Oltre le immagini: il ruolo del Responsabile della Comunicazione nelle parole di Evidêncio

Oltre le immagini: il ruolo del Responsabile della Comunicazione nelle parole di Evidêncio

“Perché essere un Responsabile della Comunicazione è importante per me?”

Dal 2023 Evidêncio lavora con il CAM come Responsabile della Comunicazione e Visibilità. In questi anni ha raccontato i nostri progetti attraverso immagini, storie e testimonianze, mettendo in luce l’impatto del nostro lavoro nelle comunità. Le sue parole mostrano come la comunicazione sia molto più di documentazione: è un modo per creare connessioni autentiche e dare voce alle persone. Vi invitiamo a leggere la sua riflessione per scoprire cosa significa, dalla sua esperienza, essere Responsabile della Comunicazione.

All’inizio pensavo che essere un Responsabile della Comunicazione significasse semplicemente scattare foto delle varie attività di un progetto o di un’organizzazione e poi pubblicarle sui social media. Quando necessario, creare poster di base su eventi, sensibilizzazione e altri materiali visivi.
Ed era esattamente quello che facevo. Ma dopo alcune settimane, forse nel mio secondo mese in questo settore, ho iniziato a osservare l’atteggiamento di altre organizzazioni e professionisti del settore. È stato allora che mi sono posto una domanda fondamentale: “Cosa significa essere un Responsabile della Comunicazione?”
Questa riflessione ha cambiato completamente la mia visione. Ho capito che questa funzione va ben oltre l’adempimento del Termine di Riferimento presentato al momento dell’assunzione. Essere un Responsabile della Comunicazione significa inserirsi nel progetto, immergersi nella comunità, comprendere l’impatto delle attività promosse e trasformarle in storie viventi. È molto più che registrare eventi; è cogliere l’essenza di ogni iniziativa.

Quando comprendiamo veramente l’impatto del lavoro di un’organizzazione, capiamo quali fotografie catturano meglio l’emozione del momento, quali manifesti comunicano il messaggio in modo chiaro e quale formato di campagna di sensibilizzazione è più adatto alla realtà di quella comunità. Per questo è essenziale “far parte della comunità”, sentire l’impatto delle iniziative e capire come le persone le percepiscono.

Nel corso del mio percorso, ho imparato lezioni preziose da persone incredibili. Vorrei condividerne due:
1. “Un servizio fotografico ben fatto è più di un insieme di immagini”. Racconta una storia con un inizio, una parte centrale e una fine, narra eventi nel tempo e nello spazio e trasmette emozioni in modo genuino.
2. “Il modo migliore per raccontare una storia è farne parte”. Comprendere la cultura, sperimentarla, viverla e mettersi nei panni delle persone che vengono fotografate o filmate crea connessioni reali e autentiche.

Oggi sento di amare ancora di più il mio lavoro. Mi piace interagire con le persone, vedere i bambini che corrono e sorridono, cogliere la gentilezza nei piccoli gesti. Amo il modo in cui vengo accolto, lo splendore negli occhi delle persone quando mostro loro le foto sulla fotocamera, i sorrisi spontanei, i dialoghi nella lingua locale, il semplice atto di mangiare con le mani e imparare a conoscere la cultura delle varie comunità.

Questo è ciò che significa per me essere un Responsabile della Comunicazione. Non si tratta solo di riportare fatti, ma di dare voce, emozione e vita alle storie che devono essere raccontate.

Evidêncio Machirica, Responsabile della Comunicazione e Visibilità del CAM
Bilancio Sociale CAM 2024

Bilancio Sociale CAM 2024

È online la nuova edizione del Bilancio Sociale CAM, un documento che racconta chi siamo, le attività svolte nel 2024 e le risorse – economiche e umane – che abbiamo messo in campo. All’interno troverete anche il bilancio economico approvato dall’assemblea dei soci del 29 maggio 2025 e la relazione dell’organo di controllo.

Tra qualche giorno saranno disponibili anche le copie cartacee presso la nostra sede: 48 pagine ricche di immagini, dati, testimonianze e approfondimenti.

Per consultarlo online o scaricare il pdf, clicca qui.

Qui trovi anche le edizioni 2019-2020-2021-2022-2023.

 

Il 2024 è stato un anno di avvenimenti drammatici a livello globale, in un mondo che oggi è diventato difficile perfino da capire: pensiamo in particolare alle guerre, ai conflitti, ai massacri di cui sentiamo parlare in questi anni, in questi mesi, in queste ore. A queste atrocità disumane assistiamo da un lato con grande preoccupazione e angoscia per il futuro, dall’altro con maggiore determinazione ad operare, ovunque possiamo, per contribuire a dare più opportunità di una vita buona e dignitosa alle persone che abitano nei paesi impoveriti, convinti che questo possa favorire la promozione della pace.

Gianni Filippi

Presidente CAM

Per scuole inclusive libere dalla violenza di genere!

Per scuole inclusive libere dalla violenza di genere!

Dal 2022 il CAM gestisce il progetto “Escolas Inclusivas e Livres da Violência Baseada no Género: Novas Atitudes e Mudança de Comportamento para uma Sociedade Não Discriminatória e Equitativa” (scuole inclusive libere dalla violenza di genere: nuovi atteggiamenti e cambiamenti di comportamento per una società non discriminatoria ed equa) promosso da UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, con il finanziamento di KOICA, l’agenzia di cooperazione coreana.
L’iniziativa si sviluppa in 14 scuole secondarie della provincia di Sofala, nei distretti di Beira, Dondo, Nhamatanda e Buzi.

Con la galleria fotografica che trovate qui sotto, vogliamo raccontare due giornate attive del progetto, le sessioni di sensibilizzazione e colloqui partecipativi nelle scuole secondarie di Dondo e Marocanhe del 20 e 22 maggio 2025.

L’obiettivo, nelle due giornate così come dell’intero progetto, è quello di combattere le norme sociali dannose e contribuire all’eliminazione della violenza di genere.

Le attività sono state condotte dai Club dei Ragazzi (che riuniscono solo adolescenti maschi), i quali hanno svolto un ruolo chiave nella promozione di messaggi positivi sull’uguaglianza di genere e sull’emancipazione delle ragazze. È stato particolarmente stimolante vedere gli adolescenti moderare i dibattiti, condividere idee, suggerire soluzioni e impegnarsi a portare queste conoscenze al di là della scuola, nelle loro comunità e reti amicali.

Insieme, stiamo costruendo comunità scolastiche più sicure, più giuste e più eque! 💪📚✨

Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori

Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori

Dal 2 al 13 aprile 2025 si terrà a Trento, presso Sala Thun di Torre Mirana, in Via Belenzani 3, la mostra Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori da Beira.

Fotografie di Paolo Ghisu. Paesaggi sonori di Emanuele Lapiana. Accompagnamento per persone non vedenti e ipovedenti con Fiorenzo Pojer.

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L’Africa è spesso raccontata attraverso narrazioni che fanno rumore, che catturano l’attenzione amplificando drammi, contraddizioni, stereotipi e folclore. Ma in questo fragore si perdono le storie autentiche, i vissuti reali di chi abita il continente e le tracce che compongono la sua memoria storica e sociale.

Questo lavoro, realizzato tra il 2022 e il 2025, ci conduce nel cuore di Macuti, un quartiere costiero di Beira, una delle principali città del Mozambico, affacciata sull’Oceano Indiano. Qui la popolazione cresce a un ritmo vertiginoso, in uno dei paesi a più rapida espansione demografica. In pochi anni è quasi raddoppiata e oggi Macuti conta circa 30.000 abitanti. L’urbanizzazione avanza rapidamente, ma in modo disordinato, senza una pianificazione adeguata.

Attraverso le immagini e i suoni di Labirinto Macuti ci immergiamo in un dedalo di strade, vicoli, canali e case addossate le une alle altre. Il percorso visivo ci guida dalla visione d’insieme del quartiere fino ai dettagli più intimi della quotidianità: momenti di aggregazione, frammenti di vita domestica, scene di lavoro, relazioni umane. Un racconto che restituisce l’anima pulsante di Macuti, lontano dagli stereotipi che spesso deformano la percezione di questi luoghi.

Questi scatti non vogliono stupire né spettacolarizzare, ma raccontare con sincerità la bellezza e la fragilità della vita quotidiana, colta nei suoi gesti impercettibili e nella sua straordinaria cura. Al tempo stesso, mettono in luce sfide sociali e ambientali che non riguardano solo Beira, ma molte città nel mondo: la precarietà delle case, le infrastrutture degradate, la cementificazione e il consumo di suolo incontrollati, la carenza di servizi essenziali quali l’accesso all’acqua potabile, la rete fognaria, e la gestione dei rifiuti.

A questi problemi si aggiunge una minaccia sempre più pressante: gli allagamenti ricorrenti durante la stagione delle piogge, che negli ultimi anni hanno colpito il quartiere con crescente violenza, esacerbati dagli effetti tangibili del cambiamento climatico.

Alcune immagini recano i segni indelebili dei cicloni degli ultimi anni, come Idai nel 2019, tra i più violenti mai registrati in Africa e nell’emisfero sud. Sono ferite visibili nelle case, nelle strade, nelle vite delle persone. Cicatrici che parlano di Beira, del Mozambico, ma anche di noi e delle sfide globali che il nostro tempo ci impone di affrontare.

Con Labirinto Macuti, l’invito non è solo a osservare e ascoltare, ma a perdersi in questa realtà, attraversarne le contraddizioni, ritrovarsi nelle sue sfide, lasciarsi avvolgere dalla sua energia vitale.

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La mostra è un’iniziativa promossa all’interno del progetto Mudarbeira. Un progetto di cooperazione decentrata tra la Provincia autonoma di Trento (PAT) e il Conselho Municipal da Beira (CMB), in Mozambico, cofinanziato dall’Unione Europea, implementato dal CAM in collaborazione con CCI, con le partnership di Università di Trento, Università Zambese, Istituto di Formazione per l’Amministrazione Pubblica e Municipale di Beira.

Evento di inaugurazione martedì 1 aprile ore 17.

Visita guidata per persone non vedenti o ipovedenti con Fiorenzo Pojer e Unione Italiana Ciechi martedì 8 aprile ore 15.

Martedì 8 aprile alle ore 19 si terrà un incontro speciale sulla fotografia documentaria, insieme ad alcuni membri di WJ Trento. Si andrà ad esplorare il processo di creazione di un documentario fotografico attraverso il lavoro di diversi autori e le immagini di Labirinto Macuti.

I posti sono limitati, info e iscrizioninfo@mudarbeira.org.

“Labirinto Macuti: Storie da Beira” – Laboratorio di storytelling sociale

“Labirinto Macuti: Storie da Beira” – Laboratorio di storytelling sociale

Al via le iscrizioni per i laboratori dedicati alle scuole medie e superiori, promossi dal Centro per la Cooperazione Internazionale all’interno del progetto Mudar. Al centro vi saranno le immagini del quartiere Macuti di Beira.

Raccontando storie attraverso le immagini

Questo laboratorio a cura del CCI offre un’opportunità unica per student* delle scuole medie e superiori per esplorare la narrazione sociale attraverso le fotografie, mettere la creatività alla prova, scoprire una realtà diversa come quella di Beira,

Le attività includeranno:

  • Un’introduzione al Mozambico: imparare curiosità e dettagli sulla città di Beira.
  • Attività di storytelling: osservare delle foto e, in piccoli gruppi, immaginare la vita, i pensieri e le emozioni dei protagonisti.
  • Creazione di storie: seguire una traccia narrativa per dare vita a un racconto originale ispirato alle fotografie.
  • Condivisione e riflessione: presentare il tuo racconto e discutere con i compagni sulle emozioni e i messaggi sociali emersi.

 Quando: Laboratorio di 2 ore nelle classi dal 10 al 30 marzo 2025. Visita alla mostra dall’1 al 14 aprile 2025.

Chi può partecipare?
Classi III della scuola secondaria di primo grado della città di Trento.
Classi della scuola secondaria di II grado della città di Trento. 

Che cosa chiediamo?

  • La disponibilità ad ospitare i formatori nella classe per il laboratorio (2 ore)
  • La visita con la classe alla mostra “Labirinto Macuti: Storie da Beira” che si terrà dal 1° al 14 aprile 2025 presso Torre Mirana –  via Belenzani, 3 a Trento.
  • Per i laboratori e la visita non sono previsti costi a carico della scuola

I laboratori e la mostra sono a cura del CCI all’interno del progetto MUDAR – Mozambique Integrated Urban Development by Action and Relationships – un progetto triennale (2022-2025) finanziato dalla Commissione Europea, volto a promuovere lo sviluppo urbano integrato a Beira, Mozambico, migliorando l’accesso ai servizi per i cittadini e adottando un approccio territoriale allo sviluppo locale.

Maggiori info sul laboratorio: www.cci.tn.it/event/labirinto-macuti-storie-da-beira-laboratorio-di-storytelling-sociale/
Per saperne di più sul progetto MUDAR: 
www.mudarbeira.org
Link al modulo di iscrizione – scadenza  lunedì 10 febbraio 2025.

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