratori, che hanno percepito in qualche modo una valorizzazione del loro ruolo.
Queste giornate sono hanno visto anche un intenso lavoro da parte degli attivisti che, dopo una mattinata di formazione (per dar loro gli strumenti per comunicare e le informazioni necessarie), hanno portato avanti un lavoro di sensibilizzazione rivolto ai residenti, informando di questo nuovo sistema di raccolta, rispondendo ai dubbi e alle perplessità degli abitanti.

Gli attivisti hanno lavorato senza sosta, parlando con tutte le famiglie per una settimana. Una parte fondamentale del lavoro è
appunto la partecipazione e la piena consapevolezza degli utenti, che poi andranno a usufruire nel nuovo piano di raccolta. Personalmente sono molto gratificata dal grande impegno che il Municipio sta dimostrando: è evidente l’interesse che manifesta in questa attività e soprattutto nelle risorse che sta investendo. Vede in questo progetto la possibilità di un concreto cambiamento, e questo contribuisce a migliorare sempre di più il lavoro che stiamo svolgendo assieme.
Maggio ha visto la formazione delle squadre che guideranno i camion addetti alla vera e propria raccolta del rifiuto urbano: in questo periodo il lavoro si è focalizzato sulla concretizzazione della raccolta. Inizialmente il sistema di raccolta prevedeva che gli operatori raccogliessero i rifiuti accumulati in alcuni punti specifici dai cittadini (come piccoli cumuli) , con dei teli e dei rastrelli e successivamente l’immondizia veniva ‘lanciata’ nel camion compattatore.
Oggi, la vera soddisfazione é stata quella di collocare i tambores lungo le vie di Macuti e vedere il progetto prendere sempre più forma e concretezza! Infatti, una volta finiti, gli operai del comune hanno distribuito questi contenitori lungo la tratta dei camion compattatori, che giornalmente, raccoglie i rifiuti. 

Ora la raccolta sta continuando da una settimana e giá si vedono i risultati!
Noi proseguiremo a monitorare l’esito del sistema fino ad ora implementato, accompagnando gli operatori duranti i turni, anche per renderci conto delle reali difficoltà che devono affrontare.”
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 11 Apr 2016 | Progetti in Mozambico
E’ iniziato ufficialmente il progetto RSU!
Il CAM, in collaborazione con Ting Group, ha avviato il progetto/studio per creare una filiera di recupero e valorizzazione del rifiuto solido urbano (RSU) per la città di Beira, capoluogo della provincia del Sofala.
Grazie al bagaglio di esperienza e di conoscenza tecnica, il team di ingegneri e altri tecnici hanno l’obiettivo di supportare l’amministrazione di Beira nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti urbani, in modo da pianificare un futuro cammino verso una gestione sostenibile a livello ambientale. Il progetto è stato pensato in modo da applicare tecnologie appropriate e studiate su misura alla realtà di Beira, in modo che la crescita sia proporzionale alle necessità e agli strumenti locali.
Il supporto tecnico, tutto Trentino, è composto da Ting Group, una società di ingegneria integrata che mette a sistema un vasto patrimonio di competenze scientifiche, in grado di interagire con le diverse esigenze di committenti pubblici e privati. Assieme a Ting, collaboreranno la Fondazione Mach, l’Università degli Studi di Trento (DICAM) e Iser srl. A Beira è già operativa Stefania, ingegnera ambientale che si occuperà di seguire il progetto.
Tutto sarà realizzato attraverso una sinergia di impegni da parte dell’ente pubblico locale, della cittadinanza e dei privati, le quali dovranno lavorare a stretto contatto, dalla raccolta dati fino alla formazione di esperti locali.
Presto nuovi aggiornamenti!
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 15 Mag 2013 | Attività in Trentino

Mercoledì 22 maggio 2013, alle ore 16.30, prenderà il via l’ultima tappa della Mostra fotografica “Nella pozza di fango come nel divino cielo ugualmente passa la luna”.
Inaugurata in Sala Falconetto a Trento lo scorso febbraio, fotografie sempre diverse sono state presentate nella parrocchia di Aldeno, in marzo e nella scuola secondaria di primo grado A. Manzoni di Trento lo scorso aprile. Ora, con il titolo “Ad ogni altezza esiste un basso che sostiene l’alto”, saranno esposte nella Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione, sede della “memoria storica” della comunità, espressione del confronto, del potere, del dovere delle scelte, necessariamente indirizzate al bene comune.
Verrà riproposto all’attenzione del pubblico il lavoro realizzato nel laboratorio fotografico “A Munzuku Ka Hina”, lo sguardo degli allievi sulla propria condizione abituale: la vita nella discarica di Hulene, quartiere periferico della capitale Mozambicana e tra gli emarginati della città.
Uno sguardo dalla periferia dunque, ma anche uno sguardo che attraverso l’occhio protettivo dello strumento – macchina fotografica o video camera – sceglie, avvicina, isola e diventa consapevolezza e domanda. Il mezzo, realmente, si fa strumento, diventa opportunità di promozione, risposta alla ricerca di identità, occasione di cre-azione, di riscatto sociale.
La realtà su cui si basa l’indagine dei ragazzi di Hulene, non è una realtà che attira il vasto pubblico, che crea immediata vicinanza, che tranquillizza. L’abbiamo visto nelle espressioni della gente che si avvicinava alle foto in mostra, nelle osservazioni depositate sul registro delle presenze, nelle domande che sorgevano durante il percorso. A che serve vedere queste foto quando la vita è già tanto difficile!?
L’abbiamo visto anche negli sguardi degli alunni, nella prudenza con cui si avvicinavano alla proposta di visitare l’esposizione, nella mancata richiesta di ritornarvi, di estendere l’esperienza ai propri familiari: perché guardare, perché soffermarsi negli sguardi di coetanei che rovistano tra gli scarti di altri per garantirsi la sopravvivenza? Cosa hanno a che fare con noi quelle persone?
Crediamo che sia in questa domanda la risposta che, senza banalizzare, si fa avanti: è l’essere persone, e non bestie, ciò che ci accomuna, è nel fatto che siamo espressione diversa di una stessa umanità, che non possiamo tirarci fuori da ciò che le fotografie mostrano.
E in ogni parte del mondo, nonostante tutto, nonostante le diverse manifestazioni del vivere, sono gli stessi i bisogni e le speranze che emergono, insieme alla capacità di resistere, di promuovere la vita.
Lo esprimono, forse inconsapevolmente, alcuni dei nostri alunni trentini, Silvia, Mattia, Jeremy: “Mi aspetto di vedere bambini che si divertono, anche se non hanno le nostre comodità” “vedrò persone felici, nonostante il posto in cui vivono”, “ballano, sono più bravi di noi!”.
Questa speranza di ritrovare noi stessi negli altri, di scoprire ciò che ci avvicina, insieme a ciò che ci rende unici, di sperimentare alleanze, va alimentata, crediamo, contro ogni tentativo di separazione, di esclusione, di distanza. La Mostra vuole essere un contributo in questa direzione, soprattutto in quest’ultima occasione in cui, parafrasando il titolo e sottolineandone il senso con una Tavola Rotonda aperta al pubblico, si vuole ricordare che, accanto ai rifiuti materiali di cui siamo indubbiamente grandi produttori, non esistono rifiuti “immateriali”, non esistono “scarti”, che l’umanità tutta ha un destino comune.
Tavola rotonda: 23 maggio ore 18.00
Il valore degli “scarti”: contributo alla riflessione sull’emarginazione sociale nel nostro tempo
Interverranno: Roberto Galante – ideatore del laboratorio A Mundzuku ka Hina, Claudia Pretto – giurista, Roberto Clazà – Caritas di Trento, Giacomo Zanonini – del Centro Astalli, promotori e sostenitori dell’iniziativa.
Luisa Giovanna
per l’Associazione promotrice
“A scuola di Solidarietà-la solidarietà si impara”

ORARIO DELLA MOSTRA: lun/ven 10.30-13.00 e 16.30-19.00
sabato 14.00-20.00
Per informazioni: ramgia1@dnet.it cell 339 759 3232
Vedi l’articolo di presentazione del percorso
Locandina completa e presentazione