"Os Sete sapatos sujos" di Mia Couto

"Os Sete sapatos sujos" di Mia Couto

Ricordiamo, per chiunque fosse interessato, che presso la sede di Trento del CAM è possibile ritirare una copia del discorso di Mia Couto “Os Sete sapatos sujos”.

Estratto da una lectio magistralis dello scrittore mozambicano del 2005, “Le sette scarpe sporche” è un testo che parla di riscatto, di fiducia, di orgoglio, ma anche di consapevolezza, rispondendo alla domanda: “Cosa serve per il cambiamento dentro e fuori dall’Africa?”.

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Il testo – fascicoletto di 37 pagine con testo originale portoghese e traduzione italiana – è disponibile negli uffici CAM oppure su richiesta via mail nel formato pdf.

Tornare a Caia: impressioni e pensieri

fotoAd agosto Alberto Pasini, coordinatore del CAM a Caia tra il 2002 e il 2003, è stato in viaggio in Mozambico, passando anche a visitare il distretto dove per primo ha vissuto ed avviato quella che negli anni è divenuta una presenza “trentina” costante e vivace. Ecco qualche sua sensazione nel rivedere Caia…

È sempre bello ritornare in un posto nel quale hai vissuto, che hai chiamato CASA per un periodo della tua vita. Ed è stato per me molto emozionante ritornare a Caia! Sono passati 6 anni dall’ultima volta ed oltre 10 da quando ci vivevo.

Ho rivisto Charles, Baltazar, Bruno, Daniel e molti altri, persone con le quali avevo lavorato, sia mozambicani che trentini. Quasi parallelamente un pensiero e’ andato anche a coloro che non ci sono più causa le avversità della vita.

Albertoa

Mi sono ritrovato a riflettere che la crescita umana e professionale di tutti noi è uno degli elementi più tangibili di questa nostra idea che cooperazione significhi cercare un legame tra i popoli, essere aperti agli altri, alle loro idee.

Caia? Molto diversa da quella che conoscevo: più città e meno paese, più connessa, più integrata, più “adulta” e quindi meno dipendente. Ma forse è anche lo specchio di tutto il Mozambico.

 Quando lascio Caia per tornare verso Beira, con la mia compagna, mi guardo indietro e sono proprio  felice di aver vissuto questa esperienza, ringrazio per le fortune che ho avuto e per il bellissimo cammino che è la vita!

Un abbraccio Caia

Alberto

Voci dalle escolinhas 1 – Martinho e il sogno dell'università

Martinho al Lar dos SonhosMartinho Celestino è un giovane di 25 anni, nato e cresciuto nel distretto di Caia, Provincia di Sofala, dove ha studiato. Nel 2008, mentre stava concludendo la scuola secondaria, ha iniziato a lavorare part-time come educatore infantile nella escolinha DAF, appena inaugurata dal CAM che, dopo una ricerca, aveva registrato nel quartiere la presenza di un gran numero di bambini orfani ed alti tassi di abbandoni scolastici nelle prime classi della scuola. Da quel momento ha sempre partecipato alle varie attività organizzate del CAM per formare gli educatori. A conclusione degli studi secondari e grazie al suo buon impegno nel lavoro, dopo una selezione ed una formazione ha assunto la responsabilità del coordinamento pedagogico delle quattro escolinhas di Caia.

La sua volontà è però sempre stata anche quella di poter proseguire gli studi, desiderio che ora si sta realizzando grazie all’appoggio finanziario di una famiglia trentina, che gli permetterà di studiare Psico-pedagogia seguendo un corso a distanza dell’Università Católica de Moçambique di Beira. Ecco una breve intervista nella quale gli abbiamo chiesto di questa nuova tappa della sua vita.

L’opportunitàMartinho

“In Mozambico, a causa delle distanze delle università e dei costi, è spesso un sogno porter frequentare un corso speriore. L’università può dare accesso a nuove conoscenze ed insegnare anche ad utilizzare ciò che si possiede già. Nel mio caso, questa opportunità mi permetterà di crescere e di migliorare nel lavoro e nella vita privata e di aiutare la comunità. Fare l’università per me significa questo.”

Il suo lavoro

“Poter studiare significherà evoluzione e miglioramento del mio lavoro e forse porterà anche dei cambiamenti, perché dopo il corso verranno fatte delle condivisioni con gli altri educatori. E’ una dinamica nuova, che è diversa da quella che c’è stata in passato quando qualcuno del gruppo si è iscritto all’Università.”

L’impatto e il futuro

“L’impatto è già grande per il solo fatto che una persona della nsotra comunità avrà maggiori conoscenze. Faccio parte di una associazione giovanile, nella quale facciamo delle attività che potranno essere migliorate grazie agli studi che farò, in questo modo ne beneficerà anche tutta la mia comunità. Inoltre tutti potranno vedere le capacità e lo sviluppo del “figlio del tale”, che è nato, cresciuto e vive con loro. Vedendo che è riuscito ad arrivare all’università possono capire che anche altri della nostra comunità possono arrivarci e che non sono solo le persone da fuori che possono farlo.

In futuro vorrei continuare con il mio lavoro migliorando ancora, e magari continuare gli studi: dopo la laurea ci sono il master o il dottorato e il mio desiderio di continuare è grande. Vorrei anche replicare quello che avrò appreso, sia nelle escolinhas che nella mia comunità.

Desidero ringraziare per questa borsa di studio, che è davvero una grande possibilità per me: sono il primo della mia famiglia ad avere una opportunità come questa. Per questo mi piacerebbe che si trasformasse in qualcosa non solo per me, ma anche per gli altri, in particolare per le escolinhas e vorrei che in futuro anche altri possano avere delle borse di studio. Spero davvero che il lavoro nelle escolinhas possa cambiare in meglio. Vi ringrazio molto!”

Martinho con i bimbi del DAF

Lo spirito del baobab – Impressioni del viaggio in Mozambico di sei amici in cerca di…

Baobab escolinhaDieci agosto 2012; abbiamo intrapreso questa piccola/grande avventura.

Un viaggio in Mozambico.

L’itinerario intrapreso ci ha consentito di conoscere diverse zone del Paese ed avere la possibilità di “toccare con mano” le diverse attività del Consorzio Associazioni con il Mozambico, come ad esempio l’Hospital Distrital de Caia, con la “mitica” Alessandra.

Nomi di luoghi che non scorderemo: Beira, Gorongosa, Caia, Sena, Murraça, il fiume Zambesi, Marromeu, Quelimane, Nampula, Ihla de Moçambique, Pemba. Nomi sicuramente familiari anche alle tante persone che collaborano con il CAM o seguono i suoi progetti.

E’ stato un viaggio “esteriore” ed “interiore”.

Lo spirito del baobab ci ha guidato, “l’albero della vita” come viene definito da secoli dal popolo africano, centro gravitazionale della vita sociale dei villaggi, punto di riferimento per orientarsi, elemento unico nel paesaggio ha esercitato una sorta d’effetto positivo anche su di noi.

Si ritiene possieda poteri magici. Il suo spirito protegge i villaggi, ci si può “parlare”, confidarsi, chiedere consigli.

Abbiamo avuto l’oBaobabpportunità di entrare all’interno di uno di loro ed abbiamo sentito il suo abbraccio.

Durante il viaggio abbiamo osservato, ascoltato, vissuto tante storie. In ogni storia c’è un incanto. Una mescolanza di verità, vita, sogno, ironia, tenerezza, tragedia, divertimento.

E noi ci siamo spesso commossi.

Ed un po’ abbiamo trovato quello che stavamo cercando…

Un grazie di cuore a tutte le donne, gli uomini, gli animali, la natura che abbiamo avuto il privilegio di incontrare e di ammirare durante questo nostro cammino in terra mozambicana.

Paolo, Marina, Giovanni, Teresa, Aldo e Antonella

Laurea per il direttore dell'Ufficio di Piano di Caia

C’era solo un diploma a separare Pinto, Direttore dell’Ufficio di Piano di Caia, dalla carriera che meritava. Un attestato di laurea di primo livello che era la condizione necessaria per confermare ufficialmente il ruolo di dirigente dello stato del Mozambico. Le responsabilità, in realtà, già le aveva da tempo, poiché in maniera ufficiosa ricopre da alcuni anni l’incarico di responsabile dell’ufficio di pianificazione infrastrutture di Caia.

Il sogno è stato realizzato grazie all’aiuto affettuoso di alcuni amici e soci del CAM, che, consapevoli delle potenzialità di Pinto, lo hanno sostenuto negli studi a distanza che ha portato avanti con tenacia dopo il lavoro per quattro anni.

Pinto è il simbolo di un Paese che cresce se aiutato a camminare con le proprie gambe. Nato in un piccolo villaggio del Mozambico, Pinto ha iniziato a lavorare selezionato dal Cam per avviare l’ufficio di pianificazione e infrastrutture del distretto di Caia. Oggi quell’ufficio, grazie al suo lavoro e al contributo prevalentemente formativo del Cam, è divenuto una struttura importante con un organico di circa venti dipendenti e funzioni strategiche per lo sviluppo locale.

Auguri Pinto!

Visita di Pinto a CAM di Trento nel 2007