Al Moltiplicazioni Festival di Rovereto una mostra ed una tavola rotonda sul progetto di gestione dei rifiuti urbani a Beira
LA MOSTRA FOTOGRAFICA
LA TAVOLA ROTONDA
Il 15 settembre il Presidente del Consiglio Comunale di Beira Albano Carige (incarico che corrisponde al sindaco) ha firmato un protocollo di intesa con il Comune di Trento, le due città si apprestano ora ad intensificare la collaborazione, programmando anche nei prossimi mesi una visita della delegazione di Beira o a Trento.
Nell’incontro virtuale, tenutosi il 12 maggio 2022, il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il sindaco di Beira avevano avuto modo di conoscersi personalmente, seppure attraverso la mediazione della tecnologia, e di condividere il desiderio di collaborazione tra i due enti locali.
Il protocollo ha “la finalità di rafforzare ulteriormente il significativo impegno che molteplici e importanti realtà Trentine e della Provincia di Sofala hanno storicamente messo in atto nella cooperazione decentrata“.
Attraverso l’accordo siglato i due enti locali propongono di “dare priorità alle aree di cooperazione di comune interesse, con particolare enfasi per la gestione dei servizi pubblici urbani, del sostegno all’innovazione e alle capacità di amministrazione, favorendo lo scambio di esperienze e le collaborazioni in una prospettiva di auto-sviluppo sostenibile, con particolare attenzione per le problematiche quali i cambiamenti climatici, l’inclusione e la sicurezza, la consapevolezza e la formazione, la promozione della cultura della pace”.
Cultura della pace che – a 30 anni dalla firma dell’Accordo di Pace siglato Roma, che ha segnato la fine della lunga e sanguinosa guerra civile in Mozambico – il Trentino può dirsi orgoglioso di aver contribuito a promuovere con la sua intensa, e rinnovata, azione nella Provincia di Sofala.
In molti stati africani, come il Mozambico, il concetto di violenza di genere non è pienamente compreso a livello culturale, e la popolazione spesso non è adeguatamente informata sull’argomento. Per questo motivo, attori governativi e non si stanno impegnando a rafforzare il quadro legislativo a riconoscere la violenza di genere come un crimine. È quindi fondamentale contribuire alla creazione di una società più giusta in cui uomini, ragazzi, donne e ragazze condividano pari opportunità in termini di accesso ed esercizio dei loro diritti umani, e contribuiscano al benessere di tutti.
Negli ultimi anni, ci sono stati alcuni miglioramenti in Mozambico con l’approvazione di strumenti chiave, sia a livello nazionale che internazionale. Infatti, l’Unione Europea, le Nazioni Unite e alcuni stati africani, tra cui il Mozambico, hanno approvato il piano di lavoro annuale 2020 dell’iniziativa Spotlight (clicca qui per apprfondire) per porre fine alla violenza e alle pratiche dannose contro donne e ragazze.
Sulle orme di questa iniziativa è nato il progetto “Scuole inclusive e libere da ogni forma di violenza di genere” (per saperne di più, clicca qui), finanziato dall’Agenzia Coreana per la Cooperazione Internazionale ed implementato grazie alla partnership con UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione), il CAM e il Ministero della Salute del Mozambico. L’obiettivo è quello di espandere gli effetti di questo processo di sensibilizzazione nella provincia di Sofala per contribuire allo sradicamento della violenza contro le donne da parte di uomini e ragazzi, per sensibilizzare giovani e adulti sulla violenza di genere dal punto di vista dei diritti umani, e sul ruolo che possono svolgere nel combattere questo fenomeno. Come è emerso ampiamente in precedenza, l’istruzione gioca un ruolo cruciale nel rendere le persone, e specialmente i bambini, capaci di diventare attori attivi nel trasformare le loro società e cambiare le cause alla radice della violenza, e specialmente della violenza di genere.
In occasione del lancio del progetto, abbiamo intervistato Nicola Camandona, responsabile CAM del progetto a Beira.
– Com’è stato accolto il progetto? I riscontri sono apparsi subito positivi oppure qualcuno ha mostrato perplessità e/o riluttanza?
Il progetto è stato accolto bene in tutte le scuole, in tutti i casi si tratta della prima iniziativa sul tema della violenza di genere dedicata a studenti e non a studentesse, quindi una novità interessante. Ovviamente il processo sarà lungo e ci vorra tempo sia per gli studenti che per le scuole in generale per digerire alcune tematiche, ma siamo fiduciosi.
Un piccolo progetto, ma con grandi margini di crescita!
– Spesso sono donne a seguire progetti relativi alla violenza di genere, com’è coordinare una tale iniziativa essendo un uomo? Secondo te è un valore aggiunto oppure a volte può essere limitante?
Credo che la nostra sia una squadra ben organizzata. Io sono uomo, ma la mia collega e responsabile delle attività di campo è una ragazza – Sheila Duarte. Questo ci da equilibrio. Personalmente penso che sia interessante da uomo affrontare queste tematiche e coordinare questo progetto. Non lo vedo come un limite, soprattutto perchè i beneficiari diretti sono dei ragazzi. Forse questo può aiutare anche loro.
– Nel progetto sono coinvolti diversi attori, da agenzie internazionali ad attori locali, puoi spiegarci come interagiscono e si relazionano in questa partnership? Ci sono state difficoltà nell’armonizzare diversi standard e metodologie di lavoro?
Sicuramente non è stato semplice inizialmente organizzare i diversi attori in campo. Si tratta di istituzioni pubbliche e agenzie internazionali ed è stato personalmente complicato capire alcune dinamiche. Ora credo però che la situazione sia decisamente migliorate e si sia trovato un buon equilibrio tra tutti gli attori. Nella pratica il CAM funge da anello di congiunzione tra UNFPA e gli attori locali. Siamo noi responsabile dei rapporti con le direzioni provinciali di educazione e salute, con le direzioni provinciali e con le stesse scuole. All’inizio può sembrare confuso ma una volta conosciute personalmente tutte le persone è stato più semplice gestire i rapporti.
– Qual è il ruolo del CAM in questo progetto? Ha un ruolo molto attivo?
Il CAM oltre a gestire i rapporti istituzionale, come precedentemente detto, si occupa di tutto quello che è la gestione logistica delle attività e della parte di contenuti. Abbiamo un ottimo di team internazionale di esperti di GBV (gender-based violence, violenza di genere) – Eugenio Gujamo e Sara Borrillo – che si sono occupati di sviluppare i manuali di formazione per i corsi che abbiamo organizzato per professori e per studenti ed un manuale per le attività di sensibilizzazione che gli studenti formati stanno mettendo in pratica nelle proprie scuole. Inoltre ora inizia un fase molto importante, sempre gestita dal CAM, che prevede una ricerca – tanto a livello locale quanto a livello internazionale – che porterà allo sviluppo di un nuovo manuale di best practice da utilizzare in caso di casi di violenza di genere all’interno delle scuole.
A cura di Anna Mattedi
Un momento di incontro, aggiornamento, confronto rafforza il tavolo di collaborazione che sta portando avanti un percorso ricco e fruttuoso
A due anni dal kick-off meeting che ha sancito l’avvio del progetto si è tenuto venerdì 22 luglio 2022 un incontro tra tutti i partner in Italia di Limpamoz, un programma di intervento nelle città di Beira e di Nampula in appoggio alle municipalità nella sfida al grande problema dello smaltimento dei rifiuti cittadini.
Ospiti presso la sede di Dolomiti Energia, partner tecnico, l’incontro si è aperto con un pensiero al presidente del Gruppo Dolomiti Energia Holding, Massimo De Alessandri, scomparso improvvisamente da qualche giorno.
Come rammentato da Mario Mancini, presidente di Progettomondo, l’ONG di Verona capofila del progetto finanziato da AICS, i due anni trascorsi dal precedente incontro in questo stesso luogo sono stati connotati da una pandemia che ha letteralmente stravolto il mondo. Portare avanti un progetto così complesso in tale contesto non è stata una sfida facile, ma le cose realizzate sono state molte e tante sono le persone da ringraziare per aver contribuito a tutti i risultati già raggiunti.
Nella parte tecnica di approfondimenti sul progetto Federico Berghi (capo progetto a Beira) e Dario Guirreri (responsabile tecnico a Nampula), hanno sintetizzato tutto il lavoro fatto finora nelle due città, aggiornando i partecipanti sullo stato attuale del progetto, sui tanti risultati già raggiunti nel supporto tecnico ai municipi di Beira e Nampula, nell’educazione ambientale, nel sostegno alle microimprese di raccolta e differenziazione dei rifiuti nonché rispetto a due ambiti cruciali: la gestione dei rifiuti sanitari e della frazione organica.
Il Professor Marco Ragazzi e Ada Castellucci del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento hanno riferito delle attività di divulgazione e disseminazione che culmineranno con due pubblicazioni scientifiche. Le tematiche del progetto sono già state presentate ad un convegno nazionale a Napoli e ad un convegno internazionale del Wessex Institute, a cui sono seguite due pubblicazioni su due riviste scientifiche. Si sono inoltre presi i contatti con il CETAMB di Brescia per collaborazioni future. Nei prossimi mesi, oltre a Ada Castellucci, che inizierà un dottorato su questi temi, altre tre giovani dell’Università di Trento saranno a Beira per progetti di ricerca.
Carlo Realis, già dirigente presso Dolomiti Energia, ha portato la propria testimonianza raccontando della sua missione di ottobre 2021 a Beira. Interessanti considerazioni tecniche emergono approcciandosi alle problematiche della gestione dei rifiuti urbani di un paese in via di sviluppo partendo dall’esperienza del Trentino e del progressivo sviluppo di un sistema, ora all’avanguardia, che però ha una storia molto recente: non molti decenni fa la situazione era paragonabile a quella di Beira. Uno dei nodi principali messi in risalto è la sfida della sostenibilità economica per le imprese municipalizzate. Tante sono comunque le difficoltà specifiche del contesto, difficili da comprendere dall’esterno.
Una di queste difficoltà è quella di cui ha riferito Paolo Rosatti, presidente del CAM, discussa in occasione della missione a Beira realizzata a maggio 2022 con Isacco Rama: problemi di stabilità nel terreno dove è prevista la costruzione del centro di compostaggio. Si tratta di uno degli imprevisti tecnici e finanziari più complicati per il progetto finanziato da AICS, che ha di fronte a sé un ultimo anno di attività.
Nella tavola rotonda finale Donata Dalla Riva di Progettomondo ed Isacco Rama di CAM hanno portato la riflessione alle prospettive future del progetto raccogliendo l’entusiasmo di tutti i partner a continuare nel percorso identificando anche nuove modalità di finanziamento ed opportunità di collaborazione. Anche Silvia Silvestri del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach e Loris Dallago di ISER srl hanno riaffermato il desiderio di continuare su questa strada anche oltre la conclusione del finanziamento principale, valorizzando la partnership attuale e con la possibilità di ampliarla ulteriormente.
I PARTECIPANTI ALL’INCONTRO
Vi segnaliamo tre nuove opportunità per lavorare con noi.
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