da admin | 20 Giu 2018 | Progetti in Mozambico
Durante la Giornata Mondiale dell’Ambiente, il 5 giugno scorso, il gruppo GRSU del CAM ha partecipato a una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, sul rispetto dell’ambiente , sull’importanza della raccolta e il corretto smaltimento dei rifiuti nella Città di Beira.
Il CMB ha convocato i rappresentanti della società civile per di ripulire il Mercado da Munhava, uno dei maggiori mercati della zona suburbana di Beira. Con lo slogan “Stop all’inquinamento di plastica”, il team CAM ha contribuito attivamente nel diffondere l’importanza della corretta gestione dei rifiuti solidi urbani, e in particolare della prastica.
Sempre sul tema della plastica, il giorno prima, il nostro rappresentante e coordinatore paese, Paolo Ghisu, e Helder Domingos, responsabile locale di settore, hanno visitato uno stabilimento a Beira, che recupera la plastica per trasformarla in sacchetti e dargli una seconda vita. Paradossalmente lo stabilimento è costretto ad importare rifiuti dal Sudafrica, in quanto la quota di raccolta differenziata nella Provincia di Sofala non consentirebbe sufficiente materiale per la lavorazione. Uno dei filoni di lavoro del CAM con il CMB, è proprio quello di incentivare la separazione della plastica, iniziando con le medie e grosse utenze, per favorire il conferimento/riutilizzo delle plastiche, del vetro ed altre componenti valorizzabili.
da admin | 20 Giu 2018 | Notizie dall'Associazione
Quest’anno l’U.N.C.I. – Unione Nazionale Cavalieri d’Italia – ha assegnato al CAM il Premio “Bontà 2018 – riconoscimento al volontariato e alla solidarietà”. L’importanza di questo premio sta nel fatto che riconosce il valore delle attività del Consorzio in Mozambico. Il “premio bontà” di 1000 € è stato consegnato al presidente del CAM Paolo Rosatti il 3 giugno scorso, in occasione della “Festa del Cavaliere”. Durante l’intervento del Consorzio è intervenuto anche Federico Berghi, che si occupa in prima persona delle attività di urbanistica a Caia. La vincita verrà utilizzata dal Consorzio per finanziare proprio questo settore, e in particolare per la costruzione di una strada a Caia.
da admin | 18 Giu 2018 | Progetti in Mozambico
“Un’altra bella giornata, un motivo in più per i bambini per essere felici: è l’1 giugno, la giornata internazionale dei bambini. In quest’occasione le strade di Caia si sono colorate e i bambini hanno sfilato cantando in festa “viva l’1 giugno, la giornata dei bambini!”. Gli alunni delle escolinhas del CAM hanno attraversato le varie strade del villaggio per poi arrivare, insieme agli altri, nella piazza centrale del villaggio. La deposizione della corona di fiori è stata seguita da attività culturali presentate dai bambini, come il canto, la danza e la recita di poesie.
Quest’anno il motto per celebrare la giornata internazionale dei bambini in Mozambico è stato “mettiamo fine ai matrimoni prematuri”. Questo problema è stato il fulcro degli slogan della giornata, per sottolineare l’importanza dello studio, perché i bambini sono “il futuro del paese”. Per festeggiare questo giorno, il CAM ha organizzato varie attività, canti e giochi. I bambini delle escolinhas del CAM hanno anche ricevuto una visita speciale: quella della “mamma del distretto”, la signora Ernestina Saize, moglie dell’amministratore. Insieme hanno suonato, cantato e ballato in un clima emozionante. Poiché l’1 giugno è un giorno di festa, i bambini hanno poi mangiato insieme in ogni scuola.
Bisogna ricordare che il CAM sostiene 4 escolinhas comunitarie nel villaggio di Caia (Lar dos Sonhos, Miriam, Kukomerua e DAF), che coinvolgono circa 600 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, tra cui anche orfani e svantaggiati. Oltre a queste escolinhas, il CAM supporta anche i bambini orfani della Casa della salute, attraverso l’offerta di corsi di taglio e cucito e di lingua inglese. Proprio come per le escolinhas, anche questi bambini hanno ricevuto la visita della “mamma del distretto”, che ha incoraggiato a partecipare ai corsi e a continuare la scuola.”
Un articolo di Julai Jone, tradotto da Francesca Bailoni
Leggi le storie delle feste degli anni scorsi: 2017 2014 2013 2012
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 29 Mag 2018 | Progetti in Mozambico

Kukomerua significa “allegria”.
È il nome di una delle escolinhas di Caia. E secondo me è un termine che rappresenta proprio bene quell’ambiente. Non ne troverei altri per descrivere quel vulcano di bambini che ti travolgono con la loro gioia e spensieratezza.
Ha ragione Martinho. Lui è coordinatore dell’area educativa del CAM, e in virtù del suo ruolo deve visitare spesso le sue escolinhas. Ma è sempre il momento della giornata che preferisce di più. Bastano pochi minuti con questi bambini per cambiare qualsiasi giornata e farti dimenticare di qualsiasi problema. E io non posso che concordare.
Bambini in età prescolare spesso orfani o svantaggiati che possono trovare in queste escolinhas una piccola oasi felice nella quale correre, divertirsi, giocare.. ma soprattutto crescere in un ambiente sano e protetto.
La visita di un muzungu tra i bambini è sempre una piccola sorpresa.
(alcuni sono addirittura un po’ spaventati… un uomo tutto bianco non l’avevano proprio mai visto).
Immaginate quanto grande può essere la sorpresa se questo muzungu porta con se pennelli e colori e propone di disegnare le pareti della machessa principale!
Non è stato difficile trovare aiutanti per quest’impresa. Appena hanno visto i colori, una folla di piccoli volontari si è radunata attorno a me curiosa.

Ho spiegato come usare i pennelli e come mischiare i colori primari per ottenere nuovi colori.
Insieme abbiamo trasformato le pareti blu della machessa centrale in un mare pieno di pesci e creature misteriose. All’inizio ho tracciato il disegno principale con un pennarello e ho lasciato che fossero i bambini a colorarlo, lasciando spazio anche all’iniziativa personale. Forse troppa, quando hanno cominciato a dipingere ovunque, anche fuori dal disegno!

Per fortuna gli educatori mi hanno aiutato, guidando con infinita pazienza i bambini nella loro opera. Anzi, pareva quasi che loro si stessero divertendo più dei bambini a colorare quel grande dipinto!
Ne ho avuto conferma quello stesso pomeriggio, quando sono rimasti con me a terminare l’opera, anche dopo che i bambini se ne fossero andati. Ormai era diventato l’opera di tutti noi, e volevamo completarla! Ognuno ha dato il suo contributo e ha aiutato come meglio potesse, alcuni riscoprendo un insospettabile talento artistico.

Abbiamo passato il pomeriggio a cercare di coprire qualche pasticcio combinato dai bambini un po’ troppo “creativi”. E penso sia stata la cosa più bella della giornata. Vedere questi educatori condividere insieme una giornata di creatività e allegria. Soprattutto vederli ridere e scherzare tra loro, tornando improvvisamente bambini per un giorno.
Vedere il nostro lavoro ultimato a fine giornata è stata la soddisfazione più grande di tutti noi.
È stata proprio una bella giornata!
Uno dei tanti motivi per i quali non potrò dimenticare Caia facilmente.


Il secondo murale ha una storia differente.
Volevamo rimettere in discussione il tema AIDS all’interno della comunità. Perché a Caia è ancora uno dei temi più scottanti e più divisivi, con l’epidemia in continua crescita e fuori controllo. E soprattutto per il forte l’impatto sociale che essa scatena. A causa di una diffusa ignoranza, pregiudizi, tradizioni sbagliate e carenza di supporto sanitario, non è raro scoprire famiglie spezzate, ragazzi abbandonati, e vite spesso distrutte.
A volte basterebbe poco. Un’informazione migliore, maggiore educazione, per evitare un finale drammatico e cambiare la narrativa di molte storie di malattia.
C’è uno stigma ancora fortemente diffuso verso i malati di AIDS che può e deve essere cambiato, per non peggiorare un problema già cronico per sua natura.
Abbiamo provato quindi a riportare a galla questo tema con un murale ad esso dedicato.
È stato realizzato appena il giorno prima della mia partenza da Caia. Un ultimo lasciato che volevo dedicare alla comunità che mi ha accolto e ospitato per cinque memorabili mesi.


Un piccolo addio.
(O forse solo un arrivederci?)
Lorenzo Dalbon maggio 2018