“Un’altra bella giornata, un motivo in più per i bambini per essere felici: è l’1 giugno, la giornata internazionale dei bambini. In quest’occasione le strade di Caia si sono colorate e i bambini hanno sfilato cantando in festa “viva l’1 giugno, la giornata dei bambini!”. Gli alunni delle escolinhas del CAM hanno attraversato le varie strade del villaggio per poi arrivare, insieme agli altri, nella piazza centrale del villaggio. La deposizione della corona di fiori è stata seguita da attività culturali presentate dai bambini, come il canto, la danza e la recita di poesie.
Quest’anno il motto per celebrare la giornata internazionale dei bambini in Mozambico è stato “mettiamo fine ai matrimoni prematuri”. Questo problema è stato il fulcro degli slogan della giornata, per sottolineare l’importanza dello studio, perché i bambini sono “il futuro del paese”. Per festeggiare questo giorno, il CAM ha organizzato varie attività, canti e giochi. I bambini delle escolinhas del CAM hanno anche ricevuto una visita speciale: quella della “mamma del distretto”, la signora Ernestina Saize, moglie dell’amministratore. Insieme hanno suonato, cantato e ballato in un clima emozionante. Poiché l’1 giugno è un giorno di festa, i bambini hanno poi mangiato insieme in ogni scuola.
Bisogna ricordare che il CAM sostiene 4 escolinhas comunitarie nel villaggio di Caia (Lar dos Sonhos, Miriam, Kukomerua e DAF), che coinvolgono circa 600 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, tra cui anche orfani e svantaggiati. Oltre a queste escolinhas, il CAM supporta anche i bambini orfani della Casa della salute, attraverso l’offerta di corsi di taglio e cucito e di lingua inglese. Proprio come per le escolinhas, anche questi bambini hanno ricevuto la visita della “mamma del distretto”, che ha incoraggiato a partecipare ai corsi e a continuare la scuola.”
Un articolo di Julai Jone, tradotto da Francesca Bailoni
È il nome di una delle escolinhas di Caia. E secondo me è un termine che rappresenta proprio bene quell’ambiente. Non ne troverei altri per descrivere quel vulcano di bambini che ti travolgono con la loro gioia e spensieratezza.
Ha ragione Martinho. Lui è coordinatore dell’area educativa del CAM, e in virtù del suo ruolo deve visitare spesso le sue escolinhas. Ma è sempre il momento della giornata che preferisce di più. Bastano pochi minuti con questi bambini per cambiare qualsiasi giornata e farti dimenticare di qualsiasi problema. E io non posso che concordare.
Bambini in età prescolare spesso orfani o svantaggiati che possono trovare in queste escolinhas una piccola oasi felice nella quale correre, divertirsi, giocare.. ma soprattutto crescere in un ambiente sano e protetto.
La visita di un muzungu tra i bambini è sempre una piccola sorpresa.
(alcuni sono addirittura un po’ spaventati… un uomo tutto bianco non l’avevano proprio mai visto).
Immaginate quanto grande può essere la sorpresa se questo muzungu porta con se pennelli e colori e propone di disegnare le pareti della machessa principale!
Non è stato difficile trovare aiutanti per quest’impresa. Appena hanno visto i colori, una folla di piccoli volontari si è radunata attorno a me curiosa.
Ho spiegato come usare i pennelli e come mischiare i colori primari per ottenere nuovi colori.
Insieme abbiamo trasformato le pareti blu della machessa centrale in un mare pieno di pesci e creature misteriose. All’inizio ho tracciato il disegno principale con un pennarello e ho lasciato che fossero i bambini a colorarlo, lasciando spazio anche all’iniziativa personale. Forse troppa, quando hanno cominciato a dipingere ovunque, anche fuori dal disegno!
Per fortuna gli educatori mi hanno aiutato, guidando con infinita pazienza i bambini nella loro opera. Anzi, pareva quasi che loro si stessero divertendo più dei bambini a colorare quel grande dipinto!
Ne ho avuto conferma quello stesso pomeriggio, quando sono rimasti con me a terminare l’opera, anche dopo che i bambini se ne fossero andati. Ormai era diventato l’opera di tutti noi, e volevamo completarla! Ognuno ha dato il suo contributo e ha aiutato come meglio potesse, alcuni riscoprendo un insospettabile talento artistico.
Abbiamo passato il pomeriggio a cercare di coprire qualche pasticcio combinato dai bambini un po’ troppo “creativi”. E penso sia stata la cosa più bella della giornata. Vedere questi educatori condividere insieme una giornata di creatività e allegria. Soprattutto vederli ridere e scherzare tra loro, tornando improvvisamente bambini per un giorno.
Vedere il nostro lavoro ultimato a fine giornata è stata la soddisfazione più grande di tutti noi.
È stata proprio una bella giornata!
Uno dei tanti motivi per i quali non potrò dimenticare Caia facilmente.
Il secondo murale ha una storia differente.
Volevamo rimettere in discussione il tema AIDS all’interno della comunità. Perché a Caia è ancora uno dei temi più scottanti e più divisivi, con l’epidemia in continua crescita e fuori controllo. E soprattutto per il forte l’impatto sociale che essa scatena. A causa di una diffusa ignoranza, pregiudizi, tradizioni sbagliate e carenza di supporto sanitario, non è raro scoprire famiglie spezzate, ragazzi abbandonati, e vite spesso distrutte.
A volte basterebbe poco. Un’informazione migliore, maggiore educazione, per evitare un finale drammatico e cambiare la narrativa di molte storie di malattia.
C’è uno stigma ancora fortemente diffuso verso i malati di AIDS che può e deve essere cambiato, per non peggiorare un problema già cronico per sua natura.
Abbiamo provato quindi a riportare a galla questo tema con un murale ad esso dedicato.
È stato realizzato appena il giorno prima della mia partenza da Caia. Un ultimo lasciato che volevo dedicare alla comunità che mi ha accolto e ospitato per cinque memorabili mesi.
Pubblichiamo per tutti i sostenitori e i simpatizzanti il resoconto annuale del progetto escolinhas riferito al 2017, che narra le attività realizzate, il numero di bambini che hanno partecipato, i costi del progetto, i sostegni ricevuti. Scarica qui il pdf.
Vedi anche le relazioni degli anni precedenti: Relazione 2016 Relazione 2015 Relazione 2014 Relazione 2013
Sabato 31 marzo una piccola cerimonia di consegna ha festeggiato la chiusura del progetto Mozambikes con la distribuzione della seconda ed ultima parte delle biciclette a 12 attivisti assistenti domiciliari e a 4 escolinhas.
Le biciclette sono state finanziate attraverso crowdfunding e realizzate dall’impresa mozambicana Mozambikes,
In questo piccolo video avevamo raccontato, con la testimonianza di due assistenti domiciliari tra quelli che hanno ricevuto in dotazione una delle 10 biciclette della prima tranche, come questi mezzi possano essere importanti per il lavoro di accudimento dei pazienti nei villaggi più remoti del distretto di Caia.
La novità è che – anche grazie ai fondi arrivati che ci hanno permesso di acquistare alcune Mozambikes in più di scorta per il futuro – il CAM ha deciso di consegnare una bicicletta anche ad ognuno dei quattro asili di Caia che sostiene, in modo che gli educatori abbiano a disposizione un mezzo per le emergenze, per gli acquisti, per recarsi all’ufficio del CAM per le varie necessità e per andare a visitare le famiglie dei bambini quando necessario.
Il nostro grande grazie va alle persone che hanno sostenuto il progetto economicamente e/o aiutandoci a promuoverlo, ma anche a Mozambikes che lavora con passione a Maputo per dotare di biciclette le comunità più remote del paese.
Il nostro volontario Lorenzo Dalbon ci regala qualche bello scatto dalle feste di inaugurazione dell’anno scolastico che si sono tenute l’8 e il 9 febbraio: anche quest’anno oltre 600 bambini frequenteranno gli asili del CAM a Caia: Lar dos Sonhos, Kukomerua, Miriam e DAF.
Alle cerimonie di apertura hanno preso parte, oltre che bambini, genitori, educatori e rappresentanti del CAM, anche i responsabili delle istituzioni locali, in particolare del Servizio Distrettuale di Educazione, Giovani e Tecnologia.