CAM ricerca un responsabile tecnico per il progetto di studio del settore Rifiuti Solidi Urbani a Beira

Nell’ambito del progetto di studio del settore Rifiuti Solidi Urbani a Beira (Mozambico), a causa di una sostituzione, il CAM sta cercando un ingegnere junior per l’incarico di Responsabile Tecnico Locale, per il periodo fino a dicembre 2017 con possibilità di proseguire su futuri progetti

Il settore dei Rifiuti Solido Urbani nella città di Beira presenta gravi elementi di complessità. La presenza di vaste aree informali nel tessuto urbano, la scarsità di risorse economiche e mezzi di raccolta, l’assoluta inadeguatezza della discarica attuale, una struttura gestionale non all’altezza per lo scarso numero di risorse umane e competenze-chiave mancanti ed una grave incapacità di manutenzione dei mezzi e pianificazione delle strategie del settore sono soltanto alcuni degli elementi critici che la struttura del VGUEMA (Assessorato alla Gestione Urbana e Ambientale) si trova ad affrontare. Il CAM ha attivato un progetto di supporto tecnico al VGUEMA nel settore dei RSU, per rispondere all’esigenza di pianificazione strategica del settore. Con questo obiettivo, il gruppo tecnico a Beira ha rilevato, nel corso del 2016, un elevato numero di dati e informazioni. Il gruppo di lavoro a Beira, è composto da due tecnici mozambicani ed un Responsabile Tecnico Locale (RTL) espatriato, il quale dirige le attività del gruppo. Il RTL sarà quindi basato a Beira e seguirà operativamente le attività del progetto. Il RTL subentrerà in una fase avanzata della raccolta dati ed implementazione delle attività.

Mansioni:

  • concludere la scrittura de report tecnici su vari settori (urbanistica, raccolta del RSU, stato dell’istituzione, produzione di RSU, deposizione finale, altri);
  • condurre tecnicamente la campagna di analisi merceologica di verifica della produzione di RSU;
  • organizzare e partecipare alle sessioni di formazione dei funzionari municipale e sensibilizzazione della cittadinanza;
  • collaborare nella stesura delle proposte di implementazione della filiera di raccolta e valorizzazione del RSU;
    supportare la stesura del piano generale della raccolta;
  • supportare la stesura del progetto di co-compostaggio.
  • Dirigere le attività dei tecnici locali, relazionandosi costantemente con il Coordinamento Esecutivo di Trento, con il Responsabile Paese e con i partner di progetto a Beira.

Requisiti richiesti:

  • laurea in ingegneria (preferibilmente ambientale) o agronomia (ma con esperienza assimilabile al settore SWM);
  • almeno 1 anno di esperienza di lavoro in “PVS” nel settore ambientale;
  • conoscenza del portoghese (anche livello base).

Per maggiori informazioni o per inviare la propria candidatura contattare: cam@trentinomozambico.org

Firmato il nuovo accordo di collaborazione con il Municipio di Beira nel settore dei rifiuti

Firmato il nuovo accordo di collaborazione con il Municipio di Beira nel settore dei rifiuti

Giovedì 20 aprile il Consiglio Comunale della Città di Beira, rappresentato dal sindaco David Simango, ed il Consorzio Associazioni con il Mozambico, rappresentato dal presidente Paolo Rosatti, hanno firmato, alla presenza di numerose autorità e della stampa, un accordo per la collaborazione nell’area della gestione dei rifiuti solidi urbani (RSU). Il Memorandum è stato fortemente appoggiato dal sindaco di Beira e si inserisce nell’ambito della collaborazione già in atto sull’analisi del settore RSU a Beira, che porterà entro l’anno all’approvazione del Piano di Gestione Integrata dei Residui Solidi Urbani (PGIRSU).

Come indicato nel memorandum, il ruolo del CAM in qualità di partner privilegiato del municipio di Beira non è soltanto legato alle opportunità esistenti e future di cooperazione internazionale, ma rappresenta anche un riconoscimento del valore del supporto tecnico-scientifico che il CAM può offrire, grazie alla piattaforma di collaborazione in Trentino con l’Università degli Studi di Trento, la Fondazione Edmund Mach e altri soggetti locali.

In previsioni di progettualità future, il memorandum prevede che il CAM continui ed intensifichi il sostegno tecnico e strategico: appoggi il municipio nella stesura di progetti di dettaglio nel settore, metta a disposizione la sua esperienza di creazione di legami di cooperazione decentrata tra territori ed enti omologhi. Il Municipio di Beira sarà impegnato ad accompagnare la formulazione di progetti specifici secondo gli obiettivi del PGIRSU, ad appoggiare a livello istituzionale e tecnico lo sviluppo di iniziative e progetti proposti, favorendo la realizzazione delle attività in essi previste e mettendo a disposizione i propri mezzi meccanici, risorse umane e finanziarie.

Riportiamo l’articolo pubblicato su un quotidiano locale che ha dato ampio risalto alla cerimonia di firma.

 Sul progetto RSU vedi anche:
A Macuti sono stati avvistati numerosi tambores blu!
Ultime news da Beira!

Nuovo ufficio CAM presso il Municipio di Beira
Beira approvato il regolamento municipale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani

Beira – approvato il regolamento municipale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani

Beira – approvato il regolamento municipale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani

img_0465Il CAM, attraverso il progetto di supporto tecnico nel settore dei Rifiuti Solido Urbani, sta appoggiando il Municipio di Beira in molteplici attività legate alle gestione del settore RSU. Una delle attività di supporto, incentrata sulla revisione del documento normativo, ha recentemente portato ad un importante risultato per il Municipio: la realizzazione della Postura Municipal (regolamento municipale) e la sua approvazione ufficiale attraverso l’Assemblea.

La Postura Municipal è un’insieme di articoli normativi, che intervengono su tutti gli aspetti della gestione dei RSU, dal sistema di raccolta fino alla deposizione finale. In questo documento, si chiarisce il ruolo del Municipio e dei cittadini, evidenziando le pratiche da adottare così come i comportamenti illeciti di ciascuna parte coinvolta.

Il gruppo tecnico del CAM basato a Beira, ha potuto accompagnare tutto l’iter di scrittura, revisione ed approvazione regolamento: la prima bozza, le varie riscritture e revisioni da parte del dipartimento legale e dell’ufficio di monitoraggio e controllo. È stata formulata una prima previsione a lungo termine sui costi che dovrà sostenere il Municipio in questo settore, calcolando conseguentemente il valore delle imposte e delle multe.

img_1117Prima dell’approvazione del regolamento, il Municipio operava con una legge non più attuale e che riguardava soltanto in parte la gestione dei rifiuti. Ciò indeboliva molto il potere d’azione dell’assessorato all’ambiente (VGUEMA), il quale non aveva strumenti per promuovere i buoni comportamenti dei cittadini né tanto meno per organizzarsi e operare grazie ad una visione d’insieme del settore. Con l’approvazione della nuova Postura, dopo quasi un anno di iter, il Municipio avrà uno strumento in più per la gestione coerente ed organica del settore. Questo è traguardo che per il CAM rappresenta un buon passo in avanti nel rapporto con le istituzioni e un forte segnale da parte della municipalità, che dimostra quanto questo tema le stia a cuore.

 

Environomica: partenariati per le persone ed il pianeta

Environomica: partenariati per le persone ed il pianeta

foto di copertina

L’associazione Environomica, nuova iniziativa fondata da alcune persone che condividono legami ed amicizia con il CAM, si presenta nel blog del Trentino in Mozambico.

Environomica è una giovane associazione ambientalista che si occupa di cooperazione allo sviluppo. Tra i suoi fondatori ci sono Isacco Rama, da molti anni collaboratore del CAM a Trento e spesso inviato in missioni a Caia su molteplici progetti e Matteo Angri, già responsabile del settore rurale nel progetto a Caia.

Nella sua attività di associazione non a scopo di lucro, Environomica si occupa di creare “partenariati per le persone ed il pianeta”. L’associazione si fonda su una rete inclusiva, sull’investimento sociale, sulla certificazione verde, su una logica ecologica e su soluzioni quanto più semplici ed innovative. Su questi pilastri ed in questi ambiti, l’associazione promuove soltanto le migliori pratiche.

Environomica ha quattro dipartimenti, coordinati dal dipartimento legale, ciascuno specializzato nel creare relazioni e network internazionali e costruire progetti che supportino lo sviluppo sostenibile.

PrintA partire dal 2014, Environomica supporta un partenariato per il progetto in campo agro-forestale denominato S.A.M. (Sustainable Agroforestry in Mozambique) così come un partenariato a favore della produzione su scala famigliare di cotone organico (O.C.I.M). Entrambi i progetti si prefiggono di sviluppare programmi di utilizzo sostenibile della risorsa naturale e si basano su reti internazionali, su elevate capacità di gestione, su chiari accordi tra le parti, sullo scambio di conoscenze, su corsi di formazione e soprattutto sul supporto di chiunque sia intenzionato a collaborare!

Per qualsiasi informazione o domanda, contattate www.environmica.org via Facebook o mail (info@environomica.org).

Plano de Uso da Terra: un approfondimento

paesaggio del distretto di Caia nei pressi di BuezaIntervista al professor Corrado Diamantini e ad Isacco Rama del DICAM-Università degli Studi di Trento che hanno coordinato il gruppo di lavoro trentino impegnato nella stesura del Piano Distrettuale di Uso della Terra.

Come nasce il Plano de Uso da Terra del Distretto di Caia?

Il Plano de Uso da Terra è uno strumento di gestione del territorio previsto dalla Lei do Ordenamento do Território del 2007, la quale a sua volta dà seguito alla istituzione dei Distretti prevista dalla legge sul decentramento amministrativo del 2003. Bisogna però attendere il regolamento attuativo della legge e la redazione del Guião metodológico para a elaboração de planos distritais de uso da terra perché partano le prime esperienze di pianificazione distrettuale. In genere si tratta di piani redatti “a tavolino” da società di consulenza con sede a Maputo, con scarse interazioni con i contesti locali. Il piano distrettuale di Caia per certi versi ha capovolto questa situazione.

 In che modo?

Qui bisogna tornare indietro di qualche anno, ossia al lavoro di redazione dei due piani urbanistici di Caia e di Sena, le due città del distretto. Sono piani costruiti facendo leva sulle competenze locali e sulla conoscenza capillare dei luoghi oltre che dei modi di vita e delle esigenze degli abitanti. Per cui il nostro coinvolgimento nella redazione del Plano de Uso da Terra ha comportato l’assunzione delle stesse modalità di lavoro adottate per i due piani urbanistici. In particolare è stato esteso a tutto il distretto il metodo di indagine basato sulle interviste alle famiglie. Ne sono state realizzate oltre 600, in gran parte dai tecnici del distretto. Ne è uscito un quadro puntuale dei problemi e delle aspettative delle famiglie con riferimento a ciascuno dei 23 regulados in cui è suddiviso il distretto. Si è inoltre investito molto nella creazione di una base dati in cui le conoscenze ‘informali’ potessero essere tradotte in conoscenze quantitative. Con questa base dati il lavoro di Piano potrà essere aggiornato facilmente dai tecnici di Caia.

Di che tipo di coinvolgimento si è trattato?

lavoro di intervista e raccolta dati sul campo

Entrambi siamo stati inseriti nella Equipa Técnica, ossia nel gruppo, formato quasi totalmente da tecnici locali, incaricato di redigere materialmente il piano. E’ stato un atto di fiducia nei nostri confronti, considerata l’asimmetria delle competenze e, prima ancora, nei confronti del CAM. Durante tutto il processo che come abbiamo detto si è svolto il più possibile in sinergia tra Trento e Caia, sono stati realizzati dal CAM numerosi corsi di informatica rivolti alla Equipa Técnica. Va aggiunto che Paolo Cosoli, responsabile di settore, ha fatto parte insieme a Pinto Martins, direttore del Serviço Distrital de Planeamento e Infra-estruturas della Comissão Monitora, che ha svolto una funzione di raccordo tra il Distretto e l’Amministrazione provinciale durante tutta la redazione del piano.


Come avete interagito con l’Amministrazione distrettuale e con l’Amministrazione provinciale?

Il principio che ha guidato tutta la redazione del PdUT, sancito peraltro dalla legge sul decentramento amministrativo, è stato che il Distretto doveva essere il soggetto consapevole delle scelte di piano. Detto così può sembrare un’ovvietà, ma bisogna tenere presente che spesso interviene una sorta di delega ai tecnici perché le implicazioni di tali scelte non sono comprese oppure, cosa peggiore, si accettano scelte eterodirette. Nel nostro caso siamo stati avvantaggiati dal fatto che alcune di queste scelte avevano una rilevanza politica tale da comportare un’attenzione costante su quello che andavamo facendo.

 Quali ad esempio?

paesaggi del distretto di Caia - presso Sombe

Innanzitutto quelle relative alle concessioni. Da un lato quelle forestali, che da diversi anni operano nel distretto di Caia interferendo, anche se legalmente, con aree protette e dall’altro quelle agricole. Una concessione agricola risultava, al momento dell’avvio del piano, già assegnata mentre di altre due era stato avviato l’iter di assegnazione per diverse migliaia di ettari.

Ebbene, dal lavoro di mappatura del distretto, che è la prima cosa che è stata fatta, è subito apparso che una delle due compagnie forestali tagliava ovunque, ben oltre la superficie assegnata in concessione mentre tutte le concessioni agricole andavano a sovrapporsi a spazi vitali per la popolazione, come i coltivi per la produzione di sussistenza, le infrastrutture essenziali e le aree abitate.

E quindi?

Le scelte del Plano de Uso da Terra sono sovraordinate rispetto ad altre scelte di destinazione d’uso del suolo, fermi restando i diritti acquisiti. Non era possibile far cessare le concessioni forestali, ma introdurre meccanismi di controllo si. Per le concessioni agricole c’era invece la possibilità di ridefinire la superficie di quelle meno invasive e di bloccare la terza. Cose che poi sono state fatte. Ma per questo è stato necessario un confronto continuo con l’Amministrazione distrettuale e con quella provinciale, culminato un primo mattino con la visita, del tutto inaspettata a Caia, del Governatore della Provincia di Sofala, che oggi è Ministro del Governo mozambicano. In quell’occasione il Governatore si è espresso apertamente a favore dello scenario concordato in sede distrettuale.

L’attenzione a quanto stavamo facendo derivava probabilmente anche dal fatto che era la prima volta che un Plano distrital de Uso da Terra affrontava senza alcuna remora il problema delle concessioni, prospettando una soluzione che, bypassando la Lei da Terra, apre un confronto tra compagnie concessionarie, popolazione e amministrazioni locali.

E all’interno della Equipa técnica quali sono stati i rapporti?

Va detto innanzitutto che la Equipa era formata da tecnici formatisi all’interno del lavoro di redazione dei piani di Caia e di Sena. Tecnici che successivamente hanno condotto alcune campagne di interviste e hanno preso parte al lavoro di mappatura del distretto con rilevamenti diretti sul terreno. A loro si deve gran parte del rilevamento dei servizi di base, dei mercati, delle strade… L’interlocutore principale, in materia di validazione dei rapporti e di scelte di piano, è stata però la Comissão monitora.

Corrado Diamantini durante una missione presso la piana esondabile di Nhacessa nella stagione secca

A parte le concessioni, qual’è stato il tema del piano in cui vi siete sentiti più coinvolti?

Quello della distribuzione della popolazione. Era pensiero comune, all’interno dell’Amministrazione distrettuale, che fosse in atto una concentrazione della popolazione lungo l’asse Caia-Sena, che insiste lungo lo Zambesi. E questo perché lì ci sono i servizi, c’è la strada, ci sono le città.

La percezione che invece noi avevamo, ricavata dalle interviste alle famiglie, era diversa e cioè che fosse in atto un radicamento della popolazione nelle aree interne del distretto, lungo alcuni assi. E questo per la disponibilità di terra fertile. Questa percezione è stata confermata dai dati di censimento, che siamo riusciti a ottenere a Maputo, dopo grande insistenza, splittati per regulado.

Questo ha dato la possibilità da un lato di prevedere nel piano un rafforzamento di questi assi e dall’altro di avere buoni argomenti contro l’invasività delle concessioni.

Nel corso del lungo lavoro svolto nel distretto, quali sono state le scoperte più inaspettate o interessanti?

Rimanendo in ambito disciplinare, devo dire (Corrado) che mi ha sempre sorpreso il cambiamento repentino di Caia. La prima volta che ci ho messo piede, alla fine del 2005, era un insieme disordinato di abitazioni tradizionali disposte attorno al cumulo di rovine cui era stato ridotto dalla guerra civile l’insediamento coloniale. Negli anni successivi Caia ha assunto sempre di più l’aspetto di una piccola città e questo a seguito di una continua trasformazione urbanistica ed edilizia. Non pensavo fosse possibile in così poco tempo.

Questa trasformazione appariva anche dagli aggiornamenti delle immagini di Google Maps, dalle quali si poteva ricavare anche il lavoro di attuazione del piano svolto dal Serviço Distrital de Planeamento e Infra-estruturas. Alle volte non tutto coincideva, ma l’esito era comunque efficace.

IMG_0002 rid

Per quanto mi riguarda (Isacco) le sorprese più belle mi sono state regalate dal lavoro con i tecnici di Caia e con la gente del Distretto. I numerosi mesi trascorsi, a partire dal 2009, a stretto contatto sia con gli abitanti della cittadina capoluogo che con le famiglie rurali mi hanno costretto ad entrare, anche fisicamente, nelle case e nelle famiglie. Spesso sono stato invitato a pranzo, a cena, a raccogliere gli ortaggi, a visitare l’accampamento del vicino pescatore e ad aiutarlo a raccogliere le reti. In questi molti incontri, anche per evidenti difficoltà linguistiche, la comunicazione avveniva per concetti chiave. Affermazioni semplici e domande dirette attraverso le quali mi è stato possibile sbirciare nel modo di pensare e quindi di essere di queste persone. Ecco, è esattamente questo: la semplicità di alcune scelte e la schiettezza (e anche durezza) dei rapporti tra le persone mi ha più volte colto alla sprovvista e sorpreso. Ho trovato meraviglioso, nella complessità dell’oggi, riuscire a meravigliarmi di una logica semplice, dura e naturale.

Vedi anche l’articolo sulla presentazione di giugno 2012 e l’articolo sull’approvazione del plano.