Settore rurale: una missione rivolta al passato e al futuro

Erica e FerraoUn gradito ritorno a Caia per la nostra ex collaboratrice Erica Guaraldo, che si è recata in missione dal 28 aprile al 13 maggio 2013.

La missione ha avuto come principali obiettivi:

  • fornire un accompagnamento al nuovo responsabile del settore rurale, arrivato a Caia da un paio di mesi senza aver potuto fare un passaggio di consegne, confrontandosi sulla storia del settore rurale e sulle sfide future;
  • realizzare una valutazione del lavoro svolto negli anni passati nel settore e proporre una linea di intervento che si inserisca nel piano strategico 2013 – 2015 del CAM;
  • raccogliere interviste per il blog 60storie.com, promosso assieme ad altre due organizzazioni per testimoniare i programmi di “cooperazione di comunità” trentini attraverso i racconti delle persone che ne sono protagoniste

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Per quanto riguarda il settore rurale, i risultati del lavoro di Erica verranno discussi all’interno del gruppo di lavoro e successivamente nel CDA del CAM a maggio e giugno, sempre assieme all’attuale responsabile Lorenzo Nichelatti.

Oltre ad essere stata responsabile del settore rurale dal 2009 al 2010 Erica Guaraldo ha anche curato per il CAM la pubblicazione Insieme-Juntos, un cammino lungo 10 anni, presentata a settembre 2011 in occasione del decennale del CAM. Chi fosse interessato al volume può contattarci via mail all’indirizzo cam @ trentinomozambico.org

Equipe al completo: buon lavoro!

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Il nuovo staff del “Trentino in Mozambico” è finalmente al completo: con l’arrivo a Caia di Antonella Sgobbo, Lorenzo Nichelatti e Francesco Pat.

Antonella, 31 anni, pugliese, è la nuova responsabile dei settori socio-educativo e socio-sanitario, è arrivata a fine gennaio per sostituire la brasiliana Jacqueline.

Lorenzo, 32 anni, di Ravina (Trento) è invece il nuovo responsabile del settore rurale, ha inoltre un incarico trasversale di “rafforzamento nella gestione” per il personale locale e dei progetti partner.

Infine si è unito al gruppo anche Francesco, 27 anni, ingegnere di Feltre (Belluno), vincitore della borsa della Fondazione Luigi Negrelli (Ordine degli Ingegneri di Trento) per un progetto di stage di 3 mesi, che lo vedrà nel ruolo di consulente-assistente per le attività del CAM nell’ambito dell’acqua e della sanitation.

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In questi giorni il presidente del CAM Paolo Rosatti, è in visita in Mozambico per un momento di confronto e formazione con tutta l’equipe, oltre che per il monitoraggio di alcuni progetti, incontrare le autorità e i partner ed infine partecipare all’assemblea della CFC a Maputo.

A tutti auguriamo un buon lavoro!

Escolinhas 2012: formazione per i bambini… e per gli educatori

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Quanti sono i bambini che frequentano le escolinhas? Quanto costano l’anno? Quanti educatori vi lavorano? Se siete interessati a conoscere meglio l’attività di educazione prescolare che il CAM promuove a Caia, trovate numerose informazioni nella relazione annuale 2012, disponibile in versione completa o sintetica.

Per il progetto escolinhas il 2012 è stato un anno caratterizzato da un intenso lavoro di formazione degli educatori e di coinvolgimento degli stessi nella gestione delle attività. Questo grazie all’impegno di Jacqueline Meire Santos, pedagogista brasiliana (vedi sua presentazione in occasione della visita a Trento), che ha lavorato molto sia su aspetti pedagogici che nello sviluppare la consapevolezza degli aspetti gestionali (soprattutto economici) ed organizzativi, puntando ad una gestione più autonoma e soprattutto più responsabile.

Nella relazione annuale 2012, rivolta ai finanziatori e ai volontari del gruppo socio-educativo, vengono illustrate le attività formative promosse durante l’anno ma anche tutti i dati relativi ai bambini iscritti, al personale, alle spese e ai finanziamenti annuali.

Scarica qui la versione sintetica della relazione annuale escolinhas 2012
Scarica qui la versione completa della relazione annuale escolinhas 2012

ORTI

todas até junho 2012 257

Plano de Uso da Terra: un approfondimento

paesaggio del distretto di Caia nei pressi di BuezaIntervista al professor Corrado Diamantini e ad Isacco Rama del DICAM-Università degli Studi di Trento che hanno coordinato il gruppo di lavoro trentino impegnato nella stesura del Piano Distrettuale di Uso della Terra.

Come nasce il Plano de Uso da Terra del Distretto di Caia?

Il Plano de Uso da Terra è uno strumento di gestione del territorio previsto dalla Lei do Ordenamento do Território del 2007, la quale a sua volta dà seguito alla istituzione dei Distretti prevista dalla legge sul decentramento amministrativo del 2003. Bisogna però attendere il regolamento attuativo della legge e la redazione del Guião metodológico para a elaboração de planos distritais de uso da terra perché partano le prime esperienze di pianificazione distrettuale. In genere si tratta di piani redatti “a tavolino” da società di consulenza con sede a Maputo, con scarse interazioni con i contesti locali. Il piano distrettuale di Caia per certi versi ha capovolto questa situazione.

 In che modo?

Qui bisogna tornare indietro di qualche anno, ossia al lavoro di redazione dei due piani urbanistici di Caia e di Sena, le due città del distretto. Sono piani costruiti facendo leva sulle competenze locali e sulla conoscenza capillare dei luoghi oltre che dei modi di vita e delle esigenze degli abitanti. Per cui il nostro coinvolgimento nella redazione del Plano de Uso da Terra ha comportato l’assunzione delle stesse modalità di lavoro adottate per i due piani urbanistici. In particolare è stato esteso a tutto il distretto il metodo di indagine basato sulle interviste alle famiglie. Ne sono state realizzate oltre 600, in gran parte dai tecnici del distretto. Ne è uscito un quadro puntuale dei problemi e delle aspettative delle famiglie con riferimento a ciascuno dei 23 regulados in cui è suddiviso il distretto. Si è inoltre investito molto nella creazione di una base dati in cui le conoscenze ‘informali’ potessero essere tradotte in conoscenze quantitative. Con questa base dati il lavoro di Piano potrà essere aggiornato facilmente dai tecnici di Caia.

Di che tipo di coinvolgimento si è trattato?

lavoro di intervista e raccolta dati sul campo

Entrambi siamo stati inseriti nella Equipa Técnica, ossia nel gruppo, formato quasi totalmente da tecnici locali, incaricato di redigere materialmente il piano. E’ stato un atto di fiducia nei nostri confronti, considerata l’asimmetria delle competenze e, prima ancora, nei confronti del CAM. Durante tutto il processo che come abbiamo detto si è svolto il più possibile in sinergia tra Trento e Caia, sono stati realizzati dal CAM numerosi corsi di informatica rivolti alla Equipa Técnica. Va aggiunto che Paolo Cosoli, responsabile di settore, ha fatto parte insieme a Pinto Martins, direttore del Serviço Distrital de Planeamento e Infra-estruturas della Comissão Monitora, che ha svolto una funzione di raccordo tra il Distretto e l’Amministrazione provinciale durante tutta la redazione del piano.


Come avete interagito con l’Amministrazione distrettuale e con l’Amministrazione provinciale?

Il principio che ha guidato tutta la redazione del PdUT, sancito peraltro dalla legge sul decentramento amministrativo, è stato che il Distretto doveva essere il soggetto consapevole delle scelte di piano. Detto così può sembrare un’ovvietà, ma bisogna tenere presente che spesso interviene una sorta di delega ai tecnici perché le implicazioni di tali scelte non sono comprese oppure, cosa peggiore, si accettano scelte eterodirette. Nel nostro caso siamo stati avvantaggiati dal fatto che alcune di queste scelte avevano una rilevanza politica tale da comportare un’attenzione costante su quello che andavamo facendo.

 Quali ad esempio?

paesaggi del distretto di Caia - presso Sombe

Innanzitutto quelle relative alle concessioni. Da un lato quelle forestali, che da diversi anni operano nel distretto di Caia interferendo, anche se legalmente, con aree protette e dall’altro quelle agricole. Una concessione agricola risultava, al momento dell’avvio del piano, già assegnata mentre di altre due era stato avviato l’iter di assegnazione per diverse migliaia di ettari.

Ebbene, dal lavoro di mappatura del distretto, che è la prima cosa che è stata fatta, è subito apparso che una delle due compagnie forestali tagliava ovunque, ben oltre la superficie assegnata in concessione mentre tutte le concessioni agricole andavano a sovrapporsi a spazi vitali per la popolazione, come i coltivi per la produzione di sussistenza, le infrastrutture essenziali e le aree abitate.

E quindi?

Le scelte del Plano de Uso da Terra sono sovraordinate rispetto ad altre scelte di destinazione d’uso del suolo, fermi restando i diritti acquisiti. Non era possibile far cessare le concessioni forestali, ma introdurre meccanismi di controllo si. Per le concessioni agricole c’era invece la possibilità di ridefinire la superficie di quelle meno invasive e di bloccare la terza. Cose che poi sono state fatte. Ma per questo è stato necessario un confronto continuo con l’Amministrazione distrettuale e con quella provinciale, culminato un primo mattino con la visita, del tutto inaspettata a Caia, del Governatore della Provincia di Sofala, che oggi è Ministro del Governo mozambicano. In quell’occasione il Governatore si è espresso apertamente a favore dello scenario concordato in sede distrettuale.

L’attenzione a quanto stavamo facendo derivava probabilmente anche dal fatto che era la prima volta che un Plano distrital de Uso da Terra affrontava senza alcuna remora il problema delle concessioni, prospettando una soluzione che, bypassando la Lei da Terra, apre un confronto tra compagnie concessionarie, popolazione e amministrazioni locali.

E all’interno della Equipa técnica quali sono stati i rapporti?

Va detto innanzitutto che la Equipa era formata da tecnici formatisi all’interno del lavoro di redazione dei piani di Caia e di Sena. Tecnici che successivamente hanno condotto alcune campagne di interviste e hanno preso parte al lavoro di mappatura del distretto con rilevamenti diretti sul terreno. A loro si deve gran parte del rilevamento dei servizi di base, dei mercati, delle strade… L’interlocutore principale, in materia di validazione dei rapporti e di scelte di piano, è stata però la Comissão monitora.

Corrado Diamantini durante una missione presso la piana esondabile di Nhacessa nella stagione secca

A parte le concessioni, qual’è stato il tema del piano in cui vi siete sentiti più coinvolti?

Quello della distribuzione della popolazione. Era pensiero comune, all’interno dell’Amministrazione distrettuale, che fosse in atto una concentrazione della popolazione lungo l’asse Caia-Sena, che insiste lungo lo Zambesi. E questo perché lì ci sono i servizi, c’è la strada, ci sono le città.

La percezione che invece noi avevamo, ricavata dalle interviste alle famiglie, era diversa e cioè che fosse in atto un radicamento della popolazione nelle aree interne del distretto, lungo alcuni assi. E questo per la disponibilità di terra fertile. Questa percezione è stata confermata dai dati di censimento, che siamo riusciti a ottenere a Maputo, dopo grande insistenza, splittati per regulado.

Questo ha dato la possibilità da un lato di prevedere nel piano un rafforzamento di questi assi e dall’altro di avere buoni argomenti contro l’invasività delle concessioni.

Nel corso del lungo lavoro svolto nel distretto, quali sono state le scoperte più inaspettate o interessanti?

Rimanendo in ambito disciplinare, devo dire (Corrado) che mi ha sempre sorpreso il cambiamento repentino di Caia. La prima volta che ci ho messo piede, alla fine del 2005, era un insieme disordinato di abitazioni tradizionali disposte attorno al cumulo di rovine cui era stato ridotto dalla guerra civile l’insediamento coloniale. Negli anni successivi Caia ha assunto sempre di più l’aspetto di una piccola città e questo a seguito di una continua trasformazione urbanistica ed edilizia. Non pensavo fosse possibile in così poco tempo.

Questa trasformazione appariva anche dagli aggiornamenti delle immagini di Google Maps, dalle quali si poteva ricavare anche il lavoro di attuazione del piano svolto dal Serviço Distrital de Planeamento e Infra-estruturas. Alle volte non tutto coincideva, ma l’esito era comunque efficace.

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Per quanto mi riguarda (Isacco) le sorprese più belle mi sono state regalate dal lavoro con i tecnici di Caia e con la gente del Distretto. I numerosi mesi trascorsi, a partire dal 2009, a stretto contatto sia con gli abitanti della cittadina capoluogo che con le famiglie rurali mi hanno costretto ad entrare, anche fisicamente, nelle case e nelle famiglie. Spesso sono stato invitato a pranzo, a cena, a raccogliere gli ortaggi, a visitare l’accampamento del vicino pescatore e ad aiutarlo a raccogliere le reti. In questi molti incontri, anche per evidenti difficoltà linguistiche, la comunicazione avveniva per concetti chiave. Affermazioni semplici e domande dirette attraverso le quali mi è stato possibile sbirciare nel modo di pensare e quindi di essere di queste persone. Ecco, è esattamente questo: la semplicità di alcune scelte e la schiettezza (e anche durezza) dei rapporti tra le persone mi ha più volte colto alla sprovvista e sorpreso. Ho trovato meraviglioso, nella complessità dell’oggi, riuscire a meravigliarmi di una logica semplice, dura e naturale.

Vedi anche l’articolo sulla presentazione di giugno 2012 e l’articolo sull’approvazione del plano.

Approvato il Piano Distrettuale di Uso della Terra

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Il 27 dicembre 2012 il Governo del Distretto di Caia ha approvato ufficialmente il Piano Distrettuale di Uso della Terra,  frutto di un lavoro di tre anni prodotto dalla collaborazione tra Servizio Distrettuale di Pianificazione e Infrastrutture, Servizio Distrettuale di Attività Economiche, Direzione Provinciale di Agricoltura, Servizio Provinciale di Geografia e Catasto, DICAM-Università degli Studi di Trento e dal Consorzio Associazioni con il Mozambico.

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Il PDUT- Plano Distrital de Uso da Terra – è “uno strumento di ambito distrettuale e interdistrettuale che stabilisce la struttura di organizzazione spaziale del territorio di uno o più distretti; esso identifica aree per i diversi utilizzi e definisce norme e regole da osservare nell’occupazione e nell’uso del suolo e delle sue risorse naturali” (Legge 19/2007 del 18-07). Il Plano approvato è a tutti gli effetti legge dello stato ed ha validità per 10 anni. Obiettivo generale del Plano è la progettazione condivisa di una struttura spaziale che sia in grado da un lato di migliorare le condizioni di vita della popolazione del distretto, dall’altro di stimolare uno sviluppo socio-economico attraverso un miglior uso delle risorse naturali. Il PDUT è quindi un mezzo importantissimo per regolare la gestione della terra, particolarmente necessario nella situazione di crescente interesse “esterno” verso il territorio del distretto, essendo quello di Caia – come il Mozambico e molti altri paesi africani – soggetto a pressanti sollecitazioni, tra le altre, da parte delle multinazionali di agro-businnes.

Il documento è composto dalle seguenti parti: analisi della situazione attuale, scenari di sviluppo, proposte di uso della terra, cartografia e infine gli allegati. E’ stato prodotto con un intenso lavoro sul campo che ha impegnato il CAM (l’ing. Paolo Cosoli ha coordinato i lavori come responsabile di settore a Caia) ed un gruppo di lavoro composto dai diversi rappresentanti dei soggetti coinvolti (vedi sopra). Il CAM ringrazia in particolar modo il professor Corrado Diamantini e Isacco Rama del gruppo di lavoro di Trento, un gruppo che ha visto collaborare moltissime persone nei tre anni di preparazione del PDUT. Tra queste ricordiamo Alessandro Paletto, Giacomo Sartori, Davide Geneletti e Daniele Vettorato, nonché Franziska Steinbruch che ha collaborato localmente.

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Per un approfondimento sui contenuti del PDUT e sulle sue proposte rimandiamo ad un futuro articolo. Nel mese di febbraio è previsto un incontro di presentazione del Plano rivolto a tutti i membri del Tavolo Trentino con il Mozambico e ad amici e simpatizzanti che già conoscono, almeno in parte, il Distretto di Caia: in primavera sarà invece organizzato un incontro pubblico per la cittadinanza.

Vedi anche l’articolo sulla presentazione di giugno 2012.

Pronta la farmacia veterinaria a Sena

Farmacia2Si sono conclusi a dicembre i lavori di realizzazione di una farmacia veterinaria, la prima nel distretto, localizzata a Sena.

Il progetto risponde a una richiesta del SDAE (Servizio Distrettuale di Attività Economiche – competente per l’agricoltura) che, già a inizio 2009, aveva chiesto al CAM un appoggio economico per la costruzione di una farmacia veterinaria a Sena. La cittadina di Sena, nel nord del distretto, è situata nella zona più vocata all’allevamento di bovini (ma anche caprini, ovini e suini), e potrebbe servire anche i distretti limitrofi. Analogamente alla Caixa Financeira de Caia, potrà arrivare a servire Chemba, Mutarara, Morrumbala e Maringue. Un bacino quindi di più di 300 mila persone, che soltanto a Caia conta già qualche migliaio di capi bovini, più un numero indefinito di caprini, suini, ovini e avicole.

L’intenzione del governo, espressa dallo SDAE, è di arrivare alla cifra di 18.000 bovini nel Distretto entro la fine del decennio, numero difficilmente raggiungibile ma che dà l’idea dello sviluppo che sta avendo il settore zootecnico.

L’opera – una ristrutturazione di un vecchio rudere (cfr. immagini prima e dopo i lavori) – è stata realizzata da una delle squadre di piccoli artigiani formati e supportati negli anni dal CAM, coordinati dal tecnico locale Josè Antonio Arehua, forte delle esperienze di accompagnamento delle opere ben più articolate del campus della scuola di agraria e del nuovo mercato di Caia.
Il nuovo edificio è di circa 50 m2, con una stanza grande che servirà da magazzino (per prodotti zootecnici e, eventualmente, agricoli), una stanza che fungerà da negozio vero e proprio ed un’altra stanzetta attrezzata con lavandino, frigo per i farmaci che devono stare al fresco e una sorta di laboratorio (per esempio per preparare le dosi di  medicinali liquidi e venderle già pronte).

Farmacia rudere

In ambito veterinario, le necessità principali sono quelle ricondicubili alla lotta ai parassiti della pelle ed a tutte le malattie connesse (compresa la gestione delle ferite cutanee), e tutto il filone del parassitismo intestinale. Per quanto riguarda invece le malattie endemiche, sono presenti la tripanosomiasi per i bovini, la peste suina e la new castle per le specie avicole.

MaialiniLo SDAE ha ricevuto in consegna l’edificio e, dal primo gennaio 2013, è responsabile dell’opera e della sua gestione, per la quale è già stato attivato un concorso pubblico (con la richiesta di certi requisiti specifici, come avere nozioni di zootecnia, ecc.). I soldi dell’affitto potranno essere utilizzati per manutenzioni o iniziative formative, sempre nell’area zootecnica.