Seduti intorno alla lavagna al CFSI in occasione del seminario "Un mondo in classe"

Seduti intorno alla lavagna al CFSI in occasione del seminario "Un mondo in classe"

CatturaSegnaliamo con piacere il Seminario sull’ educazione alla cittadinanza mondiale per insegnanti e operatori di associazioni “Un mondo in classe”, promosso dal Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale.

Attraverso due progetti di formazione degli insegnanti sui temi dell’educazione alla cittadinanza mondiale, il seminario vuole presentare la tematica e diffondere buone pratiche sperimentate nelle scuole del Trentino. Inoltre, tra i vari esempi di buone pratiche, verrà presentata l’esperienza di una scuola di periferia in Mozambico, raccontata da Giovanna Luisa Rama, insegnante di scuola primaria e presidente dell’associazione “A scuola di solidarietà”. 

Proseguirà inoltre  il percorso della mostra  “Seduti intorno alla lavagna: diritto all’ Istruzione nel mondo” a cura dell’associazione “A scuola di Solidaretà – La Solidarietà si impara”. La mostra resterà aperta presso il CFSI dal 16 settembre all’ 8 ottobre, successivamente le scuole interessate potranno richiederla presso il proprio istituto.

Vedi l’articolo di presentazione del seminario

Pieghevole del Corso

 

Dal 2000 un ponte tra il Trentino e il Mozambico: OnuItalia intervista il Cam

xcop2Dal 2000 un ponte tra il Trentino e il Mozambico“.

Così Anna Serafini, corrispondente di Onu italia descrive il lavoro del Cam in terra Africana.

Nella sua intervista al Presidente Paolo Rosatti,  Anna Serafini ripercorre il lavoro del Cam, dall’esperienza con UNOPS, alla costruzione dell’ospedale di Caia in collaborazione con il Cuamm, alla creazione del progetto di Microcredito, al progetto/studio per creare una filiera di recupero e valorizzazione del rifiuto solido urbano (RSU) per la città di Beira.

Un breve articolo che raccoglie in sé 16 anni di lavoro, di persone, di determinazione e di nuove idee da concretizzare.

Buona lettura!

 

 

 

 

 

Vent’anni di democrazia: il Mozambico fra successi, limiti e nuove sfide

Vent'anni di democraziaDopo il libro per bambini “C’era una volta – Era uma Vez” di Amarildo Valeriano Ajasse, (cfr. link di presentazione) il CAM desidera sostenere e rilanciare un altro progetto di crowdfunding per una pubblicazione sul Mozambico.

Vent’anni di democrazia: il Mozambico fra successi, limiti e nuove sfide” è il titolo di una raccolta di saggi, un lavoro collettivo di molti autori, mozambicani ed italiani, curata dall’associazione Time for Africa che è in via di pubblicazione, con l’obiettivo attuale di raggiungere i 2.000 € necessari per garantire, oltre alla stampa del volume, la distribuzione nelle librerie italiane.

Per approfondimenti e per sostenere la pubblicazione del libro con il pre-acquisto visitate la pagina dedicata al progetto nella piattaforma crowdfunding Bookabook. E’ possibile anche segnalare l’interesse direttamente al CAM entro fine febbraio per un acquisto collettivo.

Il libro si presenta suddiviso in tre grandi blocchi: la prima parte – «Democrazia e diritti umani» – contiene l’articolo di Luca Bussotti, sulla democrazia in Mozambico negli ultimi vent’anni, analizzando soprattutto i limiti degli accordi di pace del 1992 e le sue ripercussioni sul sistema politico e istituzionale locale; quello di Josué Bila sui diritti umani in Mozambico, secondo un’ottica innovativa, che cerca di comprendere come la giovane democrazia mozambicana abbia introiettato la tutela dei diritti umani nel suo impianto normativo ma anche nella cultura diffusa del paese; infine, quello di Ergimino Pedro Mucale, sul contributo degli intellettuali mozambicani alla costruzione della democrazia, mostrando il lavoro di tre figure di spicco della cultura mozambicana, Brazão Mazula, Severino Ngoenha e José Castiano.

La seconda parte, «Sviluppo socio-economico e movimenti sociali», presenta tre testi: il primo, di Cassio Rolim e Salvatore Coscione,offre un quadro straordinariamente chiaro dell’evoluzione dell’economia mozambicana, con particolare riferimento agli ultimi vent’anni, nella prospettiva della lotta contro la povertà, inquadrata in un’analisi macroeconomica; il secondo, di Remo Mutzenberg, presenta un quadro dei movimenti sociali comparsi soprattutto negli ultimi anni, in seguito all’intervento, nell’economia del paese, di grandi multinazionali, quale la brasiliana Vale; infine, l’articolo di Natalia Monteiro e Emília Machaieie offre una visione di tipo economico ma basata su una metodologia essenzialmente etnografica, di come l’economia informale sia diventata centrale per il Mozambico, soprattutto in un’ottica di genere.

Lultima parte, «Le culture e i saperi del Mozambico», è composta da cinque articoli: il primo, di Paola Rolletta e Gil Filipe, «Campagne mozambicane», usando un agile stile giornalistico, propone un’attenta riflessione sulle politiche agricole del paese, con la testimonianza diretta di vari contadini e rappresentanti di associazioni rurali; il secondo, di Elena Brugioni, fa un punto della situazione sulla ormai ricca letteratura mozambicana, passando in rassegna i principali autori locali, e offrendo, in appendice, una lista delle principali opere, in prosa e in poesia, ad oggi disponibili;il terzo, di Alda Costa, tenta di fare lo stesso esercizio, ma avendo come campo di applicazione le arti visuali, altro settore in cui il Mozambico si è sempre più distinto negli ultimi decenni; il quarto, di Giulia Cavallo, affronta il complesso tema del Mozambico multi–religioso, centrando il suo studio (in larga parte risultato della sua tesi di dottorato) sul sud del paese. Conclude la terza parte e l’intera opera il testo di Antonella De Muti, sulla cooperazione universitaria Italia–Mozambico, anch’esso risultato della sua tesi di dottorato, e rivelatore delle luci e delle ombre di questa comunque lunghissima, comune esperienza di collaborazione fra i due paesi.

I testi sono presentati nelle lingue degli autori, con un doppio abstract in italiano e portoghese per tutti, evitando traduzioni che mai sono completamente fedeli all’originale.

Missione di valutazione Caia 2001-2015, 15 anni insieme

Missione di valutazione Caia 2001-2015, 15 anni insieme

AttivistiAvrà inizio a fine novembre la missione di raccolta dati per il percorso di valutazione del programma “Il Trentino in Mozambico”, promosso nel corso del 2015 dal CAM come da indicazione della delibera della Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Trento di dicembre 2014.

Logo Punto.Sud piccololl lavoro di analisi è affidato alla Fondazione Punto.Sud di Milano e sarà coordinato da Federico Bastia, che è anche presidente della Fondazione. La raccolta e la sistematizzazione dei dati saranno invece condotti da Corrado Gentilini, che si recherà in missione a Caia, Beira e Maputo per un programma di 20 giorni che comprende interviste e colloqui singoli con istituzioni, operatori, testimoni-chiave dei progetti, preparazione di questionari e formazione degli attivisti che li utilizzeranno per interviste alle famiglie in determinate aree del distretto, raccolta ed organizzazione di dati numerici.

Ad affiancare il ricercatore in Mozambico sarà Guido Manneschi, che da giugno 2015 è referente dei progetti nel settore rurale per il CAM a Caia (unico espatriato attualmente presente permanentemente nel distretto).

Un augurio di buon viaggio e di buona missione da parte di tutto il CAM!

In the name of Africa – Sostieni i contadini Mozambicani!

In the name of Africa – Sostieni i contadini Mozambicani!

CEFAIl 10 ottobre 2015 Piazza del Duomo a Milano ospiterà “In the name of Africa”. Evento a sostegno dei contadini del Mozambico ideato e organizzato da CEFA il seme della solidarietà onlus in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

“In the name of Africa” è l’evento di Pixel Art urbana più grande al mondo.  Piazza Duomo sarà “apparecchiata” con 10 mila piatti vuoti, bianchi e blu, che simboleggiano la fame. I piatti formeranno il disegno dell’Albero della Vita – simbolo di Expo e della volontà di “Nutrire il Pianeta”  – e poi dell’Africa – simbolo della Fame.

Ogni persona sarà invitata a riempire un piatto vuoto e darà il suo contributo prezioso (5 euro) per vincere la fame. Con l’aiuto di tutti, famiglie, bambini, scuole, volontari, scout, turisti, passanti, i piatti bianchi, che insieme formano il continente africano, saranno riempiti con spighe, palloncini gialli tenuti a terra da sacchetti di granoMan mano che i piatti verranno riempiti, comparirà sulla piazza il disegno di un campo di grano, con papaveri e fili d’erba, simbolo della vittoria sulla fame
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Il ricavato della giornata sosterrà i contadini più poveri del Mozambico, nel distretto di Caia, un paese che fa fatica a rinascere soprattutto per i danni provocati dalla lunga guerra civile.  Qui intende offrire opportunità ai contadini più poveri fornendo formazione e attrezzi agricoli per rafforzare le filiere di sesamo, ortaggi e apicoltura e e sviluppare l’irrigazione a basso consumo d’acqua. Leggi tutto il progetto

Milano ha risposto subito alla chiamata e così una piazza si trasformerà in un grande messaggio universale contro la fame a pochi giorni dalla firma del Patto Urbano sulle politiche alimentari da parte delle più importanti metropoli del mondo. I piatti inizialmente vuoti, simbolo di un desiderio, di un obiettivo, diventeranno contenitori per ricevere la generosità di chi vuole essere al nostro fianco, al fianco di CEFA, di Expo, dei comuni di Bologna, Genova e Torino, nell’aiutare i popoli africani a essere autonomi nel campo della nutrizione e quindi a trovare la vera libertà”, ha commentato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.1468it-CSA_PIATTIDUOMO_africa

“Questo è il contributo del Comune di Bologna a Expo: un evento di raccolta fondi per il Mozambico perché il cibo è prima di tutto un diritto”, ha dichiarato il Sindaco di Bologna Virginio Merola. “CEFA basa il proprio operato su attività di fratellanza autentica attraverso corsi di formazione e donazioni di strumenti di lavoro direttamente nei luoghi dove opera con i suoi progetti. Ci sono tante persone che muoiono di fame a fronte di altrettante che sprecano cibo, è per questo che le nostre città si devono mettere in rete, anche attraverso iniziative come questa di CEFA, affinché i nostri territori siano protagonisti attivi negli interventi di sviluppo sostenibile”.
Un ringraziamento va a tutti i volontari, e in particolari gli scout, che si sono messi e quelli che si metteranno in gioco per la riuscita di quest’evento oltre all’agenzia TBWA\Italia che ha collaborato alla sua comunicazione.
L’evento, organizzato da CEFA onlus, è patrocinato dai Comuni di Milano, Bologna, Genova, Torino e da Expo Milano 2015.

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