Tesisti a Beira: l’esperienza di Federico e Alessandro

Tesisti a Beira: l’esperienza di Federico e Alessandro

Federico Pignaton e Alessandro Bachechi sono due studenti dell’Università di Trento che hanno trascorso gli ultimi mesi a Beira, in Mozambico, collaborando con il CAM nell’ambito del progetto TERRA e del loro percorso di tesi. Riportiamo qui la loro testimonianza.

Da inizio aprile a fine giugno 2026 abbiamo avuto l’opportunità di essere ospitati dall’ufficio CAM di Beira, portando il nostro contributo al progetto TERRA, che ha tra i suoi obiettivi la riqualificazione di un mercato informale nell’area di Macuti-Miqueijo. Si è trattato di un periodo intenso, ricco di stimoli e di sfide, che ci ha permesso di entrare in contatto diretto con le realtà locali e di contribuire concretamente a un progetto di cooperazione allo sviluppo.

Fin dal nostro arrivo siamo stati coinvolti nella fase di Assessment del progetto, pur con prospettive e obiettivi differenti: Federico ha sviluppato il lavoro nell’ambito della sua tesi in Ingegneria Edile e Architettura, con un focus sugli aspetti fisici e spaziali del mercato, mentre Alessandro ha approfondito il ruolo economico e sociale dello stesso e i possibili impatti che interventi di questo tipo possono generare sulla comunità.

Da subito ci siamo immersi nelle attività sul campo, che hanno rappresentato il cuore del nostro periodo a Beira. Svolgere un lavoro di Assessment e cercare di comprendere le dinamiche socioeconomiche di un contesto come quello di Macuti richiede un approccio aperto, paziente e flessibile, capace di mettere continuamente in discussione le strutture mentali e culturali che inevitabilmente ci portiamo dietro. Non è un processo immediato: richiede tempo, ascolto e disponibilità verso una realtà profondamente diversa da quella a cui siamo abituati.

In questo senso, abbiamo imparato a conoscere il mercato e, prima di tutto, le persone che lo animano ogni giorno. Un progetto come questo non si esaurisce nello studio tecnico: significa costruire un rapporto con una comunità, imparare a dialogare rispettandone i tempi e le sensibilità, e guadagnarsi una fiducia reciproca che non può essere data per scontata. Siamo arrivati con qualche incertezza su cosa avremmo trovato, ma quella stessa incertezza si è rivelata, in fondo, una risorsa: ci ha spinti ad approcciare il contesto in modo più aperto, senza aspettative precostituite.

Il lavoro si è articolato in due fasi principali. In una prima fase ci siamo dedicati a esplorare le dinamiche interne del mercato attraverso interviste dirette con i venditori e gli utenti, cercando di capire come funziona, chi lo frequenta e quali sono le esigenze reali delle persone che lo vivono quotidianamente. In una seconda fase abbiamo somministrato questionari strutturati, con l’obiettivo di raccogliere le preferenze della comunità rispetto ai possibili cambiamenti da attuare nell’ambito del progetto di riqualificazione.

Parallelamente al lavoro sul campo, questa esperienza ci ha permesso di conoscere e lavorare a stretto contatto con i colleghi dell’ufficio di Beira, che ci hanno guidato, consigliato e supportato lungo tutto il percorso. Abbiamo avuto la fortuna di inserirci in un ambiente lavorativo davvero stimolante, dove il senso di equipa è tangibile e dove la professionalità si intreccia con relazioni umane. Con alcuni colleghi il rapporto è andato oltre le ore di lavoro, dando vita a un’amicizia che porteremo sempre con noi.

Per entrambi si è trattato della prima esperienza in Africa, e Beira ha saputo restituirci molto più di quanto ci aspettassimo. Al di là del lavoro, abbiamo avuto l’occasione di esplorare il paese, dal Parco Nazionale del Gorongosa alle spiagge di Vilanculos, scoprendo un Mozambico che va ben oltre il contesto urbano in cui operavamo. Torniamo in Italia con strumenti nuovi: una comprensione più concreta del lavoro sul campo, una maggiore familiarità con le complessità della cooperazione allo sviluppo e uno sguardo diverso su questo tipo di contesti.

Alessandro e Federico

Partecipazione, compostaggio e sviluppo locale: le sfide del progetto TERRA a Beira

Partecipazione, compostaggio e sviluppo locale: le sfide del progetto TERRA a Beira

È ufficialmente partito TERRA – Trasformazioni per un’Economia del Riciclo dei Rifiuti urbani e per un Ambiente sostenibile in Mozambico, un nuovo progetto di sviluppo urbano integrato che mira a promuovere una gestione consapevole e sostenibile dei rifiuti solidi urbani nella città di Beira.

In occasione dell’avvio delle attività, viene presentato anche il nuovo logo del progetto, simbolo dell’impegno verso l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e la partecipazione comunitaria. Il logo rappresenta la trasformazione del rifiuto in risorsa, richiamando i principi di riduzione, riciclo e riutilizzo che guidano l’intervento.

Il progetto

TERRA è un progetto di 3 anni finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e sarà realizzato dalla Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con il CAM, Comune di Beira, Università degli Studi di Trento, Universidade Zambeze, Bio Energia Trentino srl.

L’obiettivo principale è supportare l’amministrazione comunale nell’adozione di nuove politiche per una gestione sostenibile del residuo organico urbano, promuovendo comportamenti responsabili e sistemi efficienti di raccolta e trattamento.

 

Economia circolare e compostaggio

Uno dei pilastri dell’iniziativa è la valorizzazione della FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) attraverso differenziazione del rifiuto organico, attivazione del Centro di Compostaggio cittadino, produzione e distribuzione di compost ad agricoltori e cittadini, utilizzo del compost per la manutenzione delle aree verdi urbane.

Il sistema di raccolta e gestione partirà inizialmente dal settore privato e commerciale, creando un modello replicabile e sostenibile.

 

Riqualificazione del mercato di Macuti

Un intervento significativo riguarderà la riqualificazione del mercato informale del quartiere di Macuti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza, avviare un’esperienza pilota di differenziazione e gestione del rifiuto organico in un’area informale, creare un caso studio replicabile in altri quartieri della città

 

Beneficiari e risultati attesi

Il progetto coinvolgerà direttamente funzionari e tecnici comunali, imprenditori e commercianti, agricoltori, venditori informali, rappresentanti della comunità

Particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento di donne e giovani, elemento trasversale a tutte le azioni previste.

Tra i principali risultati attesi:

  • Revisione partecipata e approvazione del Regolamento Municipale sulla gestione del RSU, comprensivo del Piano operativo della FORSU
  • Implementazione efficace della raccolta e gestione del residuo organico nel settore privato e commerciale
  • Riabilitazione del mercato informale di Macuti con condizioni igienico-sanitarie migliorate

Nelle prossime settimane si terrà la presentazione del progetto nel quartiere di Macuti per la prima fase di progettazione partecipata. Nel quartiere esiste già una consolidata rete di attori della comunità con esperienza nei processi, visto il lavoro fatto negli anni precedenti con il progetto Mudar.

Con TERRA prende forma un percorso concreto verso un ambiente urbano più salubre, resiliente e sostenibile, rafforzando la cooperazione tra Italia e Mozambico e promuovendo un modello di sviluppo fondato sull’economia circolare e sulla partecipazione attiva delle comunità locali.

Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori

Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori

Dal 2 al 13 aprile 2025 si terrà a Trento, presso Sala Thun di Torre Mirana, in Via Belenzani 3, la mostra Labirinto Macuti: fotografie e paesaggi sonori da Beira.

Fotografie di Paolo Ghisu. Paesaggi sonori di Emanuele Lapiana. Accompagnamento per persone non vedenti e ipovedenti con Fiorenzo Pojer.

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L’Africa è spesso raccontata attraverso narrazioni che fanno rumore, che catturano l’attenzione amplificando drammi, contraddizioni, stereotipi e folclore. Ma in questo fragore si perdono le storie autentiche, i vissuti reali di chi abita il continente e le tracce che compongono la sua memoria storica e sociale.

Questo lavoro, realizzato tra il 2022 e il 2025, ci conduce nel cuore di Macuti, un quartiere costiero di Beira, una delle principali città del Mozambico, affacciata sull’Oceano Indiano. Qui la popolazione cresce a un ritmo vertiginoso, in uno dei paesi a più rapida espansione demografica. In pochi anni è quasi raddoppiata e oggi Macuti conta circa 30.000 abitanti. L’urbanizzazione avanza rapidamente, ma in modo disordinato, senza una pianificazione adeguata.

Attraverso le immagini e i suoni di Labirinto Macuti ci immergiamo in un dedalo di strade, vicoli, canali e case addossate le une alle altre. Il percorso visivo ci guida dalla visione d’insieme del quartiere fino ai dettagli più intimi della quotidianità: momenti di aggregazione, frammenti di vita domestica, scene di lavoro, relazioni umane. Un racconto che restituisce l’anima pulsante di Macuti, lontano dagli stereotipi che spesso deformano la percezione di questi luoghi.

Questi scatti non vogliono stupire né spettacolarizzare, ma raccontare con sincerità la bellezza e la fragilità della vita quotidiana, colta nei suoi gesti impercettibili e nella sua straordinaria cura. Al tempo stesso, mettono in luce sfide sociali e ambientali che non riguardano solo Beira, ma molte città nel mondo: la precarietà delle case, le infrastrutture degradate, la cementificazione e il consumo di suolo incontrollati, la carenza di servizi essenziali quali l’accesso all’acqua potabile, la rete fognaria, e la gestione dei rifiuti.

A questi problemi si aggiunge una minaccia sempre più pressante: gli allagamenti ricorrenti durante la stagione delle piogge, che negli ultimi anni hanno colpito il quartiere con crescente violenza, esacerbati dagli effetti tangibili del cambiamento climatico.

Alcune immagini recano i segni indelebili dei cicloni degli ultimi anni, come Idai nel 2019, tra i più violenti mai registrati in Africa e nell’emisfero sud. Sono ferite visibili nelle case, nelle strade, nelle vite delle persone. Cicatrici che parlano di Beira, del Mozambico, ma anche di noi e delle sfide globali che il nostro tempo ci impone di affrontare.

Con Labirinto Macuti, l’invito non è solo a osservare e ascoltare, ma a perdersi in questa realtà, attraversarne le contraddizioni, ritrovarsi nelle sue sfide, lasciarsi avvolgere dalla sua energia vitale.

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La mostra è un’iniziativa promossa all’interno del progetto Mudarbeira. Un progetto di cooperazione decentrata tra la Provincia autonoma di Trento (PAT) e il Conselho Municipal da Beira (CMB), in Mozambico, cofinanziato dall’Unione Europea, implementato dal CAM in collaborazione con CCI, con le partnership di Università di Trento, Università Zambese, Istituto di Formazione per l’Amministrazione Pubblica e Municipale di Beira.

Evento di inaugurazione martedì 1 aprile ore 17.

Visita guidata per persone non vedenti o ipovedenti con Fiorenzo Pojer e Unione Italiana Ciechi martedì 8 aprile ore 15.

Martedì 8 aprile alle ore 19 si terrà un incontro speciale sulla fotografia documentaria, insieme ad alcuni membri di WJ Trento. Si andrà ad esplorare il processo di creazione di un documentario fotografico attraverso il lavoro di diversi autori e le immagini di Labirinto Macuti.

I posti sono limitati, info e iscrizioninfo@mudarbeira.org.

MUDAR: il terzo anno di progetto inizia nel pieno delle attività

MUDAR: il terzo anno di progetto inizia nel pieno delle attività

Anche il secondo anno del progetto Mudar, programma di azione tra Trento e Beira per promuovere lo sviluppo urbano integrato e rafforzare il governo locale, è giunto al termine ed è tempo di bilanci.

Una delle cose che più ha caratterizzato questi ultimi mesi di lavoro è stato il completamento del Descriptive Report relativo all’intervento di riqualificazione del quartiere di Macuti Miquejo: si tratta di uno dei documenti più importanti del progetto MUDAR, poiché racchiude il processo che ha portato l’Università di Trento, responsabile dell’azione, a disegnare un progetto preliminare che rispondesse alle esigenze e ai vincoli della popolazione, attraverso un processo partecipativo multi-stakeholder. Il Comune di Beira, che ha orientato la stesura del progetto, è responsabile della sua esecutività.

È il culmine di un processo lungo e importante iniziato con un’ampia raccolta dati sull’area di Macuti e sul suo funzionamento amministrativo che ha permesso di delineare un ordine di priorità e di portare alla definizione di un progetto a scala di quartiere. Sono state così affrontate questioni cruciali per il miglioramento dell’insediamento spontaneo, come la limitata mobilità al suo interno, gli allagamenti a cui è soggetto, la mancanza di spazi verdi e pubblici e l’assenza di raccolta dei rifiuti.

Gli interventi proposti nel Progetto Pilota occupano una posizione strategica a Macuti e si ritiene che possano affrontare più criticità contemporaneamente. Sono inoltre destinati a costituire un modello replicabile all’interno del quartiere stesso, secondo le priorità indicate nel progetto preliminare, o forse nell’intera Beira. Ciò è possibile grazie alle loro caratteristiche di riproducibilità facile ed economica. Inoltre, costituiscono un terreno di formazione per l’amministrazione locale, non solo nella fase di progettazione degli interventi, ma anche nella loro attuazione e manutenzione.

Il Descriptive Report è stato presentato e formalmente consegnato al Municipio di Beira dal professor Zolezzi, focal point di MUDAR per l’UNITN, l’11 aprile scorso presso il Comune di Beira alla presenza del Sindaco Albano Antonio Carige, delle principali autorità municipali, tra cui gli assessori alla Gestione Urbana, all’Edilizia e Costruzioni, all’Agricoltura e Ambiente, il direttore del Servizio Autonomo di sanificazione (SASB) e dei partner di progetto. L’esperienza di Macuti e il Descriptive report sono stati presentati anche alle conferenze internazionali di Genova “Resilient Territories and New Challenges Conference” (18-20 aprile 2024) e di Lisbona “International Association for Hydro-Environment Engineering and Research” (4-7 giugno 2024).

Un altro importante avvenimento nel mese di aprile è stata la Summer School, svoltasi in Trentino, alla quale hanno partecipato il Sindaco di Beira insieme a 7 rappresentanti comunali e due responsabili della formazione di IFAPA. Tra incontri, scambi e confronti, è stata un’occasione molto importante per far conoscere ai partner mozambicani le realtà trentine, in una dinamica di dialogo orizzontale che ha rafforzato i rapporti e l’amicizia tra le città di Trento e Beira. La summer school ha fatto parte del processo di formazione che MUDAR prevede per rafforzare le capacità gestionali, tecniche e amministrative del comune di Beira. Questo secondo anno di progetto non poteva concludersi meglio.

Se molto è stato fatto, molto deve ancora avvenire, e lo staff di MUDAR guarda al terzo anno con impegno e determinazione: dopo due anni di lavoro con la comunità, le associazioni di quartiere e i tecnici di progetto, inizieranno infatti i tanto attesi lavori di riqualificazione del quartiere di Macuti. Ma non solo: si proseguirà con i cicli di formazione somministrati dal CCI a IFAPA e da IFAPA al Municipio. Inoltre, verrà organizzata una seconda study visit tra autorità locali mozambicane e una delegazione della PAT si recherà in visita a Beira. Grazie alla collaborazione con Informatici Senza Frontiere, si darà avvio alla progettazione di una soluzione digitale che permetterà di migliorare i servizi del Comune rivolti alla popolazione in materia di gestione dei rifiuti.

Insomma, non ci sarà il tempo per rilassarsi! La consapevolezza è che, grazie a questo grande team di progetto, nonostante le difficoltà e gli imprevisti, si raggiungeranno risultati di alto livello.

 

Questo articolo è tratto dalla newsletter semestrale del progetto Mudar, pubblicata in italiano, inglese e portoghese.
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Video Intervista al Sindaco di Beira, Albano Carige António
Il sindaco di Beira Albano Carige António parla del progetto MUDAR e delle dinamiche di sviluppo urbano della città. 

Azioni e formazioni per uno sviluppo urbano partecipato e sostenibile. Un incontro con la delegazione di Beira a Trento

Azioni e formazioni per uno sviluppo urbano partecipato e sostenibile. Un incontro con la delegazione di Beira a Trento

Giovedì 18 aprile alle 18.30 presso Bookique, in via Torre D’Augusto 29 Trento,  si terrà un “aperitivo di incontro”, occasione per conoscere i membri della delegazione del Comune di Beira ospiti a Trento attraverso il progetto Mudar.

 

Mudar è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea tra Trentino e Beira per promuovere lo sviluppo urbano integrato e rafforzare il governo locale. Dal 14 al 20 aprile si terrà a Trento e in altre località della provincia una Summer School organizzata dal Centro per la Cooperazione Internazionale, che sarà occasione di scambio tra territori e formazione per parlare di sviluppo locale.
L’aperitivo di giovedì 18 aprile è rivolto a tutti coloro che sono interessati a conoscere il progetto e ad incontrare i rappresentanti del municipio di Beira e i tecnici specializzati in pianificazione urbana ospiti a Trento durante la settimana.

Ingresso libero, per maggiori dettagli contattare info@trentinomozambico.org