da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 11 Apr 2016 | Progetti in Mozambico
E’ iniziato ufficialmente il progetto RSU!
Il CAM, in collaborazione con Ting Group, ha avviato il progetto/studio per creare una filiera di recupero e valorizzazione del rifiuto solido urbano (RSU) per la città di Beira, capoluogo della provincia del Sofala.
Grazie al bagaglio di esperienza e di conoscenza tecnica, il team di ingegneri e altri tecnici hanno l’obiettivo di supportare l’amministrazione di Beira nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti urbani, in modo da pianificare un futuro cammino verso una gestione sostenibile a livello ambientale. Il progetto è stato pensato in modo da applicare tecnologie appropriate e studiate su misura alla realtà di Beira, in modo che la crescita sia proporzionale alle necessità e agli strumenti locali.
Il supporto tecnico, tutto Trentino, è composto da Ting Group, una società di ingegneria integrata che mette a sistema un vasto patrimonio di competenze scientifiche, in grado di interagire con le diverse esigenze di committenti pubblici e privati. Assieme a Ting, collaboreranno la Fondazione Mach, l’Università degli Studi di Trento (DICAM) e Iser srl. A Beira è già operativa Stefania, ingegnera ambientale che si occuperà di seguire il progetto.
Tutto sarà realizzato attraverso una sinergia di impegni da parte dell’ente pubblico locale, della cittadinanza e dei privati, le quali dovranno lavorare a stretto contatto, dalla raccolta dati fino alla formazione di esperti locali.
Presto nuovi aggiornamenti!
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 6 Nov 2015 | Progetti in Mozambico
Martedì 3 novembre a Bologna, presso la sede di Granarolo, si è tenuta una riunione con l’obiettivo di iniziare a costituire una “alleanza” di soggetti privato-pubblico-associazioni finalizzata al delineare e poi accompagnare un progetto di supporto alla filiera allevamento e trasformazione lattiero-casearia a Beira (Mozambico).
Numerose le realtà presenti: la Vicepresidente dell’Assemblea parlamentare paritetica Acp-Ue Cecile Kyenge, l’assessore della Regione Emilia Romagna all’agricoltura Simona Caselli, un’ampia rappresentanza di Granarolo tra cui il presidente Gianpiero Calzolari, l’Associazione Italiana Allevatori con il direttore Paolo Scrocchi, la Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura con il presidente Massimo Goldoni, Confcooperative/Coopermondo con il direttore Danilo Salerno, il vicepresidente di CEFA onlus Luciano Sita e CAM onlus con il presidente Paolo Rosatti, nonché diversi altri collaboratori di tutti i soggetti rappresentati.
L’iniziativa nasce da un intreccio di relazioni, collaborazioni ed amicizie che uniscono gli attori: in particolare dalla lunga esperienza di collaborazione tra Granarolo e CEFA che ha portato al bellissimo progetto vincitore delle best practice di Expo (cfr. articolo su Africa Milk Project), poi dalla nuova collaborazione per il lavoro in Mozambico tra CEFA e CAM che ha portato già all’approvazione di un nuovo progetto sul supporto ai contadini nella produzione di sesamo, ortaggi e miele nel distretto di Caia, infine dalla positiva esperienza di FEDERUNACOMA per la fornitura di mezzi agricoli per un centro di meccanizzazione in Congo.
Dopo l’incontro i prossimi passi saranno la costituzione di un tavolo tecnico e poi la strutturazione del progetto specifico che lavorerà con gli allevatori a Beira e con la cooperativa di raccolta, trasformazione e commercializzazione Copoleite, nato dopo una missione di pre-fattibilità di CEFA-AIA-CAM a luglio scorso.
Vedi anche l’articolo di Coopermondo.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 16 Set 2015 | Progetti in Mozambico

Mercoledì 19 agosto si è tenuto a Beira un incontro con tutti i rappresentanti di varie escolinhas comunitarie della Provincia di Sofala, iniziativa promossa da Essor, associazione francese che opera in Mozambico con alcuni progetti di educazione prescolare.
Scopo dell’incontro era quello di presentare un Manuale per il Monitoraggio delle Escolinhas Comunitarie redatto da un gruppo di lavoro tecnico basandosi su alcune esperienze di esempio e approvato dalla “Direzione Provinciale Donne e Azione Sociale”. Le esperienze censite attraverso una ricerca di maggio 2014 nella provincia sono 47 in 8 distretti, tra cui le nostre 4 escolinhas a Caia.
L’incontro e la collaborazione con i numerosi educatori delle Escolinhas di tutta la provincia ha riscosso un forte successo: lo scambio di idee e di informazioni sull’utilizzo concreto del manuale ha dimostrato la grande importanza di questo strumento nell’organizzazione delle attività delle Escolinhas.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 23 Giu 2015 | Progetti in Mozambico
Ha avuto inizio ieri a Maputo la missione del Presidente del CAM Paolo Rosatti in Mozambico. La visita che durerà fino al 4 luglio, sarà particolarmente itinerante per permettere di entrare in contatto con tutti i partner e per verificare anche possibili sviluppi futuri del programma “Il Trentino in Mozambico”. Tappe quindi a Maputo, Quelimane, Caia, Beira e Pemba per incontri con istituzioni a livello distrettuale, provinciale, nazionale, per le visite ai progetti ed il confronto con partner privati, associazioni e volontari.
Accompagna la missione l’ing. Isacco Rama rappresentante della cooperativa di ingegneri trentina Ting Group allo scopo di verificare la fattibilità di alcuni interventi in Mozambico. Nella seconda parte della missione parteciperà anche Luciano Centoze di CEFA, responsabile del nuovo progetto agricolo in Mozambico che è da poco stato finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Il progetto, che avrà inizio a fine 2015, prevede un intervento nelle filiere di sesamo, ortaggi e miele nel distretto di Caia in collaborazione con il CAM, il Servizio Distrettuale di Attività Economiche e il Centro di Sviluppo Agro-Zootecnico di Caia (la “azienda agricola modello” nata accanto alla scuola di agraria).
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 24 Nov 2014 | Notizie dall'Associazione

Visitatori nel padiglione del Mozambico. Immagine: ArchiMoz
Riceviamo e pubblichiamo volentieri il contributo di un amico mozambicano, che ha tradotto per noi il suo articolo dedicato alla partecipazione del Mozambico alla Biennale di Architettura di Venezia, tratto dal sito ArchiMoz.
Si è conclusa ieri, domenica, 23 Novembre, la XIV edizione della Biennale di Architettura di Venezia, una mostra internazionale che serve sia per generare dibattiti su temi relazionati all’esercizio della professione e al suo impatto sulla società, che per esporre opere realizzate dai grandi nomi dell’architettura mondiale.
La Biennale di Architettura di Venezia fa parte della Biennale di Venezia (fondata nel 1895), che comprende altri cinque eventi che si svolgono in parallelo: Mostra Internazionale di Arte (Biennale di Arte), Festival Internazionale di Musica Contemporanea (Biennale di Musica), Festival Internazionale di Teatro (Biennale di Teatro), Festival Internazionale di Cinema e Festival Internazionale di Danza Contemporanea (Biennale di Danza).
Qui è opportuno riferire che sebbene la Biennale di Venezia abbia più di 100 anni, la categoria di architettura è relativamente recente: è stata aggiunta nel 1980.
Il tema di quest’anno, curato dal rinomato architetto olandese Rem Koolhaas, è stato “Fundamentals”: uno sguardo sugli ultimi 100 anni dell’architettura mondiale (1914-2014) con il proposito di far ritornare l’attenzione sull’architettura nel suo complesso invece che sull’architetto, e concentrarsi sulla storia dell’architettura piuttosto che unicamente sull’architettura contemporanea.
Il Mozambico, che non aveva mai partecipato prima, ha debuttato quest’anno. Il battesimo.
E non ci poteva essere miglior tema che “Fundamentals” per segnare l’entrata del Mozambico nella cattedrale dell’architettura mondiale. È stato un tema che, opportunamente, ha reso difficile che si esaltassero gli architetti, costringendo a guardare l’architettura nel suo insieme.
È certo che il modo di affrontare il tema dipendeva molto dal modo di vedere del curatore di ogni padiglione. E su questo Mozambico è stato fortunato: il resultato del lavoro degli Architetti José Forjaz (curatore) e Vicente Joaquim (vice-curatore) è degno di riferimento.
La partecipazione del Mozambico, intitolata “Architettura fra due mondi”, comprende fotografie esposte in panelli lucenti ordinati in forma di una “S” lungo l’asse centrale del padiglione (per vedere le immagine del concetto, cliccare qui).
Per chi entra e segue verso la sinistra, l’esibizione ci porta in forma cronologica e molto visuale per i 100 anni della storia dell’architettura del paese. E, nel processo, fa un paragone interessante fra quello che succedeva a livello mondiale in un dato periodo, e quello che veniva prodotto nel Mozambico sugli ambiti urbano e rurale. Molto didattico.

Dettaglio parziale di uno dei pannelli. Immagine: ArchiMoz
Dal lato posteriore si gode di una piacevole selezione d’immagini e video che intende spiegare senza parole quello che il Mozambico come nazione ha di migliore: l’oceano indiano, la fauna, la cultura, quel tipico sorriso mozambicano… e l’artista Malangatana.
Tutto ciò accompagnato da un sottofondo musicale (del Mozambico, ovviamente) che aiuta anche a riempire i vuoti sui lati e sul soffitto del padiglione. Lo spazio a disposizione è un po’ grande per l’opera in esibizione.
È interessante anche vedere che gli edifici compresi nei panelli non sono solo quelli della capitale (Maputo), ma si includono anche Beira, Quelimane, Nampula, Inhaca e Songo, con edifici come il “33 Andares” (33 piani), “Casa dos Bicos” (Casa dei becchi) e “Torres Vermelhas” (Torri rosse).
Se l’esibizione pecca di qualcosa, sarà d’un piccolo dettaglio che (sfortunatamente) magari non si è potuto anticipare durante la fase di disegno: è orientata in senso contrario alla reale direzione del flusso di visitatori, obbligando la maggioranza dei visitatori a vedere l’esibizione alla rovescia (dalla fine all’inizio). Questo però non è grave, visto che la disposizione del materiale in modo cronologico permette una lettura sia in senso crescente che decrescente.
Risulta che il padiglione del Mozambico è l’ultimo su un lungo asse di paesi espositori, giusto al lato della Repubblica Dominicana. Per questo motivo, ed anche perché la Repubblica Dominicana ha lasciato aperta la parete adiacente al padiglione del Mozambico, ha più senso per i visitatori entrare dal padiglione della Repubblica Dominicana, invece che uscire e fare il giro per accedere al padiglione del Mozambico dall’entrata ufficiale.
Sarebbe stato interessante e conveniente avere il panello esplicativo iniziale anche su quell’estremo del padiglione, invece che solo sull’entrata.
Ma sembra che, indipendentemente da questo, la mostra del Mozambico è stata un successo, e il numero di visitatori ha superato regolarmente le 500 persone al giorno.
Si merita le nostre congratulazioni il gruppo che ha lavorato per fare questa prima apparizione una realtà.
La domanda che rimane, e questa magari al Commissario (Dr. Joel Libombo) e Vice-Commissario (Gilberto Cossa), è che destinazione si vuole dare al materiale prodotto per questa mostra. Rimane in Italia? Ritorna in Mozambico? Si getta, o viene riutilizzato?
Sarebbe interessante vedere una o più ripetizioni della stessa esibizione in Mozambico, in modo che gli architetti ed altri interessati che non abbiano potuto venire in Italia possano avere l’opportunità di vederla. O, magari, il materiale potrebbe finire come mostra permanente in una delle università del Paese, visto che ha un valore accademico.
Con riguardo alla partecipazione del Mozambico nella Biennale, c’è sicuramente margine di miglioramento, ma è evidente che il Mozambico è entrato con il piede destro al palco dell’Architettura internazionale. Resta vedere cosa succederà tra due anni, nella XV Biennale di Architettura. Il Mozambico sarà presente?
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Fernando Buzi (www.linkedin.com/in/fernandobuzi/) è un Architetto mozambicano e abita a Nago, TN. È fondatore e gestore di ArchiMoz (www.archimoz.com), un progetto dedicato all’architettura del Mozambico.