da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 17 Gen 2018 | Notizie dall'Associazione, Opportunità per cooperanti e volontari
Il CAM sta selezionando un coordinatore paese per il progetto in Mozambico, con base a Beira e disponibilità per missioni sul territorio mozambicano; inizio collaborazione da marzo per tutto il 2018, contratto rinnovabile per il 2019.
DESCRIZIONE DELL’INCARICO
Il coordinatore Paese avrà ampie responsabilità per il coordinamento, lo sviluppo, la supervisione e l’aggiornamento delle attività CAM nel Paese. La posizione richiede un leader/manager, dinamico, orientato ai risultati e in cerca di un’opportunità per far crescere le attività del CAM in Mozambico e rinforzare le sue relazioni con le autorità locali. Questa posizione richiede competenza e capacità di individuare opportunità progettuali, autonomia decisionale e abilità nel problem-solving, leadership e volontà di essere attivamente coinvolti – quando opportuno – nella gestione dei progetti con i project managers.
AREA COORDINAMENTO
1. LIVELLO DI GESTIONE
- Coordinare ed armonizzare le varie attività settoriali e intersettoriali (progetto CAIA / Progetto Rifiuti Beira / progetto microcredito / progetto SoMICA / progetto genere ed eventuali futuri progetti), anche attraverso riunioni periodiche con i vari responsabili settoriali, nel rispetto della trasparenza, delle responsabilità individuali e del dialogo;
- Supervisionare le attività dei progetti, in collaborazione con i responsabili e nel rispetto delle loro competenze tecniche e responsabilità specifiche predisponendone il loro monitoraggio e valutazione e le loro eventuali ri-programmazioni, sia in termini di variante che di prosecuzione;
- Supervisionare e orientare il lavoro del coordinatore locale a Caia in tutti gli aspetti di coordinamento, in particolare di relazioni istituzionali, favorendo sempre più il raggiungimento dell’autonomia in quest’ultimo;
- Partecipare ai processi decisionali e alla risoluzione dei problemi, nell’ambito delle attività del Programma in corso in Mozambico, in particolare nel caso in cui siano coinvolte le istituzioni;
- Seguendo le indicazioni di CAM, agevolare la fase di conclusione dei progetti attuati, e di passaggio all’autonomia nella gestione locale dei progetti;
- Coordinare il personale espatriato che opera nei progetti per creare opportunità di collaborazione e di rete;
- Farsi carico di creare con le risorse del programma, condizioni di vita e di lavoro dignitose ed adeguate per sé e per i colleghi e condizioni di accoglienza dei volontari in visita programmata, nonché delle missioni di servizio; per questo sarà necessario dirigere e supervisionare la gestione dell’ufficio CAM a Beira e le risorse umane operanti.
2. LIVELLO DI COMUNICAZIONE CON L’ITALIA
- Per le questioni strategiche e di carattere generale fungere da intermediario nella comunicazione tra coordinamenti / direttivi in Italia e i collaboratori locali in Mozambico;
- Essere costantemente informato dai responsabili di progetto per le questioni tecniche ed operative direttamente sottoposte ai referenti in Italia;
- Partecipare ai gruppi di coordinamento di progetti congiunti con e CEFA, TDH o altri partner dove previsto;
- Dare inputs/idee, in coordinamento con lo staff sul terreno, al CAM Trento per la pianificazione strategica delle azioni CAM in Mozambico e in Italia e per la comunicazione del CAM (sito web, social media, etc….)
- Durante i rientri in Italia, prevedere dei momenti di programmazione e confronto con il Consiglio Direttivo del CAM, nonché partecipazioni ad eventi pubblici e iniziative eventualmente previste;
- Redigere i seguenti report:
-relazioni trimestrali di aggiornamento sulle attività
-relazione annuale del programma, inclusiva di tutte le attività dettagliate nei report dei vari progetti, elaborati dai relativi capi progetto;
-relazioni annuali per il MINEC e per tutte le direzioni distrettuali, provinciali e ministeri;
AREA NETWORKING E PROGETTAZIONE
- Mantenere le relazioni, in collaborazione con l’equipe di CAM Italia, con i donatori (a livello di Mozambico), controparti e partners e costruire nuove partnership con attori strategici (ONG internazionali, organizzazioni locali, università, etc) con i quali avviare collaborazioni e progetti;
- Contribuire a diversificare le fonti di finanziamento del programma, monitorando canali e strumenti di finanziamento, individuando possibili bandi a cui partecipare;
- In collaborazione con lo staff in Mozambico (sia locale che espatriato), con il Consiglio Direttivo del CAM e con i gruppi di lavoro, avviare nuove progettazioni in linea con gli obiettivi e i metodi delle organizzazioni sopra citate coerenti con le priorità dei bandi individuati nel punto sopra, esplorando anche opportunità/possibilità di espandere le azioni in aree settoriali o geografiche differenti.
AREA RAPPRESENTANZA
- Rappresentare il CAM nelle sedi istituzionali (ministeriale, provinciale e distrettuale) al fine di curarne gli interessi in Mozambico e assicurarne la visibilità
- Rafforzare la relazione con gli attori istituzionali a livello locale, provinciale e nazionale
- Rappresentare il CAM agli incontri di coordinamento a livello locale e Nazionale, rivolti alle varie ONG, istituzioni, società civile (italiane e/0 internazionali)
AREA AMMINISTRATIVA / CONTABILE
- orientare le attività amministrative per la regolarizzazione di permessi di lavoro, autorizzazioni dell’ONG, fiscalità ed altre pratiche secondo le normative mozambicane e in collaborazione con la amministrativo/a locale;
- verificare e poi orientare l’amministrativo/a di Beira sugli adempimenti formali e burocratici richiesti dalla legislazione locale e seguire costantemente l’evolvere della legislazione inerente l’attività delle ONG in Mozambico;
- Supervisionare la correttezza della gestione contabile generale del programma a Caia su cui il rappresentante paese ha la responsabilità finale (controllare la prima nota di cassa/banca compilata dall’amministrativo/a, coordinare l’invio in Italia dei giustificativi, verificare e gestire le operazioni dei conti bancari in Mozambico, autorizzare le varie richieste di liquidità da parte dei vari responsabili di settore);
Caratteristiche richieste:
- Capacità di analizzare rapidamente e integrare informazioni provenienti da diverse fonti
- Consapevolezza politica e capacità di gestire questioni delicate con diplomazia e di coltivare rapporti produttivi
- Familiarità con le politiche, procedure e guidelines della cooperazione italiana e dei donatori internazionali
- Capacità di operare in un ambiente di lavoro autonomo, attitudine al problem-solving e professionalità nel rispettare gli obiettivi e le scadenze
- Impegno a lavorare con il personale di campo e a supportarlo
- Provata capacità di supervisionare lo staff di lavoro e di gestire e sviluppare progetti
- Provata capacità a relazionarsi con autorità / rappresentanti governativi a tutti i livelli ed elevata propensione al networking
- Disponibilità a seguire le indicazioni dell’ufficio CAM Italia e a coordinarsi con lo stesso prima di prendere decisioni
- Capacità nel gestire i conflitti o le tensioni e affrontarli riconoscendo in modo proattivo sentimenti e punti di vista diversi e orientandosi verso una soluzione reciprocamente accettabile
Requisiti ed esperienza:
- Laurea nel campo della cooperazione allo sviluppo (o simili)
- Almeno 3 anni di esperienza in progetti di cooperazione allo sviluppo internazionale
- Conoscenza del portoghese e dell’italiano con abilità di scrittura.
- Capacità di utilizzare i principali pacchetti applicativi informatici
- Forte competenza nella gestione dei budget
- Una precedente esperienza in Africa è necessaria e la conoscenza diretta del Mozambico è preferenziale
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 17 Gen 2018 | Progetti in Mozambico
Il CEFA, col sostegno di molti partner e la collaborazione del CAM in Mozambico dà il via ufficiale al grande progetto di sostegno alla filiera del latte a Beira, che comprende anche delle componenti di lavoro su agricoltura e nutrizione e un intervento nella provincia di Gaza nel sud del Mozambico. Il progetto sarà presentato giovedì 1° febbraio alla Fieragricola di Verona: ecco qualche dato nell’articolo pubblicato da AgroNotizie e Allevatori Top.
Con le donne del Mozambico per creare agricoltura ed una vera filiera latte nelle province di Gaza e Sofala. Ne parleranno Giovanni Beccari di Cefa e Giovanni De Luca di Allevatori Top a Fieragricola il prossimo giovedì 1° febbraio.
Dopo anni di guerra civile, il
futuro del Mozambico sta prendendo forma, ma il problema della malnutrizione resta un aspetto prioritario nell’agenda di qualsiasi intervento, così come il tema della sicurezza alimentare.
Ecco perché
Cefa, organizzazione non governativa che da più di quaranta anni è
attiva in Africa, ha pensato ad un progetto di filiera dedicato al
latte, coinvolgendo le comunità rurali nelle province di
Gaza e
Sofala e puntando sulle
donne, vero motore dell’economia africana.
“Abbiamo una lunga esperienza in Africa – spiega
Giovanni Beccari –
e la filiera latte che abbiamo creato in Tanzania più di dieci anni fa, oggi prosegue autonomamente, con un forte impatto positivo sulle comunità rurali. Ecco perché abbiamo pensato ad un progetto analogo, ma esteso anche ad altri obiettivi, come la lotta alla malnutrizione“.
AfricaHand project, questo il nome dell’iniziativa che si terrà nell’ambito di
Fieragricola, giovedì
primo febbraio, area forum del
Padiglione 9, alle
14.00, avrà
tre aree principali di
intervento:
- Zootecnia: per sviluppare l’allevamento, aumentare la produzione di latte e di foraggio locale.
- Agricoltura: per trovare soluzioni sostenibili per incrementare la produzione di fagioli (apportatori di proteina), mais e patata dolce.
- Educazione e sicurezza alimentare: per promuovere i concetti chiave di una corretta e sana alimentazione, incontrando le donne, andando nelle scuole a parlare con i bambini.
Cefa ha scelto di puntare sulle donne perché le donne reinvestono fino al 90% dei loro guadagni in cibo, salute e istruzione. Perché generano reddito e contribuiscono a rompere il ciclo della povertà.
Allevatori Top è partner di Cefa e conosce da vicino i volontari della Ong impegnati sul campo ogni giorno. Alcuni di noi in passato hanno avuto la possibilità di incontrare gli allevatori locali e ci è bastato osservare con quanta devozione accudiscono le proprie vacche per capire perché, mai come oggi, occorra dar loro la possibilità di crescere.
L’impatto di una sola vacca da latte in una comunità africana è un “evento” capace di cambiare gli orizzonti di chi la alleva, della sua famiglia, dei suoi figli e di tutta la collettività.
Non occorre una grande mandria, basta una sola vacca per dare una svolta.
Si crea istantaneamente una primordiale filiera produttiva: cambia l’indirizzo colturale degli appezzamenti di terra disponibili orientandolo ai foraggi, l’agricoltore diventa allevatore e come tale è responsabile della salute dei propri animali. Poi arriva il latte, un prodotto di pregio, che il mercato apprezza ed è disposto a pagare.
Le possibilità di successo sono concrete e la recente approvazione da parte del ministero degli Affari esteri di un articolato progetto triennale che vede come capofila il Cefa, insieme a Granarolo, FederUnacoma, Aci, Coopermondo, Consorzio Associazioni con il Mozambico, Comune di Reggio Emilia, Fondazione E35 e Regione Emilia Romagna conferma la validità di questa iniziativa.
Ecco perché saremo a Fieragricola per presentare il progetto e parlare con Cefa di ciò che tutti noi possiamo fare per il successo dell’iniziativa.
Da allevatore ad allevatore… una mano per l’Africa!
Contatti stampa
Giovanni Beccari (Cefa): g.beccari@cefaonlus.it, tel. 339.189.0923.
Giovanni De Luca (Allevatori Top): deluca@allevatori.top, tel. 334.628.3888.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 6 Nov 2017 | Progetti in Mozambico
Si è svolta venerdì 3 la consegna della prima versione del Plano de Gestao Integrada de Residuos Solidos Urbanos di Beira. La consegna del documento è avvenuta in presenza del sindaco di Beira, Daviz Simango, e di numerosi tra assessori e direttori comunali. All’evento di consegna ha partecipato una delegazione del Ministerio de Terra, Ambiente e Desenvolvimento Economico Rural, proveniente dalla capitale Maputo.
Il documento di piano, che servirà ad orientare le scelte strategiche del settore nei prossimi 10 anni, dovrà ora essere preso in visione dai tecnici dei differenti assessorati interessati (come Urbanistica e Finanze), i quali forniranno al gruppo di lavoro i loro commenti. Il Comune prevede di approvare il documento entro il mese di novembre in Giunta ed entro fine anno in Assemblea.

da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 26 Set 2017 | Progetti in Mozambico
Una testimonianza di Anna Turco sulla Conferenza Provinciale su Donna e Genere di Beira, iniziativa cui il CAM ha contribuito attivamente.
Che cosa significa per te essere una donna?
A Beira, Sofala, giovedì 14 settembre scorso in ambito della V Conferenza Provinciale su Donna e Genere, gli stakeholder di genere si sono interrogati (e interrogate) su questa domanda e altre questioni legate alle pari opportunità, alla promozione dei diritti delle donne e all’empowerment femminile.
La V Conferenza Provinciale su Donna e Genere ha visto la partecipazione dei principali decision makers, come la Direttrice Nazionale del Ministero di Genere e Affari Sociali, la Governatrice di Sofala, il Dirigente della Direzione Provinciale di Genere e Affari Sociali, i Rappresentanti delle Autorità locali dei 13 Distretti della Provincia. Con loro, i rappresentanti delle organizzazione della Società Civile: il CAM, TDH Italia, FHI, Word Education, il CEFA. I rappresentanti del settore privato, in evidenza: GAPI- Società di Investimento e l’imprenditrice sociale Gilda Monjane. Gli artisti di teatro e danza.
Che cosa significa per te essere una donna?
Si è discusso molto. L’educazione scolastica delle bambine. Perché è importante.
La pedofilia, che non è riconosciuta come tale, che la si chiama ancora Matrimonio Prematuro. Matrimonio? Che rabbia! Fino alle lacrime… di chi da più di trent’anni si impegna per assistere bambine che non saranno mai più persone.
La preservazione della salute, che passa attraverso l’accesso all’informazione. Infrangere i tabù della prevenzione delle malattie sessuali, entrare nelle scuole. Che sfida!
Riequilibrare la bilancia delle opportunità e fare in modo che le donne non siano più la parte più vulnerabile della società mozambicana. Gli stakeholder di genere devono lavorare molto e devono lavorare in rete.
Ed è proprio questo che è stato fatto alla V Conferenza Provinciale su Donna e Genere: nonostante le tematiche affrontate siano state pesanti. Le argomentazioni scomode.
Si è dibattuto su che società si vuole per il futuro e ci si è interrogati sul cambiamento. Il cambiamento degli atteggiamenti, delle opinioni. Dei comportamenti. Insieme, si può.
Che cosa significa per te essere una donna?
Il CAM ha presentato l’esperienza del Progetto Promozione alla Salute realizzato nel distretto di Caia alcuni anni fa. Questo progetto, –grazie anche a delle metodologie vincenti del learning by doing o di educazione peer to peer -ha avuto successo proprio in questo: nel modificare atteggiamenti e comportamenti nocivi per la preservazione della salute della donna e della comunità. Complimenti! Cambiare è possibile.
Il CAM ha anche avuto il merito di portare alla conferenza una best practice di social business ed empowerment femminile attraverso l’accesso alle risorse energetiche. Un’eccellenza mozambicana. Innovazione sociale, è proprio il caso di dire, “illuminante”.

Che cosa significa per te essere una donna?
Gli esempi positivi ci sono. Alcune delle donne che hanno partecipato alla V Conferenza Provinciale su Donna e Genere e che ricoprono alte cariche politiche, ne sono dimostrazione. Ma le donne sono ancora lontane dall’avere un ruolo adeguato per partecipare allo sviluppo sociale ed economico del Paese. Lontane dal vedere i loro diritti rispettati e promossi. Per tutto questo, e per quello che verrà, per il CAM è stato un orgoglio e un onore partecipare e sostenere in modo fondamentale la realizzazione questa giornata.
Anna Turco – coordinatrice CAM in Mozambico
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 25 Set 2017 | Progetti in Mozambico
Nel 2017 Dario Guirreri ha svolto un periodo di studio e ricerca a Beira per la preparazione della sua tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (profilo ‘Progettazione Integrata dell’Ambiente e del Territorio nei Contesti di Cooperazione Internazionale’) discussa a Trento il 21 luglio 2017 dal titolo “Proposta di Compostaggio in un Contesto Mozambicano”. In questo articolo racconta il progetto da lui approfondito e la sua esperienza.
L’esperienza di studio, focalizzata sul campo degli RSU e più nello specifico, sulla loro componente organica, è stata condotta a Beira, città seconda per popolazione nel Paese, potendo contare sull’esperienza e la presenza pluri-annale del CAM sul Territorio Mozambicano. E’ comprensibile come in una città che conta più di 500.000 abitanti e caratterizzata da cicli produttivi vari, il problema dei rifiuti assume una grande rilevanza e al tempo stesso rende necessaria una forma di intervento mirata ad una sua corretta gestione.
Più specificatamente, l’obiettivo principale è stato redigere una proposta di compostaggio come strumento impiegato per il trattamento di materiali organici all’interno della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani, configurando codesto sistema non come una soluzione esaustiva al loro contenimento, ma piuttosto come uno strumento integrato utile all’interno di una Pianificazione di più ampio raggio. Lo scopo è quello di poter intervenire sul miglioramento della gestione della destinazione finale di determinati prodotti e di integrare ciò che ne può essere ottenuto in un’ottica di riutilizzo e reimpiego come Gestione Integrata di un Territorio.
Al fine dell’elaborazione di questa proposta è stato necessario constatare l’idoneità e l’applicabilità del suddetto sistema di trattamento e quindi la definizione della produzione e della disponibilità potenziale dei materiali idonei al compostaggio.
I materiali idonei da coinvolgere nel processo sono stati identificati nella FORSU (scarti mercatali e scarti organici di ristorazione), negli scarti provenienti dalle attività di manutenzione del verde urbano e nei fanghi di depurazione dell’impianto di trattamento delle acque reflue; è assolutamente utile e necessario un approccio integrato delle utenze e dei materiali coinvolti.
Di questi tre ingredienti, si è proceduto alla definizione delle loro caratteristiche quali-quantitative e dei loro punti di produzione al fine di ottenere un quadro conoscitivo relativo alla produzione a livello territoriale di scarti e rifiuti dei settori urbani. Si è evinto come sia presente un elevato e diversificato potenziale di questi materiali idonei e disponibili per questa specifica tipologia di processo.
Si è cercato quindi di fornire una descrizione delle attività necessarie al fine di costituire un percorso di implementazione integrato della Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani che attraverso il compostaggio possa intervenire sulle frazioni organiche e che al tempo stesso sia capace di apportare un miglioramento complessivo dell’intero sistema.
Note le tre componenti sopracitate, sono stati redatti i piani di miscelamento caratterizzanti la matrice iniziale che viene avviata a processo a valle del quale si ha in output il prodotto ‘compost’.
Per la progettazione tecnica, si è deciso di adottare un approccio modulare, ovvero, non adeguare l’impianto all’effettivo potenziale disponibile sul territorio, ma piuttosto stabilire un valore soglia di matrice in input che determinasse l’effettiva dimensione del parco impiantistico. Questo tipo di approccio, si configura come strumento di valutazione utile al fine di conseguire un buon esito di progetto e la possibilità di una eventuale implementazione futura su scala maggiore.
Si è così redatta la proposta progettuale vera e propria. Questa, contempla un processo a due fasi: la prima, dalla durata inferiore, di bio-ossidazione spinta attraverso un sistema ad insufflazione d’aria all’interno di apposite celle e la seconda, dalla durata maggiore, di maturazione, condotta in cumuli statici, periodicamente ribaltati.
La configurazione d’impianto prevede al suo interno una suddivisione funzionale delle aree, utile ad una corretta gestione di tutte le fasi costituenti l’iter di processo interno alla stazione di compostaggio.
Dando uno sguardo a valle della proposta progettuale, seppur è un aspetto da tenere in considerazione a monte della progettazione stessa, il compost che se ne otterrebbe troverebbe possibilità di applicazione nei terreni presenti nella periferia della città. Questo permetterebbe di apprezzare il compostaggio non solo come una forma utile di intervento sulla frazione organica dei rifiuti ma anche come un vantaggio per un settore che ad oggi rappresenta la forma di sussistenza principale per la popolazione peri-urbana ed urbana.
Concludo, sottolineando quanto questa esperienza sia stata per me importante, formativa (sia professionalmente che umanamente), costruttiva, stimolante, utile, travolgente, entusiasmante e quanto ancora sia stata capace di arricchirmi e lasciarmi dentro un senso critico delle cose. Tra le certezze e le consapevolezze che rimangono e permangono e che anzi, penso possano proprio crescere, c’è sicuramente quella di voler continuare a vedere, conoscere e operare in Paesi in Via di Sviluppo, con una interpretazione del concetto di cooperazione che abbia come base una solidarietà vera e genuina e che sia capace di leggere e interpretare le reali necessità di questi contesti.
Dario Guirreri – settembre 2017