da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 10 Lug 2014 | Progetti in Mozambico
A completamento della galleria fotografica sulla sfilata di Beira della Giornata Internazionale dei Lavoratori pubblicata a maggio (vedi articolo), presentiamo un simpatico racconto di Enrico Pietroboni che descrive le sue osservazioni…
Già di prima mattina si poteva intuire che la festa sarebbe stata molto differente dalla nostra, girando per la città si incontravano gruppi di persone tutti con la maglietta personalizzata con il nome della ditta per cui lavorano e uno slogan sul primo di maggio.
Arrivato al luogo dell’incontro la prima sorpresa: io mi aspettavo una semplice sfilata a piedi e invece.. .strada chiusa e veicoli di tutti i tipi in colonna per partecipare alla sfilata! Al via della sfilata i veicoli si sono animati mostrando i vari lavori che pubblicizzavano e slogan legati al primo maggio.
Ho incontrato: camion che pubblicizzavano una lavanderia con tizie che stiravano e mostravano la qualità della stiratura, veicoli che pubblicizzavano saloni per parrucchieri con caschi per asciugare capelli, uno addirittura si fermava e truccava le diverse passanti, camion che pubblicizzava una clinica privata con allestita sul rimorchio una vera e propria sala operatoria con tanto di operazione in corso, diversi mezzi delle scuole guida con lezioni improvvisate a bordo, quello che pubblicizzava la palestra con bimbi pugili a dare spettacolo, diversi mezzi delle scuole della città con allestite le aule di fisica e chimica, mezzi degli hotel con allestite delle vere e proprie stanze, con gente che dormiva nei letti. Mezzi di imprese edili con sul cassone cemento e pezzi di muro, il camioncino del macellaio che per dimostrare la freschezza delle sue carni scorrazzava con teste di mucca in bella vista, quello dei lavoratori del pesce che hanno mostrato alla città come si tratta un bel pescione dall’inizio alla fine, i lavoratori dell’aereoporto hanno partecipato con un finto aereo di legno e con il camion dei loro pompieri… arrivati al centro della sfilata hanno attivato il camion… e hanno lavato un gran numero di persone con il loro getto (io no)… per fortuna che la giornata era calda!
Ma il meglio per me è stato il camion dei lavoratori dell’acquedotto: sul camion c’erano tutte le attività legate all’acqua, e quindi chi lavava, chi faceva la manutenzione dei tubi e chi… si faceva la doccia! Uno spettacolo!
E poi… ruspe… barche (i lavoratori del porto)…. finti treni (i lavoratori delle ferrovie)… muletti… macchine…. moto… biciclette.. c’era di tutto, ma sempre in un clima di allegria e senza nessun tipo di disordine.
All’inizio c’è stata anche una parte legata ai comizi politici… breve, perché si capiva che la gente aspettava la sfilata e si è conclusa con una breve esibizione della banda.
Insomma è stata una giornata sorprendente, un’altra interpretazione della festa dei lavoratori!
Poi mi hanno raccontato che in tutto il paese la giornata è organizzata allo stesso modo, la sfilata delle varie ditte la mattina e poi, generalmente, si pranza tutti insieme… e festa fino a notte fonda!
Vai alla galleria fotografica di Beira
Il resoconto della sfilata a Caia (in portoghese)
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 24 Giu 2014 | Progetti in Mozambico
Dal mese di giugno il progetto di microcredito nel distretto di Marromeu dispone di una sede nuova di zecca, costruita nei mesi scorsi e progettata per ospitare gli uffici del progetto e la residenza degli operatori. Il nuovo ufficio è composto da un’area sportello per l’accoglimento del pubblico ed un ufficio separato per trattare questioni più riservate. Il tutto per un totale di circa 80 mq. La sede è localizzata in una zona centrale della cittadina ed è stata realizzata a partire da una vecchia costruzione, ristrutturata ed ampliata, che ha a disposizione anche un ampio terreno circostante.
Il progetto microcredito ha aperto a Marromeu (distretto della provincia di Sofala, confinante con quello di Caia) nel 2012, grazie ad un finanziamento di Cooperazione Italiana attraverso i fondi Paddel, e viene seguito dal responsabile trentino Andrea Patton, che ha una lunga esperienza nel settore ed opera con il CAM in Mozambico da quasi 10 anni, assieme a 4 collaboratori locali.
Nel 2013 a Marromeu il CAM ha finanziato 759 progetti per un valore medio di 740 euro ciascuno, con un rientro dei prestiti del 95%. Il bilancio del progetto si è chiuso positivamente, riuscendo a sostenere completamente non solo le spese per la gestione e per il personale (locale ed espatriato), ma anche gli investimenti quali l’acquisto di un automezzo e la costruzione della nuova sede (investimenti effettuati con i dovuti ammortamenti).
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 11 Giu 2014 | Progetti in Mozambico
Dalla tradizionale festa del primo giugno, celebrata sempre con tanto entusiasmo nelle escolinhas del CAM, un reportage da Caia a cura di Julai Jone, del coordinamento locale.
Bambini che spuntano di qua e di là da tutte le parti, giochi, scherzi, canti e danze, colori e bellezza: una vera festa con divertimenti a misura di bambino nelle escolinhas Lar dos Sonhos, Kukomerua, Amílcar Cabral e Daf.
La giornata è stata resa possibile grazie ad una preparazione realizzata congiuntamente tra il coordinamento delle escolinhas e i consigli, questi ultimi composti da genitori/incaricati dell’educazione dei bambini di ciascuna scuola. La festa è dedicata ai bambini ma con la partecipazione di tutti: oltre ai piccoli anche gli educatori e le famiglie hanno condiviso un momento di allegria tutti riuniti nei cortili di ciascuna escolinha.
“Un bilancio positivo, considerando la soddisfazione mostrata dai bambini e dalle famiglie” – ha affermato Martino Celestino, Coordinatore delle Escolinhas del CAM a Caia, che quel giorno, oltre a lavorare instancabilmente per la supervisione e l’organizzazione pratica della festa, si è anche unito ai bambini nei festeggiamenti.
Grazie alla creatività degi educatori sono stati realizzati dei graziosi cappellini per tutti i bambini, utilizzando materiale riciclato come giornali e riviste. A dire il vero, non sono stati solo i bimbi ad indossare i cappellini, ma anche i famigliari e tutti gli invitati. Riguardo a questa trovata Martiho ha commentato: “oltre che abbellire la festa, la presenza dei cappellini è servita per insegnare ai bambini che è possibile realizzare delle cose carine riciclando vari materiale”.
Nell’escolinha DAF, la festa è stata particolarmente animata, grazie all’esibizione del gruppo di musica tradizionale “Utse”, composto per la maggioranza da donne del regulado (quartiere) Sacatúcua, delle quali molte sono mamme di bambini che frequentano proprio quella escolinha.
I festeggiamenti sono durati in tutte le scuole fino alle 16, poi il CAM in collaborazione con le famiglie, ha organizzato un pranzo/cena per tutti i bambini, un totale di oltre 700 piccoli!!
Nel frattempo, nel centro della cittadina di Caia, si è tenuta nella mattinata la tradizionale sfilata del primo giugno, cui ha preso parte una rappresentativa di 20 bimbi e genitori dell’escolinha DAF, assieme ad altri gruppi provenienti dalle scuole elementari. Come da tradizione è stata deposta una corona di fiori nella piazza dei lavoratori e sono state organizzate varie attività ricreative per i bambini.
Julai Jone, traduzione di Maddalena Parolin
Sulla festa del primo di giugno e sulle escolinhas vedi anche: l’articolo dell’anno scorso e la relazione 2013.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 15 Mag 2014 | Progetti in Mozambico
La festa del primo maggio di Caia 2014 quest’anno è stata raccontata su Facebook da Julai Jone, dello staff locale di coordinamento. Proponiamo integralmente e in originale il testo della sua testimonianza della tradizionale sfilata, costellato di riferimenti a tante persone che compongono l’equipe locale del CAM a Caia. E’ difficilmente traducibile, non solo per una questione linguistica, ma soprattutto per i riferimenti a cose e persone… non puramente casuali.

1º De Maio De 2014 – PARTE I Nas fotos, o começo do desfile. Só o começo. Apesar do sol tão brilhante e meio quentinho, o resto ainda estava “frio”. A energia humana e todo potencial de humor, tudo ainda estava por explorar, e era só uma questão de tempo para aquecer com tudo e com todos!
Foi necessário percorrer apenas quinhentos metros para confirmar o propósito: aquecer o desfile, aliás a celebração do dia do trabalhador.
Quando menos se esperava, eis que Martinho Celestino Francisco brinda-nos com uma canção [na verdade, ele pediu eximir-se da tarefa de “tirar fotografias”, justificando que queria aquecer a marcha. Assim, acabou passando a missão para Zacarias António Charles]. Acho que Martinho pode lembrar-nos o título daquela primeira canção.
Mas, não tardou que o coro afinasse as vozes em resposta à iniciativa [ou já estavam afinadas?], ao mesmo tempo que cada um procurava exibir seu talento de dança. Este era apenas o início do começo, aí naquele troço entre o hospital e a passagem de nível.
Porque depois de se ter desenhado a curva da “paragem de sena”, a dimensão do “misto” era tal que só Issufo Abdul G Ali pode melhor explicar, [aí por cima de sua motorizada que faz menos barulho que a de Vânia Manuel Tenda (na companhia de César Mazezo) excepto a buzina, claro].
Mas engana-se quem pensar que a marca de Issufo foi apenas a buzina de sua “mota”. Ora, ele parecia muito criativo [na verdade, confesso-vos que ele o é!], já que acabou surpreendendo o mundo com um bom título, e espero que nos lembre, se faz favor Issufo! Mas é um número que Marcos José Jone deve ter gostado. Samuel Dom Luísa, Também [atenção: Samuel Dom Luísa é nome do Facebook de Samuel Dom Luís]. Não sei se Zinaida Ibraimo “apanhou” essa, porque ela estava no carro, junto com Hajy Carimo Hajy, com vidros fechados daquele Nissan Hardbody branco, na companhia de tantos outros colegas. Eu ia à pé. Mas o Marcos sugeriu que eu “subisse” a motorizada do Issufo. Eu resisti, mas, mais tarde acabei cedendo mesmo sem saber os porquês desta sugestão. E, espero que Issufo venha fazer um ensaio de 10 segundos daquela canção que sempre repetiu em palavras de ci-sena pronunciadas com tanto esforço.
De resto, era uma verdadeira explosão de alegria, num pleno desfile que ia acontecendo já em função dos cantos e danças.
Já na paragem da Beira, o pai Luís junta-se ao grupo. Encontramo-lo à beira da EN1, (talvez a espera da boleia do desfile?). “Pai Luís” é uma expressão carinhosa criada pelo CAM (Consórcio Associações com Moçambique) para chamar o Senhor Luís Juliasse Tomo. Mesmo o (JP) Jonathan Paci, o (EP) Enrico Pietroboni e a (CA) Cláudia Aloísio tratam-no de “Pai Luís”.
Na rotunda da EN1, houve um facto suficientemente curioso. O Issufo e Martinho fizeram um verdadeiro espetáculo. Espero que um de vocês possa explicar aquela ginástica, que ninguém mais “aguentou”.
Os vossos comentários serão importantes para ajudar aos que não participaram desta “festa” a ter uma “imagem” do que realmente aconteceu.
JP, EP e CA são alguns destes que, para além de terem ajudado a preparação, queriam estar fisicamente [mas não pôderam, não porque assim o quisessem, mas porque a doença não os permitiu: passaram o 25 de abril de malária, inclusive os dias subsequentes] naquele que será um dos mais ousados convívios da família do CAM e não só.
As coisas não terminaram por aqui, pois nos próximos dias, naquilo que proponho chamar de PARTE II, vou falar-vos da continuação desta celebração, com referência à viagem para Murraça e o gesto de Galo [atenção: Galo é nome de pessoa!]
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da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 14 Mag 2014 | Progetti in Mozambico
Mentre a Caia i collaboratori locali del CAM stavano partecipando “in prima fila” alla tradizionale sfilata della festa del primo maggio, Enrico, Claudia e Jonathan, l’equipe espatriata, hanno assistito alle celebrazioni nella cittadina di Beira. Pubblichiamo un breve reportage fotografico di Enrico Pietroboni.



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da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 15 Apr 2014 | Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico
Una testimonianza di Paola Bresciani, responsabile amministrativa del CAM a Trento, dalla sua recente missione a Caia.
Ritorno in Mozambico dopo quasi 6 anni dalla mia precedente missione, avvenuta tra novembre e dicembre 2008. Sono molti i pensieri che affollano la mia mente, mentre guardo distrattamente il panorama dal finestrino del piccolo aereo che da Johannesburg mi porta a Beira: l’emozione del ritorno, la voglia di approfondire la conoscenza dei progetti per cui lavoro da tanto tempo, la volontà di creare un piccolo legame con i nuovi colleghi, locali ed espatriati, la curiosità di vedere cosa è cambiato da allora…
Già una cosa mi balza all’occhio dall’aereo che si appresta ad atterrare: adesso che la stagione delle piogge sta terminando il panorama è verdissimo e c’è molta acqua; un panorama così diverso da quello che mi ricordavo dalla scorsa volta quando, al termine della stagione secca, tutto era brullo e i colori predominanti erano il giallo ocra e il marrone.
Il verde del panorama mi accompagna per tutte le tre settimane della mia missione, sulla strada che da Beira mi porta a Caia, e più tardi verso Murraça e Sena, dove visito la scuola di agraria, l’azienda agricola e la banca di microcredito.
Caia la ritrovo familiare ma nello stesso tempo anche cambiata: stesse strade polverose (ahimè con molte buche, che ci obbligano a guidare piano piano), stessi visi sorridenti… ma anche più vivace. Noto subito delle mandrie di bovini pascolare nel “mato” vicino, dei trattori passare sulla strada nei pressi della sede del CAM, dei negozi e delle bancarelle che prima non c’erano. E poi il grande ponte sul fiume Zambesi, la scorsa volta in costruzione, che visto da vicino sembra ancora più imponente.
Mi concentro sul mio lavoro nell’ufficio di Caia e vedo che c’è ancora molto da fare, ma che siamo sulla strada giusta.
Penso che questo sia il momento più delicato dell’intero percorso di quindici anni del CAM: è ora che bisogna concentrare gli sforzi, fare tutto il possibile perché il lavoro fatto fino adesso non vada perduto, fare in modo che il nostro personale locale possa tra un paio di anni prendere con sicurezza le redini del progetto e portarlo avanti in autonomia.
Già molte persone sono cresciute e i frutti del lavoro fatto mi sono ben visibili.
Manca davvero poco, ma bisogna lavorare sodo affinché questo passaggio importante avvenga in modo definitivo.
La formazione del personale locale è la sfida più grande di questi prossimi due anni! Dobbiamo darci da fare per renderci presto inutili!
Lascio Caia dopo tre settimane dal mio arrivo con questo pensiero e con la certezza che lavorando tutti assieme le cose sono possibili.
Estamos juntos!