da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 10 Mag 2023 | Progetti in Mozambico
Due mesi fa, il ciclone Freddy colpiva Malawi, Madagascar e diverse zone del Mozambico, compreso il distretto di Caia. Subito dopo l’alluvione, che insieme all’apertura della diga di Cahora Bassa ha causato lo straripamento del fiume Zambeze, migliaia di famiglie di Caia sono state ospitate all’interno di una cinquantina di scuole elementari, perché le loro abitazioni erano distrutte o danneggiate pesantemente.
Il CAM si è da subito attivato, insieme alle autorità locali e ad altre ONG, partecipando alle riunioni distrettuali del COE (Coordinamento delle Emergenze), per cercare di quantificare le famiglie che avevano trovato rifugio nelle scuole ed i loro bisogni primari da soddisfare. Durante questa prima fase, le persone hanno potuto ricevere il trattamento adeguato contro la malaria da parte di diversi operatori sanitari in loco. Come riporta la nostra collaboratrice Emanuela De Vivo, Freddy si è abbattuto sul distretto di Caia quando era da poco terminata la campagna di vaccinazione contro il colera, dunque non c’è stata una conseguente emergenza del virus, cosa che spesso avviene dopo calamità come questa.
Secondo i dati raccolti dal CAM, dalle liste di famiglie sfollate stilate da Protezione Civile Mozambicana e dal Programma di Alimentazione Mondiale sono rimaste escluse dal programma alimentare e dal piano di ricostruzione delle loro abitazioni 2.693 famiglie, ossia 13.465 persone.
Emanuela ed Elias, responsabile del CAM a Caia e dei progetti in area sanitaria, si sono interessati immediatamente al problema e hanno individuato le seguenti priorità per tutte queste famiglie che non possono tornare alle loro case e hanno bisogno di aiuto alimentare:
- la situazione latrine nelle scuole elementari è estremamente precaria. Il CAM si pone come obiettivo la costruzione di circa 10 latrine, per una spesa media di 1.800 euro a latrina. Le latrine sono indispensabili per proteggere la popolazione dal rischio di malattie infettive e virali, come il colera
- ogni famiglia ha bisogno di un kit alimentare che copra un mese intero, composto da farina, riso, fagioli, sale, zucchero e olio, per una spesa media di 100 euro a kit.
La situazione è aggravata dal fatto che si temono altre inondazioni e straripamenti del fiume Zambeze, che potrebbero ulteriormente peggiorare le condizioni di vita di tutte queste famiglie.
Ci stiamo attivando nella raccolta fondi per l’emergenza latrine e kit alimentari post ciclone Freddy nel distretto di Caia. Cercheremo di non lasciare indietro nessuno e di estendere il messaggio di aiuto. Nel frattempo, ci stringiamo vicino a tutte queste famiglie in difficoltà e non faremo mancare il nostro sostegno, soprattutto tramite la rete degli assistenti domiciliari.
Nelle immagini sopra, scattate durante la verifica della condizione igienica nelle scuole del distretto, la scuola di Njnzera e le latrine delle scuole Chandimba e Cabral
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 28 Apr 2023 | Attualità dal Mozambico, Progetti in Mozambico
Andrea Patton, fondatore del progetto di microcredito, commenta le conseguenze del ciclone Freddy che lo scorso marzo ha colpito pesantemente molte zone del Mozambico, con un’analisi sul suo impatto nell’economia dei distretti dove il progetto è attivo.
“Le zone del Mozambico maggiormente colpite dalla violenza del ciclone sono state le Provincie di Sofala e Zambezia, dove le piogge torrenziali ed i forti venti hanno causato vittime e danni ingenti alle già precarie costruzioni ed alle coltivazioni. Le autorità competenti si sono viste costrette, inoltre, a scaricare parzialmente l’enorme bacino idroelettrico di Cahora Bassa con il conseguente innalzamento del fiume Zambesi, già a livelli di allerta gialla, e la rottura degli argini a nord di Chemba e lungo tutto il percorso fino alla foce. Le vie di comunicazione, peraltro sempre precarie, sono state interrotte per più giorni e migliaia di ettari di coltivazioni sono stati allagati, con la perdita quasi totale della coltivazione principale, il mais.
I distretti dove opera il CAM nel settore del microcredito, Caia – Marromeu e Cheringoma, hanno risentito pesantemente di questa situazione. In particolar modo Caia e Marromeu hanno sofferto maggiormente, trovandosi adiacenti il fiume Zambesi e con moltissimi campi nelle zone più fertili in prossimità del fiume o dei suoi affluenti. Le comunità di questi distretti, lontane dalle città, vivono soprattutto grazie all’agricoltura e alla pastorizia e di conseguenza le esondazioni hanno privato loro del primo raccolto di mais e causato la perdita di vari capi di bestiame. Non solo. A lato delle coltivazioni principali (mais, sorgo, riso) gli agricoltori coltivano anche il sesamo, definita coltura di “rendimento” poiché destinata totalmente alla commercializzazione. La maggior parte degli agricoltori aveva già trapiantato le piantine di sesamo in pieno campo (operazione che si esegue tra la metà di febbraio e metà di marzo) e pertanto nelle zone allagate anche questa coltivazione è andata perduta. Dopo il venti di marzo stanno cercando di ripiantare nuovamente ma i risultati sono di dubbio esito!
La coltura del sesamo è estremamente importante poiché permette alle famiglie di avere un reddito supplementare che consente loro di poter mandare in primo luogo i loro figli a scuola ma anche di comprare altri prodotti necessari al miglioramento della vita quotidiana. Per capire l’importanza del sesamo basti pensare che annualmente produce introiti nei distretti che sono stimati attorno ai tre milioni di euro.
In questo contesto anche le nostre attività di microcredito si sono venute a trovare in una situazione di precarietà e certamente risentiranno gli effetti del ciclone Freddy. Molti dei nostri beneficiari che avevano ricevuto dei finanziamenti per il settore agricolo sono in difficoltà nel pagamento dei mutui ed anche i commercianti cominciano ad avvertire la stessa problematica. Se gli agricoltori non hanno liquidità per fare acquisti è evidente che anche i piccoli commercianti non vendono i loro prodotti.
Come uffici di microcredito CAM dialoghiamo con i beneficiari in difficoltà e cerchiamo di capire le loro necessità prorogando i piani di ammortamento o ristrutturando il debito in altre forme.
Andrea Patton
Come uffici di microcredito CAM ci siamo mossi immediatamente, dialoghiamo con i beneficiari in difficoltà e cerchiamo di capire le loro necessità prorogando i piani di ammortamento o ristrutturando il debito in altre forme. Nonostante ciò, siamo sempre stati aperti e continuiamo sempre con le nostre erogazioni mensili, senza taglio alcuno e dando fiducia alle persone. Non è la prima volta che il settore del microcredito affronta queste cicliche problematiche e siamo preparati per affrontarle nel miglior modo possibile, coscienti, tuttavia, che qualche perdita la dovremo sopportare anche noi.
Confidiamo che gli agricoltori possano avere un dignitoso secondo raccolto di mais e che si possa recuperare almeno una parte di sesamo che sarà commercializzato verso la fine di giugno, in modo da poter dare un poco di fiato alle economie locali.”
Vedi anche: https://www.trentinomozambico.org/il-ciclone-freddy-colpisce-il-mozambico/
Foto INGC Moçambique
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 17 Apr 2023 | Progetti in Mozambico
Giovedì 23 Marzo ha avuto luogo il Webinar riguardo la sostenibilità imprenditoriale e l’economia verde, inserito nel progetto Inovação Circular (IAC), indirizzato ai giovani imprenditori mozambicani.
La partecipazione al Webinar è stata molto sentita: 80 persone si sono collegate online per seguire i vari dibattiti ed interventi organizzati dai partner di progetto. Potete vedere la registrazione intera dell’evento qui (in lingua portoghese).
Gli interventi sono stati raggruppati per aree tematiche, tutte incentrate sul fare impresa in un ottica di sostenibilità ambientale. Durante l’apertura del Webinar, la nostra collaboratrice Margherita Busana ha presentato la realtà del CAM, lo scopo del progetto IAC e i contenuti del Webinar.
A seguire, ci sono stati diversi approfondimenti di esperti ed esperte di imprenditoria sostenibile. David Franco, direttore dell’incubatore HubLink Mozambique, ha evidenziato i legami tra business lineare e cambiamenti climatici e l’importanza di adottare una logica circolare per circoscrivere i danni ambientali in Mozambico, con particolare riferimento al distretto di Beira. I temi hanno poi spaziato dal bisogno di migliorare la gestione dei rifiuti in Mozambico, alla riduzione del consumismo, dal raggiungimento dell’obiettivo zero waste, alla riduzione dei costi dei materiali per i settori minerario, agricolo ed energetico.
Parlando di gestione dei rifiuti, Carlos Serra, direttore del CEAR ha sottolineato come in Mozambico manchi una gestione capillare dell’emergenza rifiuti. Infatti, anche i comuni più organizzati del paese non hanno un progetto di cooperazione con i cittadini locali per migliorare la raccolta dell’immondizia. Tuttavia, il CEAR organizza un servizio di raccolta dei metalli con il nome di djova xitaduna per far fronte a questa lacuna gestionale.
Marta Sachy invece, direttrice della Fondazione Aurora, ha menzionato due importanti realtà in Africa per l’accelerazione di un’economia circolare: la ACEA che si occupa di sistemi alimentari, packaging, elettronica, moda e sistemi di costruzione, e i fondi della ACEF che mirano a sviluppare le competenze tecniche ed istituzionali per una transizione green delle imprese.
Dalle interviste ad alcuni partecipanti al Webinar, è emerso che complessivamente i giovani si sono ritenuti soddisfatti sia dell’organizzazione sia dei contenuti dell’evento, e alcuni hanno sottolineato come il Webinar abbia arricchito le loro conoscenze sull’economia circolare. Alcuni giovani hanno anche suggerito di inserire alcuni casi studio di realtà imprenditoriali green di successo, un accorgimento che la direzione terrà di sicuro in gran considerazione per un prossimo incontro.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 24 Gen 2023 | Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico
Il progetto Limpamoz che vede il CAM impegnato nel sostegno alla Municipalità di Beira, Mozambico, per la gestione dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti sanitari, è più di un intervento di cooperazione internazionale. Dall’iniziativa infatti scaturiscono opportunità di ricerca e formazione che vedono l’Università degli Studi di Trento molto attiva nel progetto.
Le attività di ricerca vengono promosse e divulgate tramite articoli o presentazioni orali in diversi contesti. Per citare i più importanti del 2022, ricordiamo la partecipazione al VII Congresso Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo presso le Università Federico II e L’Orientale di Napoli, la partecipazione al 11th International Conference on Waste Management and Environmental Impact del Wessex Institute of Technology e al Venice Symposium (con la presentazione di tre paper in open access su Scopus), la presentazione del progetto alla LEES Winter School dell’Università Statale di Milano, al XIX International Conference del CeTAmb, Università degli Studi di Brescia, alla Giornada Cientifica dell’Universidade Licunguo, Dondo, Beira.
C’è poi l’attività di redazione di articoli accademici, sono tre i lavori presentati nel 2022:
- Castellucci, A., Ragazzi, M., Berghi, F., Guirreri, D., Rama, I. Biomedical solid waste management in low-income contexts: the case of Beira in Mozambique. WIT Transactions on Ecology and the Environment – Waste management and Environmental Impact, Vol. 275, 2022, WIT Press. Disponibile qui: http://bit.ly/3Jdj7UI
- Caminati, V., Ragazzi, M., Silvestri, S., Berghi, F., Guirreri, D., Castellucci, A., Rama, I. Collection and composting of organic waste: a case study in the city of Beira, Mozambique. International Journal of Environmental Impacts, Vol. 5, No. 3, 2022, WIT Press. Disponibile qui: http://bit.ly/3R1CCkK
- Ragazzi, M., Torretta, V., Castellucci, A., Castellani, P., Rada., E.C. An example of sinergies of PhD research on thermal treatment of healthcare waste in low-income countries. Presentato al Venice Symposium – 9th International Symposium on Energy from Biomass and Waste, sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Detritus.
Una importante base delle attività scientifiche sono le tesi di laurea e di dottorato, che anno dopo anno aiutano a raccogliere ed elaborare dati utili per i progetti stessi e per le finalità di ricerca. Ad aprire la strada ai lavori di tesi con il CAM nell’area della gestione dei rifiuti è stata la tesi di laurea di Dario Guirreri nel 2017 con “Proposta di compostaggio in un contesto mozambicano“. Oggi Dario collabora con Progettomondo e con il CAM coordinando le attività che si svolgono a Nampula, nel progetto Limpamos finanziato da AICS.
Ricordiamo poi le due tesi di laurea magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio di Ada Castellucci e Valentina Caminati nell’anno 2021, rispettivamente dal titolo “La gestione del rifiuto solido biomedico in contesti a basso reddito: il caso di Beira in Mozambico” e “Compostaggio e raccolta del rifiuto organico: un caso di studio nella città di Beira, Mozambico”.
Nel 2022, inoltre, Maria Stella Riva ha svolto una ricerca per la tesi di laurea magistrale in Studi Internazionali sulla tematica della marginalizzazione dei catadores, i raccoglitori informali di rifiuto della città.
La qualità di questi lavori di tesi è tale che in alcuni casi sono stati premiati, come è avvenuto recentemente per il lavoro di Ada Castellucci, presentato al Bando di concorso 2022 Giovanni Lorenzin. Il bando premia giovani laureati e laureandi con un contributo alle spese di viaggio e sostentamento per la realizzazione del progetto previsto dalla tesi di laurea inerente a problematiche della cooperazione allo sviluppo. Grazie a questo premio monetario e al suo nuovo percorso lavorativo, un dottorato presso la
Scuola di Scienze Sociali sulla Sostenibilità, Ada potrà tornare in Mozambico quest’anno per portare avanti i progetti legati alla gestione del rifiuto ospedaliero.
La collaborazione con l’Università di Trento, pertanto, si intensifica anche su un nuovo fronte, grazie ad un dottorato di ricerca sulla gestione sostenibile del rifiuto ospedaliero in contesti a basso reddito, a partire proprio da Beira e dai progetti del CAM.
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 21 Dic 2022 | Notizie dall'Associazione, Progetti in Mozambico, Storie
La Direttrice di Fondazione Aurora Marta Sachy si è recata in missione a Beira dal 18 novembre al 4 dicembre 2022 per il progetto InovAção Circular (IAC) – il cui obiettivo è il rafforzamento dello sviluppo socio-economico della città di Beira, attraverso il potenziamento di incubatori d’impresa e il sostegno a piccole medie imprese, con un focus sull’economia circolare. Ma Marta Sachy ha un legame speciale con il CAM, infatti è stata responsabile dell’area socio-sanitaria a Caia e poi coordinatrice generale del CAM in Mozambico tra il 2010 e il 2014.
Marta Sachy ha lavorato a stretto contatto con Margherita Busana, Project Manager del CAM, e Ana Rita Querido di UC Business per favorire l’avanzamento del progetto avviato lo scorso maggio 2022. Durante la missione si sono susseguiti momenti di formazione congiunta con HubLink, l’incubatore d’impresa che il progetto si prefigge di rafforzare, per attività di accompagnamento on the job dirette a:
- finalizzare il business e il financial plan
- elaborare documenti descrittivi del processo di incubazione e accelerazione
- realizzare incontri con grandi imprese per posizionare l’incubatore come fornitore di servizio e fare formazione per illustrare le potenzialità dell’economia circolare in Africa.
Grazie alla forte e duratura relazione che c’è tra Marta Sachy e il CAM, abbiamo colto l’occasione per farle alcune domande sulla sua visita.
La tua ultima visita è stata nel 2014, com’è stato tornare a Beira dopo tanti anni?
Il Mozambico ovviamente è sempre casa. Come dico anche nel mio TedX sono un’identità al cubo.
Tornare a Beira è stato un sogno che si è realizzato. Mi mancavano i profumi, le strade, le persone. Posso dire senza dubbio che è stato un vero ritorno a casa. Tuttavia, ho trovato una città apparentemente meno attiva e più scombussolata, che mi ha condotto ad avere delle riflessioni profonde sulla precarietà dei questo territorio. Ho visto da un lato una Beira con più costruzioni in mattoni: la strada che porta dall’aeroporto alla città quando sono andata via nel 2014 era piena di risaie, ora è piena di abitazioni e c’è anche un ospedale privato. Ci sono più locali, ma anche più strade dissestate. E a mio avviso, la forbice sociale si è allargata.
La situazione precaria delle strade mi ha anche impedito di arrivare a Caia. Noi all’epoca ci lamentavamo di 4-7 ore per fare il tragitto da Beira a Caia, ora se tutto va bene, ce ne vogliono 12. Il mio sogno di fare un giro a Caia per il fine settimana ha dovuto fare i conti con la realtà di una mobilità resa ancora più difficile dalla mancanza di manutenzione delle vie di terra.
Quale pensi che sia il punto di forza del CAM in questo progetto?
Ho trovato un CAM solido, conosciuto e organizzato. Per coincidenza sono riuscita ad incontrarmi con i Sig. Elias Lanquene Joaninho e Benjamin Joao Baptista negli uffici di Beira! Che sorpresa favolosa ritrovare i due storici collaboratori, ora in ruoli di grandi responsabilità per il progetto a Caia. Il punto di forza?! Innegabilmente la continuità. Un esempio concreto: quando con Margherita siamo andate a fare le riunioni istituzionali e ho raccontato che dal 2010 e il 2014 ho lavorato a Caia, tutti conoscevano il CAM. La riunione con il direttore provinciale dell’Industria e Commercio si è svolta alla presenza di collaboratori che già mi conoscevano e con i quali avevo fatto riunioni in passato. Questa idea di continuità e proseguimento delle attività credo che sia un quid che pochissime istituzioni hanno ed è fondamentale per consolidare rapporti istituzionali, progetti effettivi e l’idea che si stia facendo un cammino insieme.
Ringraziamo Marta Sachy per la testimonianza e Fondazione Aurora per il resoconto (qui l’articolo sul sito della Fondazione).
da Consorzio Associazioni con il Mozambico - CAM | 28 Set 2022 | Progetti in Mozambico
Dal 2005 il CAM opera con attività di microcredito, dapprima con l’ufficio di Caia e successivamente con una seconda sede a Marromeu nel 2012 ed una terza nel 2020 a Inhaminga. Si tratta di un progetto di grande valore e dal positivo impatto, sia economico che sociale. Grazie al rientro dei prestiti con i tassi di interesse si generano dei fondi che – oltre a coprire interamente i costi della struttura, del personale ed alcuni investimenti (come le sedi e gli automezzi per l’operatività) – vengono utilizzati per finanziare le attività sociali realizzate a Caia, quali l’assistenza domiciliare e l’educazione prescolare.
In questo speciale in tre puntate abbiamo intervistato tre persone-chiave del progetto (clicca sui nomi per leggere gli articoli):
Benjamim è stato recentemente ospite in Trentino, dove ha avuto modo di fare alcune giornate di aggiornamento e formazione con i colleghi (aventi ad oggetto ad esempio i nuovi requisiti di segnalazioni di legge, citati anche nell’intervista di Enrico Baldo), alternate a visite di conoscenza del territorio ed anche turistiche.
Benjamim Baptista
Responsabile area microfinanza CAM Mozambico
Quale è stata la parte più interessante della tua visita in Italia?
Dai coordinatori italiani che si sono succeduti nel corso di questo ventennio in Mozambico e dal collega Andrea avevo sentito parlare speso del mondo cooperativo trentino. Sono rimasto veramente impressionato da quanto le cooperative riescano a svolgere un ruolo economico e sociale davvero straordinario.
Ho avuto la possibilità di visitare alcune di queste realtà come: il caseificio, l’allevamento bovino di montagna, il conferimento e la trasformazione del vino, il credito cooperativo ed il conferimento e lavorazione delle mele. La visita all’Istituto Agrario di San Michele e alla Federazione Trentina delle Cooperative mi hanno permesso di vedere da vicino quanto importante sia la formazione, la sperimentazione e la regolamentazione di questo settore.
Ritorno in Mozambico sicuramente arricchito da questa esperienza, ma anche un poco frastornato perché immagino come potrebbe essere importante poter replicare il sistema cooperativo trentino in Mozambico pur in carenza di una legislazione adeguata.
A livello prettamente “turistico” cosa ti è piaciuto in modo particolare?
In primo luogo mi ha stupito l’ordine, la pulizia ed i paesaggi mozzafiato. Con il Presidente Paolo Rosatti sono stato sul Grostè dove ho sperimentato per la prima volta la funivia ma, oltre al panorama, mi ha affascinato la neve!
Anche Venezia mi ha incantato moltissimo: una città in mezzo al mare dove le vie sono canali e le macchine sono imbarcazioni. Difficile poter raccontare questa straordinaria città al mio ritorno in Mozambico.
Ho apprezzato tantissimo anche la città di Trento, la sua storia (complessa da capire per me), i suoi palazzi centenari, il duomo, il castello del Buonconsiglio e tanto altro. Una realtà lontana anni luce dalle città mozambicane.
Vorrei concludere ringraziando il CAM per avermi dato questa opportunità di visitare il Trentino e un grazie anche a tutte le persone che ho incontrato e che, con pazienza, mi hanno spiegato con passione il loro lavoro all’interno della cooperazione.
Benjamim è intervenuto durante la tavola rotonda organizzata insieme al Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento mercoledì 21 settembre. Puoi rivedere la registrazione qui.