da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 5 Ago 2014 | Notizie dall'Associazione
In occasione della visita alle realtà agro-zootecniche del distretto di Caia, organizzata dal SDAE (Servizio Distrettuale di Attività Economiche) durante la missione a Caia del responsabile dell’ONG CEFA e della coordinatrice CAM di Trento, abbiamo ricevuto una lettera con la testimonianza di una associazione di allevatori di Sena.
I membri dell’associazione hanno accolto l’equipe in visita seduti all’ombra di alcuni grandi alberi, nel loro quartiere vicino al centro di Sena. Il Presidente ha preso la parola ed ha letto la lettera che poi ci è stata consegnata (vedi sotto), nella quale viene raccontato il buon funzionamento ed il gradimento del progetto che tra il 2004 ed il 2007 ha permesso all’associazione Phiri Balamuana di avviare una attività di allevamento di bovini e caprini. Attività che, a distanza di 10 anni, prosegue potendo contare oggi anche su maggiori risorse di supporto, quali ad esempio la farmacia veterinaria costruita l’anno scorso dal CAM, che gli allevatori ritengono molto importante. L’associazione gestisce il bestiame grazie al lavoro di un pastore, che viene pagato con i fondi del gruppo.
Di seguito la traduzione della lettera. Foto di Enrico Pietroboni.
Associazione “Phiri Balamuana” (Figli della Montagna)
L’associazione è stata creata nel 2004 con 34 membri, quell’anno abbiamo ricevuto [attraverso il progetto di ripopolamento bovino promosso dal CAM con il Servizio Agricoltura n.d.r.] 15 capi bovini, 20 caprini e 20 “galinhas do mato” (faraone). Il 23 marzo 2007, secondo il piano previsto dal Governo, abbiamo restituito 15 capi bovini e 20 caprini, passandoli ad una altra associazione, “Cristâ Ministerio de Jesus”. Così la nostra associazione “Phiri Balamuana” è rimasta con 12 bovini e 20 caprini che poi con le cure sono cresciuti ulteriormente, contando ora un totale di 81 animali, 31 bovini e 51 capre. Dopodiché 18 membri sono usciti dall’associazione, ciascuno ha ricevuto 1 bovino e 2 capre, siamo rimasti così 16 membri, con 24 capi bovini.
Firmato dal presidente dell’associazione
Ferroz Alberto Nguirande
Sena, 24 luglio 2014
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 12 Lug 2014 | Attività in Trentino, Notizie dall'Associazione
Martedì 29 luglio alle 18.30 al Barycentro (Piazza Venezia 38 Trento) Christian Piana, fotografo ed operatore sociale, presenta attraverso la proiezione di immagini i risultati della ricerca su tradizione e letteratura orale a Caia e nella valle dello Zambeze.
Letteratura e tradizione popolare, storie e racconti non scritti tramandati da generazioni, le avventure del coniglio, della iena, dell’elefante, Ntsai che non si vuole sposare, Condia nascosta nel batuque, i regulos, i curandeiros, la magia, i libri e gli aperitivi.
In questa serata, Christian Piana, ospite da gennaio ad aprile del CAM a Caia, esporrà i risultati della ricerca sulla tradizione orale nella valle dello Zambeze, ma anche la traiettoria della casa editrice brasiliana Lamparina Luminosa e di come questa ricerca in breve sarà trasformata in un libro illustrato.
Ingresso libero – non è necessario prenotare.
Christian Piana, nato a Novi Ligure nel 1978 è fotografo, editore e operatore sociale. E’ specializzato in fotografia documentale e ritratto editoriale, i suoi lavori sono apparsi in riviste italiane e brasiliane.
Dal 2005 vive e lavora a Sao Paulo (Brasile) dove, in collaborazioni con varie ONG, gestisce progetti culturali con enfasi nella comunicazione comunitaria.
Nel 2010 fonda e coordina la casa editrice
Lamparina Luminosa (
www.lamparinaluminosa.com editoralivrepopularartesanal.blogspot.com), premiata come
Ponto de Cultura dal Ministero della Cultura e Segreteria dello stato di São Paulo, che pubblica libri di prosa, poesia, giornalismo narrativo e libri per bambini e ragazzi, con un’attenzione specifica alla cultura popolare, le memorie e la conoscenza della gente.
Leggi gli articoli di Christian sulla sua esperienza in Mozambico
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 13 Giu 2014 | Notizie dall'Associazione
Si terrà giovedì 10 luglio alle 18 l’incontro annuale del Tavolo Trentino con il Mozambico, un’importante occasione di confronto sull’andamento e sugli sviluppi futuri del programma di cooperazione di comunità che collega il Trentino e il Mozambico dal 2001.
Verranno illustrate le attività 2013-2014 del CAM a Caia e in Trentino, per poi passare a discutere le sfide per il futuro e le prospettive di evoluzione di un programma che oggi punta innanzitutto all’autonomia dei progetti nella gestione dei soggetti locali.
Sono invitati all’incontro, oltre che i rappresentanti delle associazioni socie del CAM e i membri dei gruppi di lavoro, anche tutti i sostenitori, i volontari, i rappresentanti di organizzazioni amiche e tutti coloro che desiderano conoscere meglio il lavoro promosso in Mozambico dal Tavolo Trentino.
A conclusione dell’incontro verrà presentato un fotolibro digitale dedicato a Caia, realizzato con le immagini di volontari e collaboratori CAM che hanno vissuto nel distretto mozambicano, ci sarà spazio infine per il confronto informale attorno ad un piccolo buffet.
Per motivi organizzativi si chiede conferma della presenza contattando il CAM via mail o telefono.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 12 Giu 2014 | Notizie dall'Associazione
Pubblichiamo il bilancio 2013 del Consorzio Associazioni con il Mozambico, approvato nell’assemblea del 28 maggio 2014.
BILANCIO SINTETICO 2013.pdf
cam-relazione-di-rendiconto-es-2013_revisori_firmata
0-verbale-assemblea-soci-cam-28-maggio-2014
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 6 Mag 2014 | Notizie dall'Associazione, Storie
Proponiamo un articolo gentilmente concesso dall’autore Nunzio De Nigris, tratto dalla rivista online “Poelela Magazine”.
“Capulana” è il nome che viene dato in Mozambico ai teli colorati che ogni donna possiede. Pare che la loro introduzione nel paese sia relativamente recente, circa due secoli, eppure senza le capulane il volto del Mozambico (e della maggior parte dei paesi africani) non sarebbe lo stesso.
Nelle zone rurali o nei quartieri periferici della capitale, la capulana, avvolta intorno ai fianchi, è l’abbigliamento tradizionale di ogni donna che si rispetti. Viene utilizzata per portare un bimbo sulla schiena alla maniera africana o come telo aggiuntivo viene di solito adoperato per garantire ulteriore protezione ai neonati quando fa più fresco (esiste anche l’inverno africano!).
Viene anche utilizzato dalle venditrici ambulanti sopra il marciapiede per potervi esporre la propria merce, a fine giornata, la si arrotola formando un cerchio che, adagiato sulla testa aiuta a trasportare facilmente sino a casa la cesta con gli articoli rimasti invenduti.
Una capulana in più fa sempre comodo, se fa fresco o tira vento, può essere avvolta intorno alle spalle per scaldarsi; se c’è da aspettare a lungo, per esempio in attesa di una visita medica, la si stende per terra per sedercisi sopra senza sporcarsi; se si viene sorpresi da un’acquazzone tropicale, può rimpiazzare i vestiti fradici che si indossano.
Una capulana può sostituire, alla bisogna, lenzuola, tovaglie, tende e, se necessario, pure l’asciugamano. In assenza di toilettes pubbliche, avvolgere una capulana attorno ai fianchi è un ottimo modo per ripararsi da sguardi indiscreti mentre si fa pipì al alto della strada.
Questi sono gli usi della capulana “semplice”, ossia del telo rettangolare basico. La dimensione della capulana è standard, un metro e quindici di altezza per un metro e ottanta di lunghezza, ma i colori e fantasie sono praticamente infiniti. Tuttavia, è evidente che con ago, filo, e fantasia, i possibili usi si estendono ulteriormente. Innanzitutto ci sono i vestiti tradizionali, spesso elegantissimi, composti da gonna, blusa e copricapo, tutti dello stesso tessuto o con due fantasie a contrasto. Molte stampe sono tipiche di una particolare zona o paese, e basta un’occhiata per individuarne la provenienza.
Sopra questi tessuti vengono riprodotti gli elementi della vita quotidiana di una donna, come le cipolle o i peperoni oppure motivi astratti (spirali, rombi, ecc.). Le capulane vengono scelte anche in occasioni di feste o riti per indicare l’appartenenza ad un gruppo.
Non mancano le capulane commemorative, come quelle che ricordano l’indipendenza o i leader politici più popolari, o altri avvenimenti importanti (i 90 anni di Nelson Mandela, l’oro olimpico di Lurdes Mutola – probabilmente la più famosa atleta mozambicana, che vinse l’oro negli 800 metri alle olimpiadi di Sydney del 2000).
Più di recente la presenza di molti espatriati (e soprattutto di espatriate) ha favorito un interessante giro d’affari legato a tutto ciò che si può realizzare con le capulane: gonne, canotte, vestitini, pantaloni, borsette, ma anche accessori come orecchini, collane e bracciali o ancora scatole porta bijoux.
La capulana è un prodotto incredibilmente versatile ed alquanto economico, a seconda della qualità. E’ un ottimo regalo per le donne che grazie al proprio estro sapranno farne un buon uso.
Ti abbiamo incuriosito? Ne vorresti una?
Con una piccola donazione sostieni le attività del CAM e puoi avere una delle nostre bellissime stoffe che arrivano direttamente dal Mozambico!
Consulta il nostro catalogo online e contattaci all’indirizzo e-mail info@trentinomozambico.org
Metti in moto la tua fantasia sostenendo le attività del CAM!
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 15 Apr 2014 | Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico
Una testimonianza di Paola Bresciani, responsabile amministrativa del CAM a Trento, dalla sua recente missione a Caia.
Ritorno in Mozambico dopo quasi 6 anni dalla mia precedente missione, avvenuta tra novembre e dicembre 2008. Sono molti i pensieri che affollano la mia mente, mentre guardo distrattamente il panorama dal finestrino del piccolo aereo che da Johannesburg mi porta a Beira: l’emozione del ritorno, la voglia di approfondire la conoscenza dei progetti per cui lavoro da tanto tempo, la volontà di creare un piccolo legame con i nuovi colleghi, locali ed espatriati, la curiosità di vedere cosa è cambiato da allora…
Già una cosa mi balza all’occhio dall’aereo che si appresta ad atterrare: adesso che la stagione delle piogge sta terminando il panorama è verdissimo e c’è molta acqua; un panorama così diverso da quello che mi ricordavo dalla scorsa volta quando, al termine della stagione secca, tutto era brullo e i colori predominanti erano il giallo ocra e il marrone.
Il verde del panorama mi accompagna per tutte le tre settimane della mia missione, sulla strada che da Beira mi porta a Caia, e più tardi verso Murraça e Sena, dove visito la scuola di agraria, l’azienda agricola e la banca di microcredito.
Caia la ritrovo familiare ma nello stesso tempo anche cambiata: stesse strade polverose (ahimè con molte buche, che ci obbligano a guidare piano piano), stessi visi sorridenti… ma anche più vivace. Noto subito delle mandrie di bovini pascolare nel “mato” vicino, dei trattori passare sulla strada nei pressi della sede del CAM, dei negozi e delle bancarelle che prima non c’erano. E poi il grande ponte sul fiume Zambesi, la scorsa volta in costruzione, che visto da vicino sembra ancora più imponente.
Mi concentro sul mio lavoro nell’ufficio di Caia e vedo che c’è ancora molto da fare, ma che siamo sulla strada giusta.
Penso che questo sia il momento più delicato dell’intero percorso di quindici anni del CAM: è ora che bisogna concentrare gli sforzi, fare tutto il possibile perché il lavoro fatto fino adesso non vada perduto, fare in modo che il nostro personale locale possa tra un paio di anni prendere con sicurezza le redini del progetto e portarlo avanti in autonomia.
Già molte persone sono cresciute e i frutti del lavoro fatto mi sono ben visibili.
Manca davvero poco, ma bisogna lavorare sodo affinché questo passaggio importante avvenga in modo definitivo.
La formazione del personale locale è la sfida più grande di questi prossimi due anni! Dobbiamo darci da fare per renderci presto inutili!
Lascio Caia dopo tre settimane dal mio arrivo con questo pensiero e con la certezza che lavorando tutti assieme le cose sono possibili.
Estamos juntos!