Insieme per uno sviluppo economico inclusivo, innovativo e sostenibile

Insieme per uno sviluppo economico inclusivo, innovativo e sostenibile

Ha ufficialmente preso il via il nuovo progetto che vede il CAM impegnato come capofila nell’ambito dello sviluppo economico e sociale nella città di Beira. Inovação Circular è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea con il supporto di Fondazione Aurora e Università Zambeze. L’obiettivo principale è quello di stimolare lo sviluppo economico della popolazione di Beira migliorando i servizi di incubazione e accelerazione di impresa e la creazione di nuovi posti di lavoro nell’economia circolare per mitigare le disuguaglianze sociali

A tal fine, è prevista la formalizzazione e il rafforzamento strutturale di due Incubatori e Acceleratori d’Impresa locali, Palincule e HubLink, e, parallelamente, la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso il consolidamento di 3 piccole e medie imprese locali che operano nel settore dell’economia circolare attraverso programmi di accelerazione ad hoc.

Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili consultando l’apposita scheda sul nostro sito, mentre per seguire passo passo tutti gli aggiornamenti da Beira vi invitiamo a seguire la pagina Facebook di Inovação Circular.

Il giorno 16 maggio 2022 presso l’Anfiteatro del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università Zambeze si è svolto il lancio ufficiale del progetto.

L’evento ha visto la partecipazione del Presidente del CAM, l’ing. Paolo Rosatti, dell’Ambasciatore dell’Unione Europea in Mozambico, il sig. António Sanchéz-Benedito Gaspar, il Sindaco della Città di Beira, il sig. Albano Carige, il Magnifico Rettore dell’Università Zambeze, il dott. Bettencourt Preto Sebastião Capece, e il Capo del Gabinetto del Governatore. 

La giornata ha avuto un riscontro molto positivo e ha finalmente concretizzato l’impegno profuso fino ad oggi. Ci auguriamo che in futuro potranno esserci numerose occasioni simili per divulgare i risultati e le attività del progetto.

Parallelamente al lancio del progetto, è stato siglato l’accordo di partenariato tra il CAM e l’Università Zambeze, un memorandum firmato dal Presidente del CAM e dal Direttore del Centro di Studi e Ricerche Sociali (CEPES) che mira a garantire la collaborazione tra la parti coinvolte per tutta la durata del progetto.

Di seguito, vi lasciamo alcune testimonianze di chi ha lavorato alla realizzazione del progetto ed era presente all’evento di lancio: Paolo Rosatti, Presidente del CAM, Margherita Busana, Project Manager, e Silvia Comper, Responsabile dell’Ufficio Progetti a Trento.

In questo progetto cercheremo di portare l’esperienza trentina nel settore degli incubatori di impresa, attraverso il coinvolgimento di alcune realtà presenti sul territorio ed in particolare di Trentino Sviluppo che già da molti anni gestisce e sostiene alcuni Businnes Innovation Center sparsi nella provincia. Il tutto in coordinamento con le iniziative di formazione e sostegno che il CAM sta organizzando con il Partner specializzato, Fondazione Aurora di Roma.  

Paolo Rosatti

Lo stimolo più grande nasce dal lavoro di squadra con il team locale, persone di cuore, disponibili ed affiatate, e dai membri dei due incubatori e acceleratori di impresa, giovani motivati ed entusiasti con il sogno di far crescere la propria città. La vera sfida è diffondere lo spirito imprenditoriale nella mentalità della comunità. Come dicono loro “tutti possono essere imprenditori e investitori, ma ancora non lo sanno”.

Margherita Busana

Durante l’ultima missione a Beira sono rimasta molto soddisfatta dalla nuova equipe di progetto, formata da personale locale e espatriato motivato, competente e intraprendente! Credo sia stato fatto un bel lavoro di selezione delle risorse umane. Ho avuto modo di incontrare alcuni dei beneficiari del progetto e l’impressione è stata positiva, la voglia di fare non manca. La fase di avvio del progetto è ‘delicata’ per la mole di lavoro che si porta dietro; nonostante questo sul campo il team è attivo e i primi passi sono stati fatti!

Silvia Comper

Il contenuto di questo articolo è di sola responsabilità del CAM e non riflette necessariamente la visione dell’Unione Europea.

Prendiamoci cura l’uno dell’altro – il report salute comunitaria 2021

Prendiamoci cura l’uno dell’altro – il report salute comunitaria 2021

E’ online il Report annuale del progetto salute comunitaria, dove con parole, dati, testimonianze, immagini abbiamo provato a raccontare questo 2021.

Anche quest’anno il lavoro per la salute comunitaria si è tradotto nell’operare in prima linea anche per la prevenzione della malattia da Covid-19 e, inoltre, per il controllo di una grave epidemia di Colera che ha colpito il distretto per tutto il secondo semestre dell’anno, senza tuttavia essere debellato e necessitando pertanto di un ulteriore sostegno di tutte le parti coinvolte.

È possibile visualizzare o scaricare il report a questo link.

Un ringraziamento va a tutti i sostenitori del progetto oltre che ai collaboratori, i volontari, i partner. Si ringraziano inoltre Paolo Ghisu, Gianpaolo Rama, Silvia Comper, Sofia Rinaldi e gli altri operatori del CAM per le immagini.

Per sostenere anche tu il progetto, magari come regalo o ricordo per una occasione, trovi le info qui.

Per consultare o scaricare i precedenti report:

Educazione e impegno comunitario per costruire resilienza

Educazione e impegno comunitario per costruire resilienza

Il signor Mateus Machaiche ha 71 anni, risiede nella località di Mecuzi Phuaze, nel distretto di Nhamatanda. È sposato, padre di 7 figli e nonno di 6 nipoti. Insieme alla sua famiglia e alla sua comunità, è uno dei beneficiari del progetto Building Resilience through Education and Community Engagement in the cyclone- affected schools in Mozambique” di cui il CAM è partner implementatore, finanziato dall’Unione Europea e promosso dall’Agenzia delle Nazioni Unite UNICEF con il supporto tecnico di UN-Habitat.

“La mia comunità si trovava in una situazione critica su diversi fronti. Innanzitutto la distruzione causata dal passaggio del ciclone Idai, dal quale sono trascorsi ormai tre anni ma i suoi effetti sono purtroppo ancora ben visibili. Tra le altre cose, nella comunità c’è la presenza di tabù molto radicati su tematiche riguardanti l’igiene mestruale, questioni di genere e violenza sui minori. Per contribuire nel mio piccolo alla soluzione del secondo problema, ho fatto visita a più di 32 famiglie per parlare con loro e cercare di cambiare la loro visione “.

Il sig. Machaiche, grazie alle formazioni fornite dal progetto, ha imparato molto in merito a questi temi e si è attivato in prima persona con lo scopo di sensibilizzare la popolazione e i leader comunitari per la prevenzione di fenomeni come le unioni premature e le gravidanze precoci.

Gli obiettivi di questo progetto sono duplici. Da una parte c’è la ricostruzione delle strutture di tre scuole elementari pubbliche del distretto di Nhamatanda, duramente colpite dal ciclone Idai del 2019 (EPC Dirindir, EPC Solomone Machaque e EPC Manguena). Dall’altra il progetto vuole fornire assistenza educativa agli insegnanti e, più in generale, alla comunità locale attraverso la distribuzione di materiale didattico e formazioni su tematiche di genere, supporto psicosociale, violenza contro i bambini e sviluppo di abilità/competenze life skills nei bambini.

“Quando sono tornato a casa dopo la formazione, ho usato i manuali che ho ricevuto per spiegare alla mia famiglia il fenomeno dei matrimoni precoci. Le mie giovani nipoti stavano per unirsi con due uomini secondo il metodo tradizionale, ovvero pagando una dote con il consenso dei genitori. Quando l’ho saputo, ho parlato con loro e l’ho impedito.”

Oltre che con la propria famiglia, Mateus ha coinvolto anche regulos e capi villaggio per diffondere il più possibile le informazioni ricevute e contribuire a migliorare la situazione della sua comunità.

“È usanza comune che i genitori, anche a causa della povertà dilagante, decidano di affidare le loro figlie minorenni a uomini più grandi in cambio di sacchi di riso, capre, zappe o polli. Ora so che tutto questo è sbagliato.”

I lavori di ricostruzione intanto stanno procedendo e, oltre alle classi, verranno costruiti un blocco amministrativo, appartamenti per gli insegnanti e blocchi sanitari differenziati per sesso per gli alunni.

La prima fase del progetto si è conclusa nel 2021, una seconda parte sta ora proseguendo con il finanziamento della Regione Autonoma Trentino Alto Adige ed il supporto di altri finanziatori e fondi CAM.

Qui sotto alcune immagini delle formazioni e dei lavori di ricostruzione.

L’articolo è un adattamento di materiale comunicativo redatto dal CAM per UNICEF e non riflette necessariamente la visione dell’Unione Europea.

Progetto finanziato da:

Un nuovo anno scolastico all’avvio

Un nuovo anno scolastico all’avvio

Si rinizia!

Durante i primi giorni di febbraio si è conclusa la fase di immatricolazione dei bimbi e le bimbe di Caia alle nostre quattro Escolinhas dislocate nel distretto.

Durante la chiusura forzata durata più di un anno, sono proseguite con regolarità alcune delle attività, tra le quali controlli nutrizionali e sostegno dei bambini e delle bambine malnutriti/e, formazioni per gli insegnanti, accompagnamento dei bambini e delle bambine nelle attività pedagogiche attraverso visite domiciliari e attività di educazione parentale rivolte a genitori e tutori.

Finalmente ora 340 tra bambini e bambine suddivisi in classi da 25 possono iniziare un nuovo anno scolastico all’insegna della normalitàA causa delle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia di Covid-19, il numero degli iscritti è ridotto rispetto agli anni precedenti, durante i quali la presenza era di 700, ma è comunque un segnale positivo e di ripresa. La priorità per le attività in presenza è stata data ai bambini e alle bambine particolarmente vulnerabili, come orfani e soggetti in situazioni particolarmente critiche.

Il 14 febbraio in tutti e quattro i centri si è svolta la giornata di apertura dell’anno accademico 2022, prima nell’Escolinha DAF e a seguire in tutte le altre. La giornata ha visto la partecipazione dei responsabili delle scuole, degli educatori, dei genitori e dei tutori dei bambini e delle bambine. Le attività in presenza sono poi iniziate il giorno seguente.

Ma i bimbi e le bimbe di Caia saranno felici di tornare all’asilo?

 

Glielo abbiamo chiesto!

Vivo nel barrio Amilcar Cabral, frequento l’Escolinha Miriam. Quando la mia mamma mi ha detto che l’indomani sarei andato a scuola, ero molto contento. Mi mancava fare merenda con i miei amici e mi piace mangiare il pane con il miele. A scuola imparo a cantare: la mia canzone preferita è “tenho uma boneca”

António José Alfandega, 5 anni

 

Sono nella classe della rondine all’Escolinha Kukomerua, vivo nel quartiere di Nhamomba e mi piace disegnare animali. Quando ero a casa giocavo con le mie sorelle e il papà mi raccontava delle storie ma mi è mancato molto incontrare le mie amiche Antonia e Elisa. Adesso che hanno riaperto sono felice perché posso giocare con i miei compagni.

Regina Raul Antonio, 5 anni

Affrontare il colera

Affrontare il colera

A Caia il colera è un problema che si presenta ciclicamente.  Con l’arrivo della stagione delle piogge, si verifica un sostanziale aumento dei casi dovuti al peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Nel corso del 2021 l’epidemia ha colpito in modo particolarmente duro il distretto, con più di 700 ricoveri e alcuni decessi, e ha causato grande preoccupazione, aggravata dalla contemporanea e costante minaccia del COVID-19.

A fronte di una situazione di emergenza e con l’importante contributo della Provincia Autonoma di Trento, il CAM sta contribuendo allo sforzo collettivo di contenimento  della diffusione della malattia, mirando anche al miglioramento delle capacità delle autorità locali di rispondere alle esigenze derivanti dall’attuale emergenza.

La malattia

Il colera è una tossinfezione dell’intestino tenue da parte di alcuni ceppi del batterio Vibrio cholerae, o vibrione. La condizione può svilupparsi senza alcun sintomo, in forma lieve o grave. Il sintomo classico è la diarrea profusa, che può essere così grave da portare in poche ore ad una grave disidratazione. I batteri si sviluppano per lo più in acqua o cibo che è stato contaminato con feci umane contenenti a loro volta il batterio. I fattori di rischio per la malattia comprendono una scarsa igiene e un’insufficiente disponibilità di acqua potabile. Il colera colpisce circa da 3 a 5 milioni di persone in tutto il mondo.

      Fonte immagine: Wikipedia

Nonostante il rischio di morte tra le persone infettate sia solitamente inferiore al 5%, tale valore può arrivare anche al 50% in gruppi di persone che non hanno accesso alle cure.

Cosa si sta facendo a Caia

A partire dal 26 luglio 2021, nel distretto di Caia è in corso un’epidemia di colera causata principalmente dalla pratica della defecazione all’aperto, dal consumo di acqua torbida non trattata, dalla mancanza in alcune zone di pompe e fontane e dalla scarsa igiene alimentare e ambientale. Tutti i partner sanitari sono stati chiamati a fornire aiuto e sostegno in termini di risorse umane e finanziarie, al fine di contenere la situazione di emergenza.

Durante gli ultimi mesi dei 2021, gli attivisti dell’Associazione Mbaticoyane hanno svolto numerose attività di sensibilizzazione in diversi quartieri del distretto.

Attività:
  • Incontri con i leader comunitari e religiosi e con la popolazione;
  • Realizzazione di riunioni quotidiane per fare il punto sulle attività tra tecnici, medici e partner sanitari;
  • Formazione di gruppi di sostegno per la sensibilizzazione porta a porta della comunità sul tema del risanamento ambientale (costruzione di latrine, dispense, smaltimento dei rifiuti ecc.);
  • Distribuzione di cloro alle persone e presso le pompe per il trattamento dell’acqua;
  • Raccolta di campioni per l’analisi delle acque;
  • Accompagnamento dei pazienti dimessi e disinfezione tramite cloro delle loro case per evitare la trasmissione della malattia alle loro famiglie e ai vicini;
  • Sondaggio giornaliero sul numero di pazienti con sintomi riconducibili alla malattia e segnalazione della loro residenza per le operazioni di disinfezione;
  • Attività di sensibilizzazione comunitaria sulla prevenzione e incoraggiamento della popolazione a corrette prassi igienico-sanitarie.

Tutte queste attività sono svolte da tecnici sanitari, medici e attivisti. Oltre a questo, il CAM ha messo a disposizione un auto e personale tecnico dell’area sanitaria su base giornaliera, oltre alla costante disponibilità degli attivisti per il lavoro di sensibilizzazione della comunità e le altre attività pianificate dal “Serviço Distrital de Saύde, Mulher e Acção Social” del distretto di Caia.

Lavori conclusi!

Lavori conclusi!

Si sono finalmente conclusi i lavori di riabilitazione degli asili Miriam e Kukomerua a Caia nell’ambito del progetto “Riabilitazione di due escolinhas a Caia” grazie al finanziamento dell’Ambasciata del Giappone in Mozambico.

L’obiettivo del progetto era quello di fornire un servizio di educazione prescolare più dignitoso ai bambini. In particolare in entrambe le strutture sono stati costruiti una recinzione, una cucina, una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e una serra. Sono stati inoltre migliorati gli edifici delle aule e dei blocchi amministrativi e sanitari.

Di seguito le foto dei lavori ultimati!

Escolinha Miriam

Escolinha Kukomerua