L'Escolinha Miriam

L'Escolinha Miriam

Da quest’anno uno dei quattro asili del progetto “escolinhas” del CAM, quello del quartiere Amilcar Cabral, è stato ribattezzato Escolinha Miriam, in ricordo di Miriam Bosetti, amica del CAM che lavorava a Trento presso il Consorzio Lavoro Ambiente (qui il suo ricordo).

Il nuovo nome è stato condiviso con gli educatori, i bambini, le famiglie e le autorità locali ed è stato riportato anche sulla struttura, recentemente ridipinta e decorata con delle belle immagini da un artista locale.

Nell’ufficio dell’escolinha è stata inoltre affissa una foto di Miriam e un testo in portoghese che la ricorda e spiega la scelta del CAM di intitolarle un asilo.

Il CAM desidera cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro, famigliari ed amici di Miriam nonché la direzione del Consorzio Lavoro Ambiente, che hanno destinato offerte in memoria di Miriam al sostegno del funzionamento del progetto escolinhas.

“Nell’asilo che oggi porta il suo nome, molti bambini di Caia potranno crescere ed avere strumenti per costruire la propria educazione e attraverso di questa un futuro migliore”.

 

60 Storie a fumetti: ancora disponibile il libro

60 Storie a fumetti: ancora disponibile il libro

copertina_sqUn anno fa si era a nel mezzo della fase più intensa del progetto “60 storie a fumetti”, un’idea nata dalla collaborazione tra CAM – Consorzio Associazioni Mozambico, ATB – Associazione Trentino con i Balcani e GTV – Gruppo Trentino di Volontariato. Il progetto rappresentava la continuazione di un percorso più lungo che aveva visto l’apertura di un blog di storie di vita provenienti dai contesti in cui le tre associazioni di cooperazione internazionale operano e il “60 storie a Teatro” nel quale sono state rappresentate a Teatro tre di queste esperienze.

60 storie a fumetti ha costituito il terzo passo di questo percorso. Grazie alla collaborazione con lo Studio d’arte Andromeda si è riusciti ad organizzare un corso di fumettistica e successivamente si è indetto un concorso nel quale sono stati premiati i tre lavori più belli (uno per associazione) con la consegna di buoni viaggio per andare a visitare il Mozambico, i Balcani ed il Vietnam.

60storie_pagina-02Il concorso ha visto la partecipazione di molti ragazzi ed ha avuto il suo epilogo l’11 giugno 2016, allo Social Store si è tenuta la serata di premiazione dei fumetti più belli e si è presentato il libro/catalogo in cui sono stati inseriti i fumetti ritenuti più belli da parte della giuria del concorso. Per quanto concerne il Mozambico il fumetto premiato è stato quello di Lorenzo Dalbon che si è così guadagnato l’opportunità di partire per Paese in cui operiamo. In queste settimane stiamo organizzando con lui il viaggio che lo vedrà partire tra il mese di agosto e di settembre.

Sono disponibili ancora diverse copie del libro/catologo “60 storie a fumetti”, chi fosse interessato ad avere una copia può contattarci alla mail: cam@trentinomozambico.org o chiamarci al n. 0461 232401

Per altre info vedi anche:

Cooperazione internazionale e migrazioni

Cooperazione internazionale e migrazioni

Fondazione Fontana onlus organizza venerdì 12 maggio 2017, presso il Centro per la formazione alla solidarietà internazionale, il nuovo seminario della Carta di Trento per riflettere sulle pratiche della cooperazione internazionale per la promozione del diritto al futuro.

SCARICA IL VOLANTINO QUI


La Carta di Trento per una migliore cooperazione internazionale è il risultato di un percorso che attori della cooperazione, locali e nazionali, istituzionali e non governativi, hanno avviato nel 2008 a Trento è il tentativo di promuovere il dibattito sui nuovi orientamenti della cooperazione in Italia di cui il seminario del 12 maggio costituisce una tappa fondamentale. Il seminario e la Carta di Trento sono attività della World Social Agenda

La World Social Agenda (WSA) è un progetto della Fondazione Fontana onlus ed è presente in Trentino e nel Veneto dove propone attività educative e culturali di sensibilizzazione con mostre, seminari, eventi, formazione nelle scuole.

(da https://cartaditrento.wordpress.com/)

Il CAM partecipa alla Pasqua Solidale 2017 del CUAMM Trentino

Il CAM partecipa alla Pasqua Solidale 2017 del CUAMM Trentino

Tra poche settimane arriva la Pasqua! Il CUAMM – Medici con l’Africa Trentino quest’anno ha deciso di colorare la festa preparando delle colombe artigianali confezionate in splendide capulanas mozambicane che potranno essere utilizzate nelle nostre case come tovagliette e/o runner da tavola. Il ricavato delle vendite verrà interamente devoluto ai progetti che il CUAMM sta portando avanti in diverse aree del continente africano.

Le colombe sono prodotte artigianalmente dalla pasticceria Marzari di Vigolo Vattaro. Proprio per questo motivo l’associazione chiede a chi ne è interessato di ordinarle scrivendo sulla loro pagina facebook o al loro indirizzo mail: gruppo.trentino@cuamm.org Si può scegliere tra tre differenti tipi di colombe: 500 grammi, 750 grammi o di 1 kg e si chiede un contributo minimo rispettivamente di 18 €, 24 € e 35 €.

Sulla scia di questa bellissima iniziativa il CAM ha deciso di partecipare alla pasqua solidale 2017 organizzando un acquisto collettivo delle colombe. Tutti i nostri amici che sono interessati a comprare le colombe del CUAMM possono fare riferimento a noi sia nel momento dell’ordine che per il ritiro. Basta telefonarci o scrivere alla nostra mail cam@trentinomozambico.org indicando nome, cognome, numero di telefono, la tipologia e la quantità di colombe che si vogliono ordinare entro giovedì 6 aprile per consegna verso il 13 aprile.

Buona Pasqua a tutti!

Italia e Mozambico. La cooperazione fra il Trentino e la Provincia di Sofala

Riportiamo una sintesi della tesi magistrale di Patrizia Pitzalis, laureatasi il 24 marzo 2017 in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna Scuola di Scienze Politiche. Il suo lavoro approfondisce proprio le relazioni tra Trentino e Mozambico in particolare articolate dal programma coordinato dal CAM.

Congratulazioni e complimenti a Patrizia da tutto il CAM!

Le relazioni tra il Mozambico e l’Italia si intensificarono negli anni ’60, grazie al sapiente lavoro diplomatico del FRELIMO – movimento di liberazione mozambicano – e all’impegno di alcuni esponenti dei partiti della sinistra italiana. Nel 1970 a Roma si svolse un’importante conferenza internazionale di solidarietà a favore dei movimenti di indipendenza delle colonie portoghesi, al termine della quale il FRELIMO si gemellò con la città di Reggio Emilia e con l’Arcispedale Santa Maria Nuova. Il sodalizio permise agli enti locali italiani di fornire un supporto concreto al FRELIMO, tramite l’invio di materiale per l’assistenza sanitaria e la diffusione di informazioni sulla situazione in Mozambico.

Raggiunta l’indipendenza nel 1975, nel giro di pochi anni la neonata Repubblica del Mozambico strinse dei rapporti diplomatici con l’Italia, sanciti da un accordo di cooperazione tecnica firmato nel 1977, che fu ampliato successivamente nel 1981. Negli anni ’80 un nuovo importante attore italiano fece la sua comparsa nelle relazioni con il Mozambico: la Comunità di Sant’Egidio, il cui apporto contribuì notevolmente al raggiungimento degli Accordi di pace firmati a Roma nell’ottobre del 1992, i quali misero fine alla guerra civile in Mozambico. Dei quattro mediatori durante i negoziati, due erano esponenti della Comunità di Sant’Egidio, uno era il vescovo di Beira e l’ultimo – coordinatore in rappresentanza dell’Italia – era il trentino Mario Raffaelli, che negli anni ’80 ricoprì l’incarico di sottosegretario agli Affari Esteri con delega ai rapporti politici con l’Africa. Da notare che Raffaelli, insieme ad Angelo Romano (esponente della Comunità di Sant’Egidio), è stato recentemente nominato dall’Unione Europea mediatore tra il governo di Maputo e il partito d’opposizione della RENAMO durante l’estate del 2016, a seguito di una serie di scontri a fuoco avvenuti nel paese e di divergenze sempre più palesi tra le due parti, sintomi di una guerra civile latente. Oltre a Raffaelli, negli anni altre personalità e circostanze sono state espressione dei legami fra il Trentino e il Mozambico, contribuendo a rafforzarli ulteriormente. Ad esempio, nel corso dei decenni alcuni mozambicani hanno avuto modo di conseguire i propri studi presso l’Università di Trento, come José Luís de Oliveira Cabaço, laureatosi nel 1971 in sociologia e divenuto ministro dell’Informazione e responsabile dei rapporti con l’Italia negli anni ’80. A Trento venne a formarsi anche una folta comunità di studenti mozambicani, riunita per la maggior parte nella Casa di accoglienza “Francesco d’Assisi” gestita dai frati cappuccini, i quali in missione in Mozambico dal secondo dopoguerra. L’edificio veniva chiamato informalmente “Casa Mozambico” per l’alta percentuale di presenza di persone provenienti dal paese dell’Africa australe.

Roma, 4 ottobre 1992: la firma degli Accordi di pace

Il primo accordo ufficiale fra la Provincia Autonoma di Trento (PAT) e un ente locale mozambicano – in quel caso la Provincia di Manica – fu siglato nel marzo del 1989, allo scopo di rafforzare i legami reciproci, e qualche anno dopo la PAT gestì la seconda fase di un programma integrato di sviluppo in Mozambico cofinanziato dall’Italia. Nel 2001, nell’ambito di un programma di sviluppo umano a livello locale concordato tra due agenzie ONU e i governi di Roma e Maputo, fu firmato il Protocollo d’intesa che diede inizio alla cooperazione decentrata tra la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia di Sofala. Nel luglio del 2003 il programma fu chiuso definitivamente, tuttavia la PAT decise di continuare in modo autonomo la sua collaborazione con la Provincia di Sofala.

In quindici anni di lavoro si è sviluppata una metodologia d’azione apposita, a partire dalla costituzione del Consorzio Associazioni con il Mozambico (CAM), organizzazione responsabile del coordinamento del programma in entrambi i territori. Inizialmente la strategia del CAM non si basò sull’imminente realizzazione di grandi opere, piuttosto sulla conoscenza di una realtà assai diversa da quella trentina, partendo dal presupposto che prendere confidenza con un territorio significa carpirne le sfaccettature così da poter operare su di esso in modo fluido e armonioso. Per realizzare ciò si progettò di avviare delle piccole attività in tre diversi settori (socio-educativo, socio-sanitario e sviluppo rurale) sparse per il distretto, di collaborare con l’amministrazione locale al fine di contribuire alla pianificazione dei processi di sviluppo distrettuale, e infine di analizzare il contesto affinché si individuassero i settori chiave su cui intervenire in futuro.

Il progressivo approfondimento delle dinamiche del distretto di Caia produsse un ampliamento delle iniziative e dei campi d’azione, che si manifestò per esempio con la fondazione dei centri prescolari (escolinhas), la realizzazione della scuola professionale agro-zootecnica e del relativo centro di sviluppo, la fondazione della radio comunitaria e la messa in funzione dell’ospedale distrettuale.

Negli ultimi anni sono state effettuate delle ricerche valutative sull’esperienza trentina nella cooperazione decentrata. Per quel che riguarda la strategia adottata dal CAM, essa viene identificata sulla base di una partecipazione il più ampia e trasversale possibile, dove gli attori implicati sono sia organismi istituzionali sia organizzazioni economiche e sociali, cosicché anche la società civile possa prendere parte ai processi decisionali e assumersi delle responsabilità in prima persona. Gli obiettivi generali del CAM per il conseguimento di un buon livello di governance[1] sono il consolidamento istituzionale, la cui crescita aumenta l’efficienza dei servizi, e il rafforzamento delle organizzazioni comunitarie e della società civile.

Il documento di valutazione del programma “Il Trentino in Mozambico” solleva inoltre alcune questioni relative alla necessità di un’evoluzione del progetto, che coincide con un rinnovo generale delle direttive in materia di cooperazione sia sul piano internazionale che su quello interno. La Provincia Autonoma di Trento, che nel tempo si è rivelata sempre molto recettiva nei confronti di nuove disposizioni adottate dal governo nonché intraprendente, come nel caso dell’articolo 18 della legge provinciale n. 4 del 15 marzo 2005, dove si impone uno stanziamento di almeno lo 0,25% delle entrate del bilancio a favore di iniziative di cooperazione allo sviluppo, è attualmente in fase di rinnovamento per ciò che concerne la materia. Nel febbraio del 2016 la PAT ha adottato delle nuove Linee Guida sulla cooperazione internazionale, in cui si riconosce la necessità di far evolvere i legami già esistenti verso una direzione che estenda l’interscambio anche all’ambito economico e culturale. In tutto ciò il CAM – come dichiarato dalle coordinatrici di Trento Maddalena Parolin e Paola Bresciani – da qualche anno si sta ponendo degli interrogativi sulle nuove dinamiche, delineando man mano un nuovo indirizzo d’azione, che risulta in fase di definizione. Per esempio, inizialmente figurava l’idea di un progetto per una nuova esperienza multisettoriale di cooperazione comunitaria che sfruttasse tutto il background dell’operato di Caia per rimetterlo in pratica in un altro distretto, come una sorta di “Caia 2”. Tuttavia attualmente questa ipotesi sembra essere stata accantonata, mentre si è optato per la concentrazione delle energie nel raccoglimento della sfida per la creazione di un partenariato territoriale competitivo fra il Trentino e la Provincia di Sofala, attraverso la riorganizzazione del sistema d’azione.

Questi cambiamenti radicali impongono continue riflessioni e un alto grado di flessibilità, tenendo conto dell’esperienza acquisita ma senza fossilizzarsi su di essa. Il tempo sarà in grado di dare delle risposte ai quesiti e alle perplessità oggi presenti, anche se si può già riconoscere una buona capacità di reazione e adattamento del Consorzio verso il nuovo contesto. Per il CAM esiste una continuità con il progetto passato, ma esso rileva anche la necessità di un’evoluzione, tant’è che il programma ora è stato ribattezzato “Il Mozambico in Trentino 2.0 – Il partenariato territoriale tra Trentino e Sofala per l’interscambio solidale, culturale ed economico”. I principali elementi innovativi sono tre: l’ampliamento delle tematiche trattate, un diverso approccio territoriale e l’estensione delle categorie degli attori coinvolti. Per quel che concerne il primo elemento, si stanno proponendo dei temi che prima non era possibile affrontare poiché mancavano alcuni presupposti, mentre ora si ritiene che i tempi siano maturi per lo sviluppo di argomenti quali il rafforzamento del ruolo femminile, la gestione dei rifiuti, il sostegno alle cooperative. L’approccio territoriale sta mutando poiché si sta estendendo la rete delle relazioni sia in Mozambico, dove si sta coinvolgendo tutta la Provincia di Sofala e non solo il distretto di Caia, sia in Italia, tramite la collaborazione con soggetti non solo trentini, come il Comitato europeo per la formazione e l’agricoltura (CEFA), ONG con sede a Bologna. Il terzo elemento include la possibilità di coinvolgere attori profit, considerando che l’interscambio non è più limitato solo all’ambito solidale, ma anche a quello economico e culturale.

Nonostante queste importanti novità, il CAM non intende rinunciare ai suoi principi cardine. Alla base di tutto il lavoro rimangono sempre l’impegno per il rafforzamento delle relazioni istituzionali e una strategia di coordinamento fondata sulla flessibilità, sempre attenta a rilevare le criticità che possono sorgere nel tempo. La volontà di non snaturarsi appare chiara anche dalle parole delle coordinatrici trentine del CAM: a proposito del supporto alla filiera lattiero-casearia di Beira in collaborazione con il CEFA e finanziato in parte dal Ministero degli Affari Esteri italiano, esse hanno precisato che, nonostante il progetto sia una chiara espressione dell’evoluzione del programma di cooperazione – considerando il territorio e gli attori implicati – la pianificazione è nata da una richiesta esplicita del direttore provinciale dell’agricoltura, evidenziando che il punto di partenza dei progetti vuole continuare a essere in primis un’esigenza locale.

[1] Processo mediante il quale una comunità prende decisioni importanti che la riguardano.

Patrizia Pitzalis 2017 –