da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 11 Mar 2013 | Attività in Trentino, Progetti in Mozambico
Intervista al professor Corrado Diamantini e ad Isacco Rama del DICAM-Università degli Studi di Trento che hanno coordinato il gruppo di lavoro trentino impegnato nella stesura del Piano Distrettuale di Uso della Terra.
Come nasce il Plano de Uso da Terra del Distretto di Caia?
Il Plano de Uso da Terra è uno strumento di gestione del territorio previsto dalla Lei do Ordenamento do Território del 2007, la quale a sua volta dà seguito alla istituzione dei Distretti prevista dalla legge sul decentramento amministrativo del 2003. Bisogna però attendere il regolamento attuativo della legge e la redazione del Guião metodológico para a elaboração de planos distritais de uso da terra perché partano le prime esperienze di pianificazione distrettuale. In genere si tratta di piani redatti “a tavolino” da società di consulenza con sede a Maputo, con scarse interazioni con i contesti locali. Il piano distrettuale di Caia per certi versi ha capovolto questa situazione.
In che modo?
Qui bisogna tornare indietro di qualche anno, ossia al lavoro di redazione dei due piani urbanistici di Caia e di Sena, le due città del distretto. Sono piani costruiti facendo leva sulle competenze locali e sulla conoscenza capillare dei luoghi oltre che dei modi di vita e delle esigenze degli abitanti. Per cui il nostro coinvolgimento nella redazione del Plano de Uso da Terra ha comportato l’assunzione delle stesse modalità di lavoro adottate per i due piani urbanistici. In particolare è stato esteso a tutto il distretto il metodo di indagine basato sulle interviste alle famiglie. Ne sono state realizzate oltre 600, in gran parte dai tecnici del distretto. Ne è uscito un quadro puntuale dei problemi e delle aspettative delle famiglie con riferimento a ciascuno dei 23 regulados in cui è suddiviso il distretto. Si è inoltre investito molto nella creazione di una base dati in cui le conoscenze ‘informali’ potessero essere tradotte in conoscenze quantitative. Con questa base dati il lavoro di Piano potrà essere aggiornato facilmente dai tecnici di Caia.
Di che tipo di coinvolgimento si è trattato?

Entrambi siamo stati inseriti nella Equipa Técnica, ossia nel gruppo, formato quasi totalmente da tecnici locali, incaricato di redigere materialmente il piano. E’ stato un atto di fiducia nei nostri confronti, considerata l’asimmetria delle competenze e, prima ancora, nei confronti del CAM. Durante tutto il processo che come abbiamo detto si è svolto il più possibile in sinergia tra Trento e Caia, sono stati realizzati dal CAM numerosi corsi di informatica rivolti alla Equipa Técnica. Va aggiunto che Paolo Cosoli, responsabile di settore, ha fatto parte insieme a Pinto Martins, direttore del Serviço Distrital de Planeamento e Infra-estruturas della Comissão Monitora, che ha svolto una funzione di raccordo tra il Distretto e l’Amministrazione provinciale durante tutta la redazione del piano.
Come avete interagito con l’Amministrazione distrettuale e con l’Amministrazione provinciale?
Il principio che ha guidato tutta la redazione del PdUT, sancito peraltro dalla legge sul decentramento amministrativo, è stato che il Distretto doveva essere il soggetto consapevole delle scelte di piano. Detto così può sembrare un’ovvietà, ma bisogna tenere presente che spesso interviene una sorta di delega ai tecnici perché le implicazioni di tali scelte non sono comprese oppure, cosa peggiore, si accettano scelte eterodirette. Nel nostro caso siamo stati avvantaggiati dal fatto che alcune di queste scelte avevano una rilevanza politica tale da comportare un’attenzione costante su quello che andavamo facendo.
Quali ad esempio?

Innanzitutto quelle relative alle concessioni. Da un lato quelle forestali, che da diversi anni operano nel distretto di Caia interferendo, anche se legalmente, con aree protette e dall’altro quelle agricole. Una concessione agricola risultava, al momento dell’avvio del piano, già assegnata mentre di altre due era stato avviato l’iter di assegnazione per diverse migliaia di ettari.
Ebbene, dal lavoro di mappatura del distretto, che è la prima cosa che è stata fatta, è subito apparso che una delle due compagnie forestali tagliava ovunque, ben oltre la superficie assegnata in concessione mentre tutte le concessioni agricole andavano a sovrapporsi a spazi vitali per la popolazione, come i coltivi per la produzione di sussistenza, le infrastrutture essenziali e le aree abitate.
E quindi?
Le scelte del Plano de Uso da Terra sono sovraordinate rispetto ad altre scelte di destinazione d’uso del suolo, fermi restando i diritti acquisiti. Non era possibile far cessare le concessioni forestali, ma introdurre meccanismi di controllo si. Per le concessioni agricole c’era invece la possibilità di ridefinire la superficie di quelle meno invasive e di bloccare la terza. Cose che poi sono state fatte. Ma per questo è stato necessario un confronto continuo con l’Amministrazione distrettuale e con quella provinciale, culminato un primo mattino con la visita, del tutto inaspettata a Caia, del Governatore della Provincia di Sofala, che oggi è Ministro del Governo mozambicano. In quell’occasione il Governatore si è espresso apertamente a favore dello scenario concordato in sede distrettuale.
L’attenzione a quanto stavamo facendo derivava probabilmente anche dal fatto che era la prima volta che un Plano distrital de Uso da Terra affrontava senza alcuna remora il problema delle concessioni, prospettando una soluzione che, bypassando la Lei da Terra, apre un confronto tra compagnie concessionarie, popolazione e amministrazioni locali.
E all’interno della Equipa técnica quali sono stati i rapporti?
Va detto innanzitutto che la Equipa era formata da tecnici formatisi all’interno del lavoro di redazione dei piani di Caia e di Sena. Tecnici che successivamente hanno condotto alcune campagne di interviste e hanno preso parte al lavoro di mappatura del distretto con rilevamenti diretti sul terreno. A loro si deve gran parte del rilevamento dei servizi di base, dei mercati, delle strade… L’interlocutore principale, in materia di validazione dei rapporti e di scelte di piano, è stata però la Comissão monitora.

A parte le concessioni, qual’è stato il tema del piano in cui vi siete sentiti più coinvolti?
Quello della distribuzione della popolazione. Era pensiero comune, all’interno dell’Amministrazione distrettuale, che fosse in atto una concentrazione della popolazione lungo l’asse Caia-Sena, che insiste lungo lo Zambesi. E questo perché lì ci sono i servizi, c’è la strada, ci sono le città.
La percezione che invece noi avevamo, ricavata dalle interviste alle famiglie, era diversa e cioè che fosse in atto un radicamento della popolazione nelle aree interne del distretto, lungo alcuni assi. E questo per la disponibilità di terra fertile. Questa percezione è stata confermata dai dati di censimento, che siamo riusciti a ottenere a Maputo, dopo grande insistenza, splittati per regulado.
Questo ha dato la possibilità da un lato di prevedere nel piano un rafforzamento di questi assi e dall’altro di avere buoni argomenti contro l’invasività delle concessioni.
Nel corso del lungo lavoro svolto nel distretto, quali sono state le scoperte più inaspettate o interessanti?
Rimanendo in ambito disciplinare, devo dire (Corrado) che mi ha sempre sorpreso il cambiamento repentino di Caia. La prima volta che ci ho messo piede, alla fine del 2005, era un insieme disordinato di abitazioni tradizionali disposte attorno al cumulo di rovine cui era stato ridotto dalla guerra civile l’insediamento coloniale. Negli anni successivi Caia ha assunto sempre di più l’aspetto di una piccola città e questo a seguito di una continua trasformazione urbanistica ed edilizia. Non pensavo fosse possibile in così poco tempo.
Questa trasformazione appariva anche dagli aggiornamenti delle immagini di Google Maps, dalle quali si poteva ricavare anche il lavoro di attuazione del piano svolto dal Serviço Distrital de Planeamento e Infra-estruturas. Alle volte non tutto coincideva, ma l’esito era comunque efficace.

Per quanto mi riguarda (Isacco) le sorprese più belle mi sono state regalate dal lavoro con i tecnici di Caia e con la gente del Distretto. I numerosi mesi trascorsi, a partire dal 2009, a stretto contatto sia con gli abitanti della cittadina capoluogo che con le famiglie rurali mi hanno costretto ad entrare, anche fisicamente, nelle case e nelle famiglie. Spesso sono stato invitato a pranzo, a cena, a raccogliere gli ortaggi, a visitare l’accampamento del vicino pescatore e ad aiutarlo a raccogliere le reti. In questi molti incontri, anche per evidenti difficoltà linguistiche, la comunicazione avveniva per concetti chiave. Affermazioni semplici e domande dirette attraverso le quali mi è stato possibile sbirciare nel modo di pensare e quindi di essere di queste persone. Ecco, è esattamente questo: la semplicità di alcune scelte e la schiettezza (e anche durezza) dei rapporti tra le persone mi ha più volte colto alla sprovvista e sorpreso. Ho trovato meraviglioso, nella complessità dell’oggi, riuscire a meravigliarmi di una logica semplice, dura e naturale.
Vedi anche l’articolo sulla presentazione di giugno 2012 e l’articolo sull’approvazione del plano.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 22 Gen 2013 | Progetti in Mozambico

Il 27 dicembre 2012 il Governo del Distretto di Caia ha approvato ufficialmente il Piano Distrettuale di Uso della Terra, frutto di un lavoro di tre anni prodotto dalla collaborazione tra Servizio Distrettuale di Pianificazione e Infrastrutture, Servizio Distrettuale di Attività Economiche, Direzione Provinciale di Agricoltura, Servizio Provinciale di Geografia e Catasto, DICAM-Università degli Studi di Trento e dal Consorzio Associazioni con il Mozambico.

Il PDUT- Plano Distrital de Uso da Terra – è “uno strumento di ambito distrettuale e interdistrettuale che stabilisce la struttura di organizzazione spaziale del territorio di uno o più distretti; esso identifica aree per i diversi utilizzi e definisce norme e regole da osservare nell’occupazione e nell’uso del suolo e delle sue risorse naturali” (Legge 19/2007 del 18-07). Il Plano approvato è a tutti gli effetti legge dello stato ed ha validità per 10 anni. Obiettivo generale del Plano è la progettazione condivisa di una struttura spaziale che sia in grado da un lato di migliorare le condizioni di vita della popolazione del distretto, dall’altro di stimolare uno sviluppo socio-economico attraverso un miglior uso delle risorse naturali. Il PDUT è quindi un mezzo importantissimo per regolare la gestione della terra, particolarmente necessario nella situazione di crescente interesse “esterno” verso il territorio del distretto, essendo quello di Caia – come il Mozambico e molti altri paesi africani – soggetto a pressanti sollecitazioni, tra le altre, da parte delle multinazionali di agro-businnes.
Il documento è composto dalle seguenti parti: analisi della situazione attuale, scenari di sviluppo, proposte di uso della terra, cartografia e infine gli allegati. E’ stato prodotto con un intenso lavoro sul campo che ha impegnato il CAM (l’ing. Paolo Cosoli ha coordinato i lavori come responsabile di settore a Caia) ed un gruppo di lavoro composto dai diversi rappresentanti dei soggetti coinvolti (vedi sopra). Il CAM ringrazia in particolar modo il professor Corrado Diamantini e Isacco Rama del gruppo di lavoro di Trento, un gruppo che ha visto collaborare moltissime persone nei tre anni di preparazione del PDUT. Tra queste ricordiamo Alessandro Paletto, Giacomo Sartori, Davide Geneletti e Daniele Vettorato, nonché Franziska Steinbruch che ha collaborato localmente.

Per un approfondimento sui contenuti del PDUT e sulle sue proposte rimandiamo ad un futuro articolo. Nel mese di febbraio è previsto un incontro di presentazione del Plano rivolto a tutti i membri del Tavolo Trentino con il Mozambico e ad amici e simpatizzanti che già conoscono, almeno in parte, il Distretto di Caia: in primavera sarà invece organizzato un incontro pubblico per la cittadinanza.
Vedi anche l’articolo sulla presentazione di giugno 2012.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 22 Gen 2013 | Progetti in Mozambico
Si sono conclusi a dicembre i lavori di realizzazione di una farmacia veterinaria, la prima nel distretto, localizzata a Sena.
Il progetto risponde a una richiesta del SDAE (Servizio Distrettuale di Attività Economiche – competente per l’agricoltura) che, già a inizio 2009, aveva chiesto al CAM un appoggio economico per la costruzione di una farmacia veterinaria a Sena. La cittadina di Sena, nel nord del distretto, è situata nella zona più vocata all’allevamento di bovini (ma anche caprini, ovini e suini), e potrebbe servire anche i distretti limitrofi. Analogamente alla Caixa Financeira de Caia, potrà arrivare a servire Chemba, Mutarara, Morrumbala e Maringue. Un bacino quindi di più di 300 mila persone, che soltanto a Caia conta già qualche migliaio di capi bovini, più un numero indefinito di caprini, suini, ovini e avicole.
L’intenzione del governo, espressa dallo SDAE, è di arrivare alla cifra di 18.000 bovini nel Distretto entro la fine del decennio, numero difficilmente raggiungibile ma che dà l’idea dello sviluppo che sta avendo il settore zootecnico.
L’opera – una ristrutturazione di un vecchio rudere (cfr. immagini prima e dopo i lavori) – è stata realizzata da una delle squadre di piccoli artigiani formati e supportati negli anni dal CAM, coordinati dal tecnico locale Josè Antonio Arehua, forte delle esperienze di accompagnamento delle opere ben più articolate del campus della scuola di agraria e del nuovo mercato di Caia.
Il nuovo edificio è di circa 50 m2, con una stanza grande che servirà da magazzino (per prodotti zootecnici e, eventualmente, agricoli), una stanza che fungerà da negozio vero e proprio ed un’altra stanzetta attrezzata con lavandino, frigo per i farmaci che devono stare al fresco e una sorta di laboratorio (per esempio per preparare le dosi di medicinali liquidi e venderle già pronte).

In ambito veterinario, le necessità principali sono quelle ricondicubili alla lotta ai parassiti della pelle ed a tutte le malattie connesse (compresa la gestione delle ferite cutanee), e tutto il filone del parassitismo intestinale. Per quanto riguarda invece le malattie endemiche, sono presenti la tripanosomiasi per i bovini, la peste suina e la new castle per le specie avicole.
Lo SDAE ha ricevuto in consegna l’edificio e, dal primo gennaio 2013, è responsabile dell’opera e della sua gestione, per la quale è già stato attivato un concorso pubblico (con la richiesta di certi requisiti specifici, come avere nozioni di zootecnia, ecc.). I soldi dell’affitto potranno essere utilizzati per manutenzioni o iniziative formative, sempre nell’area zootecnica.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 17 Gen 2013 | Progetti in Mozambico
Nel settore acqua, una delle attività più importanti del programma del CAM a Caia è il sostegno di un coordinamento dei comitati dei pozzi.Il progetto “Madzi-Athu” (acqua nostra in lingua sena) mira a riunire i responsabili dei pozzi di alcuni quartieri di Caia per sviluppare una gestione più efficace ed in particolare la capacità di intervenire rapidamente a risolvere le avarie e per la manutenzione. Il resoconto del responsabile di settore Paolo Cosoli di una delle ultime riunioni del 2012 testimonia il funzionamento di questo progetto.
L’incontro mensile del Madzi Athu di novembre si è tenuto presso il regulo Tanga Tanga, all’incontro, oltre ai referenti dei pozzi coinvolti nell’associazione sono stati invitati anche i leader comunitari. Al solito, nella riunione si parla di pagamenti, ritardi, avarie, come in tutte le riunioni. La partecipazione è sempre molto alta, anche se ci sono spesso ritardi sull’orario previsto (bisogna sempre mettere in conto una mattinata piena per questi incontri: se l’ora prevista sono le 7.30, prima delle 8.30-9 non si riesce a fare granché).
Si parla prevalentemente in lingua sena, per facilitare i rappresentanti dei comitè che non parlano portoghese; qualcuno, poi, traduce in
portoghese nel caso io o altri non abbiano capito.
Anzitutto viene rilevato che, a partire dal mese scorso, tutti i pagamenti della quota mensile (200 MT, circa 5 € per pozzo) che arrivano in ritardo vengono pagati con una multa di 5 Mt/giorno, come inizialmente previsto. Al di là di alcune polemiche dei ritardatari, la misura ha avuto dei consistenti effetti benefici sull’ordine nei pagamenti e nella rendicontazione.
Viene segnalato il rientro del comité di una fonte di Sombreiro, già parte dell’associazione nel 2010, poi uscita per mancato pagamento. La fonte presenta problemi di pulizia e drenaggio, per cui si coglie l’occasione per parlare di saneamento e di come tutte le fonti del Madzi Athu debbano seguire alcune norme di igiene.
Altro argomento di dibattito è stato il prossimo acquisto di uno stock di materiali a Beira, per il quale si è costituita una commissione interna che avrà l’incarico di visitare tutte le fonti, valutarne le condizioni e predisporre gli acquisti ed il preventivo di spesa.
Viene affrontato il tema della progressiva indipendenza dell’associazione, che dovrà imparare quanto prima a gestire autonomamente fondi, entrate/uscite e sostituzioni, a tenere la contabilità e redigere il verbale a fine riunione. Alla domanda sull’appoggio del Consorzio nel prossimo futuro, viene assicurato che si continuerà a seguire le riunioni e a monitorare le attività.
L’associazione, da parte sua, ripropone l’idea di potersi dedicare alla vendita di pezzi di ricambio a costo ragionevole e offrire servizi di manutenzione. Ad un possibile appoggio finanziario del Consorzio, l’associazione si impegnerebbe come contropartita a garantire la pulizia delle fonti ed all’auto-costruzione di opere di drenaggio e delimitazione. Per poter realizzare questo progetto però, l’Associazione dovrebbe dimostrarsi capace di alcuni compiti imprescindibili quali: la manutenzione dei lavori di sicurezza già svolti e la realizzazione di nuovi lavori con fondi e manodopera propri, la gestione positiva delle entrate/uscite dei pezzi di ricambio delle proprie fonti, prima ancora della vendita/manutenzione a conto terzi.
Nel complesso, l’associazione procede bene, nonostante alcuni aspetti presentino ancora ampio margine di miglioramento. Anzitutto sarà necessario continuare a garantire la presenza alle riunioni partecipative, per evitare dispersioni del dibattito e per ‘guidare’ i partecipanti verso una sintesi efficace e la presa di decisioni. Anche l’aspetto previsionale, ossia la stima fra spese e risparmi, rimane un punto critico, anche se alcune persone, presidente e tesoreria in primis, hanno dimostrato buone capacità di analisi ed organizzazione. Infine, sarà di fondamentale importanza riuscire a formare e far funzionare tutti i comité, soprattutto quelli che hanno come responsabili delle donne anziane, le quali presentano più debolezze nella gestione (perché spesso analfabete) e negli interventi tecnici.
Nonostante i problemi, il Madzi Athu è in buono stato e, tra tutte le attività del settore, è in assoluto uno dei progetti più riusciti per efficacia, interesse ed adesione dei partecipanti.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 14 Dic 2012 | Progetti in Mozambico
Piccoli passi verso l’occupazione del nuovo mercato di Caia: nel mese di novembre 2012 sono infatti state realizzate tutte le infrastrutture per l’allacciamento all’energia elettrica nella zona, requisito fondamentale per poter poi spostare le attività commerciali dalla zona che occupano attualmente. Si sono inoltre spostati volontariamente nelle nuove strutture i primi due commercianti, due sarti che hanno stabilito il loro laboratorio ed esposizione sotto una delle grandi tettoie nell’area destinata al commercio degli indumenti.
La progettazione e realizzazione dell’area del nuovo mercato per Vila de Caia si configura come una delle fasi fondamentali di pianificazione attuativa previste dal Piano Territoriale della Villa di Caia, approvato nel dicembre 2006 e realizzato dall’Amministrazione del Distretto in collaborazione con il forte accompagnamento e assessoria tecnica del CAM, e la collaborazione con l’università di Trento.

Il POTU [piano di ordinamento territoriale e urbanistico] di Caia infatti individua – e prevedeva come prioritaria – la realizzazione di un nuovo grande mercato nell’area a ovest della stazione ferroviaria, prefigurando un polo di sviluppo artigianale e commerciale che faccia da catalizzatore di un più ampio processo di riqualificazione urbana.
Le costruzioni, iniziate nel 2009 e divise in più lotti, sono ormai quasi completate. Le modalità di realizzazione sono state decise dal Servizio Distrettuale di Pianificazione e Infrastrutture con l’assessoria del Consorzio. Si è deciso di riprendere e valorizzare l’esperienza del progetto di costruzione della Scuola di Agraria, la cui metodologia prevedeva l’utilizzo di micro-imprese locali, in modo da far crescere non solo le infrastrutture del Distretto, ma contemporaneamente le competenze locali in termini di costruzioni e impresariali, oltre che avere un ritorno economico sul distretto utilizzando preferibilmente manodopera e risorse locali. Le micro-imprese locali si sono occupate della costruzione dei singoli oggetti, coordinate da un tecnico per garantire la qualità dei lavori e l’accompagnamento della logistica, naturalmente con la collaborazione e la supervisione dei tecnici distrettuali dedicati alle infrastrutture.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 14 Dic 2012 | Attività in Trentino, Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico

Avete in casa o in ufficio uno o più pc portatili che non utilizzate più perché sono troppo lenti o con troppa poco spazio di memoria? Portateceli in ufficio, provvederemo ad inviarli a Caia per darli in dotazione, nel 2013, ai diversi responsabili locali di progetto che nel prossimo anno potranno frequentare appositi percorsi di formazione e capacity building per crescere nell’autonomia di gestione dei progetti.
Il primo della lista a ricevere il pc usato sarà il signor Ferrao, direttore del Centro di Sviluppo Agro-Zootecnico di Murraça, il cui computer è purtroppo stato rubato recentemente. In seguito lo staff della Radio Comunitaria di Caia, per dare l’opportunità ai giornalisti di utilizzare il computer per la ricerca di informazioni e la preparazione delle notizie.
Non ci sono particolari indicazioni rispetto alle caratteristiche necessarie per i pc usati, tranne la necessità di avere un po’ di batteria, importante da utilizzare in un luogo dove spesso manca la corrente elettrica.