da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 15 Mag 2014 | Progetti in Mozambico
La festa del primo maggio di Caia 2014 quest’anno è stata raccontata su Facebook da Julai Jone, dello staff locale di coordinamento. Proponiamo integralmente e in originale il testo della sua testimonianza della tradizionale sfilata, costellato di riferimenti a tante persone che compongono l’equipe locale del CAM a Caia. E’ difficilmente traducibile, non solo per una questione linguistica, ma soprattutto per i riferimenti a cose e persone… non puramente casuali.

1º De Maio De 2014 – PARTE I Nas fotos, o começo do desfile. Só o começo. Apesar do sol tão brilhante e meio quentinho, o resto ainda estava “frio”. A energia humana e todo potencial de humor, tudo ainda estava por explorar, e era só uma questão de tempo para aquecer com tudo e com todos!
Foi necessário percorrer apenas quinhentos metros para confirmar o propósito: aquecer o desfile, aliás a celebração do dia do trabalhador.
Quando menos se esperava, eis que Martinho Celestino Francisco brinda-nos com uma canção [na verdade, ele pediu eximir-se da tarefa de “tirar fotografias”, justificando que queria aquecer a marcha. Assim, acabou passando a missão para Zacarias António Charles]. Acho que Martinho pode lembrar-nos o título daquela primeira canção.
Mas, não tardou que o coro afinasse as vozes em resposta à iniciativa [ou já estavam afinadas?], ao mesmo tempo que cada um procurava exibir seu talento de dança. Este era apenas o início do começo, aí naquele troço entre o hospital e a passagem de nível.
Porque depois de se ter desenhado a curva da “paragem de sena”, a dimensão do “misto” era tal que só Issufo Abdul G Ali pode melhor explicar, [aí por cima de sua motorizada que faz menos barulho que a de Vânia Manuel Tenda (na companhia de César Mazezo) excepto a buzina, claro].
Mas engana-se quem pensar que a marca de Issufo foi apenas a buzina de sua “mota”. Ora, ele parecia muito criativo [na verdade, confesso-vos que ele o é!], já que acabou surpreendendo o mundo com um bom título, e espero que nos lembre, se faz favor Issufo! Mas é um número que Marcos José Jone deve ter gostado. Samuel Dom Luísa, Também [atenção: Samuel Dom Luísa é nome do Facebook de Samuel Dom Luís]. Não sei se Zinaida Ibraimo “apanhou” essa, porque ela estava no carro, junto com Hajy Carimo Hajy, com vidros fechados daquele Nissan Hardbody branco, na companhia de tantos outros colegas. Eu ia à pé. Mas o Marcos sugeriu que eu “subisse” a motorizada do Issufo. Eu resisti, mas, mais tarde acabei cedendo mesmo sem saber os porquês desta sugestão. E, espero que Issufo venha fazer um ensaio de 10 segundos daquela canção que sempre repetiu em palavras de ci-sena pronunciadas com tanto esforço.
De resto, era uma verdadeira explosão de alegria, num pleno desfile que ia acontecendo já em função dos cantos e danças.
Já na paragem da Beira, o pai Luís junta-se ao grupo. Encontramo-lo à beira da EN1, (talvez a espera da boleia do desfile?). “Pai Luís” é uma expressão carinhosa criada pelo CAM (Consórcio Associações com Moçambique) para chamar o Senhor Luís Juliasse Tomo. Mesmo o (JP) Jonathan Paci, o (EP) Enrico Pietroboni e a (CA) Cláudia Aloísio tratam-no de “Pai Luís”.
Na rotunda da EN1, houve um facto suficientemente curioso. O Issufo e Martinho fizeram um verdadeiro espetáculo. Espero que um de vocês possa explicar aquela ginástica, que ninguém mais “aguentou”.
Os vossos comentários serão importantes para ajudar aos que não participaram desta “festa” a ter uma “imagem” do que realmente aconteceu.
JP, EP e CA são alguns destes que, para além de terem ajudado a preparação, queriam estar fisicamente [mas não pôderam, não porque assim o quisessem, mas porque a doença não os permitiu: passaram o 25 de abril de malária, inclusive os dias subsequentes] naquele que será um dos mais ousados convívios da família do CAM e não só.
As coisas não terminaram por aqui, pois nos próximos dias, naquilo que proponho chamar de PARTE II, vou falar-vos da continuação desta celebração, com referência à viagem para Murraça e o gesto de Galo [atenção: Galo é nome de pessoa!]
LEGGI ANCHE:
Reportage fotografico da Beira – primo maggio 2014
Racconto del 1 maggio 2016
Maggio 2020 e i lavoratori del CAM
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 14 Mag 2014 | Progetti in Mozambico
Mentre a Caia i collaboratori locali del CAM stavano partecipando “in prima fila” alla tradizionale sfilata della festa del primo maggio, Enrico, Claudia e Jonathan, l’equipe espatriata, hanno assistito alle celebrazioni nella cittadina di Beira. Pubblichiamo un breve reportage fotografico di Enrico Pietroboni.



LEGGI ANCHE:
Racconto del 1 maggio 2016
Il primo maggio 2014 a Caia
Maggio 2020 e i lavoratori del CAM
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 15 Apr 2014 | Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico
Una testimonianza di Paola Bresciani, responsabile amministrativa del CAM a Trento, dalla sua recente missione a Caia.
Ritorno in Mozambico dopo quasi 6 anni dalla mia precedente missione, avvenuta tra novembre e dicembre 2008. Sono molti i pensieri che affollano la mia mente, mentre guardo distrattamente il panorama dal finestrino del piccolo aereo che da Johannesburg mi porta a Beira: l’emozione del ritorno, la voglia di approfondire la conoscenza dei progetti per cui lavoro da tanto tempo, la volontà di creare un piccolo legame con i nuovi colleghi, locali ed espatriati, la curiosità di vedere cosa è cambiato da allora…
Già una cosa mi balza all’occhio dall’aereo che si appresta ad atterrare: adesso che la stagione delle piogge sta terminando il panorama è verdissimo e c’è molta acqua; un panorama così diverso da quello che mi ricordavo dalla scorsa volta quando, al termine della stagione secca, tutto era brullo e i colori predominanti erano il giallo ocra e il marrone.
Il verde del panorama mi accompagna per tutte le tre settimane della mia missione, sulla strada che da Beira mi porta a Caia, e più tardi verso Murraça e Sena, dove visito la scuola di agraria, l’azienda agricola e la banca di microcredito.
Caia la ritrovo familiare ma nello stesso tempo anche cambiata: stesse strade polverose (ahimè con molte buche, che ci obbligano a guidare piano piano), stessi visi sorridenti… ma anche più vivace. Noto subito delle mandrie di bovini pascolare nel “mato” vicino, dei trattori passare sulla strada nei pressi della sede del CAM, dei negozi e delle bancarelle che prima non c’erano. E poi il grande ponte sul fiume Zambesi, la scorsa volta in costruzione, che visto da vicino sembra ancora più imponente.
Mi concentro sul mio lavoro nell’ufficio di Caia e vedo che c’è ancora molto da fare, ma che siamo sulla strada giusta.
Penso che questo sia il momento più delicato dell’intero percorso di quindici anni del CAM: è ora che bisogna concentrare gli sforzi, fare tutto il possibile perché il lavoro fatto fino adesso non vada perduto, fare in modo che il nostro personale locale possa tra un paio di anni prendere con sicurezza le redini del progetto e portarlo avanti in autonomia.
Già molte persone sono cresciute e i frutti del lavoro fatto mi sono ben visibili.
Manca davvero poco, ma bisogna lavorare sodo affinché questo passaggio importante avvenga in modo definitivo.
La formazione del personale locale è la sfida più grande di questi prossimi due anni! Dobbiamo darci da fare per renderci presto inutili!
Lascio Caia dopo tre settimane dal mio arrivo con questo pensiero e con la certezza che lavorando tutti assieme le cose sono possibili.
Estamos juntos!
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 10 Apr 2014 | Progetti in Mozambico
Quanti sono i bambini che frequentano le escolinhas? Quanto costano l’anno? Quanti educatori vi lavorano? Se siete interessati a conoscere meglio l’attività di educazione prescolare che il CAM promuove a Caia, trovate numerose informazioni nella relazione annuale 2013.
Nella relazione, destinata ai finanziatori e ai volontari del gruppo socio-educativo, ma anche a tutti gli interessati a conoscere meglio una delle attività del CAM a Caia, si presentano i dati relativi ai bambini iscritti, al personale, alle spese e ai finanziamenti annuali, vengono illustrate le attività formative promosse durante l’anno per gli insegnanti, si racconta delle feste e delle attività con i genitori.
Relazione escolinhas Caia 2013
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 9 Apr 2014 | Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico
Pubblichiamo l’abstract della tesi di laurea di Isacco Rama – DICAM-Università degli Studi di Trento, già collaboratore del gruppo di lavoro CAM per la stesura del Plano Distrital de Uso da Terra di Caia. Nel suo lavoro Isacco ha approfondito una proposta di progetto attuativo del Plano, offrendo al distretto uno strumento per migliorare il sistema di fornitura dei servizi lungo un’asse di primaria importanza.
In un contesto caratterizzato dalla arretratezza tecnologica nella pratica agricola, dall’isolamento mediatico e da un endemico stato di povertà della popolazione, diviene di fondamentale importanza l’utilizzo razionale delle risorse pubbliche al fine di indirizzarle puntualmente in strategie di sviluppo.
Nel distretto di Caia (Sofala, Mozambico) il 52% della popolazione ha meno di 14 anni e l’85% delle famiglie, che in maggioranza vive in ambiente rurale, pratica l’agricoltura di sussistenza, in un territorio in cui il suolo urbano e le infrastrutture occupano appena lo 0,9% del suolo mentre più del 90% è costituito da savana, foresta e zone umide.
Con questo lavoro di tesi, si è voluto fornire all’Amministrazione pubblica uno strumento che, prendendo le mosse dalle indicazioni progettuali contenute nel Plano Distrital de Uso da Terra di Caia, possa migliorare il sistema di fornitura dei servizi lungo un’asse di primaria importanza per il distretto, come quello di Gamba–Deve–Licoma, che si estende nella sua parte centrale per 45 km di lunghezza.
A questo scopo, è stato necessario indagare gli aspetti ambientali, socio-economici, infrastrutturali dell’area, per la quale erano a disposizione dati estremamente limitati, tali da non permettere una lettura circostanziata del territorio.
Si è scelto di approfondire i punti di vista della popolazione e degli altri portatori di interesse attraverso un lavoro sul campo fatto di soggiorni prolungati presso le comunità locali, interviste, raccolta dati, rilievo delle emergenze del territorio, e che ha visto l’intensa collaborazione dei tecnici del Serviço Distrital de Planificaçao e Infra-Estruturas di Caia, guidati dal Direttore Pinto Martins.
Dall’analisi dei dati raccolti sono state individuate le aree popolate più critiche, in cui infrastrutture e servizi sono carenti o inadeguati, e quelle che sono invece sufficientemente servite. E’ inoltre emersa l’importanza che riveste il recupero dell’asse stradale, denominato Estrada Distrital n°1, per la mobilità e per lo sviluppo generale dell’area.
In risposta all’analisi critica dell’area e nella consapevolezza che un’adeguata rete di servizi sia un elemento imprescindibile per lo sviluppo generale del territorio, si è formulata una proposta progettuale incentrata sulla riorganizzazione della rete di servizi. Elementi fondamentali di questa proposta sono il miglioramento delle strutture esistenti e il potenziamento di alcune di queste, la formalizzazione del sistema dei mercati locali, l’introduzione di magazzini di stoccaggio del prodotto agricolo, la manutenzione e l’ampliamento della rete dei pozzi protetti, l’elettrificazione dell’area e, di estrema importanza, la rifunzionalizzazione dell’asse stradale. In particolare, si è proceduto al rilievo puntuale degli aspetti di criticità che interessano la strada, sistematizzando i quali si è giunti alla formulazione di quattro soluzioni progettuali specifiche. Si è anche proposto un intervento di ripristino dello strato resistente. Infine, per il progetto stradale, sono stati considerati aspetti di manutenzione ed economici che hanno dimostrato l’efficienza e sostenibilità della scelta operata.
Si prevede che l’implementazione del complesso delle indicazioni progettuali avrà ricadute positive sulla qualità della vita delle famiglie attivando nuove forme di reddito, favorendo il commercio e la produttività agricola. Aumenterà l’accesso alla risorsa idrica ed ai beni presenti sui mercati locali, saranno abbattuti i tempi di accesso ai servizi sanitari e scolastici e garantita una migliore qualità dell’offerta.
Allo stesso tempo, grazie alla riqualificazione della strada, sarà garantita la connettività dell’area anche a livello regionale, favorendo, da un lato, il passaggio di persone e prodotti verso i distretti limitrofi, dall’altro facilitando l’ingresso di investimenti considerati l’altro aspetto fondamentale per uno sviluppo saldo e durevole del territorio.
Isacco Rama – abstract della tesi di laurea intitolata
“Sviluppo Rurale e Assetto del Territorio in Contesti in Via di Sviluppo:
un Piano Attuativo del Plano de Uso da Terra in un Distretto rurale del Mozambico”
Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica
Relatori: prof Paolo Bertola e prof Corrado Diamantini
Discussa a Trento il 28 marzo 2014

da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 4 Apr 2014 | Progetti in Mozambico, Storie
Un terzo racconto del nostro amico, ed ospite a Caia, Christian Piana (cfr. articolo sul suo viaggio in autobus da Johannesburg a Caia e sulla magia-medicina tradizionale).
In questa riflessione vorrei soffermarmi brevemente sulla moda, e nello specifico curiosità e particolarità della moda nel distretto di Caia.
Ovviamente per moda non intendo le tendenze, che nei centri maggiori, sono dettate dalle marche o dalle collezioni commerciali di stilisti, vetrine e riviste. Intendo la moda nel suo concetto originale, che è la scelta di cosa mettersi addosso, di come mostrarsi agli altri e di come comunicare un’immagine personale. La moda che nasce nel momento che mettiamo una camicia rossa piuttosto che un maglione nero.
A Caia, come nella maggioranza delle immense campagne Mozambicane (distritos) oltre a non circolare riviste di moda e a vedersi pochissima televisione (ancora e per fortuna), non esistono assolutamente negozi di vestiti. Arrivano grandi lotti di indumenti usati da varie parti del mondo, che poi vengono ridistribuiti o rivenduti per pochi soldi nei mercatini in strada. Vi si trova un po’ di tutto: magliette calcistiche oltremare, camice sgargianti, pantaloni di ogni dimensione e taglio, ecc…
La fortuita combinazione di vestiti d’ogni sorta e mancanza assoluta di “esempi” o “diktat” sul come vestirsi, ha perciò dato largo spazio all’uso della pura spontaneità e della genuina creatività nella moda Caiense: insieme a sobrie combinazioni di abiti vi sono ogni tanto individui che con magnifica nonchalance sfoggiano un prêt a porter un tanto curioso, agli occhi di una persona come me, ahimè troppo inquinata dalle regole.
Anche se in alcuni casi mi scappa un sorriso, trovo però, nei casi più estrosi, le rimanenze della splendida libertà: la moda qui è libera, segue gli intuiti e le voglie personali. É un territorio, forse l’ultimo, ancora inesplorato dalla cultura consumista (di cui noi Italiani tra tanti, siamo promotori). É bella perché inventata.
Vediamo qui nelle foto alcuni esempi originali, raccolti casualmente passeggiando per la cittadina: come il ragazzo che è apparso al cospetto della mia bicicletta, tra case di terra e paglia di una comunità, indossando un autentico capo “Caia’s saturday nights fever”, ossia una sgargiante camicia blu elettrico di satin. Un eleganza particolare, però non tanto casual quanto Thiago che veste una maglietta alla marinara con strisce blu e berretto in stile Popeye .
A volte l’eleganza é importante e sinonimo di rispetto verso chi si incontra o riceve. Cosí, durante l’attesa per la visita del primo ministro, ho incontrato il giovane professor João, che aspettava nella sabbiosa strada, sotto un sole cocente con indosso niente popó di meno che lo smoking. Non importa il fatto che non si trattava di una serata di gala, il professor João ha dimostrato lo stesso un rispetto infinito.
Ma tra le abitudini più curiose v’è il non far molta distinzione tra capi femminili e maschili: gli uomini usano spesso e volentieri magliette o pantaloni da donna; lo fanno naturalmente, perché li trovano belli, o bello è usare colori più sgargianti, come dargli torto.
Così è comune vedere ragazzi che senza inibizioni artificiali sfoggiano ciabatte dorate o rosa, paillettes e altri ornamenti, com’è il caso dell’amico ballerino che s’è autofabbricato un poncho con un panno a fantasia floreale, oppure il ragazzo che possiede una piccola bancarella al mercato e che probabilmente ha pensato: “perché mettersi una canottiera semplice se ci si può mettere una canottiera con le borchie?”