L'Escolinha Miriam

L'Escolinha Miriam

Da quest’anno uno dei quattro asili del progetto “escolinhas” del CAM, quello del quartiere Amilcar Cabral, è stato ribattezzato Escolinha Miriam, in ricordo di Miriam Bosetti, amica del CAM che lavorava a Trento presso il Consorzio Lavoro Ambiente (qui il suo ricordo).

Il nuovo nome è stato condiviso con gli educatori, i bambini, le famiglie e le autorità locali ed è stato riportato anche sulla struttura, recentemente ridipinta e decorata con delle belle immagini da un artista locale.

Nell’ufficio dell’escolinha è stata inoltre affissa una foto di Miriam e un testo in portoghese che la ricorda e spiega la scelta del CAM di intitolarle un asilo.

Il CAM desidera cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro, famigliari ed amici di Miriam nonché la direzione del Consorzio Lavoro Ambiente, che hanno destinato offerte in memoria di Miriam al sostegno del funzionamento del progetto escolinhas.

“Nell’asilo che oggi porta il suo nome, molti bambini di Caia potranno crescere ed avere strumenti per costruire la propria educazione e attraverso di questa un futuro migliore”.

 

Per una valutazione di impatto del progetto Somica

Per una valutazione di impatto del progetto Somica

Pubblichiamo un breve articolo di Alessia Simoncelli nel quale sintetizza la sua tesi di laurea magistrale del corso in Local Development presso l’Università degli Studi di Padova.

Congratulazioni e complimenti ad Alessia da tutto il CAM!

La Repubblica del Mozambico è ritenuta uno degli stati più poveri al mondo. Nonostante ciò, la Quarta Valutazione sulla Povertà Nazionale redatta nel 2016 dal Ministero di Economia e Consiglio Direttivo di Finanza sugli Studi Economici e Finanziari mozambicani, sottolinea lo sviluppo dei progressi in questo ambito dal 2008 al 2015. Infatti, durante questo lasso di tempo il livello di povertà si è abbassato di ben 6 punti percentuali. Nello specifico, le regioni con un indice inferiore di povertà sono quelle del sud, in prossimità della capitale Maputo. Inoltre, la situazione socio-economica riportata dal sondaggio  del 2015 sottolinea un gap nel livello di benessere tra aree rurali e urbane. E’ presente una forte vulnerabilità economica data soprattutto dal fatto che la forza lavoro mozambicana è impiegata perlopiù in imprese informali e nell’agricoltura di sussistenza. La rapida espansione economica che il Mozambico ha vissuto nelle ultime decadi ha portato un impatto modesto sulla riduzione della povertà, specialmente nelle regioni del nord e del centro. Infatti, il 72% della popolazione è considerata povera multidimensionalmente. Ciò significa che anche se la popolazione vive sopra la linea di povertà (1.90$ al giorno secondo la WB), essa è carente di servizi sanitari, educazione e altro (dati del Rapporto BTI sul Mozambico, World Bank, 2016). Nonostante la Repubblica del Mozambico abbia dimostrato di essere capace di una forte crescita, la situazione socio-economica continua ad essere allarmante in quanto ci sono 10 milioni di persone che vivono in assoluta povertà non avendo la sicurezza alimentare, un impiego, un reddito. Inoltre, la povertà delle zone rurali è una diretta conseguenza della mancanza di sviluppo del settore agrario, del limitato accesso ai mercati, del basso livello di produzione ed esportazione (CESVI et al., Relatorio de Consultoria do Estudo de Cadeias de Valor de Cereais e Oleginosas, 2013).

Il settore dell’agricoltura nel Distretto di Caia

Nello specifico dell’area del caso di studio, la sussistenza della popolazione del Distretto di Caia dipende dal settore primario. L’agricoltura è vista come la chiave per lo sviluppo essendo l’attività economica e di sussistenza principale. La regione è caratterizzata da una tipologia di suolo diversificata, fertile e da un alto livello di biodiversità. Nel 2011 l’UNISDR (Ufficio delle Nazioni per la Riduzione dei Disastri) e il Governo mozambicano hanno condotto uno studio, da cui il rapporto Prefil Distrial, Provincia de Sofala, Distrito de Caia, che ha rivelato che gli intervistati che possedevano della terra avevano la tendenza a non coltivare l’intera estensione, ma solamente lo stretto necessario per la sussistenza alimentare della famiglia e usare il raccolto rimanente vendendolo al mercato del villaggio. Quindi, l’allargamento della superficie coltivata rappresenta una grande opportunità di sviluppo per la popolazione. Nell’ultima decade il settore primario è stato promosso sia dal Governo, sia da alcune organizzazioni finanziarie e da organizzazioni internazionali. Nel Distretto di Caia, le donne costituiscono un elemento fondamentale nel lavorare la terra, mentre gli uomini danno priorità ad altre attività come impieghi occasionali. Di conseguenza, all’interno di un nucleo famigliare coesistono normalmente due tipi di guadagni. Gli agricoltori locali si appoggiano all’Associazione Distrettuale di Contadini, l’UDAC. Le principali tipologie di cereali coltivati sono: mais, canna da zucchero, riso, patata dolce, fagioli, pomodori, cotone, sesamo, ed altre verdure. Secondo il Plano Estratégico de Desenvolvimento do Distrito de Caia (2010-2020), il 41,3% degli aggregati famigliari considerati raccolgono una quantità di cibo inferiore a 0,6 kg al giorno, cioè una peso inferiore al livello minimo di quantità di cibo necessario per la sussistenza.

Caso di studio: il progetto SOMiCa (Sesamo Ortaggi Miele nel distretto di Caia)

Il progetto concepito insieme a CEFA (Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricoltura Onlus), ONG di Bologna capofila dell’intervento, Coopermondo, CAM, e alle controparti locali CDAC e SDAE, mira a contribuire alla riduzione della povertà nelle comunità meno sviluppate della Provincia di Sofala. Nello specifico, prevede di aumentare il reddito di 1600 piccoli produttori di cui 1.000 nella filiera del sesamo, 400 nella filiera orticola e 200 in quella del miele così come il consumo familiare di ortaggi ad integrazione della dieta nel Distretto di Caia. Aiutando così i piccoli produttori nel raggiungimento di mercati più convenienti per l’approvvigionamento degli input agricoli e più redditizi per la vendita diretta del sesamo e del surplus di ortaggi e miele.

Piano di valutazione d’impatto del progetto SOMiCa

Il progetto vuole affrontare le problematiche relative alla bassa resa rispetto alle potenzialità del territorio e alle molte perdite causate dell’impiego di  tecniche agronomiche inadeguate. E’ inoltre difficile reperire sul mercato sementi e mezzi tecnici idonei. Un ulteriore problema  è costituito dal fatto che l’agricoltura è pratica scarsamente remunerativa e poco appetibile per i giovani. Ciò conduce ad un inadeguato ricambio generazionale con basso livello di innovazione e rischio di abbandono delle terre. Una difficoltà a cui il progetto si rivolge è legata ai canali di vendita del sesamo che non garantiscono margini sufficienti ai produttori. Inoltre la dieta alimentare è scarsamente varia, con sacche di malnutrizione e le donne hanno poco potere decisionale a livello familiare, soprattutto sulla gestione del bilancio domestico, nonostante il loro impegno quotidiano nel lavoro dei campi. L’analisi delle figure principali del progetto ha sottolineato che gli aspetti di forza sono dati da elementi come la partnership tra CEFA e CAM, infatti entrambe le associazioni hanno una grande esperienza nel campo dello sviluppo agricolo e comunitario. Un altro aspetto rilevante è la collaborazione con le associazioni locali formando un network capace di aiutare realmente gli agricoltori ad avere più potere di mercato. Le opportunità di sviluppo sono legate alla posizione geografica, sulle rive del fiume Zambesi, e alla fertilità e biodiversità del suolo. Inoltre, la storia agricola del Mozambico ha già visto sviluppare vaste coltivazioni dei sesamo che poi furono abbandonate, ma ciò costituisce un precedente rilevante per un nuovo sviluppo di questo settore. Un ulteriore potenziale risiede nella creazione prevista dal progetto di 50 gruppi agricoli di base e 5 comitati di commercializzazione che consentono ai piccoli agricoltori di unirsi avendo un maggiore potere sul mercato, di creare relazioni positive con i commercianti del settore.  Il progetto dunque si inserisce nel contesto rispondendo ai bisogni della popolazione e rafforzando le associazioni agricole già presenti permettendo, in futuro, di allargare i benefici anche a chi non partecipa direttamente al progetto.

Preso in considerazione il sondaggio di riferimento commissionato da CEFA prima dell’inizio dell’intervento, il piano di valutazione finale del progetto suggerisce come metodo di valutazione più appropriato la Differenza-nelle-Differenze. Esso permette di tenere in considerazione le differenze non osservabili e costanti  tra il gruppo di controllo e quello dei beneficiari. Inoltre il metodo prevede che non sia necessario che i due gruppi abbiano le stesse condizioni di pre-intervento. La metodologia scelta presuppone la stima di un controfattuale che si definisce come l’esito di un intervento sul gruppo di beneficiari confrontato con l’esito dello stesso gruppo di beneficiari in assenza di intervento. Ciò è fisicamente inosservabile, per cui per stimare l’impatto di un intervento è necessario avvalersi di un gruppo di controllo. Tramite il metodo Differenza-nelle-Differenze, la stima del controfattuale è data dal cambiamento negli esiti d’intervento per il gruppo dei beneficiari, attraverso il calcolo del cambiamento degli esiti del gruppo di controllo, quest’ultimo sarà poi sottratto dal cambiamento negli esiti del gruppo dei beneficiari per stimare l’impatto. Tramite questo meccanismo è possibile valutare con più precisione l’impatto  che il progetto SOMiCa avrà trascorsi i tre anni d’intervento.

Sul progetto SOMiCa vedi anche:
Scheda sintetica
Lancio del progetto
Aggiornamento maggio 2016
Aggiornamento luglio 2016
Aggiornamento a febbraio 2017

Caixa Financeira de Caia: un 2016 molto interessante

Caixa Financeira de Caia: un 2016 molto interessante

PASSATO: sono trascorsi già oltre 6 anni dall’apertura della Caixa Financeira de Caia. Una piccola realtà creditizia nata con lo scopo primario di fungere da motore di sviluppo ad un’economia asfittica come quella del distretto di Caia, facilitandola con piccoli prestiti a tassi relativamente bassi rispetto alla media nazionale. Una scommessa nata dal basso che il CAM con l’aiuto della Cassa Rurale di Aldeno e Cadine ha deciso di supportare. In questi 6 anni la strada non è stata certo facile: un avvio caratterizzato da molti dubbi e rischi, i primi anni contraddistinti da un bisogno di radicamento sul territorio, dalla ricerca di personale competente ed affidabile, da bilanci in perdita… ma anche da uno spirito di non voler mollare, consapevoli del bisogno di continuare a fornire un servizio indispensabile per lo sviluppo di una zona rurale come quella del distretto di Caia.

IL CAMBIO DI ROTTA: piano piano, incontro dopo incontro, la Caixa ha iniziato a farsi conoscere, ad aumentare la propria competenza lavorativa ed espandere la propria presenza in altri 4 distretti raggiungendo un bacino di utenza attorno le 450.000 persone. Con il 2014 si è passati ad avere bilanci in utile. Utili poco significativi ma che hanno testimoniato una inversione di marcia e che hanno rinvigorito la fiducia nel progetto contribuendo a vedere con maggior fiducia lo sviluppo di questa realtà. Fiducia oltremodo rafforzata anche dai risultati ottenuti sul piano dei finanziamenti e dei crediti concessi: negli anni il numero di progetti finanziati sono aumentati progressivamente ed il 2015 ha segnato un buon importo del portafoglio clienti che a fine anno ammontava a MT 11.400.000 pari a circa € 270.000 al cambio 1/42. Nel corso dello stesso anno sono stati erogati crediti per un importo di circa MT. 20.000.000 quasi € 500.000 ed è aumentato il risparmio con la presenza di più di 1500 conti correnti aperti.

PRESENTE: all’interno di questa cornice il 2016 non è stato da meno. Anzi. In questi mesi si è chiuso l’anno e si è constatato che la Caixa è stata in grado di fare un ulteriore salto di qualità esibendo risultati molto interessanti. L’utile d’esercizio è stato di 18.056 € e la Caixa con un portafoglio clienti di MT 14.883.000 (circa 212.600 €) è risuscita a finanziare 600 progetti. Per la nostra realtà sembrano numeri esigui, ma per l’economia di quella zona rappresenta un motore di sviluppo molto importante. Si stima che in questi 6 anni l’effetto leva in termini sociali abbia prodotto un’occupazione temporanea per più di 11.000 persone in agricoltura, 20.000 in ambito edile e circa 300 assunti in forma più continuativa nel settore commerciale. Il buon andamento della Caixa, così come dei due progetti di microcredito attualmente attivi a Caia e a Marromeu e gestiti direttamente dalla struttura locale del CAM, ha permesso al responsabile dell’area Microcredito, Andrea Patton, di poter ritornare a vivere in Trentino con serenità su quello che è stato fatto e fiducia sul futuro dell’istituto. Conscio dell’ampio margine di crescita che la Caixa ancora ha, continuerà a supportare il progetto da Trento scendendo a Caia per i controlli di chiusura semestrali e contribuendo a capire quale possa essere il miglior percorso da intraprendere per lo sviluppo futuro dell’ente.

FUTURO: di fatto questa rinata positività della Caixa ha dato vigore alla volontà dei soci di fare un’ulteriore passo in avanti e si sta lavorando per giungere alla modifica della ragione sociale per porla ad un livello superiore e portare la sede a Beira, Capoluogo della Provincia di Sofala. L’attuale sede rimarrà come filiale con la prospettiva di potenziare i servizi e allargare la base dei beneficiari. Una risposta coraggiosa ad una crescente domanda di sostegno alla popolazione locale. Questa operazione richiederà la disponibilità di finanziamenti che occorrerà recepire. Naturalmente la crescita è proporzionale alla disponibilità di liquidità almeno nei primi tre/quattro anni finché il rientro dei prestiti sarà sufficiente a sostenere l’autofinanziamento.

Giancarlo Finazzer e Armin Wiedenhofer

Situazione sicurezza: un ritorno alla normalità nella possibilità di movimento e attività a Sofala

Situazione sicurezza: un ritorno alla normalità nella possibilità di movimento e attività a Sofala

Dopo il lungo periodo di serie difficoltà legate alla situazione di instabilità politica che ha caratterizzato il 2016, con frequenti scontri tra RENAMO e forza governative soprattutto nella Provincia di Sofala sta tornando la normalità. Condizione quella precedente che stava causando limitazioni nella mobilità, complicazioni logistiche e ripercussioni psicologiche ed operative per il nostro staff in Mozambico.

Lo scorso 3 marzo, Alfonso Dhlakama, leader del partito di opposizione RENAMO (Resistenza Nazionale Mozambicana) ha prolungato di due mesi il cessate il fuoco con il governo del Presidente Felipe Nyusi, leader del partito di maggioranza FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico), principale fautore della lotta per l’indipendenza dal Portogallo. ìLa tregua, stabilita il 27 dicembre scorso, era stata rinnovata già il 3 gennaio e sarebbe dovuta cessare proprio il 3 marzo. La sua estensione ha lo scopo di aprire la strada alla ripresa dei negoziati tra l’opposizione e il governo che potrebbero contribuire, così, alla fine delle tensioni.

Il cessate il fuoco di questi mesi ha permesso alla popolazione locale di poter tornare alla propria quotidianità. All’interno di questo processo di normalizzazione, una delle (ri)conquiste più importanti è la possibilità di tornare a muoversi con la macchina in modo sicuro e tranquillo per tutto il paese. Nella provincia di Sofala ad esempio, nuovamente si può viaggiare in macchina sulla EN1 da Caia a Beira senza il bisogno di spostarsi con la colonna scortata dai militari. Altra opzione era il viaggio in treno. Ma a Caia vi sono solo due passaggi a settimana e spesso i treni sono soggetti a ritardi di molte ore.

Libertà di muoversi significa inoltre che tutte le zone interne della provincia ritornano ad essere raggiungibili. Per quanto ci riguarda ad esempio ciò indica la possibilità di raggiungere in modo sicuro Ndoro, località in cui CAM e CEFA hanno programmato di attivare la parte del progetto agricolo Somica dedicata al miele che ora può finalmente cominciare.

Una bella giornata all'insegna del sesamo

Una bella giornata all'insegna del sesamo

Dopo settimane di preparativi, lo scorso 10 febbraio, si è svolta la prima dimostrazione di semina del sesamo. All’interno del Centro per lo Sviluppo Agro Zootecnico di Caia (CDAC) a Murraça i partecipanti si sono confrontati con le fasi e le tecniche della coltura del sesamo. Nello specifico hanno potuto sperimentare attivamente il lavoro che serve nella mescolanza dei semi di sesamo con la sabbia, nella preparazione/demarcazione delle machambas (campi) e quindi “nella tecnica del calcolo del compasso” utilizzata nell’allineamento delle file e tra le file dei campi durante la semina.

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Per rendere la trasmissione dei concetti più efficace e contemporaneamente avere una logistica semplice si è deciso di individuare 3 rappresentanti di 9 dei gruppi beneficiari che stanno partecipando al progetto SOMICa costituendo un gruppo di partecipanti formato da 27 persone. Durante la giornata formativa si è constatato che la creazione del gruppo dei 27 ha permesso oltremodo di stimolare la riflessione e il confronto tra i partecipanti aumentando la conoscenza e la coesione tra i gruppi e con la stessa equipe del progetto. Ai 27 è stato chiesto poi di divulgare le conoscenze apprese ai loro compagni una volta rientrati nei rispettivi gruppi.

La giornata è cominciata alle 6:00 del mattino. Primo compito per l’equipe di SOMICa è stato di andare a prendere i partecipanti alla dimostrazione. Una macchina si è diretta verso Sena mentre la seconda è andata a prendere i produttori che vivono a Sombreiro, Phaza, Nhambalo e Chipende. Una volta riunito il gruppo si è potuto così iniziare con la dimostrazione. La partecipazione è stata molta attiva e tutti i 27 hanno mostrato grande interesse e soddisfazione per i contenuti appresi e più in generale per l’organizzazione della giornata: non sappiamo come ringraziarvi per tutto il sostegno che ci state dando. Queste cose non le sapevamo, ora le sappiamo e già domani andremo nelle nostre machambas, con i nostri paletti a seminare” (Una partecipante). La stessa equipe ha espresso un alto grado di soddisfazione per i risultati ottenuti e per il clima collaborativo che si è venuto a creare.

Stanchi e felici a fine giornata a tutti è stato offerto un pasto a base di riso e frango (pollo). Adesso tocca ai 27 girare le conoscenze apprese ai loro compagni/colleghi!

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Educatori in…formazione!

Educatori in…formazione!

dscn7001La formazione e l’aggiornamento continuo è molto importante per gli educatori del progetto escolinhas: quasi tutti loro sono giovani che hanno studiato o stanno studiando nella scuola secondaria ma nessuno, ad esclusione dei coordinatori, ha competenze pedagogiche specifiche o studi universitari. Ogni trimestre vengono pertanto organizzati momenti di formazione su vari contenuti: il coordinatore pedagogico Martinho Celestino, che è prossimo alla laurea, organizza puntualmente un ampio programma di formazione cercando di toccare i tanti aspetti utili al supporto degli educatori, sia quelli che lavorano da molti anni negli asili, sia a chi fa parte dell’organico da poco tempo.

Il 30 e 31 gennaio, poco prima dell’inizio dell’anno scolastico 2017, gli educatori si sono riuniti per una formazione che ha toccato come sempre vari temi. Il primo giorno, divisi in gruppo, si è affrontato, con teoria ma anche pratica, l’importanza delle attività di espressione artistica/creativa per lo sviluppo del bambino, in particolare disegno, modellazione e costruzione di oggetti. Nella seconda parte della giornata si è riflettuto sull’apprendimento di pre-competenze di lettura e scrittura, di come cioè il linguaggio scritto può essere affrontato nell’età prescolare.

dscn6963Nel secondo giorno di formazione sono stati condivisi alcuni materiali proposti dal gruppo tecnico sull’insegnamento prescolare che da alcuni anni si è costituito a livello provinciale, a Beira, e che viene coordinato dall’ong francese Essor.

Nel corso di tutta la formazione sono state presentati giochi, canzoni, idee creative, per suggerire proposte di attività pratica a tutti gli educatori. La valutazione dell’attività da parte dei partecipanti (quattro educatrici e cinque educatori) è stata estremamente positiva.

Pochi giorni prima della formazione, il 23 gennaio, si è tenuta anche un incontro dell’associazione ADEC (Associazione per lo sviluppo delle escolinhas comunitarie), che riunisce gli educatori e tutto il resto del personale delle escolinhas. In quell’occasione Elisa Da Silva Guimaraes, che lavora con CAM e CEFA a Caia sulle componenti sociali del progetto agricolo, ha animato un’analisi dell’associazione, delle sue potenzialità, delle sue capacità utilizzando la tecnica di analisi SWOT.

dscn7077L’11 febbraio è stata la volta di un momento formativo specifico sulle tematiche di associativismo e cooperativismo, nel quale il personale CAM-CEFA ha potuto contare sui materiali già raccolti dall’ong Coopermondo, che mette a disposizione del progetto a Caia le proprie expertise nell’ambito del sostegno al cooperativismo.

E forti di entusiasmo per questi momenti formativi e di confronto, il 6 febbraio si è aperto per tutti i bambini il nuovo anno scolastico negli asili… Buon anno a tutti i bimbi e agli educatori buon lavoro!!!